Il beccamorto

Avendolo appellato in tal modo nel precedente post, mi sento in dovere di corroborare l’ epiteto affibbiatogli, con una serie di fatti incontrovertibili che lo vedono, suo malgrado, presente e partecipe nelle altrui (e talvolta sue) disgrazie. Lungi da me, quindi, ogni sospetto di intento dileggiante o, peggio, denigratorio. Si tratta invece di umane vicende che ne stigmatizzano la nefasta influenza, spesso sui suoi cari amici.

Poichè ricordavo di aver letto un articolo di Filippo Facci al riguardo, sono andato a rileggerlo e mi sono accorto che era sia manchevole di alcuni altri passaggi sfortunati del necroforo torinese, sia che necessitava di alcuni aggiornamenti, perchè lui mica ha finito.

Vediamo quindi di ampliare il curriculum sfigae del beccamorto Marco Travaglio con una lista più corposa, magari ulteriormente integrabile, indubbiamente work-in-progress:

  • esce dal Giornale e approda a La voce, riassunto dal suo Maestro Montanelli: La voce chiude.
  • va a Il Borghese: il Borghese chiude.
  • scrive per Cuore: Cuore chiude.
  • scrive per l’ Indipendente: chiude pure quello (vicenda su cui c’è un seguito divertente).
  • collabora con Enzo Biagi al programma Il fatto: anche Il fatto chiude.
  • promuove il programma tv Raiot di e con Sabina Guzzanti: va in onda una puntata  poi chiudono pure quello (se ne ricorderà per spalare un po’ di fango recentemente).
  • sosteneva Giancarlo Caselli come Procuratore Nazionale Antimafia: gli fanno una legge contro.
  • s’è speso a favore di Clementina Forleo e Luigi De Magistris: spostata per anni da Milano la Forleo, avocate le indagini a De Magistris, poi trasferito, infine rinviato a giudizio, un disastro.
  • sostiene anche Gioacchino Genchi: pure lui rinviato a giudizio per abuso d’ ufficio.
  • dichiara da anni di votare IDV dell’ amico Tonino Di Pietro: il partito prima si scinde, poi scompare, evaporato.
  • alle ultime elezioni appoggia oltre ogni decenza deontologica il neonato movimento Rivoluzione Civile del suo amicone Antonio Ingroia: Rivoluzione Civile non supera la soglia di sbarramento del 4%, si ferma a poco più del 2%, una tranvata colossale che ammoscia il baffo del candidato Sandro Ruotolo, altro amico suo. Ingroia viene mandato dal CSM ad indagare sul Clan della Mocetta, una tragedia.

Alle elezioni ha sostenuto anche il M5S, il partito di un altro grande amico, Beppe Grillo: Grillo, Casaleggio e il M5S, nonostante le decine di slinguazzate sue e di Ringo Scanzi, si tengono a distanza dal Fatto Quotidiano. Che siano superstiziosi?

Le vicende de l’ Indipendente e Raiot meritano qualche parola in più. L’ Indipendente nasce nel 1991, e il fondatore è un certo Guido Roberto Vitale, personaggio che ha intersecato più volte la carriera del Crapa Pelada. Nel novembre del 1995, sotto la direzione di Daniele Vimercati, leghista e biografo ufficiale del Senatur U. Bossi, il Marcolino scrive un articolo per il quale Cesare Previti gli intenta causa civile, e la vince.

Problemi di mira?

Il Tribunale di Roma gli comunica l’ atto di pignoramento del suo stipendio per un totale di 79 milioni di lire, e giusto in tempo per il Natale 1999 gli arriva la busta-regalo di Previti, in cui gli intima di pagare. Il bello della faccenda è che Travaglio perde la vertenza “a causa dell’ impossibilità da parte dell’ avvocato del giornale di presentare le prove in difesa di Travaglio in quanto il legale non era retribuito,” [fonte Wikipedia] perchè l’ Indipendente nel frattempo era in cattive acque. Questo in effetti sembra essere un raro caso di autosfiga, di rimbalzo, una roba alla Mingardi. [qui il testo tradotto]

Della chiusura di Raiot se n’è occupato di nuovo recentemente, perchè Travaglio non è certo il tipo che si lascia scappare un’ occasione per ricicciare l’ accusa di pavido a Paolo Ruffini, visto che ha interferito nei suoi interessi di bottega. E lo fa nel suo classico stile, pacato e comprensivo, quando prova a giustificare con risibili scuse la sua vigliaccheria dimostrata con Pietro Grasso. A ben vedere, pare il classico bue che da del cornuto all’ asino: “Ruffini è lo stesso che, nominato direttore di Rai3 dal centrosinistra, chiuse Raiot di Sabina Guzzanti dopo la prima puntata di grande successo; poi, nel 2008, mi attaccò per aver raccontato da Fazio le liaisons dangereuses del predecessore di Grasso, Schifani;…” Non molto dissimile dalla poesia dedicata a Ruffini da David Riondino, un ex della Guzzanti, con la quale ha condiviso pure succose operazioni finanziarie da un milione e trecentocinquantamila euro scudati [1.350.000 €] col Madoff dei Parioli. Si direbbero due classici sinistri con portafogli destri: che siano loro la gauche caviar tanto invisa a Ringo Scanzi? Ad ogni modo il blog di Riondino sul Tossico online è stato oscurato da Peter Gomez, come un Ciancimino qualsiasi, forse per la vergogna.

Concludendo la rassegna del necroforo, vale la pena rammentare le sue parole su Wikipedia: In un’intervista rilasciata nel 2008 a Claudio Sabelli Fioretti, riportata nel libro Il rompiballe, Travaglio dichiara: “in Francia voterei a occhi chiusi per uno Chirac, un Villepin. In Germania voterei Merkel sicuro. Mi piacevano molto Reagan e la Thatcher“. Ma conclude: “la mia destra non esiste. È immaginaria. È la destra liberale. Cavour, Einaudi, De Gasperi, Montanelli. Tutti morti.” E l’ altro giorno è morta pure la Thatcher: vabbè, era anziana, ma fino al giorno prima era viva! A quanto pare il Crapa Pelada ha una certa dimestichezza coi cadaveri, mi sa che beccamorto gli calza a pennello.

Ma per comprendere al meglio il significato di beccamorto, bisogna fare una seria ricerca etimologica.

L’origine del nome “becchino” (o “beccamorto”) risale al Medioevo. Quando un uomo moriva, per certificarne la morte veniva chiamato il “medico condotto”, il quale per verificare l’ effettivo decesso usava infliggere dolore al deceduto, il modo più comune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi (quasi sempre l’alluce). Perciò nel dialetto del popolino il “medico” assunse il soprannome di “beccamorto”. Questa pratica peraltro, diede origine ad un vero e proprio mestiere.
La tradizione poi prevedeva che tale mestiere fosse tramandato da padre in figlio maschio, ma verso la fine del Medioevo, accadde qualcosa che cambiò il futuro dei “Beccamorti”.
Uno dei “beccamorti” più famosi non riuscì (per scherzo del destino) a concepire un figlio maschio, infatti la moglie partorì quattro figlie femmine. Il “beccamorto” per evitare l’estinzione del mestiere, ottenne dalla Chiesa una dispensa per poter tramandare la professione alla figlia maggiore, la quale dopo aver ricevuto la benedizione iniziò il suo lavoro di “beccamorto”. Il caso volle che il suo primo morto fu un uomo al quale un carro aveva tranciato le gambe; la ragazza, indecisa su dove infliggere il morso, alla fine prese una decisione, e nacquero così le moderne Pompe Funebri.

Questo post è scritto seguendo i dettami del punt-in-ball, stile giornalistico poco noto.

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687 thoughts on “Il beccamorto

  1. Mi permetto di aggiungere per aggiornare:
    -Alle primarie per il leader della coalizione di centrosinistra per le politiche 2013 sostiene la Puppato. Prima dice che non riuscirà a farsi autenticare le firme (al contrario di come poi andranno le cose).
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/25/laura-puppato-perbene-dunque-invisibile/393547/
    Poi che la voterebbe. http://www.domaniandriese.it/wordpress/2012/10/travaglio-alle-primarie-voterei-la-puppato/
    Risultato? La Puppato prende il 2,6%.
    http://www.ilpost.it/2012/11/26/risultati-definitivi-primarie-centrosinistra/
    -Alle europee sostiene prepotentemente il Movimento Cinque Stelle, che prende sì il 20% ma molto meno di quanto ci si attendeva, soprattutto in relazione ai voti del Partito Democratico.

  2. Scrivendo a mò di mezza verità come fa crapaglio, mi verrebbe da aggiungere: dopo la polemica tra Grillo e Padellaro (e anche Colombo), guardacaso Marcolino smise di fare il Passaparola casaleggese, adducendo scuse più o meno credibili (poco tempo a disposizione, salvo poi dire che lo fece per non far parte del movimento una volta candidato…) e poco dopo, BOOOM, il movimento del comico genovese schizza inaspettatamente al 25 %. Nel frattempo stempiaglio si sdraia sempre più per la nobile causa grillesca e si contorce la bile per giustificare le birbantellate del suo amicone peppe. Risultato: dla 25 %al 5% in pochissimi mesi.

    Marco Grillaglio canta con Franco Battiato ad una festa che nessuno ricorderà, pochi mesi dopo il cantautore viene revocato dalla carica di Assessore regionale.

    • Che dire? Eccihairaggione.
      Sono fatti, ormai quotidiani, di sfiga.

      Zio Michele andrebbe perquisito: per me nella giacca tiene amuleti di ogni forma e fatta 😀

      • Zio Michele approda nel web piattaforma, ove conquista finalmente la libertà che tanto auspicava negli anni in Rai. Tra le varie annunciazioni, foto di rito con abbracci vari e amicizie sempre più consolidate, Michelino ha finalmente la fortuna e privilegio di far parlare Marco Beppaglio nella sua trasmissione, per tutto il tempo che vuole. E così è: Marcolino puntata dopo puntata aumenta i tempi dei suoi monologhi e contemporaneamente l’audience della trasmissione cala inesorabilmente… 😀

        Buonanotte 🙂

  3. Pingback: Propaganda a cinque stelle « Società degli Apoti

  4. Vi infliggo l’ultimo mio post ( solo …per oggi 🙂 )
    titolo: la coerenza…
    il prof. Rodotà, oggi, al convegno organizzato da Laterza:
    “..stiamo attenti a non demonizzare il web perchè per
    paura di Grillo, rischiamo di soffocare le istanze che
    provengono dai cittadini…
    se non è un omonimo, lo stesso professore, luglio 2012
    a LEFT-Avvenimenti diceva:
    ” anche oggi vedo grandi pericoli. il fatto che Grillo dica
    che sarà cancellata la democrazia rappresentativa perchè
    si farà tutto in rete, rischia di dare ragione a coloro che
    dicono che la democrazia elettronica sia il populismo del
    terzo millennio….”
    anche l’austero professore folgorato sulla via di..Genova ?

    • Con tutto il rispetto, e con tutta la mia profonda disistima per Grillo e i suoi seguaci, la frase odierna di Rodotà, ossia “stiamo attenti a non demonizzare il web perchè per paura di Grillo, rischiamo di soffocare le istanze che provengono dai cittadini” non mi sembra affatto sbagliata né particolarmente in contraddizione con l’altra frase che citi: insomma, non la userei per attaccarlo… (mentre non smetterò mai di criticare Rodotà per essersi prestato a fungere da “arma contro il PD” per conto dei grillini)

  5. L’Ici, ossia l’imposta comunale sugli immobili, era stata introdotta dal governo Amato nel 1992 all’interno della medesima famigerata manovra che prevedeva il prelievo forzoso del 6 per mille su tutti i conti correnti bancari. Avrebbe dovuto essere una tassa temporanea e straordinaria, invece non è mai stata abolita: un po’ come le accise sulla benzina per le guerre in Abissinia e terremoti vari. Ci ha pensato il governo Berlusconi nel 2008, ma l’eliminazione dell’Ici è stata giudicata “un’anomalia tutta italiana” dal nuovo premier Mario Monti. Come possa essere anomala l’abolizione di una tassa straordinaria e temporanea non è dato saperlo, fatto sta che il buon Monti per reintrodurla aveva a disposizione due possibilità: anticipare la nuova imposta municipale (Imu) dal 2014 al 2012 estendendola all’abitazione principale oppure puntare su una “service tax” aggiuntiva. Ha scelto la prima opzione. Ha anticipato l’Imu, tassa inventata dal precedente ministro della semplificazione normativa Roberto Calderoli che sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2014, e l’ha estesa alla prima casa. Già, l’ha estesa, perché l’Imu di Calderoli altro non era che una tassa che in un solo adempimento fiscale avrebbe accorpato le varie forme di tassazione che gravano sugli immobili: tariffa rifiuti, Irpef, Iva, imposte di registro, imposte catastali e imposte sui mutui. Un’imposta unica, come suggerisce il nome stesso, su base territoriale e riscossa dai Comuni. La prima casa non sarebbe stata soggetta ad imposizioni. Men che meno era prevista o già entrata in vigore alcuna rivalutazione catastale, specialmente del 60%.
    Ecco perché è inutile sostenere che coloro che oggi protestano contro l’Imu di Monti, Lega in primis, siano gli stessi che hanno inventato la medesima tassa. Semplicemente, tanto per cambiare, è una falsità.
    Se proprio vogliamo parlare di incoerenza, sarebbe opportuno chiedersi per quale motivo Pd e Terzo Polo fossero contrari all’Imu che avrebbe voluto introdurre il precedente governo, mentre nulla hanno da eccepire per quanto riguarda la super-Imu di Mario Monti.

    • Sono in tanti a non sapere queste cose, anzi a sapere cose tutte diverse circa l’ici e l’imu e qui sta la dimostrazione di come i media siano addomesticati al potere e danno un’informazione volutamente parziale.

  6. Qualche commentatore si ” risente” perchè in questo
    blog saremmo troppo ” severi” verso i giornalisti ( ?)
    del FQ – cito solo articolo odierno di tale Davide Vecchi,
    che, per ottemperare al mandato dei caporioni, circa
    il randello permanente al PD, accusa il partito di aver
    ” lasciato solo” Umberto Ambrosoli” al momento della
    sua uscita dall’aula durante il ricordo di G.Andreotti.
    Le ragioni personali del giovane avvocato sono solo sue e
    comprensibilissime, un po’ meno l’uso strumentale che
    questo cronista fa dell’episodio – poi accusa il PD di
    aver ” trascinato” U.Ambrosoli sotto il 50% alle recenti
    elezioni Regionali – costui dimentica che la Lombardia
    sia da sempre feudo del centro-destra – scorda anche, che,
    se D. Serracchiani vince in Friuli è merito suo, se
    U.Ambrosoli perde in Lombardia è ” colpa” del PD…..
    p.s. i ” cittadini ” del M5S, NON risulta siano usciti
    dall’aula per solidarietà verso U.Ambrosoli….. di
    questo il sor Vecchi, estimatore M5S, non parla……

    • Renzo, il direttore del sito, ti risponderebbe che
      i commenti sono “tantissimissimi” e possono
      capitare dei ” disguidi” – ti inviterebbe a sottoscrivere
      l’abbonamento quale ” sostenitore” per contribuire
      al miglioramento dei…. servizi ( servizi in senso…buono)
      caccia i 3,99 euro mensili e vedrai che…miglioramento 🙂

    • I grillini sono i “testimoni di Genova”: inadeguati ed impreparati come i veri testimoni, che si distinguono in genere per un livello scolastico e di ragionamento estremamente fragile, e però come i veri testimoni presuntuosamente portati al proselitismo e a sentirsi superiori, solo in virtù della loro Verità, a gente che ha più studi e più intelligenza di loro.

  7. vi siete dimenticati dell’intervista di Luttazzi a Travaglio, dopo quell’intervista luttazzi è stato cacciato.

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