Ringo

La cedrata guatemalteca non esiste. Nemmeno il famoso PM Antonio Ingroia, recentemente colà recatosi, ne ha scritto nei suoi memorabili diari – in volo da e per – il  Guatemala. S’è perso così nel nulla uno dei più pallosi incipit, ripetuto fino al mobbasta veramente però dal giovane Scanzi, amichevolmente Ringo.

Laureatosi in letteratura, con tesi sui cantautori prima maniera, Andrea “Rui” Scanzi inizia a scrivere di musica sul Mucchio Selvaggio, e vince subito un premio, magari non il più ambito: “ingiurie, sputi e due dita negli occhi”. Ma il suo fu solo diritto di critica (pesantuccia), cui seguì diritto di replica, eccessiva. Rischi del mestiere.

Diplomatosi sommelier, titolo salvifico per scrivere con competenza di sentori di miele, nitidezza dei tannini e altre vaporose immagini, viene sorpreso a recensire due volte lo stesso vino, ma può succedere. Forse più che sobrie degustazioni erano abbondanti libagioni. Ora però è l’ uomo giusto per suggerire un vino da abbinarsi all’ umido di pesce veloce del Baltico su vellutata mantecata di mais. Vabbè, è sempre polenta e baccalà, ma che c’ entra? Detto così suona meglio, pare una gran figata, e lui è figo (almeno, così dice).

prendo-attoNel frattempo scrive anche un sacco di articoli su tennis e motociclismo, biografie di calciatori e piloti, libri sui cani e ancora sui vini (Mondadori 2007 e 2010), canzonette (Sanremo incluso) e cantautori. Purtroppo, forse nel marasma di cotanto profluvio letterario, prende atto di una bufala che ha scritto: quando un film non è ancora uscito, è difficile l’ abbiano già ritirato, anzi, è davvero impossibile. Cose che capitano. (La Stampa – 28.09.2005 – numero 266 – pagina 25)

Ma non è mai abbastanza, e infatti scrive, scrive, scrive talmente tanto e ovunque che – voci tendenziose – mormorano siano sue almeno la metà delle cazzate nei bagni degli Autogrill. E pur sapendo che il tuttologo è inversamente proporzionale al competente, non riesce a trattenersi. Assolutamente.

Se l’ ego ipertrofico lo spinge a occuparsi di qualsiasi cosa, è sintomatico invece che trovi sempre uno spazio dove fornire il suo sommo parere. Fa parte infatti della nuova corrente di giornalismo, il cosiddetto bagaglismo, sincrasi di Bagaglino e giornalismo, scuola di cui il Crapa Pelada Travaglio è indiscusso maestro, fra un rutto e l’ altro. Si tratta di una metodica linguistica dove il dileggio dell’ avversario, condito da innumerevoli battutelle scarsissime, è il nucleo stesso dello scritto.

La costante di questo stile giornalistico è che la notizia non c’è mai, perchè non serve. Basta avere uno spunto (sputo?) per scrivere in bagagliese, il resto è costruito attorno al personaggio da irridere. E’ per questo che l’ assenza delle notizie non interessa ristrette fasce di lettori, i quali sono molto più propensi a leggere queste stucchevoli sequenze di banale comicità da osteria fuoriporta, che non ad informarsi sui fatti leggendo altro: sarebbe più faticoso e meno divertente. E’ il target editoriale del Fatto Quotidiano.

Nel marasma di parole scritte, lo Scanzi nel 2008 verga per la Mondadori, casa editrice di proprietà del Banana, fatto che Scanzi senza dubbio ignorava, il memorabile “Ve lo do io Beppe Grillo“. Nel 2012, ormai firma stabile del Fatto Quotidiano, ne fa una seconda edizione, con tanto di prefazione di Travaglio, il quale scrive quindi pure lui per la Mondadori, ovviamente a sua insaputa. In entrambe le parti è ben riconoscibile lo stilema, e ciò rafforza l’ appartenenza di Scanzi al bagaglismo (in ossequio al Maestro prefatore), ed oltre ad aver scovato un furtarello, eccone alcuni tipici esempi:

…il fondatore della “Repubblica” (e di se stesso) Eugenio Scalfari… [battuta rubata ad Altan, senza citarlo]

…Grillo odia le interviste come Capezzone la coerenza.

E’ come chiedere alla Binetti di raccontare un porno.

Dire che Renzi è il futuro della sinistra è come sostenere che Little Tony è il futuro del rock.

…il parere del simpatico Riotta può definirsi rilevante come quello di Borghezio sugli endecasillabi faleci di Catullo.

La cifra stilistica, tutta su questo tenore, manca purtroppo la promessa del titolo: dare Beppe Grillo. Sono infatti solo pagine e pagine di sfottò su chi ha scritto o detto cosa su Peppe, oltre a date e percentuali del m5s, fatti che, non fosse per Scanzi, nessuno saprebbe [ironic mode off]. Ma è in questo passaggio che da il meglio di sè: Chi deve analizzare Grillo non ha gli strumenti per farlo. Non sa minimamente di cosa parla. Questo assioma, solo lievemente azzardato, presuppone che lui invece sappia di cosa parla, e abbia gli strumenti per analizzare Peppe. Rispunta l’ ego ipertrofico. Ma l’ analisi dov’è? E di cosa parla? Non pervenute.

Venendo infine ai giorni nostri, il sondaggista Scanzi, dopo la magra figura a Piazzapulita (veramente patetico), fornisce il meglio di sè. Scrive infatti dopo le elezioni: Dopo averlo sottovalutato per anni, scambiando per sorpresa un successo oltremodo prevedibile…” e il giorno dopo Non ha alcun senso parlare di “elezioni clamorose”: sono state elezioni prevedibilissime…”: insomma, lui sapeva già tutto, almeno così dice.

Ma prima invece scriveva: “L’ipotesi più auspicabile, per quanto scarsamente allettante, è un governo Bersani con una forte – e reale: non come quella dei Violante – opposizione dei 5 Stelle. Altro, ahinoi, non possiamo sperare. E’ poco. E probabilmente non avremo neanche questo.” 12 dicembre 2012 – Andrea “Ringo” Scanzi sul Fatto Quotidiano.

Perchè “Ringo”? Beh dopo le gite alle Lampados, è chiaro, cioè è scuro, insomma, dipende da che parte lo guardi.

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80 thoughts on “Ringo

  1. Pingback: Lo stillicidio | gazzellanera

  2. Mi pare di vaneggiare o ho letto bene?
    http://www.funize.com/images/frontpages/bafaa7f041b3597bac6504114b3b473a.pdf
    “Ps. Ieri la Procura di Roma ha reso noto di
    aver iscritto sul registro degli indagati per
    “calunnia e offese allonore del capo dello Sta-
    to” il procuratore di Trento e Bolzano della
    Corte dei Conti, Robert Schülmers, che ha
    denunciato su una mailing list le pressioni dei
    superiori e del Quirinale. Resta da capire per-
    ché non abbia iscritto anche i dirigenti del
    Colle e della Corte dei Conti per abuso du f-
    ficio, nellipotesi che Schülmers dica la verità.
    Ma soprattutto: è stato forse abrogato il se-
    greto investigativo sul registro degli indagati?
    Oppure vale per tutti, salvo per chi critica il Re
    Sole?”

    Travaglio che si lamenta di una fuga di notizie da una procura??????
    Ma il primo numero del Fatto non si apriva con la notizia di Letta indagato??

  3. Mi sembra meritevole di riflessione questa dichiarazione di Evgeny Morozov autore del libro ” L’ingenuità della rete ” ovvero: “…Internet ? un trucco per legittimare un movimento di dilettanti..” e anche ” la retorica-web del M5S, ..sono scatole oscure, non democrazia ”
    interessante intervista a Morozov oggi su Repubblica on line …. b.notte a tutti

    • Vedrai come insulterà Vespa, lo sbeffeggia da tempo, adesso che ne ha l’ occasione lo farà a fettine con la sua sagace ironia.

      (di solito questi tigrotti di cartapesta se la fanno sotto, tipo il suo Maestro col banana)

      p.s. wow c’è pure lo statista Gasparri: Scanzi ha di che divertirsi (ma lascierà chiazza sulla sedia, come al solito)
      p.p.s. che ci fa un batterista punk da Vespa?

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