L’ invidia del Cazzullo piccolo

Da troppo tempo ormai il Crapa Pelada aveva interrotto il mestiere per cui è noto: il giornalista. Questa attività che – come ben sappiamo – sarebbe legata alle notizie, sembrava non interessargli più. Ad essa preferiva le pagliacciate televisive (forse più remunerative), le comparsate cinematografiche, o i monologhi teatrali, in quanto la formula “dare soldi, vedere cammello (cioè lui)” prevede incasso in serata.

La sorpresa invece arriva nell’ uovo di Pasqua, e il rutto del Crapa Pelada – frutto delle abbondanti libagioni – è comparabile. Sì, è vero, la notizia non è ‘sta gran cosa, premette l’ ometto, ma almeno c’è: Aldo Cazzullo salirà sul palco del concertone del Primo Maggio. Già così è spunto sufficiente per riempire un pezzo del suo giornaletto di 4 pagine, e poi, soprattutto, gli permette di fare il pagliaccio come ama. E così a Pasqua l’ uligano ride.

Che sia una di quelle “notizie che scottano” (lo slogan dell’ ultima pubblicità “abbonatevi per pietà”) non sembra proprio, e il titolo scelto, “L’ invasione degli ultracazzulli“, è già abbastanza eloquente. Leggendo l’ articolo, scritto nel classico stile “stretto di Messina*” (uno dei tanti stili di cui dispone il giovin cialtrone), se ne ha prova certa. Lo stile consiste in questo caso, nell’ inventarsi tutta una serie di battutelle al livello asilo Mariuccia, luogo dove vive da sempre la Crapa Pelada, assieme allo scarso contenuto cerebrale. Ecco che allora, sulla prima pagina di un presunto giornale, possiamo leggere esilaranti notizie inventate come “un cazzullino sfilerà tutto piumato e impettito con la fanfara dei bersaglieri”, o anche “poi s’ imbarcherà con la Nazionale alla volta del Brasile per i mondiali di calcio, nom de plume Cazzullao”… ecc… ecc… solo per citarne alcune.

E tutta questa satira, è dovuta sia dalla colpa di Cazzullo (la vicinanza agli odiati Napolitano e Renzi) sia dal fatto che hanno invitato lui e non il pelatonzo nostro. E sono colpe gravissime, perchè quando un giornalista dimostra di apprezzare un politico, ha già rinunciato alla propria imparzialità intellettuale. Ma soprattutto l’ invidia di non esserci lui, il Crapa Pelada su quel palco a cantare le lodi del divino Peppe (possibile solo quando il pisciculo ha la bocca vuota) provoca rosicata quasi come il calo delle vendite del giornalozzo. E non solo: egli teme che Cazzullo, invitato a leggere “la gaia storia [complimenti per l’ irrisione su una storia vera- ndr] di” una partigiana che ferita in battaglia e, per non essere di peso si suicidò...” possa pure venire applaudito, ma perchè lui teme e non esclude che possa aggiungere opere di Re Giorgio e sonetti di Matteo Renzi. Classica non-notizia, degna degli oroscopi sul suo Otelma Quotidiano.

E’ l’ invidia che lo fa rosicare, provocatagli dagli organizzatori che non l’ hanno chiamato. Ed è quella stessa che negli spogliatoi lo portava a fare la doccia per ultimo, pur di nascondere ai compagni di squadra il peduncolo, il picciolo che ha in mezzo alle gambe. E’ sintomo e corollario dell’ invidia del pene di Freud, che sfocia nella più nota e comune invidia del cazzino piccolo.da spogliatoio

Sarebbe una carognata, sottolineare che lui ha perso più volte la faccia nel corso degli anni coi vari Tonino il trattorista e Fofò Ingroia, scrivendo balle colossali pur di difenderli, mentre ora sono cianfrusaglia che nessuno vuole più nemmeno sentir nominare,  O che adesso sia uno dei pisciculi di Peppe e Casaleggio (basta guardare a sinistra, nella stessa prima pagina, l’ intervista al paraguro, nella quale compare foto d’ archivio con ancora il mocio vileda in testa). Il Fatto Quotidiano può fare liberamente tutti i servizietti che vuole a m3s e cadaveri politici vari. Solo gli altri giornalisti devono stare lontani dai politici,

E per non essere così smaccatamente spudorati, tentano di camuffare il palese appoggio a Peppe, interpretando (male) il ruolo da critici suggertori. Per questo Scanzi e Travaglio sono come il Podestà de “I due marescialli“, lecchini viscidi per opportunismo, ma sempre pronti a gettare la spilletta e negare il passato.

In quanti allora vorremmo essere Totò, in questa celeberrima scena?

* fra gli altri not stili del Crapa Pelada, posso citare il noto “pugno nello stomaco“, il “menzogna cammuffata“, la “supercazzola imbarazzata, con scappatoia a destra“… ecc… ecc…

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42 thoughts on “L’ invidia del Cazzullo piccolo

  1. RENZO C ho scritto un post é apparso “si é verificato un errore”puoi recuperarlo oppure i GRLLI—-NI se lo sono mangiato

    • Può succedere che un commento se non arriva al server (per varie ragioni) vada perso.
      Talvolta “tornando indietro” riappare, ma sarebbe sempre meglio salvare prima di cliccare invio.
      Anche a me è successo, varie volte… pazienza Claudio 😉

  2. Fare le pulci al Crapa Pelada è sempre più facile, anche perchè è difficile nasconderle nell’ alopecia.

    Prendiamo l’ ultimo rutto.
    http://www.funize.com/images/frontpages/66c21f87ebd804da6f4ddf2ee4ad8c81.pdf

    Abbandonata la stucchevole serie domenicale di battutelle da bagaglino di provincia, onora il direttore del lunedì – Uccio – con un ruttone degno dei giorni migliori, e l’ occasione era infatti tropo ghiotta per il pelatonzo nostro. Solo che fa strage di logica e si contraddice.
    Innanzitutto premette ciò:
    “Sapevano [Grasso, Renzi, Bindi.. ecc.. ndr] che la partita si giocava soltanto per motivi di ordine pubblico, cioè per scongiurare una seconda e ancor più grave carneficina.”
    Poi però conclude così:
    “Ma a nessuno è venuto in mente di alzarsi e andarsene, di dissociarsi da quello spettacolo indegno…”
    Nella sua testolina vuota e pelata non è passata l’ idea che proprio andandosene le rappresentanze istituzionali avrebbero finito per dichiarare implicitamente che lo stadio è fuori dalla giurisdizione italiana?
    Se la partita si gioca, anche e forse per evitare possibili nuovi scontri, è proprio per questa ragione che le istituzioni devono dimostrare che non abbandonano un luogo al controllo dei facinorosi.
    Anzi, fosse successo il contrario, avremmo forse letto un cialtroncello che si sarebbe scagliato contro la pavidità dei medesimi.
    Perchè al cialtroncello – in realtà – non va mai bene niente, ma solo quando c’è da colpire i nemici di peppe suo.
    Per lui, al contrario, è disposto anche ad annusarne le scoregge e farle proprie.

    ***

    Sempre restando in tema giornalistico, ecco comparire una velina velenosa.

    Oggi, anzi l’ altro ieri, Bordin chiude un dettaglio di “giornalismo boccalone”, in quanto provocato da magistrato superficiale, per non dire di peggio.
    La goduria di questa vicenda sta proprio nel fatto che non era notizia inventata di sana pianta, piuttosto era la classica “notizia pescata da fonti della procura”, solo che era sbagliata, anche se alla DIA di Palermo – spiegavano – “Volevano scrivere Alberto e hanno scritto Giorgio.” cosa che succede frequentemente: cavolo, sono quasi identici!
    E i colleghi dei magistrati che hanno avvalorato lo sfondone, senza correggerlo, sanzionano i giornalisti che, nel desiderio di compiacere e compiacersi, avevano fatto il loro classico lavoro di trombettieri, steccando miseramente. E pagheranno in soldoni, o soldini, dipende.
    Ma al GIP che aveva archiviato senza controllare, tutto ciò non costerà niente, ci mancherebbe.
    In altre parole, prima ti do notizie fasulle, poi ti sanziono perchè le hai pubblicate.
    Non trovate tutto ciò stupendamente esilarante e anche un po’ surreale?

    Chi sia e dove sia ora questo GIP non è dato saperlo, i due giornalisti invece sì: Concita è in tv su RAI3 a “fare cultura” all’ ora di pranzo, Nicola Biondo – colui che ha probabilmente raccolto la bufala e se l’è magnata in un boccone – è diventato il “comunicatore” del m3SS alla Camera.
    Da Martinelli a Biondo, passando per Messora e Nik il nero… è davvero un gran bel gruppo, non c’è che dire! (gruppo pagato da noi, of course).

    http://www.ilfoglio.it/bordinline/362
    http://www.unita.it/italia/il-giallo-della-societ-agrave-siciliana-dei-fratelli-mori-berlusconi-1.30636
    http://concita.blog.unita.it/notizie-di-stato-1.38761

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