Spare parts

Quello dei pezzi di ricambio è un problema oneroso per l’ industria: comporta magazzini, spedizioni, gestione… Sarebbe bello sostituire un pezzo rotto con un altro qualsiasi, pescando a caso da un cesto senza fondo. Sembra incredibile ma c’ è chi può farlo, grazie ad una geniale strutturazione (ma ci conviene?).

Quanto scritto da Anonimoconiglio (Santiago) nel suo ultimo post, nel quale è presente anche il link ad una serie di slide di Dino Amenduni, uno che ogni tanto leggevo con piacere fra i blog del Fatto Quotidiano, mi ha portato a scrivere queste considerazioni a cui pensavo da tempo sul m5s. Di Amenduni ho scritto leggevo perchè oggi non c’è più il suo blog, ha abbandonato il Fatto. Ha scritto un post d’ addio, e ufficialmente la ragione è che ora collabora col gruppo L’ Espresso. Però, fra i millemila blog che ci sono nel FQ, il suo  è stato oscurato, tipo quello di Ciancimino: strano, tengono online blog inutilizzati, e ne oscurano solo alcuni. Ma non divaghiamo con illazioni speciose.

Ciò che scrivono Santiago e Amenduni, mi conforta nel sostenere l’ assunto che Beppe sta ai 5stelle come un pupazzo nelle mani di Casaleggio. In sintesi, è il testimonial del m5s, come lo era per uno yogurt. Non è un caso se si sottrae alle domande dei giornalisti e preferisce parlare coi network esteri, ben meno addentro alle spicciole faccende nostrane: il plot prevede una comunicazione coerente, nessun colpo di testa estemporaneo, finito lo spot cala il sipario. Beppe è testimonial del suo brand, ma non lo dirige, recita – bene – un copione scritto da altri.

Basta anche solo riflettere sulla strategia di marketing di lungo periodo, analizzata da Amenduni e Santiago, perchè risulti subito evidente non sia farina del suo sacco. Quello è il mestiere del brain trust firmato Casaleggio Associati. E’ la conferma indiretta di quanto avevo scritto nel passato su Berlusconi e, poi, Beppe: per ottenere oggi un vasto consenso elettorale, un valido piano di marketing è la chiave del successo, perchè la politica è un prodotto da vendere. Può non piacere, ma è un dato di fatto.

Riguardando attraverso le loro analisi il work-in-progress di questi anni del m5s – il piano di marketing è stato rimodulato varie volte: è regola, non eccezione – periodo nel quale l’ ascesa del movimento è stata pressochè costante fino al clamoroso successo odierno, vorrei aggiungervi altri fattori che ritengo importanti.

  1. internet, sottovalutata dai partiti tradizionali, ha riavvicinato i giovani alla politica; questo nuovo elettorato è sia duramente penalizzato dalla scarsa offerta di lavoro, sia più ricettivo a proposte alternative, e l’ elettorato m5s è per la maggior parte giovane.
  2. più della personalizzazione, a mio avviso, conta l’ assoluta spersonalizzazione nel partito: conseguenza diretta ne è l’ intercambiabilità di qualsiasi elemento, tranne i due al vertice, che in realtà sono solo uno, Casaleggio.
  3. il controllo centralizzato delle attività dei gruppi parlamentari è attuato in modo pervasivo, ben più di quanto auspicasse Berlusconi, il che è tutto dire (e nel silenzio della stampa amica).
  4. il vertice è indiscutibile e a tempo indeterminato, sempre ammesso vi sia qualcuno che abbocca al 100% come traguardo plausibile.

Grillo, pur non essendo in grado di elaborare una così complessa strategia, ne è pietra angolare, e per ora imprescindibile. E’ ancora prematuro possa svincolarsi dalla scena, ma potrà farlo. Casaleggio no, il centro di controllo non può sparire, mai, pena lo sbandamento della truppa, priva di ogni riferimento, anche solo intermedio, che per ora nemmeno esiste e non è previsto.

Alla luce di tutto ciò, è quindi Casaleggio il personaggio da tenere attenzionato, Grillo è ininfluente sul piano decisionale. Ed è infatti lui l’ interlocutore con cui confrontarsi, cosa che hanno fatto sia Prodi che gli USA a Roma, privatamente. E dev’ essere stato un incontro positivo, se poi è arrivata l’ approvazione dell’ Ambasciatore USA al m5s: penso sappiate quale sia il significato implicito di quella dichiarazione. E’ un ombrello che lo ripara da tanti possibili guai, e mi sembra non serva aggiungere altro. Semmai, ed è ovvio o paraculide, va notato che se dall’ estero lo chiamano buffone, s’ indigna, se viceversa ne tessono le lodi, le incassa soddisfatto: ma non sarebbero entrambe ingerenze estere nella vita politica italiana? Dipende

Ma ciò che può preoccupare davvero, è la deriva che un tale movimento può prendere, se disgraziatamente dovesse arrivare a percentuali bulgare. Perchè sono già riconoscibili le caratteristiche di un’ ideologia di “fascismo eterno” o “Ur-fascismo” come lo chiama Umberto Eco. Che definendone i tratti peculiari, scrive: “Tali caratteristiche non possono venire irreggimentate in un sistema; molte si contraddicono reciprocamente, e sono tipiche di altre forme di dispotismo o di fanatismo. Ma è sufficiente che una di loro sia presente per far coagulare una nebulosa fascista.” Leggetele, e vi renderete conto che nel m5s non ce n’è solo una, bensì parecchie (di sicuro i punti 4, 5, 7, 8, 9, 10, 13, 14).

I grillini di solito a queste contestazioni rispondono che sono condizioni necessarie perchè il movimento possa crescere e affermarsi, ma è falso: sono le condizioni ideali per mantenere il controlo assoluto. Che viene pure esplicitato: l’ attacco all’ art.67 della Costituzione ne è prova contraria sufficiente. Altri vi diranno che “nelle amministrazioni locali fanno così bene“: è praticamente lo stesso sincretico ragionamento espresso da Iva Zanicchi su Berlusconi. Poi sappiamo com’è andata.

Di nuovo nel m5s non c’è un bel niente, anzi, la dichiarazione di ieri (palesemente omissiva) all’ uscita dalle consultazioni al Quirinale ce ne fornisce ulteriore prova: ha senso rivendicare poltrone, adducendo la mancata consultazione per i presidenti di Camera e Senato, quando, proprio al Senato, Grasso lo hanno votato alcuni di loro, q.b., quanto basta, come si direbbe in cucina, per essere eletto? E il successivo perdono di Beppe chiarisce l’ inciucio sotteso, meglio di ogni altra considerazione.

In pochi giorni abbiamo già visto di cosa sono capaci gli eletti m5s: dichiarazioni imbarazzanti, spesso smentite, scuse a raffica, voti inaspettati… e non è stato affatto un piacere. Niente di nuovo, solito teatrino, recitato da nuovi incapaci. Il vantaggio – per Casaleggio, non per noi – è che tutti questi poveretti possono essere sostituiti in ogni momento, senza tanti giri di parole, pezzi di ricambio ne hanno a iosa. E lo stesso vale per i professionisti del leccaculismo. E’ lunga la lista di questi personaggi in cerca di natiche, li conosciamo bene. Alcuni già si beccano fra loro per dimostrare chi è il migliore nel servizietto a carponi.

Ma la domanda impellente è dove ciò porterà l’ Italia, ed è assai difficile tentare una risposta che possa prefigurare i prossimi scenari, almeno per il sottoscritto.

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62 thoughts on “Spare parts

  1. TUTTO E’ STATO DETTO !! E’ SOLO L’ ITALIA CHE POI NE SOFFRE !! E CON LEI NOI POVERI ITALIANI, ANCORA UNA VOLTA NELLE MANI DEL… …GUITTO DEL MOMENTO !!
    I “GRILLINI” POI NON PERDONO OCCASIONE DI MOSTRARE LA LORO VESTE DI…”MARIONETTE” , DI CUI ALTRI …TIRANO I FILI !!
    PERCHE’ ESSI NON SONO IN GRADO DI ESPRIMERE UN SOLO PENSIERO INTERAMENTE …. LORO !!
    E SONO AL PARLAMENTO, DOVE SI DECIDONO LE SORTI DELL’ITALIA !!!
    TERRIBILE !!!

  2. Ciao! Scusate la maleducazione se non ho commentato, ringraziare per il link è il minimo 🙂
    Detto ciò, so che è tardi ma vorrei aggiungere una considerazione al tutto:

    Anch’io trovo che Grillo sia in fondo subalterno a Casaleggio, trovo che anche per me lui stia recitando un copione scritto da altri e, a differenza delle recenti dichiarazioni di Sasoon, credo che entrambi non siano indispensabili a vicenda. Casaleggio può mollare Grillo quando vuole, non viceversa.

    Il punto comunque è che per dire che Grillo non ha potere nel m5S bisognerebbe avere le prove, e purtroppo non ce le abbiamo. Anzi, fino a prova contraria il contrassegno del m5s appartiene a Grillo (correggetemi se sbaglio), il che significherebbe che tutto sommato Grillo ha effettivamente del *potere* all’interno del M5S, pari forse a quelli di Casaleggio (ovviamente dal punto di vista dell’influenza che subisce uno dall’altro è diverso).

    Per il resto delle considerazioni, così come per la conclusione, sono d’accordo con l’articolo.

    Saluti 🙂

    PS: pensavo di averlo già fatto ma evidentemente non era così, comunque vi ho aggiunto al mio blogroll. Grazie ancora del link 🙂

    • Grazie a te per lo spunto fornito 🙂

      Il rapporto Grillo-Casaleggio è proprio basato su quei due elementi che lo rendono inscindibile: Grillo non ha le capacità per strutturare la strategia complessiva, però è garantito da marchio e ruolo di “ideologo” (sostanzialmente falso, non sa rispondere su nulla senza consultare prima Casaleggio).
      Ciascuno ha bisogno dell’ altro, ma, a differenza di come la pensi tu, secondo me ha più bisogno Grillo di Casaleggio che non viceversa.
      Comunque sono dettagli, per adesso procedono insieme e sarà così ancora per parecchio tempo.

      • ah forse non mi sono spiegato bene ma anche secondo me Grillo non può fare a meno di Casaleggio mentre Casaleggio, volendo, potrebbe fare a meno di Grillo. Infatti dicevo “Casaleggio può mollare Grillo quando vuole, non viceversa”.
        Comunque si sono sottigliezze. Mi rimane il dubbio, nel “nuovo” statuto spuntato fuori poco fa sull’huffington post, c’è scritto che il contrassegno appartiene anche a Casaleggio?

  3. Reitero la definizione di ” codadipagliuto” che ho riservato, giorni fa, al sor vice-direttore
    M.T. – in merito al faccia a faccia con P. Grasso, al cui confronto la conferenza di Yalta tra Roosevelt,Churchill e Stalin sembra impallidire, quasi come una….bicchierata in bocciofila,
    il nostro bravo giornalista pubblica, anche oggi, un articolo per smentire, precisare, dedurre, insinuare e mettere i puntini sulle i – sintesi: secondo me,questo non ha nessuna voglia di confrontarsi con Grasso, e sta cercando svicolare, tentando, come d’abitudine, di affibbiare la responsabilità del mancato ” duello” al Pres. del Senato – film..già visto… con la sua regia

  4. L’attempato comico genovese, a corto di enunciazioni epocali, atte a cambiare il…mondo, pensa bene di reiterare l’appellativo di “foglie di fico della partiticrazia” rivolto a Boldrini e Grasso. – .poi, indispettito ( eufemismo) per varie critiche che riceve suo suo ” sacro” blog, definisce questi commenti ” schizzi di merda digitale” prodotti da troll pagati dai partiti ( quali partiti ? facciamo un …nome a caso ?) – dopo averci centrifugato i cogl…. sulle bellezze della rete, appena arriva qualche dissenso la rete diventa mer… – pare di udire le invettive del
    sor vice-director M.T., altrettanto nervosetto per commenti di critica a lui rivolti, e che, perso l ‘abituale
    aplomb britannico ( beh… forse esagero) ha qualificato i frequentatori del web come ” popolo
    di merda.” – i due compagnoni sono in sintonia anche su questo tema ……chi l’avrebbe mai detto…..

    • Forse vaneggio, ma spero. Hanno costruito un movimento attraverso strategie di marketing virale: fake pesuasion, astroturfing, guerrilla marketing di bassa lega… be’ Casaleggio dovrebbe sapere che gli organismi sani, anche se infettati, prima o poi generano anticorpi!
      Quello che fa scompisciare è il post di oggi sui troll prezzolati… Loro!!! non si capisce se gli brucia di più il calo di popolarità o che altri possano seguire le loro strategie.

  5. Ah che soddisfazione! bannata, di fatto, sia dal Blog di Grillo che dal FQ.
    In cui, per essere onesti, scrivo col nick del mio compagno.
    Ecco le regole per farsi segare anche nei momenti in cui il traffico gli serve come il pane:
    Non usare linguaggio scorretto.
    Non ricorrere a volgarità.
    Ricorrere invece all’ironia e soprattutto citare fonti, possibilmente d’archivio.
    Citare dati relativi alle scatole editoriali che li intrallazzano.
    Citare Detestor.
    Bumm!
    Ottimo: avevo bisogno di comprendere le regole.
    ora le ho comprese: c’è una logica in questa follia.

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