Patti chiari

Benedette siano le elezioni! Pertanto se ne facciano tre al mese: da europee a condominiali, rionali e nazionali, comunità montane e balneari. Si moltiplichino seggi e urne, e ogni dì si contino voti. Abbiamo scoperto come vender copie, è ora che il Paese ci sorregga, disse colui che di Marzullo è allievo prediletto (fatti una domanda, datti una risposta, e spaccia il tutto per giornalismo).

Certo, direte voi, votare ogni giorno come fosse necessità de panza, e per sole tremila copie in più, pare esagerazione. Ma al Tossico c’è gente che lavora anche quando trasloca, sposta cuscini e namedroppa a manetta (che fa tanto figo) mentre l’ orgogliosa mami l’ aspetta per cena. Vogliamo forse lasciare costoro per strada come barboni qualsiasi? Senza nemmeno un cuscino griffato? No, non rischiano così tanto, e anche se saltabeccano di cazzata in cazzata, alcuni tengono ben saldo il culo nel burro.

E’ invece degli onesti leccaculo embedded come Ringo Scanzi, che mi preoccupo. Che ne sarà di loro? Hanno diritto di pagina, tassello o commentino che sia, lo prevede la svendita (vengono via per poco) al guro coppolato. E’ per loro che le tremila copie sono ossigeno, speranza e sopravvivenza. Ma se proprio non c’è copeco, almeno si paghino popcorn e Tavernello al povero Scanzi.

Il punto però non è questo, cioè se il giornalozzo vende o meno. Perchè la ciccia è altrove, e dopo la spartizione del bottino – soldi in abbondanza quando le vendite c’ erano – è dalla tv che arrivano sapide soddisfazioni. Scrive infatti Bechis su Libero alla fine del mese scorso, che il bilancio 2013 dell Zerostudio srl, partecipata adesso al 30,075% dal Tossico, si chiude con un utile di 1,452 milioni di euro. Zio Michele, omo de testa e pure de panza, nonostante lo share non lo premi più da tempo, riesce a riorganizzare la baracca e ne ricava un bell’ utile. Ma non manca qualcuno alla festa dei dividendi? Forse uno, o nessuno. O magari i centomila? Al tempo parve buona la bufala dell’ azionariato diffuso, e fu astuto zio Michele a monetizzarla, lui che di Vitangelo non ereditò certamente la pazzia. I centomila che apparivano ancora nella sigla d’ apertura, sono stati però liquidati virtualmente a febbraio con 393.000 euro – a fronte del milione cash incassato – per il loro 24,87%. Grazie ad una firmetta della testa di legno Innocenzi, presidentessa dell’ Associazione Servizio Pubblico per ripetenti meriti giornalistici, adesso restano con un palmo di naso e dei loro “10 euro di tivvù” non se ne parli mai più.

Per questo se anche il giornalozzo va estinto, i soci non piangeranno, e non ci sarà un prete che li fotografa sotto i cespugli. Al limite vi troverà Scanzi, ma sarà per etilismo.

  • Dati Mensili Stimati Aprile 2014 | Quotidiani e Settimanali
Testate N.ri nel periodo Tiratura media Diffusione media Resa Totale vendita Vendita canali prev. disp. di legge Abbon. pagati Totale pagata
FATTO QUOTIDIANO (IL) 26 96.474 43.581 52.882 41.892 41.892 1.328 43.220
  • Dati Mensili Stimati Maggio 2014 | Quotidiani e Settimanali
Testate N.ri nel periodo Tiratura media Diffusione media Resa Totale vendita Vendita canali prev. disp. di legge Abbon. pagati Totale pagata
FATTO QUOTIDIANO (IL) 26 97.321 46.899 50.373 45.289 45.289 1.235 46.524

Un mese da incorniciare! Tutti tesi a tirare la volata a #vinciamonoi, perdono gli ultimi stracci di credibilità nel tentativo di vendere un po’ di più. E ci riescono! Vabbè, sono poche copie i più, mentre gli abbonamenti riprendono a calare, ma il risultato c’è! Vabbè, #sexytravi ha portato sfiga (come al solito) agli amici, e il M3SS è crollato al 21% mentre l’ odiato PD, in quanto bastonato giornalmente da lui, e non per altro, stacca uno storico 41%: la potenza del menagramo è spaventosa.

Ma in fin dei conti, che gli frega al Crapa Pelada della politica? Tanto non ne ha mai capito un cazzo. L’ importante è vendere, e a maggio ha venduto. Il mese prossimo si vedrà.

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108 thoughts on “Patti chiari

  1. @ Enrix

    Caro Enrico ci risiamo.
    Erano anni che, e forse proprio grazie ad un tuo articolo, quel cialtrone scarsocrinito di Marco Travaglio non riciclava la bufala sulla sorveglianza di via Bernini, residence Sansone, Riina & co: la celeberrima puttanata della telecamera sul lampione.
    Ora, per essere sincero, negli anni quella telecamera – mai esistita (ettecredo!) – sembra si sia spostata dal lampione ad un non meglio identificato “palo”, ma in fin dei conti la sostanza è la medesima.
    Ricordo che a suo tempo ci si fecero grasse risate alla faccia del cazzaro torinese, ed erano contenute in quel tuo articolo che spero non sia andato perso, visto che era su “cronachedallimbecillario”, uno dei tuoi blog su Splinder (ora defunto).
    Se hai bisogno di una mano per sistemare l’ articolo (ricordo che mi dicesti che il backup non era venuto bene) sono a tua disposizione, perchè prendere per i fondelli il Crapa Pelada è cosa nobile e doverosa.

    Ti riporto la frase che ha scritto l’ altro ieri in uno dei suoi classici rutti editoriali, in cui manca solo l’ avviso che trattasi di pubblicità:
    Ma posero una condizione [i magistrati (?) – ndr]: che il complesso di via Bernini 54 dove sorgeva la villetta, ancora da individuare, che aveva ospitato negli ultimi mesi Riina, fosse sorvegliato giorno e notte dagli uomini del Ros e/o appostati da giorni in un furgone anonimo dinanzi al cancello e da una telecamera nascosta in un palo.

    Ce ne sono tante altre di puttanate in quell’ articolo, ma quella del palo mi ha fatto cappottare dal ridere.

    Ciao

    http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/volano-stracci-giancarlo-caselli-dura-pura-sabina-84170.htm

    • Già, Travaglio più volte sbugiardato sulla “rimozione” della telecamera dal lampione da parte di Ultimo, ripara su un’insinuazione più sottile: non l’ha rimossa, però forse non l’avrà neanche piazzata. La patacca nasce da una vecchia deposizione dell’uff. dei carabinieri Cagnazzo, come riferì Palazzolo nel 2004: “Un ufficiale del Comando Regione Sicilia ha detto invece ai magistrati che c’ era anche una telecamera fissa piazzata su un palo della luce. ” Soltanto che in seguito Cagnazzò ritrattò dicendo di essersi sbagliato in quanto, vedendo che nel filmato girato dal furgone la telecamera era ferma (e per forza, se era fermo il furgone…), pensò che questa fosse piazzata su un palo. Dello sfondone, tutti presero atto, tranne Travaglio che su questo argomento ama fare l’indiano, anche se nella sentenza c’ scritto chiaramente che non c’era e non ci doveva essere alcuna telecamera su pali di sorta. Ad ogni modo fra qualche giorno sarà disponibile online il mio nuovo libro: “L’ultimo rifugio di Riina: storia di una fabbricazione mediatica”, oltre 100 pagine di demolizione totale e capillare, con uso abbondante di bombe a grappolo, della più grande messinscena mediatico-giudiziaria del dopoguerra. Il crapone sarà protagonista assoluto, e la palma d’oro gli verrà assegnata proprio per il suo ultimo pezzo “conciliatorio” fra Guzzanti e Caselli. a causa dell’anomala concentrazione di bufale e panzane sesquipedali rinvenibili nello stesso (anomala persino per lui). A presto, un abbraccio a tutti.

      • Grazie Enrico, sia per la precisazione che per la notizia del tuo nuovo libro. L’ attendo con trepidazione e sto già pregustando lo squisito sapore delle scoppole sulla Crapa Pelada.

        Ad ogni modo, tanto per certificare che l’ attuale processo alla “trattativa” è un valido spreco di denaro pubblico – oltre ad essere basato sul nulla cosmico – la fine umorista Sabina Guzzanti, sul sito dedicato al recente suo filmetto, ha messo in piedi un concorso (?) che ha chiamato “tratta e vinci”.
        Purtroppo non ho un account facebook e non posso partecipare, ma sarebbe inutile, tanto vince Fofò Ingroia di sicuro: lui sa, e c’ha pure le prove.

        https://www.latrattativa.it/trattaevinci/regolamento.php

    • Articolo scomparso, poi riapparso, e dai commenti che ho letto sembra pure l’ abbiano editato (tanto la cache di google non perdona).

      Sono dei poveracci, e oggi ancora di più, visto che anche Caselli si smarca pubblicamente dalla Guzzanti (l’ altro giorno ben 2 interi paginoni sul film, ma servivano per riempire).
      E di Riina pubblicano solo quel che conviene, omettendo che, ad esempio, di Mancino dice che non c’ entrava una fava (e ci sarebbe pure altro).
      Nel frattempo il Ciancimona fa sapere che “mandò a quel paese Matteo Messina Denaro”, quando venne a chiedergli il pizzo.
      Basta credergli…

      • A questo proposito, Renzo, Facci sostiene che Riina ha anche sostenuto che Berlusconi va ammazzato. Il FQ l’ha riportato, che voi sappiate?

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