Il beccamorto

Avendolo appellato in tal modo nel precedente post, mi sento in dovere di corroborare l’ epiteto affibbiatogli, con una serie di fatti incontrovertibili che lo vedono, suo malgrado, presente e partecipe nelle altrui (e talvolta sue) disgrazie. Lungi da me, quindi, ogni sospetto di intento dileggiante o, peggio, denigratorio. Si tratta invece di umane vicende che ne stigmatizzano la nefasta influenza, spesso sui suoi cari amici. continua

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La patente

E’ il titolo della celebre novella di Luigi Pirandello nella quale lo jettatore, Rosario Chiàrchiaro, fa di tutto per essere condannato dal tribunale, in modo che gli sia riconosciuto a pieno titolo il diritto di proclamarsi jettatore. Il povero Rosario la voleva, la pretendeva, mentre invece a qualcuno più fortunato di lui la offrono gratis. Perchè talvolta per certificare il titolo basta un amico, che magari nemmeno se ne accorge di darti la patente. continua

Zio Michele

Ad onorare le promesse non ci pensa proprio, per quanto possa esser tale una fatta a milioni di italiani in diretta RAI. In fondo si comporta come un politicante qualsiasi. Meglio far finta di niente, magari se ne dimenticano tutti. continua

Votantonio

Un anno fa, proprio in occasione del Natale, lo stallo se non il crollo dei sogni di gloria di un PM barbuto si tramutarono all’ improvviso in una nuova opportunità insperata, lo spunto giusto per tentare il colpaccio. E se non fu un colpo di fortuna quello, non so cos’ altro possa esserlo. continua

Il finto tonto

Alcuni giorni fa il pubblicista Antonino Ingroia, in arte Fofò o “il barbetta“, ha scritto un lungo, logorroico articolo sulle pagine de L’ Unità, rivendicando il diritto di parola del magistrato. Ma a parte la commistione dei ruoli (scriveva come magistrato o pubblicista?), e la più che ovvia risposta, l’ ormai prossimo emigrante Ingroia si guarda bene dall’ entrare nello specifico, perchè sa che altrimenti son dolori. continua

C’ è opposizione

Le scaramucce processuali durante il dibattimento in aula si esplicano mediante questa formula: c’è opposizione. Senza addentrarsi nei sofismi della legge, ciascuna delle parti ha la possibilità di opporsi, nel tentativo di fermare l’ esposizione di domande o argomenti, quando ritiene di avere validi motivi per farlo. A quel punto interviene il Presidente del Tribunale per decidere se l’ opposizione è ammissibile o meno, e il Dott. Mario Fontana è un ottimo Presidente. continua