Farsa in tre atti

Il successo della prima puntata di Announo, che riceveva il testimone da un Servizio Pubblico in caduta libera d’ ascolti, andava santificato in qualche modo. L’ idea, partorita quasi certamente a tavolino da più soggetti cointeressati, è stata quella di mettere in piedi una pseudo intervista telefonica di Peter Gomez a zio Michele (nel caso, Santoro). Solo che invece di limitarsi ai dati di fatto – e attendere la controprova – si sono lanciati in una ridicola auto-celebrazione, talmente logorroica da doverla dividere in 3 parti, piena di scemenze e non solo. continua

Ordinaria schifezza

I titoli sui giornali che, parodiando quello del film che è valso l’ oscar a Paolo Sorrentino – “La grande bellezza” – si sono sforzati di essere originali o almeno simpatici, personalmente mi fanno pena, o grande tristezza, per restare in tema. Tutto è diventato improvvisamente grande, non c’è più niente di piccolo, o almeno normale. continua

Un anno vissuto pericolosamente – di Tecla Manzi

Qualcuno potrebbe chiedersi perché questo titolo, e uno degli scopi di tale scelta sarebbe
appunto questo: perché mentre se lo chiede si ritrova a leggere di che si tratta.
Un altro scopo invece è funzionale a un’altra domanda, prevedibile in questa stagione: che anno è stato questo 2013? continua

Lo schiccione

E’ un pesce d’acqua dolce. Vive per lo più nei canali della bassa padana, dove si è inselvatichito, perchè in origine era il tipico pesce rosso da acquario. Con lo schiccione non ci si fa niente, è immangiabile. Solo qualche temerario osa farne polpette, perchè è pieno di lische e ha un orrendo sapore di melma: insomma, lo schiccione fa schifo. continua

Zio Michele

Ad onorare le promesse non ci pensa proprio, per quanto possa esser tale una fatta a milioni di italiani in diretta RAI. In fondo si comporta come un politicante qualsiasi. Meglio far finta di niente, magari se ne dimenticano tutti. continua

ADRIANO CELENTANO C’E’

ESTIKAZZI NO, purtroppo.

In questi 3/4 giorni la faccenda falsa di Celentano e Servizietto Pubblico ha avuto fin da subito l’ esito strascontato: è stata una pacchiana e vomitevole manovrina pubblicitaria che spero (forse invano) anche gli uligani se ne rendano conto. Ma è anche probabile non si accorgano della colossale presa per i fondelli.

Santoro & co, dopo gli attentati anarco-pubblicitari alle antenne, adesso hanno davvero toccato il fondo.