Redirect, per dove?

Le presidentissime Giulia Innocenzi e Cinzia Monteverdi hanno preso carta penna e calamaio per vergare dure parole di smentita, appellandosi alla sacrosanta “richiesta di pubblicazione ai sensi della normativa sulla stampa.” e financo la “Diffida all’immediata rimozione della pubblicazione“! Brrr, che paura! Ma cosa provocò tanto bruciore alle terga?

L’ articolo di Andrea Giacobino, ripubblicato da Dagospia, e segnalato da Jordi qui: ecco la causa dell’ irritazione, di quel pruriginoso rossore. Ma cosa c’è scritto di così imbarazzante in quell’ articolo? Nulla, oppure tutto.

Partiamo dal nulla: a parte l’ ironia dell’ incipit su zio Michele, il resto dell’ articolo descrive un’ operazione societaria pienamente legittima, e le presidentissime non contestano l’ autenticità di quanto scritto.

Zio Michele prima e dopo la tinta (da Dagospia)

Magari è inaspettata ed era meglio non si sapesse, ma restiamo sul nulla delle presidentesse, è più divertente. Se, come scrive Giacobino, la prima rata è stata pagata a fine gennaio, il passaggio delle quote non è nemmeno recentissimo, e i Donatori forse sarebbe stato meglio avvisarli per tempo e pubblicamente. Non che fosse atto dovuto, ma moralmente direi di sì. Nel finale però Giacobino si lascia andare ad alcune insinuazioni, e quelle devono aver dato fastidio, parecchio: “Insomma, Servizio Pubblico e guadagni privati. Sapremo mai i nomi dei soci dell’Associazione che hanno incassato? E perché Santoro ha voluto rafforzare la presa su Zerostudio’s?

Basta leggere le smentite dell’ Innocenzi e la Monteverdi per capire che s’ attaccano a quel guadagni privati. Tutto il resto, non contestandolo, lo confermano indirettamente. Non solo: l’ Innocenzi, col suo “..utilizzerà il corrispettivo delle quote per lo svolgimento di attività sociali e senza fini di lucro” ammette proprio l’ operazione. Hanno incassato 393.000 euro, ed è lei che ha firmato la vendita, dopo ampia consultazione coi soci, si presume. Lei li rappresenta e basta. O ha delle quote? Purtroppo non lo dice.

E coglie l’ occasione per rammentare che il prestigioso premio da loro istituito, il celebre “Generazione Reporter”, giunto già alla terza edizione, è la dimostrazione del loro impegno in tal senso. D’ accordo, un premio di giornalismo elargito da una giornalista ripetente non è il massimo, è come se Scanzi fosse in giuria a un concorso per barbieri. Vabbè, il primo anno lo vinse il Pipi (al secolo Giuseppe Pipitone), ma son dettagli.

La Monteverdi invece cita proprio testualmente quel passaggio di Giacobino, davvero indigesto: “…l’operazione di acquisto quote dell’Associazione Servizio Pubblico, non costituisce un guadagno privato…”, solo che poi si spinge oltre, occupandosi dell’ Associazione Servizio Pubblico: ma lei cosa c’ entra? E’ socia pure lì? E nemmeno lei lo dice.

Allora andiamo a cercare qualcosa di questa associazione, per provare a capire un po’ di più. Intanto ha un sito, questo: https://associazione.serviziopubblico.it/ , solo che nel frattempo il certificato di sicurezza è scaduto, e magari con quei soldi la Giulia lo rinnova. Ma la cosa curiosa è che dell’ associazione non se ne parla molto, anzi, sembra il sito di Servizio Pubblico. La home page ha il redirect su “iscrizione” (volgarmente detta, date soldi), con tanto di foto di zio Michele, e pure il logo “Servizio Pubblico”. Nella stessa pagina, un altro link porta ad una lettera al “Caro Donatore“, vergata dal presidente Innocenzi in persona, un classico siamo bravi belli e liberi, corroborata dalle risposte dei donatori, una roba che “riempie il cuore” (a me sembra un sondaggio popolare alla Peppe, i numeri sono quelli: 100 mila donatori, 20 mila iscritti, 8 mila risposte: un plebiscito!).

Ma chi sono questi soci che rifiutano sdegnosi l’ infamante accusa di guadagni privati? C’è l’ apposito link “Chi siamo“, saranno lì. Ops: “ATTENZIONE, LA PAGINA RICHIESTA NON È STATA TROVATA. POTREBBE ESSERE STATA SPOSTATA, RIMOSSA O ARCHIVIATA. TORNA ALLA HOME PAGE DI SERVIZIO PUBBLICO” Ma come, ero sul sito dell’ associazione e già non c’è la pagina, e per di più mi rimandano a Servizio Pubblico?

Facciamo però un passo indietro, e poniamoci qualche domanda:

  • Quando chiesero soldi per fare il “Servizio Pubblico”, i donatori decisero di inviare i 10 euro per avere un programma televisivo, non per patrocinare un premio giornalistico (di dubbio valore) o altre “…attività sociali e senza fini di lucro…“. La promessa di zio Michele era finanziateci per essere liberi (pare d’ averla già sentita questa) e per evitare “… che il potere censuri il pensiero diverso“. Avrebbero avuto lo stesso risultato di 100 mila donatori? Non c’è prova del contrario, ma cambiare alla chetichella la destinazione di quei soldi, donati per fare tv, non mi sembra carino.
  • Adesso le presidentissime ci raccontano che le finalità dell’ associazione non sono a scopo di lucro (mentre Zerostudio sì: “…quelle a scopo di lucro, proprie invece della società,,,”), e per questo l’ Innocenzi ha venduto. Curiosità: ma sono cambiati gli statuti, o era così fin da subito? O gli sbadati se ne sono accorti solo oggi?

Il tutto invece è che, a conti fatti, le due domande di Andrea Giacobino sembrano proprio giuste. E che i soldi siano finiti nella disponibilità dei soci dell’ associazione, è altrettanto vero. Certo, rispondere sarebbe cortesia e trasparenza, ma è meglio minacciare chi svela gli altarini.

Advertisements

106 thoughts on “Redirect, per dove?

  1. Stasera ricominica Santoro, in studio, fra gli altri ,il mitico Alesssandro “Gli italiani hanno fame, e voi gli state rubando il pane agli italiani!” Di Battista, noto grillino da corsa.
    E la mail per invitarci a fare il pubblico, Santoro l’ha mandata stavolta a noi donatori? Ma che ve lo dico a fare….

    • Sì ma perchè adesso non siete più donatori per il servizietto in pubblico, ora siete sostenitori del premio “generazione reporter”, è cambiato tutto.
      Domani? Chissà… magari diventate sostenitori di qualcosa per la quale non avreste investito 10 euro, tanto decidono loro, o lei (non credo proprio)
      Intanto la quota di 10 euro è svalutata a 3,93 euro, e verrebbe da chiedere alla presidentissima Innocenzi che razza di affare ha fatto: ha investito 1 milione e ne incassa il 40% scarso: complimenti!
      Non era meglio uscirne prima e comprare dei BOT?

      p.s. leggevo prima sul Corriere che panzone e venditore online ne hanno espulsi altri 5: il conto sale a 16, più o meno il 10% del partito.

    • Sì però i pm applicati alla DNA possono essere riassegnati ai processi che come antani della sbidigulla stanno tapioca e bla bla bla…

      L’ avevo letta ieri e in due giorni raccoglie ben 54 commenti: la trattattattativa non paga più.

      • E il sottocuoco?
        😉
        In effetti è da un bel pezzo che qua non si vedono più i coniglietti della trattativa Sdado mafia.
        Poracci

  2. Ho smesso di commentare qui la riforma del sistema elettorale, perché davvero un giorno dicono cuori e il giorno dopo dicono picche, stare dietro a questi cambiamenti continui risulterebbe noioso e non porterebbe comunque a nulla. Però è curioso il punto a cui si è arrivati ieri: Italicum alla Camera, proporzionale puro al Senato, che porterà a ua maggioranza sicura alla Camera e a un Senato tripartito. Ossia, praticamente, Porcellum. L’emendamento gattopardesco viene proprio dal PD, che si giustifica dicendo che tanto il Senato sarà riformato. Certo, come no? Tanto, serve solo che due terzi dei senatori votino a favore della loro morte, e il gioco è fatto.

    • Aggiungi che col trucco dei “listini corti” hanno aggirato le preferenze, italicum è il porcellum truccato.
      In altre parole, un maiale col rossetto.

      • La riforma del 2006 prevedeva l’abolizione del Senato così come la vuole Renzi? Non mi pare. Inoltre, ci fu referendum proprio perché non ci fu una maggioranza dei due terzi, ieri non parlavo dei due terzi a caso. Se anche per caso l’abolizione del Senato fosse votata a maggioranza semplice (cosa secondo me già impossibile), il referendum popolare sicuramente boccerebbe la riforma. I referendum costituzionali, infatti, non hanno quorum, e andrebbe a votare praticamente solo chi oppone la riforma, la maggioranza silenziosa durante i referendum è in spiaggia. No, ci vogliono i due terzi, dunque addio riforma. E se posso dire la mia, anche meno male, il Senato come lo vorrebbe Renzi sarebbe una grandissima buffonata.

  3. Totò u’ curtu non sta bene, ma anche i giornalisti che ne scrivono hanno seri problemi.
    Tipo quelli che scrivono sul Tossico online e sul Corriere:

    Home page del Tossico
    “Il boss, 83 anni, soffre da tempo di problemi cardiaci”
    L’ articolo:
    Il boss, 79 anni, soffre da tempo di problemi cardiaci.
    (miracolo! con un click ringiovanisce di 4 anni!)

    Il Corriere:
    “Il capo dei capi Totò Riina, 84 anni, è stato ricoverato in ospedale a Milano.”
    (cambi sito e invecchia di colpo di 5 anni)

    Ma controllare prima di scrivere, no?
    Wikipedia:
    “Salvatore Riina, soprannominato Totò o ancora Totò u’ curtu (Corleone, 16 novembre 1930)”
    http://it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Riina

    Quindi ha 83 anni, come nell’ home page del Tossico.
    Ma per i giornalisti, quelli che verificano sempre, sparare numeri a caso è abitudine consolidata.
    Vedasi ad esempio Padellaro e Crapa Pelada sulle cifre del “regalo alle banche” nella rivalutazione del capitale sociale di Banca d’ Italia.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/04/mafia-il-boss-toto-riina-ricoverato-in-ospedale-gravissimo/902228/
    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/cronaca/2014/4-marzo-2014/riina-ricoverato-d-urgenza-ospedale-forse-problemi-cardiaci-gravissimo-2224163990620.shtml

    p.s. accortasi dello svarione, Giovanna Trinchella corregge l’ articolo, ma salvai screenshot 🙂

    trinchella

    • RENZO C contrordine come é arrivato in ospedale hanno scoperto che si era CA…… nelle mutande diagnosi INDIGESTIONE –ma in carcere non sentivano l’odore (di mafia)

      • RENZO C perfino i MAFIOSI frequentano il tuo blog minchiaaaa altro che grillo lui il massimo ti inc…. questi la lupara tengono—te già che ci sono ne racconto una sulla mafia—IL papa mafioso il giorno del compleanno del figlio 11enne gli regala una LUPARA il giorno dopo scende in cortile per farla vedere agli amici rientrando il papa gli chiede dové la lupara il figlio candidamente gli dice la ho cambiata con questa MACCHINA FOTOGRAFICA–E bravo il picciotto quando tua moglie ti fara’ cornuto la foto gli fai

  4. Credo che quello/a delle preferenze negative aspetti in ansia del lavoro–

    BERLUSCONI _RENZI__ GRILLO vanno in visita in paradiso Dio chiede al berlusca -cosa intendi fare per gli italiani,–Voglio migliorare la loro vita–molto bene dice Dio ,vieni a sedere alla mia destra—RENZI e tu? –io voglio rendere felice tutti gli italiani– bene dice Dio vieni a sedere alla mia sinistra–poi si rivolge a GRILLO il quale interpella Dio dicendogli –spostati che sei a sedere al mio posto–

    ————————————————————
    Perche noi italiani amiamo raccontare le barzellette ai GRILLONZI??Perché ci fanno ridere TRE volte
    1° quando le racconti
    2° quando le spieghi
    3° quando le capiscono

    ————————————————————–

    I GRILLINI quando comprano il -Pacco quotidiano —arrivati a casa lo mettono in FRIGO–
    Semplice per leggere delle notizie fresche

  5. Oggi un bel film italiano (che se ancora non avete visto vi consiglio di vedere) ha vinto un Oscar, e figuriamoci se non c’è qualcuno che deve rompere i coglioni anche su questo. Ma c’è chi fa di più: qualcuno l’ha già fatto ieri, portandosi avanti col lavoro, una nostra vecchia conoscenza. Leggete le pippe mentali che non tira fuori per dimostrare che ha ragione! Confermo l’opinione che mi ero fatto: un pallone gonfiato.

    • A mio parere si può criticare tutto e si deve lasciare la libertà di farlo.
      Mi sono fatta due risate pure nel leggere i commenti, però al di là del fatto che il film di Sorrentino possa ovviamente non piacere a tutti, ritengo che sia un’opera cinematografica di oggettiva qualità e mi pare ingeneroso non riconoscerlo.
      Ieri ho seguito il programma della Gruber su La7, naturalmente c’era Scanzi che ormai fa parte dell’arredamento e come sappiamo essendo esperto di tutto può occuparsi anche di cinema e Oscar.
      Lui lo elogiava ma si soffermava più che altro sulla solita denuncia del degrado politico, quando nel film la critica è rivolta molto più alla società odierna in generale e all’ambiente ecclesiastico, al denaro e alla ricerca dell’apparire come uniche aspirazioni e ‘valori’ da coltivare.
      Buttafuoco invece non aveva apprezzato il fatto che a suo dire non c’era una storia e che i personaggi erano evanescenti. Però il cinema non è un libro, è prima di tutto immagine e quindi può essere anche non lineare, può farsi inseguire nella ricerca del significato.
      Penso che la forza di questo film poi non sia tanto la storia, che può essere anche scontata se vogliamo, ma lo sguardo con cui Sorrentino la racconta.
      A volte critico, a volte ironico, a volte poetico o come osservatore muto. Ma dietro ogni ripresa c’è sempre una presenza, una scelta creativa che arricchisce ogni fotogramma e in questo si nota la differenza tra un autore e un semplice regista di mestiere. Di registi ce ne sono tanti, di autori no.

      • Ho visto anch’ io il programma della Gruber ieri sera, il film invece non l’ ho ancora visto.

        Però quando è apparso Uolter Veltroni ho seriamente temuto che dietro Sorrentino potesse esserci gladio 😀

      • Certo Tecla, si può criticare tutto, ci mancherebbe. Ma quello che ha fatto lei è diverso. Lei Domenica alle 8 di sera ha deciso che il film avrebbe preso l’Oscar il giorno dopo, che quindi se la serebbero presa con lei, a cui il film non è piaciuto, e che le avrebbero detto che il motivo era l’invidia, e si è difesa di conseguenza. Una guerra preventiva insomma, di Bushiana menoria. Se non ha la coda di paglia questa, chi ce l’ha? Fra l’altro, il ragionamento contorto di cui sopra non poteva che portarla a un ragionamento ancora più contorto per uscirne, pura masturbazione mentale. Il tutto con il suo stile supponente simil-intellettuale e simil-giovane, che personalmente mi ricorda molto Scanzi. Non c’è di peggio.

        • @ Detestor
          Ciò che volevo dire io è che effettivamente capita di cadere nell’errore di limitare la libertà di critica, quando si sancisce che qualcosa è un capolavoro o che un personaggio sia inattaccabile. E non intendevo assolutamente dire che lo facessi tu, sia chiaro.
          Era ciò sul quale lei con il suo scrivere contorto e un po’ cupo, mi è sembrato volesse porre l’attenzione.
          Per dire se fai delle osservazioni negative sullo strapotere di Silvio o sull’arrogante contraddittorietà di Renzi sei invidioso, se condanni la politica di Beppe hai paura, se osi affermare che Saviano è diventato più un personaggio mediatico che altro sei un mafioso e via così.
          E’ su questo che posso essere d’accordo, ma che ci sia un atteggiamento di supponenza da parte sua non c’è dubbio, basta notare anche il modo con cui si rapporta agli altri nello spazio dei commenti.
          Cosa poi del film di Sorrentino non le sia andato a genio non ho capito. In generale i giudizi poco positivi che ho letto in giro erano legati al fatto che rappresenta un’Italia solo nella sua più ‘grande bruttezza’, e mi è venuto in mente Andreotti portavoce della visione democristiana che criticava il cinema neorealista che vinceva gli Oscar.

          • L’ ho appena visto e a me è piaciuto, molto.
            Non ho capito perchè Buttafuoco abbia detto che non c’è una storia, che non racconta: a parte il fatto che un film può anche non avere una storia da raccontare e funzionare benissimo lo stesso, “La grande bellezza” racconta sia frammenti delle storie dei co-protagonisti che un periodo della vita del protagonista.
            E poi Sorrentino che sul palco degli Oscar ringrazia Talking Heads e Maradona… beh, stima eterna 😀

            p.s. credo di avere beccato un errore, e mi è sembrata una svista non da poco.
            una scena di cui probabilmente ha girato più ciak e non era possibile aspettare il tempo necessario a risistemare le cose per bene.
            su bloopers non c’è, ne citano un altro che non avevo notato.
            indizio? piscina 😉

            http://www.bloopers.it/testo/index.php?id_film=13280&Lettera=G

          • Anche io non ho capito perché Buttafuoco ritenesse che non ci fosse una storia.
            Però Renzo adesso mi hai incuriosito con la scena della piscina!

            P.s. Carino quel sito degli errori nei film. 😉

          • E’ un errore non proprio irrilevante IMHO, e rivela che della scena sono stati girati più ciak (normalissimo) ma che non ne hanno tenuto conto nel preparare il set. Forse nel montaggio se ne sono accorti, ma magari hanno deciso che “la prima” non andava proprio bene e hanno utilizzato un ciak successivo, sperando che l’ errore passasse inosservato.

            Bloopers! per me è divertente, perchè svela vari tipi d’ errore nei film (sempre possibili), e dimostra che il pubblico è attento.
            Tempo fa (parecchio) ne trovai un paio, ma non ricordo se li segnalai, credo di sì.
            Adesso li ho ritrovati nelle liste dei due film, e li ricordo benissimo:
            ne “I predatori dell’ arca perduta”
            http://www.bloopers.it/testo/index.php?id_film=1075&Lettera=P è il Trucco: [N°5630],
            l’ altro, è in “Fuga di mezzanotte”
            http://www.bloopers.it/testo/index.php?id_film=887&Lettera=F è Microf./CastTecnico: [N°52542]
            Il primo, colossal hollywoodiano con tanto di sequel, è una svista non da poco, considerando poi che la regia è di ‘tale’ Spielberg, uno che ho già sentito nominare… 😉

            Fanno abbastanza ridere entrambi, ma fa parte del gioco e succederà tante altre volte 😀

          • Mi sa che ho capito….
            Secondo me è Servillo che ha fatto girare più ciak. Ogni volta che si avvicinava al bordo della piscina dava un calcio inavvertitamente all’apricancello e agli altri oggetti. Alla fine li hanno direttamente levati. 🙂

            Anche a me diverte notare questi sbagli, che se ne trovano eccome anche appunto in grandi produzioni.
            Errare è umano però scorgere un microfono (in ‘Fuga di mezzanotte’ addirittura un microfonista!), è terribile perché rompe l’illusione scenica.
            Ma Hitchcock diceva (mi sembra fosse lui), che se lo spettatore nota il microfono significa allora che il film non è tanto avvincente. 😉

          • Non è quello 😀

            “Fuga di mezzanotte” però è avvincente, e quella scena è importante (da lì parte la fuga).
            Il microfonista, che si vede camminare in basso nell’ inquadratura per pochi attimi, è una svista del montaggio, oltre che d’ inquadratura (non è colpa sua), oppure non avevano un altro ciak con un campo più ridotto e hanno messo quella lo stesso.

          • Si saranno dannati dopo ma avranno sperato che nessuno lo notasse, anche se un microfonista in carne ossa era un po’ difficile che passasse inosservato agli occhi di tutti. 🙂

            P.s. Non è quello l’errore??? Neanche questa volta ho vinto il pacco pigne e balaustre!
            Aspetto però la rivelazione. 😉

          • Macchè rivelazione 😀

            Dopo la scena sul terrazzo, in cui Servillo cazzia l’ amica per “menzogne e fragilità”, lei se ne va e si fa un bagno in piscina (presumo a casa sua).
            Solo che il bordo vasca è di legno, quindi uscendo lo bagna e il legno si scurisce.
            Però nella scena montata il legno è già bagnato dove lei esce, così come è bagnato (e più scuro) il percorso che fa per prendere l’ accappatoio.
            Ma in piscina c’è solo lei, quindi la scena è stata girata più volte, dopo che il legno già si era bagnato nei precedenti ciak.
            E’ un’ incongruenza, e non potevano certamente aspettare si asciugasse il legno fra un ciak e l’ altro.
            Forse avrebbero potuto ricorrere a qualche trucco cinematografico, ma non l’ hanno fatto e nel montato si nota.

          • Ah ecco, era l’altra scena in piscina!
            Andrò a rivederla per notare questo particolare incongruente.
            Però anche il dettaglio che ho rilevato io, con gli oggetti che spariscono all’improvviso da un’inquadratura all’altra, non è malaccio. 🙂

        • MESSORA su face-book attacca Orellana per la frase un po infelice “il nord non si riconosce in questa vita debosciata romana” anche se si riprende invitando ad andare a vederlo perché é un film molto bello–

  6. Qui c’è del patologico. E’ ossessione monomaniacale conclamata.
    La nota firma del FQ, Gianni Barbacetto è arrivato adirittura a concepire e realizzare un fumetto su Berlusconi e sul Rubygate http://www.fumetto-online.it/it/round-robin-tortuga-ruby-sesso-potere-ad-arcore-c71386000000.php#
    Sono sicuro che non state più nella pelle e vi mancava assolutamente. Prenotatelo perchè andrà a ruba e rischiate di non trovarlo più.
    Volendo assecondarlo potete sfogliarne alcune pagine in anteprima http://www.fumetto-online.it/it/pageflip.php?pdf=ruby_sesso_e_potere_ad_arcore.pdf

  7. Il FQ si indigna: Penati non ha rinunciato alla prescrizione.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/03/tangenti-sesto-tutte-le-balle-di-penati-sulla-sua-prescrizione/899730/
    premesso che Penati non avrebbe dovuto fare una promessa del genere se non in grado di mantenerla, nei commenti, in mezzo a quelli dei grillini urlanti, leggo quello di Alcassin

    “Mah, articoletto all’acqua di rose. Ma cosa si può pretendere da un
    giornale che ha tra i soci più importanti una persona implicata
    nell’inchiesta Gavio-Serravalle (e non in una posizione marginale)? Dei
    bei temini da seconda elementare, che mai entrano veramente in
    profondità nella questione. Contenti voi…”

    Sicuramente sapete a chi si riferisce? a Guido Roberto Vitale, socio del FQ.
    Di cui però il Fatto no parla, sia mai che gli uligani acefali sappain ocerte cose.

    • “Mai parlare di corda in casa dell’ impiccato”, si direbbe.
      Che poi, al netto delle ipotesi più che fondate, ma non ancora provate, la questione è che non possono scrivere niente (anche se da veri paraculi l’ hanno fatto) del prezzo pagato da Penati per le azioni Serravalle in mano a Gavio, visto che l’ advisor (prima o dopo, cambia ‘na sega) ha messo nero su bianco “ok, il prezzo è/era giusto”.
      E l’ advisor è per l’ appunto Vitale, socio al Tossico nonchè editore Chiarelettere, la casa editrice per cui scrivono quasi tutti loro, Crapa Pelada in primis.

  8. Oggi sul Corriere online è apparso questo articolo:
    http://www.corriere.it/cronache/14_marzo_01/virzi-un-film-mauro-rostagno-vita-che-ci-penso-ma-ci-vorrebbe-cecil-de-mille-a067912a-a138-11e3-b365-272f64db5437.shtml

    Non ho seguito la vicenda processuale, però ricordo che ne scrisse Bordin in un suo lungo articolo che ho già linkato in passato, questo:
    http://www.radicali.it/rassegna-stampa/ingroia-visto-aula-peggio-che-ai-comizi

    Per i “professionisti dell’ antimafia” (tipo gli Olindo e Rosa da Palermo) c’è sempre qualcosa di misterioso, molto spesso la volontà di coprire i mandanti occulti, cosa possibile e talvolta svelata, ma che non è la costante di ogni processo.
    Però, se non altro, aiuta le vendite.
    E hanno tanto bisogno.

  9. Un paraculo immenso!

    In questo video di oggi sul Tossico, si può ascoltare quel gran paraculo di Crapa Pelada narrare a degli ignari studenti dell’ Università Tor Vergata a Roma, la fine delle indagini a Milano negli anni di mani pulite, fine dovuta all’ inchiesta denominata “fiamme sporche”, la quale aveva abbassato il livello dei bersagli, dai politici ai finanzieri, coi ben noti casi di mazzette per evitare controlli fiscali.
    E chiosa:
    Quando la gente ha capito che ce n’era per tutti, ha voltato le spalle ai magistrati
    Eppure uno di quei magistrati è proprio di fianco a lui, Tonino Di Pietro l’ amicone suo, ed è quel magistrato che voleva mettere in galera quello che è poi diventato SOCIO E EDITORE del Crapa Pelada, che ovviamente si dimentica di citare: Guido Roberto Vitale!

    Tangentopoli è viva e lotta insieme a noi”, dice il Crapa Pelada, ed è verissimo: c’ha fatto società!

    http://archiviostorico.corriere.it/1994/settembre/23/via_alle_sfilate_moda_Procura_co_0_94092312433.shtml

    Che colossale paraculo!

  10. La Redazione del FQ, cioè Travy, brevetta una nuova categoria di abominevoli esseri contro i quali indirizzare la rabbia dei grillonzi loro lettori, quella degli “intercettati mai indagati”.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/02/28/governo-renzi-enrico-costa-vice-ministro-alla-giustizia-fu-il-relatore-del-lodo-alfano/897757/
    Qualcosa avranno fatto se sono stati sottoposti a intercettazione, no? Questa è la mentalità, dunque meglio portarsi avanti col lavoro…

    • Ma tempo fa non aveva promosso lo slogan “intercettateci tutti”?
      Quindi anche loro sono “mai indagati”.
      Slogan a cui faceva corollario “male non fare, paura non avere”.

      La stupidità in quel giornale dev’ essere infettiva, e, come ha scritto Attivissimo, costoro li obbligherei a fornire la cronologia del browser e le ricerche Google dell’ ultimo mese: poi ci divertiamo.

      p.s. curioso che Ringo Scanzi il ferramenta non sia ancora comparso nel blog online, dopo la burrasca m3s, vero? si sarà stancato di prendere ceffoni a migliaia? d’ altronde adesso c’è la fila…

    • HO letto Renzo lo trovo in particolare le sei questioni che dovrebbero mettere parecchi grillino in stato di riflessione per chi stanno approvando–e non fare come quel GRILLINO che ha votato SI all’espulsione poi ha chiesto in rete–scusate ma quale era la questione che abbiamo votato??–

  11. D’Ambruoso e 23 deputati del m3s sospesi dai lavori parlamentari per circa una decina di giorni,tra questi spicca la deputata Silvia Benedetti colpevole di aver “masticato” la mano di un Commesso della Camera.
    Ma la Benedetti non ci sta ,e alle accuse replica:”Non è vero che ho morso alla mano il Commesso della Camera.L’ho morso all’avambraccio”

    😀

  12. Vediamo se riuscite a trattenere le risate.

    “Rivoluzione Civile in tribunale: Ingroia fa causa agli ex alleati.
    Rimasto fuori dal Parlamento, Ingroia è stato abbandonato dai suoi alleati ex e post comunisti e, dopo aver provato a cambiare nome al movimento in Azione Civile, essere decaduto da magistrato dopo aver annunciato le dimissioni senza mai darle, si è rassegnato a tornare al lavoro venendo nominato da Rosario Crocetta commissario della provincia di Trapani.
    Ora però si aggiunge un altro tassello…Il leader di Rivoluzione civile ha infatti citato in giudizio davanti al Tribunale civile di Roma i suoi ex alleati, cioè Rifondazione comunista, Comunisti italiani e Federazione dei Verdi, mentre l’Italia dei valori è stata risparmiata.
    A spingere l’ex magistrato al gesto è una questione di soldi, relativa in particolare alle spese sostenute dal movimento nella (disastrosa) campagna elettorale dello scorso anno. Ingroia pretende da Rifondazione, Comunisti e Verdi 896.000 euro.
    L’Idv è l’unica ad aver saldato il debito, mentre Rifondazione ha saldato solo la metà, i Verdi devono ancora pagare l’intera cifra, e i Comunisti italiani 496mila euro, avendone saldato solo 4mila. Ieri la prima udienza, cui si è costituita in giudizio solo Rifondazione Comunista, che rivendica il mancato pagamento in quanto “L’associazione si è estinta, in quanto non ha raggiunto lo scopo per il quale era stata creata: non è stato eletto nessuno dei suoi membri. Se poi c’è qualcuno che deve pagare non è certo Rifondazione.”
    http://www.polisblog.it/post/210399/rivoluzione-civile-in-tribunale-ingroia-fa-causa-agli-ex-alleati

    • Sai bene che è una notizia irresistibile: ho cappottato dal ridere! 😀

      Ma che fine ingloriosa, s’è ridotto a beghe da mancati pagamenti, e fra quei nomi è una lotta a chi è messo peggio economicamente, che volgarmente tradotto è “compagni, non c’è ‘na lira”.

  13. Su Facebook Sandra Amurri scrive:
    A chi commenta la mia foto con “bonazza” vorrei far presente che io sono Sandra Amurri, il nulla a confronto di Miriana Bonazza geniale viaggiatrice fotografica autrice tra l’altro di “Preghiere nel vento” .

    Sotto c’è il commento di Marco Demmini:
    Cioè, c’è qualcuno che definisce “bonazza” Sandra Amurri?

  14. GRILLO non usa più “carta igienica” é stata sostituita dalla lingua di un certo TRAVAGLINO–ieri sera dalla GRUBER 8 1/2 ha difeso il suo FONDO DI COMMERCIO….hanno criticato il movimento fin dal primo giorno,vogliono allearsi con altri partiti,, potevano candidarsi con altri partiti….. GOMEZ a quando la tua espulsione dal PACCO?????

    • Caro Enrico,
      forse hai ragione, e pure a me Gomez mi è sembrato il meno disonesto del mazzo (n.b. ho scritto meno disonesto, non il più onesto), e spesso fa la figura del tontolone, come scrissi a suo tempo, forse perchè tonto lo è per davvero.
      Che poi se ne esca oggi con un pezzo del genere ne è la conferma: era così imprevedibile che, coloro i quali si fossero espressi criticamente contro i capi (quelli veri, che sono fuori e che di legislature ne faranno fin che vogliono), sarebbero andati sotto processo?
      Processo nel quale i capi fanno sapere in anticipo cosa vorrebbero?
      Solo oggi si accorge di “una brutta voglia di unanimismo“, come fosse una novità: non ha ancora capito che la politica del m3s è decisa dalle strategie di marketing del clan dei casaleggesi? E che per loro, ogni presa di posizione viene assunta solo ed esclusivamente in funzione della ricerca del consenso?
      Non può esserci dibattito interno su qualcosa, quando questo qualcosa può far salire o scendere il gradimento al partito.
      Il verbo è deciso altrove, a Roma ci sono solo dei manichini da esporre dove serve, e se stanno zitti è ancora meglio.

      Allora non vedo che due possibilità per Gomez: è da sempre in malafede, oppure è davvero tonto.
      Non ne esce bene comunque, e visto che pure io mi sono espresso in anticipo su di lui: “buongiorno Peter, dormito bene?

      • Caro Renzo,
        per carità, quello che dici è tutto giusto, e la definizione che dai di Gomez, il “meno disonesto”, è la più calzante.
        Io credo che la spiegazione sia questa: il FQ è Travaglio. Comanda lui. Padellaro, poveretto, è solo un prestanome. Come quei vecchietti paralitici a cui i mafiosi intestano i beni.
        E Travaglio è come Grillo. Un dittatore. Vuole il potere assoluto. Vuole essere riverito. Vuole essere sempre assecondato. Infatti il “giornalista” (parola grossa) che ha fatto emergere più di tutti è il sommelier, che non fa altro che obbedirgli e leccargli il culo.
        Gomez, secondo me, essendo amico da tempo di Travaglio, ha, per così dire, l’autorevolezza per poter, ogni tanto, smarcarsi un pochino.
        Insomma, al di là della pochezza di Gomez (su cui concordo, non è che stiamo parlando di un fulmine di guerra), io credo che il punto nodale sia il clima di terrore che Travaglio ha instaurato al FQ. Che è diventato il suo bollettino parrocchiale. E che, per questo, fa sempre più schifo.

        • Quanto c’è di simile, nella tua conclusione sul “clima di terrore”, fra il Tossico e il m3s?
          L’ unica è che al Tossico non ti cacciano, forse, se dissenti dal leccaculismo pro-peppe.
          Ma le ragioni del “pensiero unico” sono, in entrambi i casi, dettate dalla necessità di ricompattare le fila, a fronte dei cali di consenso e vendite, che sono in pratica la stessa cosa.
          Ed in effetti fanno sempre più schifo entrambi.

          p.s. le motivazioni di tali strategie di marketing vanno IMHO ricercate nel costante aumento dell’ astensionismo, vasta area nella quale pescare, provando a capire (e poi intercettare) l’ umore dominante.

      • ENRICO-ho scritto pure io un post di meraviglia per la forma accusatrice al comportamento di grillo,ma ho terminato dicendoli –TRAVAGLIO é d’accordo con le tue parole?? attenzione vai a creare un conflitto di interessi

    • E’ da un paio di giorni che Gomez se ne va dicendo che il “fq on line è una testata differente da quella cartacea”

    • Sembra una di quelle cose buttate lì tanto per dare l’impressione che si possa fare.
      O un suggerimento/sfida per tastare il terreno del gradimento di Beppe.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s