All’ animaccia del commercio!

La pubblicità è l’ anima del commercio, disse Henry Ford, ed in effetti aveva proprio ragione. I top manager del Fatto Quotidiano lo sanno bene, per questo pianificano e realizzano sempre nuove formule di propaganda, e i fatti li cosano.

I dati ADS parlano chiaro, i numeri non si discutono, al più si commentano.

Dati medi mensili stimati dichiarati dall’editore ad ADS

  • Dati Mensili Stimati Marzo 2013 | Quotidiani e Settimanali
Testate N.ri nel periodo Tiratura media Diffusione media Resa Totale vendita Vendita canali prev. disp. di legge Abbon. pagati Totale pagata
FATTO QUOTIDIANO (IL) 26 122.763  56.036 66.669 54.285 54.285  1.391 55.676
  • Dati Mensili Stimati Aprile 2013 | Quotidiani e Settimanali
Testate N.ri nel periodo Tiratura media Diffusione media Resa Totale vendita Vendita canali prev. disp. di legge Abbon. pagati Totale pagata
FATTO QUOTIDIANO (IL) 25 119.791 55.817 63.903 54.035 54.035 1.422 55.457

Vediamo allora di evidenziare i successi del giornale svenduto ai grillini.

  • la tiratura cala di 3.000 copie/giorno
  • la resa cala di 3.000 copie/giorno (uhmmm… mi sembra ci sia un nesso)
  • diffusione e vendite calano di un centinaio di copie, ma sono irrilevanti
  • fantastico risultato sugli abbonamenti! in un solo mese recuperano ben 31 abbonati, e questo grazie alle convincenti campagne pubblicitarie. Non si discute, è un fatto!
  • totale pagata: sempre quei 55 mila, ma sono 55 mila che fanno opinione (o no?)

Preoccupa semmai il netto sorpasso de Il Tirreno (57.000 copie) e le altre testate che hanno un totale pagato simile: nomi come Il Gazzettino (67.000), Italia Oggi (62.000), il Mattino (54.000), L’ Unione Sarda (50.000) ecc… 

In sintesi non è cambiato niente, e forse per questo ad aprile il Crapa Pelada vergava questo memorabile articolo, scritto in punta di fioretto come solo lui sa fare.

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677 thoughts on “All’ animaccia del commercio!

    • 😀
      Non ci andrà mai il Crapa Pelada, per due ragioni:
      – sa di non avere nulla di solido su cui contare (a parte facili battute, amche sul “solido”)
      – non c’è alcun ritorno di immagine pubblica, cioè niente soldi

      Sono solo rischi senza alcun vantaggio.
      A conti fatti, non gli conviene.
      Molto meglio continuare a insolentire dal suo speaker corner, e pian piano lo sta diventando davvero un pulpito senza uditori.
      (fra poco pubblico i dati)

    • Beh, non è che il Bordin si sia sprecato molto : ha evidenziato l’imprecisione di Travaglio riguardo a Conso, ha ripetuto la falsa deduzione dei “negazionisti” sui mancati rinnovi del 41-bis del novembre ’93 e poi, nel tentativo di sbugiardare Travaglio, ha fatto leva sulle dichiarazioni di Spatuzza per alcune elucubrazioni piuttosto superficiali.

      La maggior parte delle questioni al centro della diatriba tra Fiandaca e Travaglio il Bordin non le ha nemmeno sfiorate

      😀

  1. Ho già espresso il mio parere sulle agende rosse(coreografia processo trattativa stato-mafia 😀 ), ma del Forum XIX Luglio non so nulla…..
    Qualcuno mi può dire chi minchia sono?
    http://livesicilia.it/2013/07/09/strage-borsellino-polemica-agende-rosse_346172/

    PS Ho letto la lettera di Scarpinato indirizzata a Borsellino…..(19/lug/2012)
    Ma Scarpinato non è lo stesso Scarpinato che ha chiesto l’archiviazione , insieme a Lo Forte, dell’inchiesta mafia-appalti?
    Non è un po’ ipocrita come comportamento?

      • Risolto:”Molte associazioni antimafia, culturali, universitarie e di volontariato – riunite nel “Forum XIX Luglio” – partecipano sempre più numerose a questa manifestazione, al di là delle proprie appartenenze politiche.”

        E’ una specie di cartello quindi.
        Fonte http://paolovive.blogspot.it/
        Sul sito ho trovato anche un poster con slogan che condivido abbastanza
        “Meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino”.

    • 1) il “Forum XIX Luglio” è un cartello di associazioni e movimenti che ogni anno organizza la fiaccolata per ricordare la strage di via D’Amelio

      2) Sì, è lo stesso Scarpinato ma non c’è nessuna ipocrisia

      😀

      • Dici?
        Mi risulta che Borsellino ci tenesse particolarmente ,all’inchiesta mafia-appalti.
        Scarpinato e Lo Forte l’hanno firmata,l’archiviazione, il 18 luglio(nessuna insinuazione la richiesta fu fatta giorni prima) , il giorno dopo la morte del “collega” Giammanco appone anche lui la sua firma.
        Tempistica e modalità inquietanti(non sono un Complottista)

        • La richiesta di archiviazione è del 13 luglio 1992 e risulta depositata presso la cancelleria del Gip in data 22 luglio 1992 ma Borsellino sapeva già della richiesta di archiviazione

          😀

          • Io credo che Borsellino non ne sapesse nulla!
            Inoltre ho parlato di firme.

          • @ Renzo C

            “[…] tale richiesta di archiviazione, invero, è datata 13.07.92 e risulta depositata presso la cancelleria del Gip in data 22.07.92. Ed il dott. Borsellino era certamente informato di tali sviluppi processuali, perchè la vicenda mafia – appalti, unitamente ad altre indagini di rilievo, era stata oggetto, proprio in quel periodo e prima della sua partenza per la rogatoria internazionale, di una discussione tra i vari colleghi del suo Ufficio, alla presenza del medesimo dott. Borsellino, come risulta dalle dichiarazioni rese dal dott. Pignatone innanzi al CSM, nel corso della sua audizione del 30.07.92”

            Dall’Ordinanza di archiviazione del 15 marzo 2000 del Giudice dott.ssa Gilda Loforti relativa all’inchiesta su Pignatone ed i colleghi Giammanco e Lo Forte, pag. 187

            😀

          • Questa non è una prova e mai ci sarà: la solita tattica di mettere in bocca ai defunti parole o conoscenze, non funziona.

            Metti anche le dichiarazioni di Pignatone al CSM, tutte, perchè mentre la trattamistaceppa non ha portato a niente da anni, i vari filoni di mafia-appalti hanno avuto esito diverso, anche pochi mesi fa.

          • @ Renzo C

            Stai dicendo che Pignatone non è attendibile quando dichiara che Borsellino sapeva della richiesta di archiviazione ?

            😀

          • @ Jordi

            1) non ho citato una dichiarazione di Mario Mori, ho citato l’ordinanza di archiviazione di un Tribunale della Repubblica, la differenza non è difficile da capire

            2) continuo a non vedere firme datate 18 e/o 20 luglio 1992

            😀

          • 1)Peccato che tu sia andato a prenderlo dal sito web di Mori

            2)TI HO DETTO TAPPE DEL DOCUMENTO, PARE CHE LE FIRME SIANO STATE APPOSTE IL 18 E IL 20.
            LUNGAGGINE BUROCRATICA!

          • @ Jordi

            1) ho citato l’ordinanza di archiviazione di un Tribunale della Repubblica, il fatto che l’ordinanza sia disponibile ANCHE sul sito di Mori è IRRILEVANTE ai fini della nostra discussione

            2) continuo a non vedere firme datate 18 e/o 20 luglio 1992

            😀

  2. Censored by Fascio Quotidiano:
    —————-
    Purtroppo sia Gomez che Scanzi mentono spudoratamente pur di difendere il loro paladino Beppe Grillo.
    Si puo’ anche idolatrare Grillo e definirlo il più grande statista di tutti i tempi, ci mancherebbe, ma sarebbe carino se non si dovesse ricorrere alla sistematica menzogna per ingannare i lettori e fare propaganda.

    Vediamo di essere chiari.

    Per governare serve la maggioranza alla Camera e al Senato. Strano a dirsi, ma è così.
    Il risultato elettorale dava una maggioranza solida al centrosinistra alla camera ma non al Senato.
    A quel punto le soluzioni per fare un governo erano solo due: accordarsi con Grillo oppure con Berlusconi.

    Bersani cercò, a mio parere del tutto irresponsabilmente, di accordarsi con il buffone urlante Beppe Grillo, un demagogo estremista ed eversivo che spara bufale a ripetizione.
    Chiese ai gril.lini l’appoggio esterno in diretta streaming.

    Cosa significa appoggio esterno? Che i gril.lini non avrebbero avuto ministri nel governo ma avrebbero fatto parte di una maggioranza.
    Cioè, TUTTI i provvedimenti legislativi del governo sarebbero dovuti passare per il vaglio dei deputati e dei senatori di Grillo: senza il via libera dei peppiani il governo non avrebbe potuto governare.
    Non solo: se i peppiani avessero fatto proposte al governo, questo sarebbe stato costretto ad accettarle, poiché la sua sopravvivenza dipendeva dall’appoggio esterno dei parlamentari a 5 stelle.

    In altre parole, a causa della follia di Bersani, il comico facsistoide Beppe Grillo avrebbe avuto in mano il governo. Senza il beneplacito di Beppe Grillo, che comanda i parlamentari come fossero suoi dipendenti privati, non sarebbe stato approvato nulla.

    Spero che i cittadini capiscano l’enorme irreponsabilità di Bersani, che rischiò seriamente di portare Grillo e i suoi leccapiedi al governo dello Stato, sia pure indirettamente.

    Sono bastate poche settimane e il fenomeno di Grillo si è sgonfiato (complice il sostegno tifoso di Scanzi e Travaglio, vedi Ingroia).
    A Catania il pagliaccio urlante è passato dal 31% al 3%, a Messina dal 29% al 2,6%, ad Avellino al 3%, a Roma al 12,4%, a Treviso al 5%, ecc.
    Rimangono i fanatici a 5 stelle: che erano quelli che Bersani voleva portare nella maggioranza.

    Bersani si è dimostrato un pazzo e un irresponsabile.

  3. Una decina di giorni fa scrissi un commento a proposito dei legami tra Casaleggio e il gruppo Mauri Spagnol… be’ pare che questo sodalizio stia per finire
    http://www.primaonline.it/2013/07/08/169112/casaleggio-perde-la-comunicazione-online-del-gruppo-mauri-spagnol/
    Come si dice? L’amore non è bello se non è litigarello, sarà mica come l’altra “rottura” eccellente tra Grillo e Travaglio poi però rivelatasi una burla perché di fatto hanno continuato a collaborare alla grandissima?

  4. Riflettevo sulle immagini di grillo all’isola di mortorio e pensavo: ma quell’isola essendo un parco a tutela integrale non è forse interdetta allo sbarco di persone? Avranno istituito per l’occasione dei permessi a 1 stella per traghettare grillo & family?

  5. Ritorniamo ancora all’articolo di Travaglio, già commentato nella nota precedente (quella del ROS “de-morizzato”), pubblicato sull’ultimo numero de L’Espresso: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/vedi-macaluso-e-poi-mori/2210011

    Marco gli amici non li abbandona.

    “Ciuro poi, finanziere in servizio presso Ingroia, non fu condannato per concorso esterno, ma per favoreggiamento semplice al costruttore Aiello (che non era un”noto mafioso”, ma un incensurato, poi condannato per concorso esterno): per fughe di notizie non sulle ricerche di Provenzano, ma sulle indagini su Aiello.” (MarcoTravaglio – Stato-mafia, è partita la carica – L’espresso – 27 giugno 2013)

    Ah beh, favoriva solo, non concorreva, allora era un bravo ragazzo. E favoriva solo Aiello, non Provenzano. Peccato però che favoriva Aiello informandolo anche su indagini che in premessa alla comparsa d’accusa, venivano descritte da Di Matteo e dai colleghi PM, in questo modo: “Le indagini nei confronti di Aiello Michele in ordine al reato di cui all’art. 416bis cp sono scaturite dalle dichiarazioni rese da Giuffrè Antonino e relative in particolar modo ai rapporti intrattenuti dall’ Aiello con Provenzano Bernardo e con la “famiglia” mafiosa di Bagheria”

    Quindi certo che era un’indagine su Aiello, ma soprattutto inerente i suoi presunti rapporti con Provenzano, allo scopo di catturare il boss.

    Per quanto riguarda le fughe di notizie“non sulle ricerche di Provenzano”, che il nostro furbacchione si studi un po’questo:

    Dalla Memoria del Pubblico Ministero, Procura della Repubblica di Palermo, Direzione Distrettuale Antimafia, N. 12790/02 RGDDA – Notizie di reato, indirizzata al signor giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Palermo.
    Firmato: il P.M. – GiuseppePignatone, Michele Prestipino Giarritta, Maurizio De Lucia, Antonino DiMatteo.

    Palermo 1/10/2004.
    (…) … il [Ciuro], appartenente alla Guardia di Finanza ma in servizio alla Direzione investigativa antimafia (Dia),era di fatto distaccato da diversi anni presso la segreteria del sostituto procuratore dr Ingroia, nel cui ufficio aveva anche il suo posto di lavoro, era da sempre ritenuto persona di assoluta fiducia e aveva collaborato con il dr Ingroia e altri magistrati della Dda in alcune delle indagini più delicate e complesse.
    Con il Riolo e il Ciuro l’Aiello da anni intratteneva stretti rapporti, che avevano portato ai due sottufficiali vantaggi di varia natura, anche economica (assunzione di familiari nella società dell’Aiello, prestazione gratuita di opere e servizi, acquisto di un’autovettura (al Riolo) o di un gioiello (al Ciuro), presentazione a uomini politici, e in particolare all’on. Cuffaro ecc… tanto che il Ciuro, in una delle telefonate intercettate, dice di essere disposto a tutto per l’amico imprenditore (“per te la vita”).

    (…) Proprio l’ascolto di questa e altre simili conversazioni e le reiterate visite dell’Eucaliptus nei locali della“Diagnostica” determinavano gli ufficiali del Ros a predisporre ai primi di aprile un progetto di ampliamento delle indagini della Sezione anticrimine, volte in primo luogo alla ricerca di Bernardo Provenzano, anche all’Aiello Michele e alle sue società.

    (…) Fino alla metà del mese di giugno continuavano i contatti fra l’Aiello, il Carcione, il Ciuro e il Riolo per valutare lo sviluppo delle indagini incorso nei confronti dell’imprenditore; questa valutazione aveva per oggetto inprimo luogo il contenuto delle dichiarazioni di Giuffrè.
    Su questo punto era il Ciuro che riusciva ad acquisire notizie più dettagliate di quelle originariamente apprese dal Borzacchelli, in particolare sul fatto che il Giuffrè aveva riferito delle ingenti somme di denaro corrisposte dall’Aiello a esponenti mafiosi di primo piano.
    Il Ciuro riusciva così anche a valutare la delicatezza della posizione dell’Aiello dato che il Giuffrè aveva reso “qualche dichiarazione molto pesante”(Riolo, int. 20 agosto 2004)

    (…) Era lo stesso Ciuro che, di fronte alla crescente preoccupazione dell’Aiello, suggeriva alla fine di giugno la creazione di una “rete riservata” di telefoni cellulari; l’acquisto, cioè,sotto altri nomi, di un gruppo di telefonini che sarebbero stati usati dallo stesso Aiello, dal Ciuro, dal Riolo, dal Carcione, dai più fidati collaboratori dell’imprenditore (il rag. D’Amico e il geom. Rotondo) e dalla sua segretaria Paola Mesi, senza mai chiamare altre utenze né di rete fissa né di rete mobile:in questo modo la “rete” doveva restare, in teoria, segreta e impermeabile a qualsiasi indagine o accertamento.

    (…) lo stesso Ciuro contattava un maresciallo dei Carabinieri già in servizio al Nas dei Carabinieri, Girolamo Clabrese, e, affermando falsamente di essere stato incaricato dal dr Ingroia di coordinare un gruppo di lavoro per la ricerca del latitante Bernardo Provenzano, cercava di acquisire notizie sull’attività svolta in proposito dal Nas.
    Il tentativo aveva successo solo parziale perché il maresciallo Clabrese dava al Ciuro solo le informazioni relative all’attività da lui svolta finché dal Nas era stato trasferito alla Dia, ma su questo episodio restano molti e gravi interrogativi, non solo per le modalità della condotta del Ciuro, che peraltro custodiva in casa un cd. contenente tutte le informazioni relative a un libro pubblicato di recente sul Provenzano, ma soprattutto perché realmente da qualche anno il Nas, tra i cui compiti istituzionali non vi è certamente la ricerca dei grandi latitanti di mafia, ha svolto significative attività diindagine anche in questa direzione.
    (…)

    Ma il Ciuro svolgeva la sua attività in molte altre direzioni: cercava senza successo di procurarsi, senza averne titolo, le tavole riassuntive in cui è sintetizzata sulla base delle dichiarazioni dei collaboratori la composizione delle diverse “famiglie”mafiose; seguiva, con modalità finora non accertate, l’attività diintercettazione in corso nei confronti del presidente della Regione, on.Cuffaro, sottoposto a indagini in altro procedimento, tanto da potere rassicurare una impiegata di questo Ufficio sulla possibilità di contattarlo senza rischio a un’utenza cellulare che egli stesso le indicava (12 settembre 2003); riusciva, il 26 settembre 2003, in appena tre ore, a riscontrare un’informazione che l’Aiello aveva ricevuto dal Borzacchelli e da un altromedico suo amico (il dr. Angileri) e cioè che il pubblico ministero, e in particolare il sostituto procuratore dr Di Matteo, nel corso dell’interrogatorio di Miceli Domenico, tratto in arresto nell’ambito di altro procedimento, aveva formulato domande sui rapporti tra l’imprenditore bagheresee l’on. Cuffaro.

    “…la sera del 4 novembre, ore 19.46, il Ciuro, preoccupato per un improvviso incontro tra il procuratore della Repubblica e altri magistrati di questo ufficio e il dirigente del Centro operativo, cercava di saperne il contenuto da una sua collega della Dia.
    Ricevuta la versione rassicurante, che l’ufficiale era stato richiesto di fornire a tutti i suoi collaboratori, il Ciuro concludeva la conversazione affermando con forzato umorismo “allora…posso andare a mangiare tranquillo perché… Non ci arrestano… per stasera”.
    Questa conclusione paradossale del Ciuro, poche ore prima dell’arresto, è forse la sintesi emblematica di questa parte delle vicende oggetto del procedimento in cui alla eccezionale capacità da parte dell’Aiello e dei suoi correi di acquisizione di notizie segrete sulle indagini e alla penetrazione in punti delicatissimi dell’apparato giudiziario e di polizia, è corrisposta però anche da parte di questo Ufficio di Procura e dei Carabinieri del Nucleo operativo di Palermo la capacità, anche grazie all’adozione delle necessarie, straordinarie misure di segretezza, di condurre egualmente a conclusione, in condizioni di eccezionali difficoltà, un’indagine che ha allargato progressivamente quello che era il suo oggetto iniziale, consentendo non solo l’accertamento di reatidi per sé gravissimi, ma – fatto forse ancor più importante – di scoprire l’attività di infiltrazione di Cosa nostra nei settori più diversi delle società e delle istituzioni e di accertare la sistematica rivelazione agli uomini dell’organizzazione mafiosa delle attività di indagine dei Carabinieri del Ros, a cominciare da quelle mirate alla cattura di Bernardo Provenzano.”

    Carta canta…

    • Italia paese buffo (per non dire peggio altrimenti si scade nel vilipendio)!
      Quanto è credibile Travaglio paladino dell’antisistema, antiberlusconiano e indagatore della trattativa Stato-Mafia con le amicizie che ha? Da Di Pietro, passando per Orlando, Ciancimino e Grillo.

      • Beh, a me sembra abbastanza evidente che il pezzullo odierno di Bordin sia relativo all’editoriale di Travaglio intitolato “Ritenta, sarai più fortunato” del 5 luglio e che non tenga conto della replica a Fiandaca che Travaglio ha pubblicato ieri.

        Presumo che il pezzullo fosse già pronto da qualche giorno ma non capisco perché Bordin lo abbia fatto pubblicare lo stesso visto che Travaglio ha poi replicato per filo e per segno alle argomentazioni di Fiandaca

        😀

          • In questo caso quello che a me sembra vero è vero, senza alcun dubbio

            😀

        • Quando era ancora accessibile la rassegna stampa della Camera si poteva notare come non sempre gli articoli di Bordin venissero pubblicati online lo stesso giorno del cartaceo. Alcuni non vengono proprio pubblicati sul sito.

    • @MSUD
      Travaglio esulta ,come uno scimunito 😀 , perchè il processo non è stato spostato(verrà celebrato a Palermo);questo non significa che l’ipotesi accusatoria sia solida.
      Al posto di versare fiumi di inchiostri in editoriali nonsense, farebbe meglio ad ascoltare Fiandaca , che ne sa sicuramente più di lui.
      Può essere che sia tu che Travaglio riteniate inconcepibile che un PM possa sbagliare?

      • @ Jordi

        1) a questo punto sarà il processo a stabilire se l’ipotesi accusatoria è solida o meno

        2) Travaglio è criticabile per molti versi ma non credo che sulla cosiddetta “trattativa Stato-mafia” il prof. Ficandia ne sappia più di Travaglio

        😀

        • Ti sfugge, come pure al tuo idolo Sexy Travi, un piccolissimo particolare.
          Le istanze di eccezioni di territorialità e di funzionalità presentate dalle difese, non hanno per oggetto il merito dell’inchiesta ma la sua forma.
          La corte d’assise ha deciso che non sussistono le condizioni per trasferire il processo in altra sede, non ha detto che l’impianto accusatorio è solido e ragionevole. Questo è quello che cerca inutilmente di farvi capire Fiandaca. Confondete le pere con le mele.
          In somma, Travaglio ha perso un’altra occasione per stare zitto.

          • Anche Ghedini cercava di spiegare che l’impianto accusatorio del processo per il Rubygate era inconsistente, poi però Berlusconi è stato condannato pesantemente.

            Non vorrei che il prof. Fiandaca fosse il Ghedini della situazione

            😀

        • @MSUD
          1.E’ già stato dimostrato che l’ipotesi accusatoria formulata dai PM della Procura di Palermo,verso cui tu riversi una fiducia smisurata, è debolissima e non regge……….

          2.Il saccente surrogato di giornalista ,Marco Travaglio, si è imparato a memoria le sentenze dei processi, che ripete come un parrocchetto scemo quando viene interpellato ,e quando scrive i suoi articoli merdosi sul suo Giornaletto ; non sa nulla di Diritto(penale,civile,internazionale ecc) e ,di conseguenza, non conosce i meccanismi che disciplinano i processi.

          Vedrai come andrà a finire.

    • Ha fatto Bene Msud buffone , Travaglio ha attaccato Fiandanca giurista penale doc con CAZZATE degne di un laureato in filosofia a 32 anni. BUFFONE SEI UN BUFFONE!

      • Nel caso della polemica con Fiandaca, non condivido i toni di Travaglio e non ne condivido nemmeno tutte argomentazioni ma Fiandaca è chiaramente impreparato sul tema “trattativa Stato-mafia”

        😀

  6. Non ho capito se le stragi non fanno parte della trattativa o se ne fanno parte ma non rientrano nel processo, nel primo caso sarebbe clamoroso, nel secondo bisognerebbe capire.
    Riprendiamo la teoria, i mafiosi odiano la sentenza del maxiprocesso, la galera definitiva, il 41bis ancora non esiste. Fanno le stragi e guadagnano il 41bis. Passano i mesi e si rendono conto che sto 41bis è veramente dannoso. Riina sta trattando (ma non era l’ala stragista?), il papello conferma, ma Provenzano (l’ala affaristica) lo vende e quello finisce in carcere (sfiga) al 41bis (doppia sfiga). Dunque Riina (stragista), comunica all’esterno l’ordine di eseguire le stragi del 93, perché vuole essere tolto dal 41bis in modo da poter comunicare con l’esterno.
    Mi sembra lineare.

  7. http://imageshack.us/f/163/69lx.jpg/

    Ci ho messo un po’ di tempo con paint…..
    Ma ne è valsa la pena!
    Divertente alterazione di locandina di cinepanettone.

    Titolo:Vacanze di Natale ad Aosta
    Regia:Michele Aiello
    Cast:Antonio Ingroia,Marco Travaglio,Sandra Amurri,Michele Santoro,Giuseppe Ciuro,Giulia Innocenzi,Massimo Ciancimino,Bambole Gonfiabili.

    In realtà è un film dell’anno scorso!
    Spero vi faccia ridere lo stesso!
    😆

    ciuro

    Edit Renzo C
    Così si vede senza cliccare 😉
    Gran bel lavoro, magari val la pena metterla nel prossimo ruttino del pelato fanfarone giornalaro.

  8. Dal F.Q. “M5S, appello di Grillo ai delusi Pd: “Abbiamo le stesse idee, venite con noi”
    Da Huffingtonpost “CASALEGGIO, DICCI COSA HAI FATTO”

    Nel primo Grillo esorta i piddini delusi (quelli che non sono andati a votare) a scegliere il movimento 5 stelle perché le idee sono comuni, idee immagino riformiste e progressiste contro l’alienazione dell’operaio da parte dei padroni, invece cosa si legge nel secondo articolo a proposito del (bi)pensiero casaleggiano? Che le PMI devono avere la priorità nell’azione di governo, che il Casaleggio si dichiara a fianco dei piccoli imprenditori, che Paolo Agnelli, presidente delle imprese manifatturiere italiane, appoggia il movimento 5 stelle!
    Allora voglio anch’io esortare i piddini delusi, li invito a restare a casa! Sì, MEGLIO NON ANDARE A VOTARE che buttare il voto in un movimento o partito ipocrita.
    Chi oggi dichiara di essere progressista e votare M5S è un bugiardo! Le due cose non sono conciliabili, a meno che uno lo dica per ignoranza senza aver mai sentito il nome di Marx o Engels, chiedergli di leggere qualche passo del Capitale è troppo, lo riconosco.

    • Ah, pensiero conclusivo: l’articolo di Huffington post è la prova definitiva che in Italia le lobby, grandi o piccole, dettano l’agenda di governo, fanno persino l’opposizione. Devo ancora vedere un leader politico di partito o un ideologo come Casaleggio che fa un faccia a faccia con i disoccupati, accetta l’incontro con rappresentanti del movimento operaio non sindacale, o della società civile… insomma dal basso.
      Questo parlamento non mi rappresenta!

  9. @ enrix (anche se detieni il copyright ,non ti pago i diritti d’autore) 😉

    MARCO TRAVAGLIO e la ” talpina” in Procura
    da Enrico Tagliaferro (Note) Sabato 6 luglio 2013 alle ore 18.08
    Ritorniamo ancora all’articolo di Travaglio, già commentato nella nota precedente (quella del ROS “de-morizzato”), pubblicato sull’ultimo numero de L’Espresso: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/vedi-macaluso-e-poi-mori/2210011

    Marco gli amici non li abbandona.

    “Ciuro poi, finanziere in servizio presso Ingroia, non fu condannato per concorso esterno, ma per favoreggiamento semplice al costruttore Aiello (che non era un”noto mafioso”, ma un incensurato, poi condannato per concorso esterno): per fughe di notizie non sulle ricerche di Provenzano, ma sulle indagini su Aiello.” (MarcoTravaglio – Stato-mafia, è partita la carica – L’espresso – 27 giugno 2013)

    Ah beh, favoriva solo, non concorreva, allora era un bravo ragazzo. E favoriva solo Aiello, non Provenzano. Peccato però che favoriva Aiello informandolo anche su indagini che in premessa alla comparsa d’accusa, venivano descritte da Di Matteo e dai colleghi PM, in questo modo: “Le indagini nei confronti di Aiello Michele in ordine al reato di cui all’art. 416bis cp sono scaturite dalle dichiarazioni rese da Giuffrè Antonino e relative in particolar modo ai rapporti intrattenuti dall’ Aiello con Provenzano Bernardo e con la “famiglia” mafiosa di Bagheria”

    Quindi certo che era un’indagine su Aiello, ma soprattutto inerente i suoi presunti rapporti con Provenzano, allo scopo di catturare il boss.

    Per quanto riguarda le fughe di notizie“non sulle ricerche di Provenzano”, che il nostro furbacchione si studi un po’questo:

    Dalla Memoria del Pubblico Ministero, Procura della Repubblica di Palermo, Direzione Distrettuale Antimafia, N. 12790/02 RGDDA – Notizie di reato, indirizzata al signor giudice per l’udienza preliminare presso il Tribunale di Palermo.
    Firmato: il P.M. – GiuseppePignatone, Michele Prestipino Giarritta, Maurizio De Lucia, Antonino DiMatteo.

    Palermo 1/10/2004.
    (…) … il [Ciuro], appartenente alla Guardia di Finanza ma in servizio alla Direzione investigativa antimafia (Dia),era di fatto distaccato da diversi anni presso la segreteria del sostituto procuratore dr Ingroia, nel cui ufficio aveva anche il suo posto di lavoro, era da sempre ritenuto persona di assoluta fiducia e aveva collaborato con il dr Ingroia e altri magistrati della Dda in alcune delle indagini più delicate e complesse.
    Con il Riolo e il Ciuro l’Aiello da anni intratteneva stretti rapporti, che avevano portato ai due sottufficiali vantaggi di varia natura, anche economica (assunzione di familiari nella società dell’Aiello, prestazione gratuita di opere e servizi, acquisto di un’autovettura (al Riolo) o di un gioiello (al Ciuro), presentazione a uomini politici, e in particolare all’on. Cuffaro ecc… tanto che il Ciuro, in una delle telefonate intercettate, dice di essere disposto a tutto per l’amico imprenditore (“per te la vita”).

    (…) Proprio l’ascolto di questa e altre simili conversazioni e le reiterate visite dell’Eucaliptus nei locali della“Diagnostica” determinavano gli ufficiali del Ros a predisporre ai primi di aprile un progetto di ampliamento delle indagini della Sezione anticrimine, volte in primo luogo alla ricerca di Bernardo Provenzano, anche all’Aiello Michele e alle sue società.

    (…) Fino alla metà del mese di giugno continuavano i contatti fra l’Aiello, il Carcione, il Ciuro e il Riolo per valutare lo sviluppo delle indagini incorso nei confronti dell’imprenditore; questa valutazione aveva per oggetto inprimo luogo il contenuto delle dichiarazioni di Giuffrè.
    Su questo punto era il Ciuro che riusciva ad acquisire notizie più dettagliate di quelle originariamente apprese dal Borzacchelli, in particolare sul fatto che il Giuffrè aveva riferito delle ingenti somme di denaro corrisposte dall’Aiello a esponenti mafiosi di primo piano.
    Il Ciuro riusciva così anche a valutare la delicatezza della posizione dell’Aiello dato che il Giuffrè aveva reso “qualche dichiarazione molto pesante”(Riolo, int. 20 agosto 2004)

    (…) Era lo stesso Ciuro che, di fronte alla crescente preoccupazione dell’Aiello, suggeriva alla fine di giugno la creazione di una “rete riservata” di telefoni cellulari; l’acquisto, cioè,sotto altri nomi, di un gruppo di telefonini che sarebbero stati usati dallo stesso Aiello, dal Ciuro, dal Riolo, dal Carcione, dai più fidati collaboratori dell’imprenditore (il rag. D’Amico e il geom. Rotondo) e dalla sua segretaria Paola Mesi, senza mai chiamare altre utenze né di rete fissa né di rete mobile:in questo modo la “rete” doveva restare, in teoria, segreta e impermeabile a qualsiasi indagine o accertamento.

    (…) lo stesso Ciuro contattava un maresciallo dei Carabinieri già in servizio al Nas dei Carabinieri, Girolamo Clabrese, e, affermando falsamente di essere stato incaricato dal dr Ingroia di coordinare un gruppo di lavoro per la ricerca del latitante Bernardo Provenzano, cercava di acquisire notizie sull’attività svolta in proposito dal Nas.
    Il tentativo aveva successo solo parziale perché il maresciallo Clabrese dava al Ciuro solo le informazioni relative all’attività da lui svolta finché dal Nas era stato trasferito alla Dia, ma su questo episodio restano molti e gravi interrogativi, non solo per le modalità della condotta del Ciuro, che peraltro custodiva in casa un cd. contenente tutte le informazioni relative a un libro pubblicato di recente sul Provenzano, ma soprattutto perché realmente da qualche anno il Nas, tra i cui compiti istituzionali non vi è certamente la ricerca dei grandi latitanti di mafia, ha svolto significative attività diindagine anche in questa direzione.
    (…)

    Ma il Ciuro svolgeva la sua attività in molte altre direzioni: cercava senza successo di procurarsi, senza averne titolo, le tavole riassuntive in cui è sintetizzata sulla base delle dichiarazioni dei collaboratori la composizione delle diverse “famiglie”mafiose; seguiva, con modalità finora non accertate, l’attività diintercettazione in corso nei confronti del presidente della Regione, on.Cuffaro, sottoposto a indagini in altro procedimento, tanto da potere rassicurare una impiegata di questo Ufficio sulla possibilità di contattarlo senza rischio a un’utenza cellulare che egli stesso le indicava (12 settembre 2003); riusciva, il 26 settembre 2003, in appena tre ore, a riscontrare un’informazione che l’Aiello aveva ricevuto dal Borzacchelli e da un altromedico suo amico (il dr. Angileri) e cioè che il pubblico ministero, e in particolare il sostituto procuratore dr Di Matteo, nel corso dell’interrogatorio di Miceli Domenico, tratto in arresto nell’ambito di altro procedimento, aveva formulato domande sui rapporti tra l’imprenditore bagheresee l’on. Cuffaro.

    “…la sera del 4 novembre, ore 19.46, il Ciuro, preoccupato per un improvviso incontro tra il procuratore della Repubblica e altri magistrati di questo ufficio e il dirigente del Centro operativo, cercava di saperne il contenuto da una sua collega della Dia.
    Ricevuta la versione rassicurante, che l’ufficiale era stato richiesto di fornire a tutti i suoi collaboratori, il Ciuro concludeva la conversazione affermando con forzato umorismo “allora…posso andare a mangiare tranquillo perché… Non ci arrestano… per stasera”.
    Questa conclusione paradossale del Ciuro, poche ore prima dell’arresto, è forse la sintesi emblematica di questa parte delle vicende oggetto del procedimento in cui alla eccezionale capacità da parte dell’Aiello e dei suoi correi di acquisizione di notizie segrete sulle indagini e alla penetrazione in punti delicatissimi dell’apparato giudiziario e di polizia, è corrisposta però anche da parte di questo Ufficio di Procura e dei Carabinieri del Nucleo operativo di Palermo la capacità, anche grazie all’adozione delle necessarie, straordinarie misure di segretezza, di condurre egualmente a conclusione, in condizioni di eccezionali difficoltà, un’indagine che ha allargato progressivamente quello che era il suo oggetto iniziale, consentendo non solo l’accertamento di reatidi per sé gravissimi, ma – fatto forse ancor più importante – di scoprire l’attività di infiltrazione di Cosa nostra nei settori più diversi delle società e delle istituzioni e di accertare la sistematica rivelazione agli uomini dell’organizzazione mafiosa delle attività di indagine dei Carabinieri del Ros, a cominciare da quelle mirate alla cattura di Bernardo Provenzano.”

    Carta canta…
    (sotto un’immagine di Pinocchio, che contempla il proprio riflesso sull’acqua)

    • Come temevo ! La critica di enrix non è corretta : Travaglio scrive che Ciuro fu condannato “per fughe di notizie non sulle ricerche di Provenzano, ma sulle indagini su Aiello” , enrix lo vorrebbe sbugiardare citando un atto d’accusa ma per sbugiardare Travaglio enrix avrebbe dovuto citare la sentenza di condanna.

      Carta non canta, per ora

      😀

      • Scusa se mi intrometto ma farsi comprare un gioiello da Aiello o farsi assumere i parenti immagino siano fatti provati, al di là di tutte le congetture che si possono fare ovvero se favorendo aiello ciuro sapesse di favorire provenzano rimane il fatto che ingroia se li sceglie bene gli amici, che poi questa è la classica accusa di travaglio verso esponenti politici che, loro malgrado, hanno avuto rapporti con la mafia anche soltanto per interposta persona. Insomma travaglio può scrivere ciò che vuole cercando accuratamente il pelo nell’uovo e di non scrivere inesattezze ma l’onestà intellettuale direi che la caga solo dopo il caffe al mattino presto, perdonando il francesismo, il resto della giornata immagino che lo impegni rileggendo trencento volte tutto ciò che scrive, 150 ripetendo ad alta voce “ah, come scrivo bene” e altre 150 per assicurarsi di non pestare merde.

        • Caro Aurelio, ne scrive troppe di merde per non pestarne qualcuna 😉
          E se glielo si fa notare, di solito non la prende bene bene.

      • @ Aurelio

        Non dubito che Travaglio sia spesso impreciso e che a volte sia anche disonesto intellettualmente ma in questo caso specifico ho solo voluto evidenziare che la critica di enrix non è calibrata correttamente

        😀

  10. Marco Dettaglio dietro la lavagna

    Il professor Fiandaca replica all’improvvisato giurista del Fatto sulla trattativa Stato-mafia: le deboli impostazioni accusatorie dei pm, la tutela pubblica della sicurezza collettiva, i limiti dell’ingerenza giudiziaria

    http://www.ilfoglio.it/soloqui/18938

    L’attacco di Travaglio
    http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/marco-travaglio-fatto-quotidiano-ritenta-sarai-piu-fortunato-1611770/

    Non capisco: Tabbaglio è pro o contro l’espressione “Boiata pazzesca” ?
    “La Tav è una boiata pazzesca”
    “Il federalismo fiscale è una boiata pazzesca”
    « l’esimio professor Giovanni Fiandaca, già candidato trombato alle primarie del centrosinistra per il Comune di Palermo e autore di uno squisito “saggio” pubblicato sul Foglio col raffinato titolo “Il processo sulla trattativa è una boiata pazzesca”. »

    Ruotolo e Ingroia non sono stati trombati?

    • E’ solo un povero mentecatto che deve sostenere l’ accusa per evidenti ragioni di mercimonio.
      Non s’è mai vergognato di accompagnarsi al Ciancimona, figuriamoci se un professore universitario lo preoccupa, è perfino andato in ferie con una talpa della mafia.
      A prendere ceffoni in pubblico c’è abituato, li incassa benone.

      • Evidentemente, fare il paladino delle cause perse in partenza rende parecchio.
        Prosegue il botte e risposta Fiandaca-Travaglio.
        http://triskel182.wordpress.com/2013/07/07/un-eroe-dei-nostri-tempi-marco-travaglio/

        Il minorato mentale se l’è presa e vuole avere l’ultima parola. 😯

        Sai,ieri ho riguardato,con un’ottica diversa, la puntata di Annozero con Belpietro e Porro come ospiti : Papà Castoro e T’abbaglio che alzano la voce per non permettergli di completare il discorso.
        “Fuori di testa voi?”
        “Devo continuare a prendermi gli insulti?Io me ne vado!”
        “Le mie vacanze…..”
        Tragicomico

          • Msud il solito buffone.

            Cmq vai a Via D’amelio il 19 per la commemorazione ci sarà il circo che ti piace tanto:

            Travaglio, Guzzanti, Vauro e un altro inutile. BUFFONE!

        • Vediamoli i nomi di questi mafiosi che beneficiarono dello sconto di stato.

          Scrive il cialtroncello pelato, e come lui anche Lirio Abbate su l’ Espresso:
          “Infatti l’ex ministro Conso che non rinnovò il 41-bis a 334 mafiosi non è imputato per quello…”
          “Conso, cinque mesi dopo, obbedisce ribaltando le indicazioni della Procura di Palermo e regalando il carcere molle a 334 detenuti: capi-mandamento come Antonino Geraci sr., Vito Vitale e Giuseppe Farinella, pezzi da 90 come Spadaro, Di Carlo jr., Prestifilippo sr., i fratelli Ferrara e Calafato, Giuliano, Miano, Di Trapani, Grassonelli, Spina, Fidanzati jr.”

          Ecco la lista del cazzaro:
          Antonio Geraci classe 1917, un giovincello.
          Vito Vitale arrestato nel 1998: se non è un omonimo, Crapa Pelada ha scritto una menzogna, perchè nel 93 era ancora soltanto un detenuto per associazione mafiosa finalizzata al traffico di armi, distante solo pochi mesi dalla sua scarcerazione per ultimazione della pena. (cit. Enrix)

          Giuseppe Farinella ecco un altro sbarbatello: classe 1925
          Alcuni altri by Enrix:
          “Giuseppe e Gioacchino Calafato, arrestati nell’aprile 92 per reati compiuti nel contesto di una faida fra tre famiglie locali, erano due “picciotti” del clan cd. delle “code piatte”, della provincia di AG, due gregari, non certamente due boss, e neppure dei “capidecina”. Pesci piccoli, per l’appunto.
          I fratelli FerrEra (non FerrAra, credo che quello di Travaglio sia un refuso) erano due malviventi catanesi specializzati nel contrabbando e nelle corse clandestine, (per questo venivano detti “Cavadduzzu”). “

          No caro Enrix, Ferrara al posto di Ferrera non è un refuso, trattasi di ignoranza grassa 😀

          Non manca come al solito il “folonari”, ovvero Giuseppe Giuliano, il mafioso avvinazzato che Giovanni Falcone descriveva così nel suo libro:
          “Una pattuglia della polizia aveva notato due persone in motocicletta, seguita da un’auto con passeggeri a bordo e, sull’altro lato della strada, un furgone con i finestrini rivestiti da carta di giornale. L’autista del furgone [Giuliano “Folonari” – ndr], accortosi di essere sorvegliato, si mette di traverso e blocca la circolazione, in modo che la polizia non riesca ad avvicinarsi alla vettura sospetta, che si allontana a tutta velocità. Il furgone faceva chiaramente da staffetta e i passeggeri della berlina erano di gran lunga più importanti di quelli del furgone, compreso Folonari, che hanno deliberatamente scelto di farsi arrestare.”

          Purtroppo non mette i nomi degli altri, meglio stare sul vago, figure di merda ne ha fatte abbastanza con questi.
          Adesso ne mancano solo 320 circa di pericolosi mafiosi che beneficiarono della revoca del 41bis, e VOGLIO I NOMI DI TUTTI!

          Ma ne spara anche altre di cazzate:
          “…spetta ai giudici decidere se i fatti, ormai straprovati, siano reato,….”
          Quali fatti, o cialtrone?

          “…cambio di programma di Cosa Nostra, che dopo Capaci abbandonò le vendette sui politici (servivano vivi per recepire il “papello”) e virò su Borsellino, che si opponeva alla trattativa…”
          Papello? Ma se Riina non ne sapeva niente? O conviene prendere per buona la parte che serve delle sue recenti dichiarazioni e cestinare l’ altra?
          Come al solito, eh cialtroncello?

          Crapa Pelada s’è ormai rivelato per il leccaculo di Fofò da anni. Scrive a cazzo di cose che non conosce, si permette di fare il bullo con chi ne sa palesemente più di lui, ma finirà per prendere pedate nel deretano come merita, lui e quella accozzaglia di cialtroni che lo spalleggiano nel suo giornaletto, commentatori compresi: Amurri, Lo Bianco, Rizza e Pipino.

          Qui ne abbiamo uno pure noi: MSUD, il patetico trattativista.

          • 1) la caratura dei mafiosi per i quali non fu rinnovato il 41-bis conta poco, quello che conta è che il mancato rinnovo del novembre ’93 doveva servire per dare un segnale ( vedi dichiarazione di Giovanni Conso )

            2) beh, fatti accertati ce ne sono a bizzeffe, si tratta solo di stabilirne l’eventuale rilievo penale

            3) “prendere per buona la parte che serve delle sue recenti dichiarazioni e cestinare l’ altra” è un’operazione che forse fai anche tu se ritieni che Riina sia affidabile quando nega l’esistenza del cosiddetto “papello” ma lo ritieni inattendibile per tutto il resto

            4) non so come dirtelo, provo in esperanto : Mi ne estas trattativista

            😀

          • Non ti permettere di far dire a me ciò che non ho scritto.
            Riina è inattendibile su tutto in quanto mafioso mai pentito: tu lo prendi per buono quando ti conviene, Crapa Pelada prende per buono ciò che gli conviene.
            Per questo vi prendo per il culo, siete due cazzari in lizza per il titolo.

            😀

          • Va bene, ho capito, se tu scrivi che “Riina è inattendibile su tutto in quanto mafioso mai pentito” vuol dire che lo ritieni inattendibile anche quando dichiara di non sapere niente del “papello”, dico bene ?

            😀

          • MSUD, volendo fare un paradosso hai detto una verità lapalissiana: i mafiosi, ma i criminali in genere, sono sempre inattendibili, a meno che non si trovino dei riscontri oggettivi che confermino le loro dichiarazioni.

    • ehmmm… non è una pagina pubblica, non posso leggerla.
      Sarò l’ unico che non ha un account FB (e nemmeno Twitter), ma continuo così.

      • No Renzo, non sei l’unico e dopo il datagate direi che noi due ci stiamo mangiando un bella fetta di carne, detta in siciliano.

      • Beh, nemmeno io sono su Feisbuk o su Tuitter
        Speriamo almeno che enrix non abbia travisato i termini della questione

        😀

      • Nemmeno io possiedo un account merdbook e shitter(e sto bene così);il PC ,purtroppo,non lo uso solo io(qualcuno lascia sempre aperto l’account :-D) ,così sono in grado di visualizzare il contenuto della pagina, ora lo posto in un nuovo messaggio.

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