Il Generale Cluster

Ho avuto un po’ di tempo libero ultimamente, e sprecarne parte è mia consuetudine. Sì perchè è ormai evidente che nella Crapa Pelada non c’è più alcun barlume di logica, quindi tentare di trovarne è fancazzismo puro. Poi però nel suo livore ci sono dei così begli spunti comici che in fin dei conti ne valeva la pena.

Sempre in possesso di quel tocco magico in grado di affossare gli amici in breve tempo (domandare a Peppe e guro sventuro: il primo crolla in Trentino, il secondo è ricoverato) questa sorta di Re Mida al contrario che è ormai Marco Travaglio, mischia le carte e tenta un attacco alle motivazioni della sentenza del processo Mori/Obinu, utilizzando la metafora delle bombe a grappolo (cluster-bomb). Sentenza che – a suo dire – è improvvidamente colpevole di devastare altri processi a lui molto cari (cari non è casuale).

Ciò è sostanzialmente vero, in quanto dopo decine di udienze non è emerso nulla di penalmente rilevante a carico degli imputati, e le prove portate dall’ accusa si sono rivelate inconsistenti se non vere menzogne, tanto da rinviare i due principali testimoni – Riccio e Massimo Ciancimino – alla Procura. Che questo fatto provochi arrossamenti pruriginosi a Crapa Pelada è normale, lui ci campa con questi personaggini, e, se sparisce pure il banana, resta a secco d’ argomenti, non sa cosa inventarsi. Le ragioni di bottega prevalgono sempre, anche lui tiene famiglia, e forse tiene più ai soldi che al resto. Tanto vale allora provare a rintuzzare la mala parata.

Uso al mestiere del dileggio, questo giureconsulto al gianduia ricorre al solito armamentario cialtronesco per blandire il collegio giudicante, Presidente Fontana in primis. Ed è allora un fiorire di “valenti magistrati“, “nostri eroi“, “cluster-giudici“, “giudici a grappolo” e altre soavi amenità.

Nocciolo dell’ invettiva fu che – a suo insindacabile giudizio – il collegio giudicante si sarebbe dovuto limitare a scrivere della mancata cattura di Provenzano a Mezzojuso, perchè tutto il resto a loro non compete. Se le richieste di infarcire il processo con ciò che poteva servire all’ accusa, sono state – per l’ appunto – richieste dai PM ed assecondate dal Tribunale, con una pazienza infinita, fino a giungere ad un poco noto e divertente siparietto in aula, esse servivano solo a lumeggiare, erano scenografia. Solo che questa scenografia è durata anni.

E’ infatti Nino Di Matteo che chiese – ad esempio – di acquisire i fascicoli su Via D’ Amelio e Capaci. Così come, durante la requisitoria, lo stesso dice: “...il governo e i responsabili del DAP decisero di assecondare questo dialogo, non importa se finalizzato alla cessazione delle stragi ma agirono in questa ottica di trattativa e a questa ottica che lo vide come protagonista principale nel 1992 nemmeno nel 1993 l’odierno imputato Mori è stato estraneo.” Solo scenografia lumeggiante, e non accuse?

Quindi l’ assunto di questo pennivendolo è che, in caso di sconfitta, i giudici non dovevano parlarne nella sentenza di tutte le inutili udienze scenografiche durate 5 anni – a carico del contribuente – e prive di riscontri oggettivi. Dovevano limitarsi, per non infastidire gli altri processi, basati sulle stesse patacche portate per lo più dal bombarolo mancato, l’ incunabolo palermitano Massimo Ciancimino. La logica di questo presunto giornalista è che si portano al processo tutte le prove (o bufale) possibili, poi se va bene è un grande risultato, se va male, zitti tutti. Ma non funziona così, purtroppo per lui.

La dimostrazione che questo è il suo modo di ragionare è nella sentenza Tagliavia, di cui cita ogni giorno il celebre passaggio, quello in cui si dice che “la trattativa indubbiamente ci fu”, e lo utilizza contro coloro i quali – praticamente tutti – continuano a chiamarla presunta. Perchè quella sì che è una bella sentenza. Ovvio, gli dà ragione e soprattutto sorregge le tesi dei suoi perdibili libri e spettacolini.

Ma allora, allo stesso modo, viene spontaneo chiedersi: come osarono i giudici di Firenze scrivere di trattativa, quando in quel processo si dovevano occupare solo dei capi d’ imputazione a carico di Francesco Tagliavia nelle stragi? Perchè le interferenze a grappolo non valgono solo quando fanno comodo al pagliaccio torinese. E si premura di metterlo per iscritto: “Anche perché gli elementi completi di prova sulle stragi e le trattative li possiedono solo i giudici che se ne occupano.” Quindi pure la corte d’ assise fiorentina s’è spinta oltre il tema del processo. Ma come mai né allora né oggi Crapa Pelada non si indigna per questa palese interferenza giudiziaria?

E’ domanda retorica, lo so, ma serve per sottolineare ancora una volta l’ infimo livello raggiunto da questo personaggio da avanspettacolo di quart’ ordine, costretto a riciclare il solito repertorio stantio per sbarcare il lunario.

Lui sì che ha un cluster – un grosso grappolo – assai doloroso quando si siede esausto al termine del recital.

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94 thoughts on “Il Generale Cluster

  1. Riprende il trend in calo dopo l’impennata estiva.
    Diffusione FQ
    settembre 2013 copie 52.895
    agosto 2013 copie 54.593 -1698 copie (-3,1%)

    vendita FQ
    settembre 2013 copie 50.411
    agosto 2013 copie 52.057 -1646 copie (-3,2%)

  2. L’ho intravisto ieri sera in tv e ho subito cambiato per il disgusto: la squadra del soccorso quotidiano ha già iniziato la operazione di recupero per il vecchio torquemada:
    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/11/08/idv-di-pietro-dietro-dossieraggio-regia-contro-di-me-report-tratti-in-inganno/252684/
    Scanzi nel ruolo del Minoli dello statista di Montenero. Non ci si poteva aspettare altro.
    Bello anche il primo commento di psicopompo, un influencer che cerca di fare il suo sporco mestiere, e pare un travaglio in incognito.
    Segnalo inoltre un articolo su un problema scottante per la libertà di stampa:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/08/in-edicola-sempre-con-voi-il-calendario-di-berlusconi-tra-mussolini-padre-pio-e-cheri/769884/#foto-sempre-con-voi

  3. La faccia di Crapa Pelada, quando Renzi gli ha scandito sul grugno, e per ben due volte, la faccenda della deputata m3s che crede alle sirene, non ha prezzo.

    Spero gli citi anche il complottaro Bernini, farebbe filotto.

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