Soglie psicologiche

Avete presente i prezzi 9,99 € ? Personalmente mi hanno sempre fatto incazzare, eppure il marketing insegna che invece funzionano, e hanno ragione loro di sicuro. Sembra  assodato che scrivere 10 € faccia un altro effetto. E poichè è così più o meno ovunque, vorrà dire che le soglie psicologiche esistono davvero.

Anche gli indici di borsa spesso ce li raccontano allo stesso modo: “il Dow Jones ha sfondato la soglia psicologica dei tot punti…”, come se facesse una gran differenza se si ferma a 13.001 invece che 12.999. I mercati invece quando sentono che s’è superata la soglia, ommioddio vendi vendi, no compra compra… I mercati son così, o meglio, così ce li raccontano.

Sia come sia, recentemente abbiamo assistito alle geremiadi dei soci fondatori del Fatto Quotidiano, i quali, approfittando del periodo natalizio durante il quale siamo tutti più buoni, hanno blandito i loro lettori con suppliche strappalacrime. Il trio col cappello in mano – Padellaro, Travaglio e Gomez – si è sperticato nell’ autolodarsi come unica fonte di giornalismo vero e libero da condizionamenti, privo del finanziamento pubblico diretto (di quello indiretto non ne parlano, chissà poi perchè), e quindi il solo veramente meritevole di abbonamenti e vendite.

Che le cose stiano proprio così lo lascio giudicare ad altri, a me non sembra, ma non faccio testo. Colpiva però che si spendessero tanto per promuovere il giornalozzo, e forse oggi si scopre il perchè.

Dati medi mensili stimati dichiarati dall’editore ad ADS

  • Dati Mensili Stimati Ottobre 2012 | Quotidiani e Settimanali
Testate N.ri nel periodo Tiratura media Diffusione media Resa Totale vendita Vendita canali prev. disp. di legge Abbon. pagati Totale pagata
FATTO QUOTIDIANO (IL) 26 109.395 52.896 56.478 50.355 50.355 2.074 52.429
  • Dati Mensili Stimati Novembre 2012 | Quotidiani e Settimanali
Testate N.ri nel periodo Tiratura media Diffusione media Resa Totale vendita Vendita canali prev. disp. di legge Abbon. pagati Totale pagata
FATTO QUOTIDIANO (IL) 26  104.176  49.497  54.601  47.127  47.127  1.884  49.011

In un solo mese sfondano ben due soglie psicologiche: vanno sotto le 50.000 copie e i 2.000 abbonati. Se a questo si aggiunge una resa ben oltre il 50% – una vergogna ecologica – il quadretto d’ insieme è veramente desolante.

Adesso capisco perchè i questuanti si davano così tanto daffare, il giornaletto inizia ad essere a rischio passivo?

Advertisements

411 thoughts on “Soglie psicologiche

  1. Questo articolo mi ha dato l’idea di scrivere un eBook su Berlusconi e l’Italia che ho conosciuto fra 1982 e 2012, pubblicarlo prima a €9,99, dopo retirarlo del mercato e pubblicare altro a €99,9 e dopo altro a €999. Cerco collaborazione di madrelingua italiana per questa idea con aspirazione a diventare l’eBook del anno e Libro del Secolo. Se qualcuno vuole collaborare a questo progetto può mandarmi un email per piresportugalhotmail.con, (=@), o lasciare un commento nel mio blog con email di contatto. Grazie!

  2. Cattivelli, sono una delle poche voci contro i GOMBLOTTISTI e voi mi trattate così? io non censuro nulla. Guardo poco il mio blog ma se volete postare commenti che vi censurano e non hanno parolacce segnalatemeli nel mio account twitter. Sono contro la censura.

  3. @ Enrix

    Pubblico qui un nuovo commento (altrimenti diventa impossibile seguire la discussione) precisando che mi limiterò a fare uno schemino riassuntivo delle nostre posizioni e a sottoporre alla tua attenzione tre brevi notarelle :

    – tu continui a sostenere, a partire da una testimonianza della vedova di Borsellino, l’ipotesi secondo la quale Borsellino in data 15 luglio avrebbe appreso da qualcuno la notizia che Subranni si era “punciutu”, ipotizzi inoltre che la fonte di tale notizia potrebbe essere stato Ingroia, sostieni che tale notizia sia stata ritenuta da Borsellino come calunniosa nei confronti di Subranni ed infine ipotizzi che il “traditore” di cui si lamenta Borsellino nello sfogo di fine giugno potrebbe essere proprio Ingroia.

    – io invece, con i miei interventi, ho cercato di mettere in evidenza gli ELEMENTI DI INCONSISTENZA della tua narrazione mito-poietica arrivando alla conclusione che

    1) non esiste alcun elemento concreto ed irrefutabile che possa far pensare che PROPRIO QUEL GIORNO Paolo Borsellino abbia appreso AL LAVORO la notizia riguardante Subranni

    2) ammesso e non concesso che Borsellino abbia appreso PROPRIO QUEL GIORNO la notizia riguardante Subranni, non esiste alcun elemento concreto ed irrefutabile che possa far pensare che Paolo Borsellino abbia appreso la notizia PROPRIO DA INGROIA

    3) ammesso e non concesso che Borsellino abbia appreso PROPRIO QUEL GIORNO e PROPRIO DA INGROIA la notizia su Subranni, l’ipotesi secondo la quale Borsellino avrebbe considerato come una calunnia la notizia su Subranni non regge

    4) così come non regge l’ipotesi che Borsellino considerasse Ingroia come il “traditore” di cui si sarebbe lamentato a fine giugno dinanzi ai colleghi Camassa e Russo

    Tu continui a non comprendere o ad ignorare gli ELEMENTI DI INCONSISTENZA del tuo/vostro articolo che io provo a mettere in evidenza e allora sottopongo alla tua attenzione le seguenti notarelle :

    Notarella n° 1
    Per scrupolo ho dato un’occhiata all’agenda grigia e sai cosa ho scoperto ? Ho scoperto che i miei dubbi erano giustificati perché in data 15 luglio alle ore 14 è segnata una C che sta per Casa.

    Notarella n° 2
    E’ a dir poco curioso che tu ritenga affidabile la testimonianza della vedova di Borsellino quando compare l’elemento PRANZO ( elemento che pur essendo dubbio a te fa comodo per la tua pseudo-dimostrazione ) ma poi storca il naso quando la vedova rammenta il “tono assolutamente certo” con il quale il marito le riferisce che Subranni “si è punciutu” . A questo proposito mi hai fatto per due volte una filippica indigeribile ed irricevibile sulla presunta impossibilità di differenziare, sulla base di “impressioni” e SOTTO IL PROFILO GESTUALE O VOCALE, UNA MANIFESTAZIONE DI SCONCERTO PER UNA GRAVE CALUNNIA DA UNA MANIFESTAZIONE DI SCONCERTO PER UNA GRAVE VERITA’, IN MANCANZA DI PRECISAZIONI VERBALI ma non hai ancora risposto alla mia semplicissima domanda : se fosse come dici tu, perché Borsellino non dice alla moglie “Mi hanno riferito che Subranni si è punciutu ma io non ci credo” oppure “sono turbato perché stanno calunniando Subranni, qualcuno sta dicendo che si è punciutu” ?

    Notarella n° 3
    Nel tuo ultimo commento ad un certo punto scrivi : Borsellino ERA UN MAGISTRATO SERIO. UN MAGISTRATO SERIO E CHE SI ATTIENE ALLE REGOLE DI RISERVATEZZA ecc. ecc.
    Cosa cosa cosa ??!! Ma allora tutte quelle presunte “reticenze” sulle quali tu e la Serafini avete imbastito il vostro articolo che fine fanno ? Se Borsellino ERA UN MAGISTRATO SERIO. UN MAGISTRATO SERIO E CHE SI ATTIENE ALLE REGOLE DI RISERVATEZZA non aveva alcun motivo per rivelare al suo “pupillo” i segreti delle sue indagini, essendo un Magistrato serio si è attenuto alle regole di riservatezza, non ti pare ? In parole povere, l’ipotesi del “traditore” evapora nel nulla e sei tu stesso che la fai evaporare.

    Resto in attesa delle tue nuove capriole e sono sempre più convinto che tu e la Serafini fareste meglio a riscrivere l’articolo prima che sia troppo tardi 😀

    • Ti rispondo per l’ultima volta perchè non sono un insegnante del sostegno e nessuno mi paga per spiegare le cose ai somari. 1-2-3-4: Ti ripeto per l’ultima volta che nel formulare le ipotesi che formulo nel mio articolo lo faccio con riserva di verifica di incongruenza, e non con riserva di verifica di esistenza di possibilità alternative alle mie ipotesi (il che è ovvio e banale), che è la pozza dove tu stai sguazzando. Questo è un errore di logica dal quale il tuo cervellino non riesce a sfuggire, e sei in uno stato talmente confusionale che pensando di contraddire, ripeti invece esattamente quello che ho detto io, ad esempio al punto 2. “non esiste alcun elemento concreto ed irrefutabile che possa far pensare che Paolo Borsellino abbia appreso la notizia PROPRIO DA INGROIA ” e infatti io ho scritto che rimane validissima l’ipotesi che abbia avuto questo colloquio con altri. Però se tu sei basso di quoziente, io invece non ho tempo da perdere. Le ipotesi 3 e 4 reggono perfettamente, l’ho dimostrato, ed in effetti qui tu ti limiti ad una ripetizione a pappagallo dell’assunto rinunciando agli argomenti, il che vuol dire che sei cotto. Ut supra: non ho tempo da perdere con un disonesto intellettuale dal comprendonio limitato. Nota1: Grandiosa scoperta. Allora vuol dire che o Borsellino aveva programmato di mangiare a casa e invece non l’ha fatto (forse in mattinata ha incontrato qualcuno che l’ha fatto incazzare e gli ha fatto passare l’appetito), o le testimonianze della moglie sono inattendibili ed evidentemente essa ama condire il suo narrato di elementi non veritieri. Scegli quella che ti piace di più. 2) L’elemento “pranzo” è un elemento fattuale e circostanziale e quindi provvisto dell’attributo dell’oggettività, e quindi deve essere acquisito per legge. La signora è testimone oculare che il marito non era rincasato per il pranzo, e quindi lo testimonia. Così come testimonia di avergne domandato ragione al marito, di quell’assenza. Altro fatto oggettivo. L’elemento “tono certo” è invece soggettivo e non provvisto di peculiarità oggettive, essendo riferito ad un’impressione personale. Non ha connotazioni oggettive, riferisce un’opinione, opinione di per sè facilmente discutibile come ho fatto io, e pertanto per legge non sarebbe neppure ammissibile come capitolo dibattimentale. Tutto ciò pertanto anche per le ragioni che ti ho spiegato, e sulle quali tu non sei in grado di argomentare perchè sei piccino in coscienza ed intelletto (e quindi non perchè siano argomenti indigeribili o irricevibili, ma solo perchè sei un piccolo ignorante). Borsellino ha detto tutto quello che aveva da dire, ed io quando ho letto per la prima volta le sue parole le ho capite perfettamente. Lo stesso Subranni quando gli è stata riferita in modo sintetico e a caldo la circostanza della testimonianza dai giornalisti, di primo acchito ha fatto una battuta infelice sulla salute della signora Agnese, però nel giro di pochi secondi ha detto ai giornalisti: “no, aspettate, cancellate quest’ultima cosa, prima devo capire esattamente cosa ha detto la moglie di Borsellino”. I giornalisti naturalmente non hanno cancellato, anzi hanno lasciato solo il commento indecoroso, senza i successivi rilievi. Quando Subranni ha acquisito i verbali, si è tranquillizzato perchè ha realizzato immediatamente il senso delle parole. Ha quindi rinunciato a criticare ulteriormente la testimone, anzi, credo la ritenga sostanzialmente attendibile. Notarella 3: Sei un idiota. L’obbligo di riservatezza verso terzi, esclude ovviamente i colleghi d’ufficio della DDA, tanto più se sono pupilli. Sotto il profilo legale, un magistrato inquirente ha obbligo di riservatezza solo con persone non sottoposte al medesimo vincolo. Quindi con la moglie, si. Con un collega della DDA, no. Ci mancherebbe altro. Quindi qui l’unica cosa che evapora, è il mio tempo, a causa di un imbecille.

      • @ Enrix

        Beh, le capriole erano previste e puntualmente sono arrivate : nel tuo commento del 22 gennaio avevi scritto NOI NON CHIEDIAMO DI SAGGIARE LA CONSISTENZA, MA DI PORTARE ELEMENTI DI INCONSISTENZA, OVE ESISTANO e adesso, dopo che ti ho sottoposto tutta una serie ELEMENTI DI INCONSISTENZA che indeboliscono e/o annullano le tue ipotesi, tu scrivi che “nel formulare le ipotesi che formulo nel mio articolo lo faccio con riserva di verifica di incongruenza, e non con riserva di verifica di esistenza di possibilità alternative alle mie ipotesi (il che è ovvio e banale)”.

        Temo che ti sfugga il significato del termine “incongruo” ma per tua fortuna sono un tipo paziente e allora ti rispiego come sta la faccenda : io non solo ho verificato l’esistenza di possibilità alternative alle tue ipotesi ma, contestualmente a tale verifica, ho enucleato gli ELEMENTI DI INCONSISTENZA e di incongruità che rendono improbabili e velleitarie l’ipotesi A ( Borsellino avrebbe appreso la notizia su Subranni in data 15 luglio ) e l’ipotesi B ( Ingroia sarebbe stato la fonte della notizia su Subranni ) ed ho enucleato gli ELEMENTI DI INCONSISTENZA e di incongruità che rendono insostenibile l’ipotesi C ( Borsellino avrebbe inteso la notizia su Subranni come una calunnia) e fantasiosa l’ipotesi D ( Ingroia sarebbe il “traditore” dello sfogo di fine giugno ) e quindi ho svolto una “verifica di incongruenza” in piena regola.

        Tu continui a negare la consistenza delle mie contro-deduzioni e delle mie osservazioni ma la difesa ad oltranza delle tue ipotesi inverosimili comincia a risultare patetica.

        In riferimento alla Nota 1
        Io ho solo evidenziato un elemento di incertezza che determina un grave ELEMENTO DI INCONSISTENZA per la tua ipotesi A ed indirettamente anche per l’ipotesi B

        In riferimento alla Nota 2
        Tu dici che “l’elemento “pranzo” è un elemento fattuale e circostanziale e quindi provvisto dell’attributo dell’oggettività, e quindi deve essere acquisito per legge”. Già … ma anche la C sull’agenda grigia alle ore 14 del 15 luglio 1992 è un elemento fattuale e circostanziale e quindi provvisto dell’attributo dell’oggettività, e quindi deve essere acquisito per legge. Per cui l’elemento “pranzo” nella testimonianza della vedova diventa un elemento soggettivo legato al ricordo di un testimone oculare esattamente come lo è l’elemento “tono assolutamente certo” . Del resto qualunque tipo di testimonianza presenta aspetti di carattere soggettivo, si tratta di capire se questi aspetti soggettivi sono preponderanti o se comunque la testimonianza può essere corroborata da elementi oggettivi in grado di sostenerla. Siccome la testimonianza della vedova di Borsellino si sviluppa in 3 occasioni ( la prima è una testimonianza de relato mentre le altre due sono dirette ) si tratta di cogliere le assonanze e le dissonanze presenti nelle testimonianze per capire se c’è un leit-motiv che le attraversa tutte. A mio avviso il leit-motiv di tutte le testimonianze è proprio il “tono certo” e perentorio avvertito dalla moglie con il quale Paolo Borsellino le rileva : “Ho visto la mafia in diretta, e fra tante cose mi hanno riferito che il generale Subranni si è punciutu”, un “tono certo” e perentorio che sta ad indicare che Borsellino rivela alla moglie una notizia ritenuta plausibile e veritiera.

        Tralascio tutte le altre capriole che fai scrivendo di Subranni e della tua/sua interpretazione delle parole di Borsellino e mi limito a chiederti per la terza volta : se Borsellino credeva che la notizia su Subranni fosse una calunnia, perché dice non alla moglie : “Mi hanno riferito che Subranni si è punciutu ma io non ci credo” oppure “Sono turbato perché stanno calunniando Subranni, qualcuno sta dicendo che si è punciutu” ?

        In riferimento alla Nota 3
        Non mi sembrava che si stesse parlando degli obblighi del magistrato inquirente sotto il profilo penale, mi sembrava che il focus fosse sul profilo psicologico di Paolo Borsellino. Tu prima hai scritto che UN MAGISTRATO SERIO E CHE SI ATTIENE ALLE REGOLE DI RISERVATEZZA, NON RIVELA ALLA MOGLIE (E NEMMENO AI COLLEGHI RUSSO E CAMASSA, DUE MAGISTRATI) IL NOME DI COLORO SU CUI NUTRE SOSPETTI GRAVISSIMI NEL CONTESTO DELLA PROPRIA ATTIVITA’ e sembrava che tu volessi dire che Borsellino era talmente serio che non parlava con nessuno, nemmeno con i colleghi, dei suoi sospetti. Adesso, dopo che ho osservato che ti eri dato la zappa sui piedi, scrivi che “L’obbligo di riservatezza verso terzi, esclude ovviamente i colleghi d’ufficio della DDA, tanto più se sono pupilli” . Vuoi dire che Borsellino avrebbe dovuto rivelare ai colleghi d’ufficio della DDA tutti i suoi sospetti ?

        P.S. Ho letto sul blog della Serafini che un tuo ammiratore ha espresso delle riserve sul tuo/vostro articolo ( “debbo dire che è il tuo articolo che mi è piaciuto di meno”) … forse faresti meglio a seguire il consiglio che ti ho dato … 😀

        • Allora, imbecille, io ho parlato di “regole di riservatezza” e di “segreto d’ufficio”, cioè degli obblighi del magistrato, per spiegare ad un ignorante come te perchè Borsellino ha detto alla moglie ciò che ha detto, e perchè invece non ha detto ciò che secondo te potrebbe avere detto, con espresso riferimento alla violazione del segreto d’ufficio, che secondo me Borsellino non avrebbe mai commesso, e secondo i figli di puttana e mafiosi come te invece si. Alla moglie Borsellino non poteva dire ciò che secondo te avrebbe detto, e invece poteva dire, nel pieno rispetto dei suoi doveri, ciò che secondo me ha detto. Invece ad Ingroia, che era un collega, , non “avrebbe dovuto” (come dici tu ora in arrampicata) ma POTEVA dire tutto ciò che riteneva, senza commettere alcun reato, e invece non l’ha fatto, che è appunto quello che ho scritto io nell’articolo. L’italiano è chiarissimo e quindi qui c’è un problema di onestà e di capacità di comprendonio: tu sei un delinquente dotato oltretutto di um quoziente di intelligenza molto basso, e pertanto come ti ho già detto con te non intendo perdere più tempo, perchè sei ributtante. Ma soprattutto, mafioso, ed io con i mafiosi non discuto. Adieu.

          • @ Enrix

            Ma quando la finirai di fare codeste capriole indecorose ? La violazione del segreto d’ufficio si consuma nel momento stesso in cui Borsellino riferisce alla moglie la notizia di Subranni perché comunque la si voglia interpretare la notizia era connessa alla sfera professionale.
            Se si trattava di una calunnia, perché Borsellino non dice alla moglie : “Mi hanno riferito che Subranni si è punciutu ma io non ci credo” oppure “Sono turbato perché stanno calunniando Subranni, qualcuno sta dicendo che si è punciutu”
            Perché Borsellino, sconvolto dall’enormità della cosa, riferisce quello che ha appreso ed evidentemente riferisce la notizia nel modo perentorio che sappiamo perché la ritiene attendibile e veritiera.
            Questo è quanto si evince dalla testimonianza della vedova e da qui bisogna partire.
            Non è colpa mia se l’universo parallelo di Enrix non coincide con il mondo reale : nel mondo reale i PM hanno letto la dichiarazione della vedova nel senso in cui la leggo io e lo stesso Subranni l’ha letta così, altrimenti non avrebbe avuto la reazione che ha avuto.
            L’italiano è chiarissimo ma non per te. 😀

        • L’articolo può non piacere e si allontana dal modello dei precedenti, che si limitavano solo all’esame dei fatti oggettivi, perché avanza ipotesi che gli autori stessi dichiarano in premessa non basate su solide evidenze.
          L’articolo deve essere preso come una provocazione. Gli autori invitano i lettori a dimostrare che la loro ricostruzione degli avvenimenti è sbagliata, ma questo è dialetticamente impossibile, perché nonostante si basi su indizi e considerazioni debolissimi nessuno può nemmeno escludere che le cose siano andate realmente in quel modo.

          • Esatto, perfetto. Anzi, aggiungo qualcosa. L’articolo si fonda su una logica argomentativa che è, per mia espressa ammissione, volutamente e provocatoriamente assimilabile a quella utilizzata dai PM nell’assemblare la teoria della trattativa. Per questo gli argomenti possono parere deboli, perchè sono nel perfetto stile di quest’inchiesta, che non è mai stata, e ripeto mai, una ricerca di fatti provati, ma solo e semplicemente un assemblaggio di fatti plausibili nello stretto recinto delle prospettive dell’ufficio. Tant’è vero che il presupposto di questa plausibilità, cui i PM si sono strettamente asserviti, è l’esclusione arbitraria di tutti gli elementi esterni contrastanti e di tutte le piste alternative, pur più riscontrate e maggiormente plausibili di quella da essi perseguita.

          • 1) Mi potresti citare il passaggio nel quale gli autori “dichiarano in premessa” di avanzare ipotesi “non basate su solide evidenze” ?

            2) Avanzare ipotesi “non basate su solide evidenze” o ricostruire avvenimenti in modo tale che sia “dialetticamente impossibile” verificare la consistenza della ricostruzione stessa è un nuovo sport nazionale ?

            3) comunque, nel caso dell’articolo di Enrix e della Serafini, non è vero che non è impossibile dimostrare dialetticamente che una certa ricostruzione è sbagliata perché l’ipotesi C ( Borsellino avrebbe inteso la notizia su Subranni come una calunnia) , alla quale si allude nell’articolo, è semplicemente falsa ed insostenibile

            4) per quanto riguarda gli argomenti a sostengo dell’ipotesi D, l’articolo non offre alcuna ricostruzione degli avvenimenti ma propone solo un’insinuazione basata su presunte “coincidenze” e circostanze ricostruite in modo errato o capzioso.
            😀

          • @ Enrix

            ” L’articolo si fonda su una logica argomentativa che è, per mia espressa ammissione, volutamente e provocatoriamente assimilabile a quella utilizzata dai PM nell’assemblare la teoria della trattativa.”

            ahahahahah … bellissima questa tua doppia capriola con avvitamento … allora era tutta una provocazione ? ahahahah … ma perché non l’hai detto prima ? Perché hai difeso con il coltello tra i denti le tue ipotesi inverosimili ? Era una sceneggiata ? Non ci credevi nemmeno tu ? ahahahahah
            😀

        • Sono andato a memoria, dal momento che ho letto l’articolo qualche giorno fa. Il riferimento non era in premessa, ma nell’epilogo.
          Non è chiaramente esplicitato, ma almeno io ho inteso che chiedere: “è corretto o meno, ipotizzare che la persona…” sia un espediente retorico per far intendere che il ragionamento non è totalmente corretto, ma ognuno è padrone di intendere quello che legge come vuole.

          • A mio avviso quel “è corretto o meno” è un espediente retorico per insinuare ipotesi improbabili, inverosimili e/o insostenibili 😀

          • Significa che l’autore sottolinea al lettore che il ragionamento è solo formalmente corretto e che le conclusioni alle quali giunge sono in realtà poco probabili.
            Poco probabili, eppure egualmente possibili, dal momento che nessuno può provare che quello che è stato descritto non è sicuramente accaduto.

            Naturalmente sei padronissimo di avere un’opinione diversa…peccato che sia sbagliata 😮

          • @carlinoaltoviti

            1) Nell’articolo di Enrix e della Serafini non c’è da nessuna parte, nemmeno per sbaglio, un avviso al lettore del tipo “il ragionamento è solo formalmente corretto e che le conclusioni alle quali giunge [l’articolo] sono in realtà poco probabili” oppure “il ragionamento non è totalmente corretto, ma ognuno è padrone di intendere quello che legge come vuole”, tutto l’articolo è costruito per sostenere la plausibilità delle ipotesi proposte, tant’è che Enrix le ha difese con accanimento.

            2) nel caso dell’articolo in questione, l’ipotesi C (Borsellino avrebbe inteso la notizia su Subranni come una calunnia) non è “egualmente possibile” pur essendo poco probabile, quell’ipotesi è semplicemente falsa e l’ipotesi D ( Ingroia sarebbe il “traditore” dello sfogo di fine giugno ) è talmente inverosimile da risultare falsa.

            3) nel mondo reale contano i fatti realmente accertati, le argomentazioni coerenti, le ipotesi plausibili e probabili, prendo atto che nell’universo parallelo di Enrix e dei suoi adepti contano le ipotesi inverosimili ed infondate ma “egualmente possibili”. 😀

    • Ok MSUD abbiamo capito esigesi su una provocazione (con forzature tue interpretative) e difesa a spada tratta di Ciancimino Ciuro Aiello e Ingroia. Ok dai su votalo insieme ad Amurri e Ruotolo. Ripeti sempre che non ti abbiamo inquadrato. Io si e da un pezzo sostiene il Pm dell’Onu cialtrone che ha idolatrato un mafiosetto vero (Ciancimino jr) ed era collega di una spia Ciuro nonché amico di due diffamatori Amurri e Travaglio e di Tuninu Di pietro.. Vai votalo. Mai visto una tua critica sulle balle di Ingroia il cialtrone ma si critica il nulla . Continua così .bravo clap clap . Dirai anche che la Corte costituzionale è politicizzata e sui generis vero?

      P.s. E’ stato bello come ti sei sforzato con capriole allucinanti su una provocazione mentre hai sempre fatto passare le CACATE VERGOGNOSE del tuo Pm cialtrone incompetente. BRAVO sei da applausi.

        • “Ci mancherebbe che Ingroia, dopo vent’anni e più di indagini sui rapporti tra mafia e politica, non potesse partecipare a una tavola rotonda sull’argomento e parlare. Ovviamente – e questo lo ha ben spiegato – non si soffermerà di certo sui dettagli di una sua inchiesta. Né mi pare proprio che lo abbia fatto.”

          scrive il libro-intervista “Io so”
          “forza italia ho le prove che è nata con la mafia”
          “lei è vivo perchè Borsellino è morto (detto a Mannino)”

          Si sì, non si sofferma sui dettagli, la prende un po’ alla larga.

          Ma la Milella ha poi rettificato?

  4. A proposito di brigatisti d’epoca.
    Scrive Maurizio Crosetti, nel suo blog su Repubblica: “Non sono eroi, sono rottami, sono più che altro una vecchia massa di assassini o mandanti.”

    Risposte di un tale recoba79:
    “Ma guarda un po’,il titolo mi ha incuriosito e ho cliccato sperando di trovare un articolo, invece ho trovato una riga di spazzatura che solo il Giornale e Libero in altri tempi si sarebbero sognati di pubblicare. Che delusione! E voi eravate quelli del dibattito franco e aperto sulle stragi degli anni 70? Peccato non abbiate mai fatto di questi complimenti ai neofascisti di ON e di tutti gli altri che hanno lasciato corpi a brandelli in tutte le piazze d’italia e ucciso ragazzi innocenti persino a casa loro, vi dovete solo vergognare, voi e quel branco di pataccari che e’la sinistra di oggi, che si riempie la bocca di parole come antipolitica e demagogia e poi usa il potere in modo terrorista contro chi protesta contro la loro incapacita’ e la loro corruzione. Bella occasione, la morte di questo Gallinari, per buttare la palla trent’anni indietro e aiutarli a rifarsi la verginita’in vista delle elezioni Avanti Grillo, spazzali via!”
    Ed ancora: “Bravo Crosetti, anche oggi ti sei guadagnato la pagnotta del tuo capo. Mi raccomando, tutti a votare PD alle prossime elezioni.”

    Ah, che bello il web 2.0, dove qualunque coglione può dire la sua a volto coperto.

  5. Oggi il nostro Vanna Marco nel suo delirio di personalità spara pure su Roberto Saviano, il quale ha vari difetti: principalmente quello di scivere su Repubblica e di aver criticato (come l’universo mondo delle persone normali del resto) l’ospitata di Berlusconi a Servizio Pubblico perchè ha restituito vitalità politica al personaggio e lo ha legittimato come interlocutore al pari degli altri leader.
    Invece ci spiega che a dare credibilità a Berlusconi sono stati Monti, il pd e (ti pareva) Napolitano. Poi che la colpa è di Monti e Bersani che da Santoro non ci vanno mai e conclude dicendo a Saviano: “Non potresti metterti d’accordo almeno con te stesso?”
    Sarò malizioso ma credo che il difetto principale di Saviano agli occhi di Travaglio sia quello che lui venda un sacco di libri mentre i suoi non se li fila nessuno…
    Credevate poi che non candidare i cosiddetti ‘impresentabili’ del pd fosse sufficiente? Naturalmente no, perchè ha scovato altri tre-quattro tra indagati, prescritti, e persone con l’alitosi.
    Infine ne ha per Scalfari: anche lui ha osato criticare Servizio Pubblico e Ingroia. Ma tanto Travaglio ci spiega che “Scalfari non se n’è accorto: è una vita che parla solo con se stesso”
    Forse stranamente gli sfugge che Repubblica vende tipo dieci volte le copie del FQ, ma vabbè…

    http://www.funize.com/Il_Fatto_Quotidiano/2013/1/20

  6. RENZO é appena arrivata.
    un mio amico che soffriva della prostata a sentito che esiste un nuovo sistema di controllo,allora si reca presso il professionista e sorpresa é una graziosa dottoressa,entra e lo invita a levarsi i pantaloni e mutande e di sdraiarsi sul lettino- si giri sul fianco sinistro pieghi le ginocchia prenda un profondo respiro e dica 99–respiro99.. perfetto dice la dottoressa adesso si giri sul fianco destro e faccia la stessa cosa ,,esegue e la dottoressa dice perfetto– adesso si metta sulla schiena pieghi la ginocchia io verifichero con la mano sinstra la prostata e con la destra terro il vostro sesso perche non dia fastidio adesso respiri profondamente e dica 99…….1-2-3-4-5-6….

  7. Il noto quotidiano ci tiene ad informare l’elettore che Cota sarà candidato Civetta in Piemonte presentandosi alla Camera ma annunciando che resterà in Regione comunque vada Ovviamente che Ingroia faccia lo stesso presentandosi a Palermo senza dire a nessuno della sua ineleggibilità finchè Sallusti non lo ha beccato non è stato ritenuto degno di pubblicazione.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/20/elezioni-cota-candidato-civetta-in-piemonte-e-capolista-ma-restera-governatore/475252/

  8. Nouvel OBSERVATOR — di MARCELLE PADOVANI–
    BERSANI intervistato dalla giornalista durante la visita al leliseo invitato da HOLLANDE ,gli ha chiesto come ha trovato il presidente “UN uomo normale come me”fu la risposta (com.pers.che dio salvi l’italia) al che la giornalista descrive bersani-questa normalita gli sara sufficente per governare l’italia??Resta il problema della leadership e il manco di carisma in rapporto alla semplicita che da di lui stesso con un aria di bravo ragazzo (sic 60 anni),BERSANI non ha una logica personale ,ne grandi progetti mobilizzatori percio in caso di vittoria come é probabile,non crediamo che possa condurre un governo italiano in un momento cosi delicato, svolgerebbe meglio il suo lavoro forse come ministro di qualche dicastero inportante.

    PS lo hanno digia scoperto che é troppo molle?????

      • RENZO non scrivo piu perche fate meno cazzate cioé in francia utilizzano L’ITALIA per dire ai propri cittadini “non lamentatevi perche ci sono i vicini che fanno piu cazzate che noi” in questo momento con hollande (sono sincero) é una nullita (ha cercato di imitare il berlusca ma si é preso una che gli é passato sopra anche il TGV)tra l’altro, percio se non sa scopare come fa a fare pulizia delle cornerie di SARKO

  9. RENZO C ti annuncio che da questa mattina sono diventato un sostenitore di GRILLO spiego.
    Su facebook ho ricevuto una invitazione da una amica (che conosci pure tu) dei tempi di voglio scendere invitandomi a contattarlo é un certo RENATO ATTIVISTA ma lei mi a detto che lo conosciamo dai tempi di V.S. col pseudo di LAB…… non completato a te ti ricorda qualcuno???

  10. Quando anni fa vidi decine di ebeti cantare in coro “Meno male che Silvio c’è” pensai: “Ok, abbiamo toccato il fondo. Peggio di così non è possibile”.

    Mi sbagliavo: non avevo fatto i conti con i grillini.

    Grillo e i suoi adepti battono quotidianamente ogni record mondiale in fatto di demagogia, complottismo, populismo, ignoranza, roba che i berluschini fanatici al loro confronto sembravano dei piccoli Cavour in erba.

    E mi sono detto: peggio della setta grillina, un non-partito guidato da un comico e gestito da un’azienda di marketing, non è possibile.

    Secondo errore!

    Ecco infatti che come per magia spunta la surreale alleanza Ingroia-Tonino Di Pietro-Diliberto-Ferrero che rimette tutto in discussione.

    Con la partecipazione di Ruotolo (!), di Li Gotti ex Msi, di “Ernesto Che Tonino il molisano” candidato in posizione sicura in Lombardia, l’unione innaturale tra comunisti ortodossi e Tonino è veramente un obbrobrio politico, un contenitore pieno di contraddizioni dove ci sta tutto e il contrario di tutto per un solo, semplice scopo: entrare in Parlamento, conquistare una poltrona, del resto chi se ne frega.

    A questo punto rimango in attesa della lista “Alvaro Vitali – Pierino Presidente”, il partito più serio di tutti che in quanto tale probabilmente voterei.

  11. @ Enrix

    Ti rispondo con un nuovo commento per facilitare la continuazione di un’eventuale discussione su questa nuova pagina

    Ho visto che hai corretto il testo dell’articolo togliendo il passaggio sulla “cena degli onesti”, hai fatto bene perché l’errore era piuttosto evidente.

    Quella però non è l’unica imprecisione che svilisce l’articolo che hai scritto con la Serafini, ce ne sono anche altre : tanto per cominciare bisognerebbe ad esempio che tu precisassi quale Madonia e quale Fidanzati sarebbero stati arrestati dal ROS dei Carabinieri perché a me risulterebbe ad esempio che “Piddu” Madonia è stato arrestato nel settembre del 1992 dai poliziotti dello SCO mentre Mori e De Donno erano impegnati nei loro “colloqui” con Vito Ciancimino ed in linea generale non mi risulta che dopo l’arresto di Riina i Carabinieri del ROS si siano distinti per operazioni anti-mafia di grande rilievo .

    Ma veniamo al sodo : nel commento delle 8:30 di ieri mi rimproveri di criticare il vostro articolo e la vostra ipotesi finale senza rilevare “in alcun modo le incongruenze” che potrebbero supportare il mio giudizio, evidentemente non consideri che scrivere delle cose a casaccio e non verificate come avete fatto tu e la Serafini è facilissimo mentre più difficile è contro-argomentare con cognizione di causa, come minimo ci vuole del tempo per controllare le fonti.

    Inoltre mi rimproveri di avallare “i sospetti deliranti di chi vorrebbe in qualche modo dimostrare che questo traditore sarebbe stato un carabiniere”. Beh, a parte che sono gli stessi Carabinieri del ROS ad avallare l’ipotesi che il “traditore” possa essere stato un carabiniere ( vedi la telefonata intercettata di De Donno di cui ho parlato nel mio commento precedente ) , per quanto mi riguarda sulla questione del cosiddetto “traditore” non avallo alcuna ipotesi particolare : come ho cercato di spiegare nella mia replica a Claudio Territo,, nessuna ipotesi può essere esclusa e meno che mai può essere esclusa l’ipotesi che Borsellino si riferisse ai Carabinieri del ROS visto che ci sono alcune coincidenze cronologiche significative ed alcune testimonianze che potrebbero far pensare che da un certo momento in poi Borsellino non si sia più fidato dei Carabinieri del ROS

    Nel vostro articolo, tu e la Serafini dichiarate di nutrire “seri dubbi sull’effettiva proprietà di questo sostantivo “pupillo”, nella definizione del rapporto tra Antonio Ingroia e Paolo Borsellino” non solo perché “il modus operandi del magistrato nemico giurato di Cosa Nostra, differisce parecchio da quello del magistrato politico” ma soprattutto perché Paolo Borsellino non avrebbe messo al corrente il suo presunto “pupillo” di tutta una serie di fatti, di notizie e di spunti investigativi importanti ed in particolare :

    a) Borsellino non avrebbe riferito al suo “pupillo” di aver saputo che Subranni era “punciutu”

    b) Borsellino non avrebbe riferito al suo “pupillo” che “un amico” lo aveva “tradito

    c) Borsellino non avrebbe fatto partecipare il suo “pupillo” all’incontro con il magistrato di Agrigento Fabio Salamone

    d) Borsellino, venuto a conoscenza della c.d. “trattativa Stato-mafia”, non ne avrebbe però parlato con il suo “pupillo”

    e) Borsellino avrebbe incontrato i Carabinieri del ROS nella caserma Carini per parlare di “mafia e appalti” senza informare il suo “pupillo”

    f) Borsellino sarebbe stato pronto a rivelare ai PM di Caltanissetta il movente e la ratio della strage di Capaci ma nulla avrebbe riferito a tal proposito al suo “pupillo”

    g) al tenente Canale, suo vero braccio destro, Borsellino avrebbe confidato di avere l’intenzione di arrestare il procuratore Giammanco ma avrebbe nascosto tale intenzione al suo “pupillo”

    Nutrire “seri dubbi sull’effettiva proprietà di questo sostantivo “pupillo”, nella definizione del rapporto tra Antonio Ingroia e Paolo Borsellino” è senza dubbio lecito, l’argomentazione deve essere però sostenuta da una documentazione verificabile e con delle ipotesi plausibili che abbiano un qualche ancoraggio alla realtà e a me sembra invece che le vostre argomentazioni siano, a dir poco, debolucce.

    Partiamo dal fondo :

    g) sostenere che Borsellino avrebbe confidato al tenente Canale l’intenzione di arrestare il procuratore Giammanco ma non lo avrebbe confidato al “pupillo” rischia di essere un abbaglio perché le testimonianze di Canale su questo punto specifico sembrano essere ambigue ed altalenanti :

    – nel 1998 Canale dichiara “”Il procuratore mi aveva escluso da un interrogatorio del pentito Mutolo. Io mi arrabbiai. E il dottore Borsellino mi disse di stare calmo perche’ nell’estate ’92 avremmo arrestato Giammanco, che doveva venire a raccontare quello che sapeva su Lima”

    – nel 2011 i termini del racconto di Canale sembrano essere diversi : “i rapporti tra Borsellino e l’allora procuratore Piero Giammanco erano talmente tesi che una volta il giudice poi ucciso in via D’Amelio, arrabbiato, disse in modo provocatorio che se avesse potuto lo avrebbe arrestato”

    Quale delle due versioni è quella giusta ? Anche la prima versione potrebbe essere letta come il resoconto di un’uscita provocatoria ? Se l’idea di arrestare Giammanco era più che altro una provocazione perché Borsellino avrebbe dovuto parlarne con il suo “pupillo” ? Il “pupillo” certamente sapeva che i rapporti tra Borsellino e Giammanco erano critici ed il fatto che Borsellino non sia sfogato con il suo “pupillo” con un’uscita provocatoria del genere a me sembra del tutto irrilevante.

    f) sostenere che Borsellino sarebbe stato pronto a rivelare ai PM di Caltanissetta il movente e la ratio della strage di Capaci è un azzardo perché nel famoso discorso pronunciato a Palermo la sera del 25 giugno 1992 nel corso di una manifestazione promossa da MicroMega Borsellino non dice di conoscere il movente e la ratio della strage di Capaci, Borsellino afferma in modo del tutto generico che avrebbe riferito all’AG gli elementi di conoscenza di cui era in possesso e le ipotesi che stava sviluppando :

    [… avendo raccolto comunque più o meno di altri, come amico di Giovanni Falcone, tante sue confidenze, prima di parlare in pubblico anche delle opinioni, anche delle convinzioni che io mi sono fatte raccogliendo tali confidenze, questi elementi che io porto dentro di me, debbo per prima cosa assemblarli e riferirli all’autorità giudiziaria, che è l’unica in grado di valutare quanto queste cose che io so possono essere utili alla ricostruzione dell’evento che ha posto fine alla vita di Giovanni Falcone […]

    Tant’è che il “pupillo” , nel corso della deposizione del 12 novembre 1997 al processo Borsellino bis, preciserà l’attitudine di Borsellino dichiarando quanto segue :

    […] per quello che so dal dottore BORSELLINO, non e’ affatto vero che il dottore BORSELLINO abbia mai chiesto alla Procura di Caltanissetta di essere sentito, magari trovandosi di fronte un rifiuto. E’ vero anzi il contrario: cioe’, sia in mia presenza, parlando con il dottore VACCARA, ma comunque piu’ di una volta parlandone da solo con me, mi rappresento’ il suo punto di vista e cioe’, siccome – ripeto, torno al discorso di prima – riteneva importante per lui contribuire in qualche modo alle indagini sulla strage di Capaci e siccome riteneva, quindi, che potesse essere piu’ fruttuoso questo rapporto di collaborazione diretto con i colleghi incaricati delle indagini alla Procura di Caltanissetta, riteneva di rinviare il momento in cui dovesse essere assunto formalmente a verbale perche’ lui disse: “Quando avro’ le idee piu’ chiare sul contesto in cui puo’ essere maturata la strage di Capaci, su quella che forse e’ la pista piu’ giusta, allora quello sara’ il momento in cui consacrare a verbale le
    mie dichiarazioni e non voglio, in un certo qual senso, legarmi le mani con una verbalizzazione oggi, quando ancora devo verificare una serie di cose che potrebbero essere importanti per lo sviluppo delle indagini” […]

    […] per quello che io ne so, ancora il dottore BORSELLINO non aveva un’idea chiara circa una pista da privilegiare rispetto ad un’altra […]

    Certo, questa è la versione del “pupillo” ma non potendola ignorare diventa allora difficile sostenere sic et simpliciter che Borsellino sarebbe stato pronto a rivelare ai PM di Caltanissetta il movente e la ratio della strage di Capaci senza informare il suo “pupillo” perché il “pupillo” ha sostenuto l’esatto contrario : Borsellino gli avrebbe detto che era ancora prematuro verbalizzare dichiarazioni quando dovevano ancora essere verificate una serie di cose potenzialmente importanti per lo sviluppo delle indagini.

    e) Borsellino avrebbe incontrato i Carabinieri del ROS nella caserma Carini per parlare di “mafia e appalti” senza informare il suo “pupillo” ?
    E’ vero, però nemmeno il tenente Canale, “suo vero braccio destro”, che accompagna Borsellino ma che non assiste all’incontro, verrà informato da Borsellino sull’esito del colloquio :

    […] accompagnai il dottore Borsellino alla caserma Carini di Palermo. Lì Borsellino si incontrò prima con il colonnello Mori e poi con il capitano De Donno. Ma all’uscita né io gli chiesi nulla sull’incontro né lui mi disse nulla però so che l’argomento era proprio quello sul rapporto tra mafia e appalti’’

    d) Borsellino sarebbe venuto a conoscenza della c.d. “trattativa Stato-mafia” ma non ne avrebbe però parlato con il suo “pupillo” ?
    Beh, tutta la vicenda che comunemente viene etichettata con la locuzione “trattativa Stato-mafia” è ancora da chiarire e a maggior ragione deve essere ancora chiarito il ruolo che nella vicenda può essere attribuito a Borsellino ma anche ammesso e non concesso che Borsellino sia venuto a conoscenza della cosiddetta “trattativa Stato-mafia” per quale motivo avrebbe dovuto parlarne con il suo “pupillo” visto e considerato che il profilo psicologico dell’uomo, come dimostra anche il silenzio con Canale sull’esito del colloquio del 25 giugno con i Carabinieri del ROS, si caratterizzava per una certa riservatezza sulle indagini anche con chi gli lavorava accanto ?

    c) Borsellino non avrebbe fatto partecipare il suo “pupillo” all’incontro con il magistrato di Agrigento Fabio Salamone ? Sì, questo episodio è vero o almeno è sempre stato raccontato sulla base della testimonianza della moglie di Borsellino. Naturalmente il silenzio di Borsellino con il “pupillo” potrebbe essere giustificato dall’estrema delicatezza dell’incontro sul cui contenuto possiamo solo fare delle ipotesi ma anche dal fatto che all’epoca, alla Procura di Palermo, Borsellino coordinava le indagini antimafia sulla provincia di Trapani e di Agrigento mentre l’ambito di operatività professionale di Ingroia era limitato alla provincia di Trapani.

    In parole povere una parte considerevole della struttura argomentativa del vostro articolo è basato su affermazioni imprecise e su deduzioni capziose ma non me ne stupisco perché a voi non interessa essere precisi e puntuali, a voi interessa soprattutto sollevare polveroni per delegittimare l’inchiesta palermitana.

    Nel prossimo intervento cercherò di smontare pezzo per pezzo il resto delle vostre pseudo-argomentazioni 😀

    • @ Enrix

      Riprendiamo il filo del discorso : secondo il vostro articolo il fatto che Borsellino non avrebbe messo al corrente il suo presunto “pupillo” di tutta una serie di fatti, di notizie e di spunti investigativi importanti sarebbe la cartina di tornasole che dimostrerebbe che Borsellino non aveva fiducia nel suo “pupillo”. Ho già evidenziato nel mio intervento precedente che le vostre elucubrazioni si fondano su contestualizzazioni imprecise e su deduzioni capziose ma dobbiamo ancora saggiare la solidità di quello che è il centro nevralgico della vostra pseudo-argomentazione ovvero l’ipotesi che in alcune circostanze della giornata del 15 luglio avremmo la spiegazione del perché Borsellino non avrebbe riferito al suo “pupillo” che un “amico” lo aveva “tradito” e non avrebbe riferito al suo “pupillo” di aver saputo che Subranni era “punciutu” ed avremmo la prova che Paolo Borsellino non solo non riponeva fiducia nel suo “pupillo ma lo considerava addirittura (questo è il vostro volo pindarico) come il “traditore”.

      Questa parte centrale della vostra argomentazione si sviluppa a partire da una ricostruzione della giornata del 15 luglio 1992, una giornata in effetti importante perché, secondo la testimonianza della moglie, quella sera Borsellino le avrebbe rivelato di aver saputo che Subranni era “punciutu”. Secondo la vostra ricostruzione “Il 15 luglio 1992 Borsellino al pomeriggio tardi è solo nel palazzo deserto con Ingroia, che se ne va per penultimo lasciando solo Borsellino nel palazzo deserto. Così si legge nelle sue biografie più autorizzate. Ma se passiamo poi alle testimonianze di Agnese Borsellino, scopriamo che Borsellino QUELLO STESSO GIORNO uscito da quel palazzo, torna a casa dalla moglie e gli dimostra grande sconforto ed inappetenza, a causa del fatto che, così come riferisce la vedova, al lavoro qualcuno gli aveva detto che un GENERALE DEI CARABINIERI, Subranni, era NIENTEMENO CHE “PUNGIUTU” (affiliato a Cosa Nostra con tanto di giuramento e”punzonatura”), e la cosa in Borsellino aveva provocato un grosso turbamento”

      Secondo la vostra interpretazione

      […] i casi possono essere soltanto due: o la rivelazione proveniva dallo stesso Ingroia (che è la sola persona certa che ci risulti avere parlato con Borsellino nel palazzo CHE ERA DESERTO PERCHE’ ERA SANTA ROSALIA LA FESTA PATRONALE), oppure, seconda eventualità, altri fecero a Borsellino quella confidenza quel giorno, SENZA CHE EGLI PERO’ NE FACESSE PAROLA CON IL SUO PUPILLO prima di rientrare.

      e quindi. secondo voi, si dovrebbero prendere in considerazione un’ipotesi articolata in più segmenti :

      “è corretto o meno, ipotizzare che la persona che fece il nome di Subranni a Borsellino fosse proprio Ingroia, quel giorno di festa, al che, a seguito di ciò, Borsellino tornando a casa disse che aveva visto “la mafia in diretta” perchè qualcuno gli aveva raccontato che Subranni fosse punciutu e che questa cosa gli aveva tolto l’appetito e dato i conati di vomito, perché per lui “l’arma dei carabinieri era intoccabile”?

      “potrebbe essere che quando Borsellino lamentava che un amico lo aveva tradito, non si riferisse proprio a Ingroia, che era suo collega e contiguo da un certo tempo anche in altre procure, ma con cui si rifiutò di trascorrere il week-end al mare pur sapendo che a Palermo aveva le ore contate?”

      In parole povere, vorreste insinuare il dubbio che Borsellino sarebbe rimasto sconvolto dalla presunta rivelazione di Ingroia perché la considerava diffamatoria ed avrebbe così avuto una prova che Ingroia era un “traditore” indegno di fiducia visto che per Borsellino “l’arma dei carabinieri era intoccabile”. L’ipotesi che la persona che fece il nome di Subranni a Borsellino sia stato proprio Ingroia sarebbe avvalorata,secondo voi, dall’accanimento che lo stesso avrebbe dimostrato negli anni nei confronti dei Carabinieri del ROS.

      In via subordinata vorreste far credere che Borsellino sospettasse di Ingroia e che, nel caso in cui avesse appreso da altri la presunta calunnia riguardante Subranni, non l’avrebbe riferita ad Ingroia ritenendo che proprio Ingroia fosse il “traditore” di cui si era lamentato con i colleghi Russo e Camassa.

      Spero di aver riassunto correttamente le vostre elucubrazioni e le vostre insinuazioni, se così non fosse la prossima volta cercate di essere più chiari quando esponete le vostre tesi e le vostre ipotesi

      Veniamo al dunque : come ho già evidenziato nel mio intervento precedente, la questione del “traditore” presenta varie sfaccettature e sostanzialmente non abbiamo al momento elementi per chiarire la questione in modo inequivocabile e quindi possiamo solo fare delle supposizioni più o meno verosimili. Se, come ho già detto, prendiamo per buona la prima testimonianza di Massimo Russo ed assumiamo come presupposto che lo sfogo di Borsellino sia stato del tutto generico e comunque senza un riferimento preciso ad un “amico traditore” , allora la ratio del vostro articolo evapora rapidamente.

      Se viceversa prendiamo per buona la versione della Camassa per la parte che si riferisce all'”amico traditore” senza considerare che la stessa Camassa ha dichiarato a suo tempo di aver avuto l’impressione che l'”amico traditore” potesse essere un ufficiale dei carabinieri – “La mia impressione fu che Paolo si sentisse tradito da una persona adulta autorevole, con la quale vi era un rapporto d’affetto: pensai che potesse trattarsi di un ufficiale di carabinieri” – allora si potrebbe provare a saggiare la consistenza delle vostre argomentazioni.

      La vostra ricostruzione della giornata del 15 luglio è il centro nevralgico del vostro articolo ma una serie di elementi arbitrari e di omissioni inficiano la correttezza della vostra ricostruzione e delle vostre deduzioni.

      Primo punto critico : la vedova NON dichiara che Paolo Borsellino gli avrebbe riferito che PROPRIO QUEL GIORNO, AL LAVORO, qualcuno gli aveva detto ecc. ecc.

      Nel 2009 la vedova di Borsellino aveva raccontato ai magistrati nisseni che “Il 15 luglio, verso sera, conversando con mio marito in balcone lo vidi sconvolto, mi disse testualmente: “Ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il generale Subranni era “punciutu”. Tre giorni dopo, durante una passeggiata sul lungomare di Carini, mi disse che non sarebbe stata la mafia ad ucciderlo, della quale non aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi ed altri a permettere che ciò potesse accadere”.

      Quel “mi hanno detto” è del tutto generico e non permette alcuna collocazione spazio-temporale precisa : non c’è un riferimento AL GIORNO in cui Borsellino avrebbe appreso la notizia su Subranni e non c’è alcun riferimento al contesto o al luogo nel quale Borsellino avrebbe appreso la notizia.

      Il 27 gennaio 2010 la vedova di Borsellino conferma il suo racconto :

      «Confermo però che mi disse che il generale Subranni era “punciutu”. Era sbalordito, ma lo disse con tono assolutamente certo, senza svelarmi la fonte. Aggiunse che quando glielo avevano detto era stato tanto male da avere avuto conati di vomito: per lui l’arma dei carabinieri era intoccabile…».

      Anche in questo caso non c’è alcun riferimento AL GIORNO in cui Borsellino avrebbe appreso la notizia su Subranni e non c’è alcun riferimento al contesto o al luogo nel quale Borsellino avrebbe appreso la notizia.

      Non solo : è interessante notare che c’è una testimonianza, quella di Diego Cavaliero, dalla quale si potrebbe dedurre che Borsellino non abbia appreso la notizia su Subranni da altri ma che abbia elaborato sua sponte il giudizio su Subranni.

      Diego Cavaliero, magistrato di Salerno, e amico personale del giudice Paolo Borsellino, è stato sentito a Palermo il 22 giugno 2012 come teste al processo Mori-Obinu ed è stato il primo a raccogliere la testimonianza della vedova di Borsellino su quello che le aveva raccontato il marito a proposito di Subranni :

      “Ricordo che ero in cucina con la signora Agnese Borsellino. Lei si sfogo’ e mi disse: ‘Sai Diego, poco prima di morire Paolo venne un giorno a casa e si senti’ male. Dopo avere vomitato mi disse: ‘Agnese, il generale Subranni e’ punciutu”. La signora Agnese non aggiunse altro e da allora non ne parlammo piu”

      La data del colloquio avvenuto con la vedova Borsellino non è sicura ma Cavaliero l’ha collocata nel 2004, “circa un anno o dieci mesi prima del matrimonio di Manfredi Borsellino”

      Il passaggio interessante di questa testimonianza è che nel colloquio, che precede di 5 anni la testimonianza poi resa ai magistrati, la vedova di Borsellino riferisce che il marito le avrebbe detto “Agnese, il generale Subranni è punciutu” senza alcun riferimento al fatto che la notizia sarebbe stata appresa da altri, come se l’affermazione perentoria “il generale Subranni è punciutu” fosse il frutto di una deduzione personale di Paolo Borsellino.

      Non dobbiamo dimenticare che la testimonianza di Agnese Borsellino si riferisce alla giornata del 15 luglio e che Paolo Borsellino si era incontrato con Subranni la sera del 10 luglio e poi la mattina dell’11 luglio erano andati insieme a Salerno con un elicottero dell’Arma.

      E’ lo stesso Subranni che ne parla in una nota dell’ottobre 2009 :

      “L’ultimo mio ricordo risale al 10 e 11 luglio 1992: nella serata del 10 luglio fummo a cena al casale Renzi del Comando generale, assieme ad altri miei colleghi generali; il giorno dopo, nella tarda mattinata, il giudice Borsellino mi ha raggiunto al Ros. Gli ho presentato alcuni ufficiali inferiori allora presenti e più tardi abbiamo fatto colazione nel mio ufficio con panini e bibite. Quindi ci siamo imbarcati su un elicottero dell’Arma, da me richiesto, diretti a Salerno per impegni diversi”

      E’ possibile ipotizzare che proprio in quell’occasione Paolo Borsellino, a causa di qualche circostanza a noi ignota, sia entrato nell’ordine di idee che Subranni fosse “punciutu” ? Certamente non lo si può escludere e la seguente testimonianza di Carmelo Canale avvalora il sospetto che la sera del 10 luglio ci sia stato un qualcosa che potrebbe aver inquietato Paolo Borsellino :

      “La domenica prima che morisse, lo accompagnai a Salerno, sulla costa Amalfitana, perché il giudice Borsellino doveva battezzare il figlio del pm Diego Cavaliero, il vero sostituto procuratore a cui Borsellino era legato. Mi venne a svegliare alle 6 del mattino perché lui amava svegliarsi presto. Poi dopo avere fatto la doccia lo andai a trovare nella sua camera e lo vidi scrivere qualcosa di serio sulla sua agenda rossa. Era davvero arrabbiato e io gli dissi, scherzando: ‘Fa il pentito pure lei?’ Ma lui molto serio, mi rispose: ‘E’ finito il tempo di scherzare, ora è il tempo di scrivere’. Ma non seppi mai cosa stesse scrivendo”.

      In parole povere , la vostra ricostruzione della giornata del 15 luglio è basata su elementi che non trovano rispondenza nelle testimonianze dirette o indirette riferibili alla vedova di Borsellino : non esiste alcun elemento concreto che possa far pensare che Paolo Borsellino PROPRIO QUEL GIORNO abbia appreso AL LAVORO la notizia riguardante Subranni e non si può nemmeno escludere, considerando le testimonianze di Diego Cavaliero e di Carmelo Canale, che Paolo Borsellino sia arrivato a ritenere Subranni “punciutu” sulla scia di deduzioni personali elaborate nei giorni precedenti.

      Secondo punto critico : anche ammesso e non concesso che Paolo Borsellino abbia appreso la notizia PROPRIO QUEL GIORNO, non abbiamo alcun elemento per poter affermare che l’abbia appresa da Ingroia o prima di congedarsi da Ingroia, potrebbe benissimo averla appresa DOPO, magari ha ricevuto o fatto una telefonata oppure ha incontrato qualcuno, forse ha annotato qualcosa sull’agenda rossa ma non lo possiamo verificare.

      Secondo quanto ha affermato Ingroia nella sua deposizione del 12 novembre 1997 al processo Borsellino bis, “nei giorni immediatamente antecedenti alla strage” Borsellino era in contatto telefonico con Carmelo Canale (che si trovava in vacanza in Calabria) e lo avrebbe messo al corrente delle rilevazioni fatte da MUTOLO a proposito di Bruno Contrada e di Domenico Signorino.
      Visto che Canale forse diffidava dei Carabinieri del ROS ( nella testimonianza del 14 luglio 2009 la Camassa ha affermato : “Ricordo, in particolare, che in quest’ultima occasione incontrai il Maresciallo CANALE in quale, come del resto aveva fatto in precedenza, ebbe a confidarmi che a suo avviso il dott. BORSELLINO si fidava troppo dei vertici del ROS, facendo il nome dell’allora col. MORI e del Gen. SUBRANNI, sostenendo egli che si trattava di personaggi “pericolosi”, senza precisare altro “) non si può escludere che sia stato proprio Carmelo Canale a mettere in guardia Paolo Borsellino riguardo a Subranni. Purtroppo questa ipotesi non può essere verificata perchè il tabulato Telecom delle telefonata di Canale è stato incredibilmente azzerato alcuni anni fa e Carmelo Canale ha ritenuto opportuno smentire la testimonianza della Camassa : ”Non ho mai detto alla dottoressa Camassa di sconsigliare Borsellino di frequentare i carabinieri del Ros e in particolare i vertici del Raggruppamento”.

      Terzo punto critico : quali sarebbero stati i motivi che avrebbero spinto Borsellino a ritenere Ingroia “un traditore” e a sfogarsi per questo con i due colleghi Camassa e Russo ? Al di là delle pseudo-ipotesi e pseudo-argomentazioni che avete sviluppato nel vostro articolo, nulla dite sui motivi che avrebbe spinto Borsellino a diffidare di Ingroia.

      Quarto punto critico : come abbiamo già visto, nella deposizione del 27 gennaio 2010 la vedova di Borsellino riferisce che il marito le avrebbe detto che il generale Subranni era “punciutu” con tono assolutamente certo. Con “tono assolutamente certo” ??!! Ma allora diventa impossibile sostenere come fate voi che Ingroia sia stato una sorta di diffamatore o un “traditore” perchè anche prendendo per buona l’ipotesi inverosimile che Ingroia sia stato la fonte della notizia su Subranni, appare evidente dalla testimonianza della vedova che Borsellino ha considerato attendibile la notizia e quindi la ratio del vostro articola evapora nuovamente.

      Detto per inciso, a mio avviso quel “punciutu” non va inteso in senso letterale, quando Borsellino si sfoga con la moglie usa probabilmente quel termine per enfatizzare lo sconcerto e la delusione nei confronti di chi, forse, si è dimostrato sleale.

      Comunque sia, la verità è che il vostro articolo è un collage di fatti storpiati ad arte e di circostanze ricostruite in modo approssimativo e fuorviante per sostenere delle ipotesi fantasiose, in pratica la vostra è disinformazione allo stato puro. 😀

      • Mahh, che sia Ingroia il “traditore” non lo so.
        So che si faceva ristrutturare casa da un fior di mafioso, Michele Ajello, protetto di Provenzano, entrambi poi arrestati dai Carabinieri.
        Magari non c’entra, però Ingroia aveva in ufficio la talpa di Ajello, tale Ciuro Pippo, pure lui arrestato dai Carabinieri.

        I Carabinieri indagano e arrestano i mafiosi.
        Ingroia i Carabinieri li manda a processo.

        Bahh, sarà la nuova strategia antimafia, quella da esportare in Guatemala, prima di candidarsi.

        • Mi pare che nel tuo commento ci siano alcune imprecisioni e dei paralogismi :

          1) Provenzano non è stato arrestato dai Carabinieri del ROS, anzi, come ben sai, c’è chi sospetta che la lunga latitanza di Provenzano sia stata favorita proprio dai Carabinieri del ROS

          2) Ingroia aveva in ufficio la talpa di Ajello, tale Ciuro Pippo ? Beh, anche Borsellino aveva a che fare con «un nido di vipere» ma nel suo caso i Carabinieri non arrestarono nessuno, ritennero più opportuno avviare dei colloqui con Vito Ciancimino

          3) come ben sai, al processo Mori-Ultimo si arrivò per imputazione coatta, Ingroia aveva chiesto l’archiviazione

          Detto questo, vorrei farti notare che la discussione con Enrix non è centrata sull’incarico guatemalteco o sulla candidatura di Ingroia, la discussione è relativa alle argomentazioni bislacche e alle ipotesi inverosimili dell’articolo scritto con la Serafini 😀

          • 1. Falso, dove ho scritto ROS? Il riferimento ai Carabinieri era per Ajello, e a Ingroia brucia ancora abbiano arrestato il suo muratore mafioso.
            2. Tipico, sviare il discorso chiamando in causa Borsellino. Ciuro era o no la talpa di Ajello?
            3. Paraculaggine. Mori l’ ha mandato a processo già altre due volte, ma citi la sola in cui, perdendo, ne ha riproposto la vicenda nel processo successivo, a cui aggiungo le dichiarazioni indecenti fatte da Antonello Piroso.

            Totale = fuffa inquadrata

            Vorrei farti notare che scrivo ciò che mi pare, e continuerò a farlo, non me ne frega molto degli OT, te ne sei accorto?
            Se invece ti da parecchio fastidio (pare proprio) che prenda per i fondelli Fofò e ne rammento le vicende imbarazzanti (a dir poco), beh non so che farci se è il tuo eroe: goditelo, votalo.

            Leggiti questa, così hai da commentare:
            http://www.censurati.it/2013/01/16/esclusiva-intervista-a-ultimo-chi-esegue-gli-ordini-riina/

            ah dimenticavo 😀

            p.s. hai saputo poi qualcosa da qualcuno?

          • 1. Il riferimento ai Carabinieri era per Ajello ??!! Ma tu hai scritto “entrambi poi arrestati dai Carabinieri” e quindi ho pensato che ti riferissi anche a Provenzano

            2. Mi accusi di citare solo quello che mi fa comodo ma a me pare che tu faccia lo stesso

            3. Tu hai scritto “Ingroia i Carabinieri li manda a processo.” ed io ti ho ricordato un caso nel quale Ingroia non voleva mandare i Carabinieri a processo

            Totale = MSUD non inquadrato, come al solito 😀

            Certo che puoi scrivere quello ti pare, ci mancherebbe, il blog è tuo, puoi anche andare OT quando ti pare, nessun problema per me, so bene che andare OT può essere un’ottima tattica per sviare l’attenzione quando c’è un problema.

            Non sono un tifoso di Fofò ( ma come mai non riesci ad inquadrarmi ? 😀 ) e certamente non lo voterò ma non trovo giusto insinuare falsità sul suo conto

      • SCRIVO MAIUSCOLO NON PER TENERE ALTO IL TONO, MA PER DISTINGUERE I TESTI NEL “QUOTING”.
        SUL DELIRIO PRECEDENTE NON DICO NULLA, PERCHÉ CIÒ CHE CONTA È IL SOTTOSTANTE TUO PRESUNTO ARGOMENTARE. SOLTANTO TI SEGNALO CHE IL MADONIA DI CUI STO PARLANDO, È FRANCESCO. ARRESTATO DAL CAPITANO ULTIMO IN PERSONA. LO RICONOBBE IN PALERMO MENTRE, LATITANTE, ENTRAVA IN UN CONDOMINIO. POTEVA ARRESTARLO SUBITO E CHIAMARE RINFORZI. NON LO FECE. SORVEGLIÒ IL CONDOMINIO E PEDINÒ, PER SETTIMANE, SINO A QUANDO TIRÒ NELLA RETE INSIEME AL BOSS ANCHE I FIGLI, ALTRETTANTO LATITANTI E PERICOLOSI. SE NON CE L’AVESSE FATTA, AD ARRESTARLI DOPO SETTIMANE DAL PRIMO AVVISTAMENTO, QUALCHE IMBECILLE OGGI DIREBBE CHE NON L’HA ARRESTATO APPOSTA E CHE C’ERA GIÀ LA TRATTATIVA FRA IL ROS E LA MAFIA NELL’87. http://RICERCA.REPUBBLICA.IT/REPUBBLICA/ARCHIVIO/REPUBBLICA/1987/05/07/PRESI-TRE-BOSS-LEGATI-AI-CORLEONESI-UNO.HTML?REF=SEARCH
        PER QUANTO RIGUARDA L’ATTIVITA’ DEL ROS CONTRO COSA NOSTRA IN SICILIA DOPO LA CATTURA DI RIINA, NON E’ VERO CHE NON EBBE ALTRI SUCCESSI, MA TU NON TIENI CONTO DEL FATTO CHE IL ROS DOPO QUELLA CATTURA FU DECAPITATO, ISOLATO DA MOLTI MAGISTRATI, RIDOTTO NEL PERSONALE (AL CONTRARIO DEI REPARTI DIA DI POLIZIA CHE VENIVANO IMPLEMENTATI), E SOPRATTUTTO IMPEGNATO A DIFENDERSI DA UNA SERIE DI INFAMANTI ACCUSE DA PARTE DEI MAGISTRATI, COME QUELLA AD ESEMPIO DI AVER CERCATO DI CORROMPERE SIINO CON 700 MILIONI DI LIRE PERCHE’ SI INVENTASSE FALSE ACCUSE CONTRO I PM. FU INVECE QUEST’ACCUSA SCHIFOSA A RIVELARSI FALSA, NEL DISINTERESSE GENERALE. AD OGNI MODO NON APPENA FU COORDINATO DAI MAGISTRATI GIUSTI, IL ROS NIENTE NIENTE ARRIVO’ AD ARRESTARE CUFFARO, AIELLO E LA SUA GHENGA DI TALPE (COMPRESO UN INFILTRATO NELLO STESSO ROS) DANDO COSI’ UN DURISSIMO COLPO ALLA RETE DI PROTEZIONI E FINANZIAMENTI DI PROVENZANO, FATTO CHE FAVORI’ CERTAMENTE IL SUO ARRESTO.
        Riprendiamo il filo del discorso : secondo il vostro articolo il fatto che Borsellino non avrebbe messo al corrente il suo presunto “pupillo” di tutta una serie di fatti, di notizie e di spunti investigativi importanti sarebbe la cartina di tornasole che dimostrerebbe che Borsellino non aveva fiducia nel suo “pupillo”.
        NO, ERRATO. DI CHE COSA SAREBBE LA CARTINA TORNASOLE QUELLA CIRCOSTANZA, ESATTAMENTE NOI NON LO SAPPIAMO E NON LO POSSIAMO DIRE, SALVO FORMULARE IPOTESI E VERIFICARE SE REGGONO E SE SONO LEGITTIME. QUANTO MENO PERÒ, LA COSA CERTA È CHE BORSELLINO NON HA MESSO AL CORRENTE INGROIA PIÙ DI QUANTO ABBIA FATTO CON QUALSIASI ALTRO PROCURATORE, ALTRIMENTI NE AVREMMO TESTIMONIANZA. ANZI, ALMENO IN UN’OCCASIONE PARE AVERGLI PREFERITO DUE GIOVANI COLLEGHI, CERTAMENTE NON PUPILLI COME LUI. QUINDI NOI, PRIMA DI PARLARE DI MANCANZA DI FIDUCIA VERA E PROPRIA, PRENDIAMO SEMPLICEMENTE ATTO DEL FATTO CHE IN QUESTO CASO LO STATUS DI “PUPILLO”, “EREDE MORALE” O “ALLIEVO PREFERITO” NON GLI È VALSO PER AVERE DAL COLLEGA IMFORMAZIONI CHE IN UNA PROCURA SANA E PULITA DI SOLITO FRA MAGISTRATI DELLA DDA “ALLA PARI”, SI TRASMETTONO. BORSELLINO NON HA MAI PARLATO AL SUO PUPILLO, PUR NEL PERIODO CALDO ED AVENDO LA POSSIBILITÀ DI FARLO RISERVATAMENTE, NÉ DI GENERALI PUNCIUTI, NÉ DI INQUIETANTI TRATTATIVE STATO-MAFIA, NÉ DI TRADIMENTI DA PARTE DI AMICI. COSE DI CUI INVECE, STANDO ALLE TESTIMONIANZE, AVREBBE PARLATO CON LA MOGLIE, CON DUE COLLEGHI MENO PUPILLI DI INGROIA, E PERSINO CON PRESENTI OCCASIONALI DELLA DIA NEI CORRIDOI DEL PALAZZO NELLA PAUSA CAFFÈ, SE VOGLIAMO CREDERE A QUEL GENIO DI MUTOLO.
        Ho già evidenziato nel mio intervento precedente che le vostre elucubrazioni si fondano su contestualizzazioni imprecise e su deduzioni capziose ma dobbiamo ancora saggiare la solidità di quello che è il centro nevralgico della vostra pseudo-argomentazione ovvero l’ipotesi che in alcune circostanze della giornata del 15 luglio avremmo la spiegazione del perché Borsellino non avrebbe riferito al suo “pupillo” che un “amico” lo aveva “tradito” e non avrebbe riferito al suo “pupillo” di aver saputo che Subranni era “punciutu” ed avremmo la prova che Paolo Borsellino non solo non riponeva fiducia nel suo “pupillo ma lo considerava addirittura (questo è il vostro volo pindarico) come il “traditore”.
        QUELLO CHE TU HAI EVIDENZIATO NEL TUO INTERVENTO PRECEDENTE NON HA ALCUN VALORE, NON ESSENDO SUPPORTATO DA ARGOMENTI. QUELLO CHE AGGIUNGI QUI SOPRA, È MISTIFICAZIONE. CHE NOI “AVREMMO LA PROVA CHE PAOLO BORSELLINO NON SOLO NON RIPONEVA FIDUCIA NEL SUO “PUPILLO MA LO CONSIDERAVA ADDIRITTURA (QUESTO È IL VOSTRO VOLO PINDARICO) COME IL “TRADITORE”, È UNA TUA FORZATURA. ANZI, UNA TUA CAZZATA.
        Questa parte centrale della vostra argomentazione si sviluppa a partire da una ricostruzione della giornata del 15 luglio 1992, una giornata in effetti importante perché, secondo la testimonianza della moglie, quella sera Borsellino le avrebbe rivelato di aver saputo che Subranni era “punciutu”.
        NO, ERRATO, E MISTIFICATORIO. BORSELLINO ALLA MOGLIE NON HA “RIVELATO DI AVER SAPUTO CHE SUBRANNI ERA “PUNCIUTU”.”, BENSÌ HA RIVELATO CHE QUALCUNO GLI AVEVA DETTO CHE SUBRANNI ERA “PUNCIUTU”, E CHE LA COSA GLI AVEVA DATO LA NAUSEA. CERCA DI NON FARE IL FURBO, CHE SON DUE COSE PARECCHIO DIVERSE.
        Secondo la vostra ricostruzione “Il 15 luglio 1992 Borsellino al pomeriggio tardi è solo nel palazzo deserto con Ingroia, che se ne va per penultimo lasciando solo Borsellino nel palazzo deserto. Così si legge nelle sue biografie più autorizzate. Ma se passiamo poi alle testimonianze di Agnese Borsellino, scopriamo che Borsellino QUELLO STESSO GIORNO uscito da quel palazzo, torna a casa dalla moglie e gli dimostra grande sconforto ed inappetenza, a causa del fatto che, così come riferisce la vedova, al lavoro qualcuno gli aveva detto che un GENERALE DEI CARABINIERI, Subranni, era NIENTEMENO CHE “PUNGIUTU” (affiliato a Cosa Nostra con tanto di giuramento e”punzonatura”), e la cosa in Borsellino aveva provocato un grosso turbamento”
        Secondo la vostra interpretazione
        […] i casi possono essere soltanto due: o la rivelazione proveniva dallo stesso Ingroia (che è la sola persona certa che ci risulti avere parlato con Borsellino nel palazzo CHE ERA DESERTO PERCHE’ ERA SANTA ROSALIA LA FESTA PATRONALE), oppure, seconda eventualità, altri fecero a Borsellino quella confidenza quel giorno, SENZA CHE EGLI PERO’ NE FACESSE PAROLA CON IL SUO PUPILLO prima di rientrare.
        SI , QUESTE SONO LA NOSTRA RICOSTRUZIONE E LA NOSTRA CONCLUSIONE. SE TROVI DIFETTI O QUALCOSA DA AGGIUNGERE, FAMMELO SAPERE. SINO AD ORA NON NE HAI TROVATI. MENTRE DI QUI IN POI, INIZI A MANIPOLARE. VEDIAMO COME.
        e quindi. secondo voi, si dovrebbero prendere in considerazione un’ipotesi articolata in più segmenti :
        NO, ERRATO. SECONDO NOI NON SI DOVREBBE FARE UN BEL NIENTE. L’ARTICOLO PRODUCE UNA SOLA CONSIDERAZIONE CONCLUSIVA DI NATURA OGGETTIVA, CHE È QUESTA: “SE LO AVESSE CONSIDERATO DAVVERO IL SUO PUPILLO, QUALCOSINA AVREBBE DOVUTO DIRGLIELO. INVECE, SCUSATE LA VOLGARITÀ, PARE PROPRIO CHE BORSELLINO AL SUO PUPILLO NON VOLESSE DIRGLI UN CAZZO.” PUNTO. SE DISCUSSIONE VA FATTA, VA FATTA SU QUESTO POSTULATO, ED A QUESTO BISOGNA FARE LE PULCI, SE SI È IN GRADO O SE SI HANNO ARGOMENTI. SI TRATTA, COME HO DETTO, DI UNA CONCLUSIONE LOGICA E CIRCOSTANZIATA, VERA FINO A PROVA CONTRARIA, PROVA CONTRARIA PER ORA MANCANTE. SUCCESSIVAMENTE NOI CI PONIAMO DELLE DOMANDE, MA NON IN QUANTO CONSIDERIAMO TALI DOMANDE COME LOGICAMENTE CONSEGUENTI, MA SOLO AL FINE DI UNA MERA VERIFICA DI LEGITTIMITÀ DELLE STESSE, A PRESCINDERE. CERCA QUINDI DI CAPIRE BENE IL SENSO DELLE PAROLE ITALIANE: “NOI CI DOMANDIAMO: È CORRETTO O MENO, IPOTIZZARE CHE”. SIAMO NOI CHE CI DOMANDIAMO SE UNA CIRCOSTANZA È IPOTIZZABILE, NON NOI CHE AFFERMIAMO CHE L’IPOTESI CHE SI DOVREBBE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE DIVREBBE ESSERE NECESSARIAMENTE QUELLA. VEDI DUNQUE DI NON FARLA FUORI DAL VASO.
        “è corretto o meno, ipotizzare che la persona che fece il nome di Subranni a Borsellino fosse proprio Ingroia, quel giorno di festa, al che, a seguito di ciò, Borsellino tornando a casa disse che aveva visto “la mafia in diretta” perchè qualcuno gli aveva raccontato che Subranni fosse punciutu e che questa cosa gli aveva tolto l’appetito e dato i conati di vomito, perché per lui “l’arma dei carabinieri era intoccabile”?
        ESATTO, SE VUOI SI PUÒ ANCHE FORMULARE COSÌ: ESISTE FORSE QUALCHE ELEMENTO NETTAMENTE CONTRARIO OD AVVERSO AD UNA SIMILE IPOTESI? NOI QUESTO CI DOMANDIAMO, ED OGNUNO È LIBERO DI RISPONDERE.
        “potrebbe essere che quando Borsellino lamentava che un amico lo aveva tradito, non si riferisse proprio a Ingroia, che era suo collega e contiguo da un certo tempo anche in altre procure, ma con cui si rifiutò di trascorrere il week-end al mare pur sapendo che a Palermo aveva le ore contate?”
        ESATTO, SE VUOI SI PUÒ ANCHE FORMULARE COSÌ: ESISTE FORSE QUALCHE ELEMENTO NETTAMENTE CONTRARIO OD AVVERSO AD UNA SIMILE IPOTESI? NOI QUESTO CI DOMANDIAMO, ED OGNUNO È LIBERO DI RISPONDERE.

        In parole povere, vorreste insinuare il dubbio che Borsellino sarebbe rimasto sconvolto dalla presunta rivelazione di Ingroia perché la considerava diffamatoria ed avrebbe così avuto una prova che Ingroia era un “traditore” indegno di fiducia visto che per Borsellino “l’arma dei carabinieri era intoccabile”.
        NO, ERRATO. SE IN TE IL DUBBIO SI È INSINUATO, TANTO MEGLIO, VUOL DIRE CHE FAI PROGRESSI. MA NOI NON VOGLIAMO INSINUARE NULLA. NOI CI DOMANDIAMO SE È EFFETTIVAMENTE CORRETTA, SE È LECITA, SE È CONGRUA, OVVERO SE PRESENTA FALLE O INCONGRUENZE, UNA DELLE DUE IPOTESI CONCLUSIVE PRECEDENTI, QUELLA CIOÈ SECONDO LA QUALE INGROIA STESSO AVREBBE POTUTO PARLARE A BORSELLINO, QUEL GIORNO, DI COLLUSIONI DI SUBRANNI. MA SEMPRE FERMA E VALIDA ANCHE LA SECONDA IPOTESI E SENZA VOLERE PER NULLA SMINUIRE LA STESSA, QUELLA CIOÈ SECONDO LA QUALE BORSELLINO AVREBBE AVUTO QUELL’INFORMAZIONE DA ALTRI, MA NON NE AVREBBE RESO PARTECIPE IL COLLEGA NONOSTANTE IL MOMENTO, L’INTIMITÀ, E LA NATURA DELL’INFORMAZIONE.
        L’ipotesi che la persona che fece il nome di Subranni a Borsellino sia stato proprio Ingroia sarebbe avvalorata,secondo voi, dall’accanimento che lo stesso avrebbe dimostrato negli anni nei confronti dei Carabinieri del ROS.
        NO, ERRATO. SECONDO NOI UNA FAVA. NOI PONIAMO SOLO UNA NUOVA DOMANDA: CI DOMANDIAMO SE LA POSIZIONE DI INGROIA NEI CONFRONTI DEI COMANDI DEL ROS NEGLI ANNI A VENIRE SIA O MENO COMPATIBILE CON QUELL’IPOTESI. LA RISPOSTA ORA TE LA SEI DATA TU, NON TE L’ABBIAMO DATA NOI.
        In via subordinata vorreste far credere che Borsellino sospettasse di Ingroia e che, nel caso in cui avesse appreso da altri la presunta calunnia riguardante Subranni, non l’avrebbe riferita ad Ingroia ritenendo che proprio Ingroia fosse il “traditore” di cui si era lamentato con i colleghi Russo e Camassa.
        NO, ERRATO. INTANTO NOI NON VOGLIAMO FAR CREDERE NULLA. QUALE SECONDA IPOTESI NON SUBORDINATA MA SOLO ALTERNATIVA (ANZI, UNICA ALTERNATIVA) , IPOTIZZIAMO CHE BORSELLINO ABBIA APPRESO DA ALTRI LA PRESUNTA CALUNNIA RIGUARDANTE SUBRANNI, E NON L’ABBIA RIFERITA AD INGROIA. PUNTO.
        QUINDI IN SEDE SEPARATA ED INDIPENDENTE, SUL FINIRE DELL’ARTICOLO, CI DOMANDIAMO SE NON POTREBBE ESSERE INGROIA L’AMICO DA CUI SI SENTIVA TRADITO BORSELLINO A FINE GIUGNO, E CIÒ A CAUSA DI TUTTE LE CITATE RETICENZE DELLO STESSO BORSELLINO NEI CONFRONTI DEL PUPILLO (SPECIALMENTE LA NOTIZIA MEDESIMA DEL TRADIMENTO) NONCHÉ DEL FATTO CHE BORSELLINO AVREBBE RIFIUTATO UN INVITO AL MARE DA PARTE DEL SUO PUPILLO PROPRIO PER IL WEEK-END IN CUI LA BOMBA LO ATTENDEVA IN VIA D’AMELIO.
        PERÒ VEDIAMO DI CHIARIRE: CERTO CHE QUEST’ULTIMA DOMANDA LA PUOI VEDERE COME UN TANTINO SPAVALDA, DATA LA FAMA DI ASSOLUTA INSOSPETTABILITÀ CHE SI SAREBBE GUADAGNATO INGROIA SPECIALMENTE NEI SALOTTI BUONI DELL’ANTIMAFIA. MA NON LO È CERTO DI PIÙ DI TUTTI I TENTATIVI DI INDIVIDUAZIONE DEL TRADITORE DIREZIONATI VERSO CARABINIERI VARI, SENZA UNA VALIDA MOTIVAZIONE. STESSO METODO E STESSO STILE, SE NON ALTRO.
        Spero di aver riassunto correttamente le vostre elucubrazioni e le vostre insinuazioni, se così non fosse la prossima volta cercate di essere più chiari quando esponete le vostre tesi e le vostre ipotesi.
        IN UN PAIO DI RIGHE SU TUTTO IL LENZUOLO CHE HAI SCRITTO, FORSE L’HAI FATTO, LADDOVE SEMBRI AVER CAPITO L’ITALIANO O DOVE LO HAI RISCRITTO SENZA MANIPOLAZIONI. MA SU TUTTE LE ALTRE STENDO UN VELO PIETOSO. QUANTO ALLA CHIAREZZA, NOI QUANDO SCRIVIAMO CERCHIAMO DI UNIFORMARCI ALLA CAPACITÀ DI COMPRENSIONE MEDIA. CERCA DI FARLO ANCHE TU QUANDO LEGGI.
        Veniamo al dunque : come ho già evidenziato nel mio intervento precedente, la questione del “traditore” presenta varie sfaccettature e sostanzialmente non abbiamo al momento elementi per chiarire la questione in modo inequivocabile e quindi possiamo solo fare delle supposizioni più o meno verosimili.
        MA BRAVO. ED IN VERO POICHÉ NON CI SONO ELEMENTI INCONTROVERTIBILI, SU UNA FACCENDA GRAVE COME UN’ACCUSA DI PERSONALE TRADIMENTO BISOGNEREBBE EVITARE DI FARE SUPPOSIZIONI AVVENTATE, MA SICCOME PERSINO AD UN TESTE È STATO CONSENTITO DI ESPRIMERE UN’OPINIONE, O PEGGIO “UN’IMPRESSIONE”, INSINUANTE E PRIVA DI QUALSIASI RAZIOCINIO O FONDAMENTO, IN MERITO A QUESTO TRADITORE (““La mia impressione fu che Paolo si sentisse tradito da una persona adulta autorevole, con la quale vi era un rapporto d’affetto: pensai che potesse trattarsi di un ufficiale di carabinieri””) , FATTO CHE IN UN PROCESSO DOVREBBE ESSERE INVECE NON CONSENTITO, ALLORA QUI È TUTTO UN CASINO ED UN’INSINUAZIONE, E DUNQUE CHI PIÙ NE HA PIÙ NE METTA.
        Se, come ho già detto, prendiamo per buona la prima testimonianza di Massimo Russo ed assumiamo come presupposto che lo sfogo di Borsellino sia stato del tutto generico e comunque senza un riferimento preciso ad un “amico traditore” , allora la ratio del vostro articolo evapora rapidamente.
        CONCLUSIONE DEL TUTTO ILLOGICA. SE LA PRENDI PER BUONA COSÌ, FAI UN’EVIDENTE CAZZATA, PERCHÉ QUELLO DI BORSELLINO È COMUNQUE DESCRITTO COME UN TRADIMENTO CHE HA PRODOTTO IN LUI IL PIANTO E LO SCONFORTO, E QUINDI NON PUÒ CHE ESSERE UN TRADIMENTO DI NATURA PERSONALE, E SE IL TRADITORE FOSSE UN COLLEGA CHE LAVORAVA CON LUI IN QUELLA PROCURA E ANCOR PRIMA IN UN’ALTRA PROCURA, LA CIRCOSTANZA CALZA A PENNELLO CHE LUI ABBIA USATO LA PAROLA AMICO O CHE NON L’ABBIA USATA PER RISERVATEZZA O PER QUALSIASI ALTRA RAGIONE. RICORDA CHE NOI NON ABBIAMO NÉ CERCATO NÉ PARLATO DI PROVE A CONFORTO DI UN DUBBIO, MA ABBIAMO CHIESTO L’ESATTO CONTRARIO, E CIOÈ SE ESISTANO PROVE IN GRADO DI SMENTIRE UN DUBBIO. CERCA DI RIMANERE IN QUELLA LOGICA, PLEASE.
        Se viceversa prendiamo per buona la versione della Camassa per la parte che si riferisce all’”amico traditore” senza considerare che la stessa Camassa ha dichiarato a suo tempo di aver avuto l’impressione che l’”amico traditore” potesse essere un ufficiale dei carabinieri – “La mia impressione fu che Paolo si sentisse tradito da una persona adulta autorevole, con la quale vi era un rapporto d’affetto: pensai che potesse trattarsi di un ufficiale di carabinieri” – allora si potrebbe provare a saggiare la consistenza delle vostre argomentazioni.
        MA NOI NON CHIEDIAMO DI SAGGIARE LA CONSISTENZA, MA DI PORTARE ELEMENTI DI INCONSISTEMZA, OVE ESISTANO. QUESTO CHIEDIAMO NOI. PER QUANTO RIGUARDA CERTE IMPRESSIONI DEI TESTI, INDOVINA PER LEGGE, PER LOGICA E PER DIRITTO, CHE COSA TE NE PUOI FARE.
        La vostra ricostruzione della giornata del 15 luglio è il centro nevralgico del vostro articolo ma una serie di elementi arbitrari e di omissioni inficiano la correttezza della vostra ricostruzione e delle vostre deduzioni.
        ADDIRITTURA UNA SERIE. VEDIAMO.
        Primo punto critico : la vedova NON dichiara che Paolo Borsellino gli avrebbe riferito che PROPRIO QUEL GIORNO, AL LAVORO, qualcuno gli aveva detto ecc. ecc.
        Nel 2009 la vedova di Borsellino aveva raccontato ai magistrati nisseni che “Il 15 luglio, verso sera, conversando con mio marito in balcone lo vidi sconvolto, mi disse testualmente: “Ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il generale Subranni era “punciutu”. Tre giorni dopo, durante una passeggiata sul lungomare di Carini, mi disse che non sarebbe stata la mafia ad ucciderlo, della quale non aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi ed altri a permettere che ciò potesse accadere”.
        Quel “mi hanno detto” è del tutto generico e non permette alcuna collocazione spazio-temporale precisa : non c’è un riferimento AL GIORNO in cui Borsellino avrebbe appreso la notizia su Subranni e non c’è alcun riferimento al contesto o al luogo nel quale Borsellino avrebbe appreso la notizia.
        Il 27 gennaio 2010 la vedova di Borsellino conferma il suo racconto :
        «Confermo però che mi disse che il generale Subranni era “punciutu”. Era sbalordito, ma lo disse con tono assolutamente certo, senza svelarmi la fonte. Aggiunse che quando glielo avevano detto era stato tanto male da avere avuto conati di vomito: per lui l’arma dei carabinieri era intoccabile…».
        Anche in questo caso non c’è alcun riferimento AL GIORNO in cui Borsellino avrebbe appreso la notizia su Subranni e non c’è alcun riferimento al contesto o al luogo nel quale Borsellino avrebbe appreso la notizia.
        ALLORA, PROCEDIAMO CON ORDINE. LUOGO. SECONDO LE BIOGRAFIE PIÙ AUTORIZZATE (L´Agenda rossa di Paolo Borsellino, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, Chiarelettere, 2007, pag. 181) , BORSELLINO PARE FOSSE NEL PALAZZO SIA AL MATTINO CHE AL POMERIGGIO, E NON SI REGISTRANO APPUNTAMENTI ESTERNI. INOLTRE INCONTRÒ INGROIA SIA AL MATTINO CHE NEL TARDO POMERIGGIO:
        “Il palazzo di giustizia é quasi deserto. É il giorno della festa di Santa Rosalia. Borsellino incontra Ingroia che sta andando in ferie. Borsellino é silenziosamente contrariato, vorrebbe che il suo braccio destro restasse al suo fianco per proseguire il lavoro. Ma Ingroia ha giá prenotato una casa per le vacanze e non puó rinviare. Lo rassicura: si tratta comunque di una sola settimana da trascorrere al mare, a San Vito Lo Capo, a pochi chilometri da Palermo. BORSELLINO, CHE AL MATTINO MANTIENE UN ATTEGGIAMENTO DI “SILENZIOSO RIMPROVERO”, IL POMERIGGIO INCONTRA DI NUOVO IL PM.
        “Lo vidi sorridere per l´ultima volta – racconta Ingroia – quando gli dissi che sarei rimasto fuori soltanto per il weekend, promettendogli che sarei tornato giá in ufficio lunedí.” Borsellino si é rasserenato. Si alza, abbraccia Ingroia, lo saluta. Il Pm va via, ancora un po´ dispiaciuto di lasciarlo solo in quel palazzo deserto”.
        POI NOI SAPPIAMO CHE NONOSTANTE IL DISPIACERE DI INGROIA, BORSELLINO LASCIA IL PALAZZO DESERTO E TORNA A CASA DALLA MOGLIE, VERSO LE 19. SU CIÒ CHE ACCADDE QUANDO IL MAGISTRATO RIENTRÒ, CI SONO LE TESTIMONIANZE DELLA MOGLIE, CHE NEI VERBALI DATTILOSCRITTI DELLA PROCURA DI CL, SONO EVIDENTEMENTE SINTETIZZATE, PERCHÉ DI UNA DI QUELLE DUE TESTIMONIANZE C’È L’AUDIOREGISTRAZIONE “LIVE” TRASMESSA DA MR. SANTORO, CHE RECITA ESATTAMENTE COSÌ: “L’ho visto turbato e ho chiesto: Cosa c’hai? Hai pranzato oggi? Perché non era venuto a pranzo, e ha detto: “Ho visto la mafia in diretta, e fra tante cose mi hanno riferito che il generale Subranni si è punciutu.” E’ una cosa che io non mi sarei ma immaginata, né poteva mio marito immaginarsela.Così me l’ha riferito, sempre sbalordito, di quello che gli era stato raccontato. Però io non ho chiesto “chi te l’ha detto?”, ma me l’ha detto in maniera non serena, ma certa. Era turbatissimo, turbatissimo, e quando gliel’hanno detto, addirittura dice che ha avuto conati di vomito perché per lui l’Arma e chi la compone chi ne fa parte era sacra, e intoccabile. E’ come se me l’avesse detto ieri.”

        QUINDI, COME VEDI, GIORNO E CIRCOSTANZE SONO CHIARE, NESSUNA AUTODEDUZIONE DURANTE IL GIRO IN ELICOTTERO COL GENERALE O ALTRE MINCHIATE.

        Non solo : è interessante notare che c’è una testimonianza, quella di Diego Cavaliero, dalla quale si potrebbe dedurre che Borsellino non abbia appreso la notizia su Subranni da altri ma che abbia elaborato sua sponte il giudizio su Subranni.
        Diego Cavaliero, magistrato di Salerno, e amico personale del giudice Paolo Borsellino, è stato sentito a Palermo il 22 giugno 2012 come teste al processo Mori-Obinu ed è stato il primo a raccogliere la testimonianza della vedova di Borsellino su quello che le aveva raccontato il marito a proposito di Subranni :
        “Ricordo che ero in cucina con la signora Agnese Borsellino. Lei si sfogo’ e mi disse: ‘Sai Diego, poco prima di morire Paolo venne un giorno a casa e si senti’ male. Dopo avere vomitato mi disse: ‘Agnese, il generale Subranni e’ punciutu”. La signora Agnese non aggiunse altro e da allora non ne parlammo piu”
        La data del colloquio avvenuto con la vedova Borsellino non è sicura ma Cavaliero l’ha collocata nel 2004, “circa un anno o dieci mesi prima del matrimonio di Manfredi Borsellino”
        Il passaggio interessante di questa testimonianza è che nel colloquio, che precede di 5 anni la testimonianza poi resa ai magistrati, la vedova di Borsellino riferisce che il marito le avrebbe detto “Agnese, il generale Subranni è punciutu” senza alcun riferimento al fatto che la notizia sarebbe stata appresa da altri, come se l’affermazione perentoria “il generale Subranni è punciutu” fosse il frutto di una deduzione personale di Paolo Borsellino.
        SI, MA MOLTO PIÙ INTERESSANTE È IL FATTO CHE NELLE TESTIMONIANZE RESE COME DEPOSIZIONI FORMALI DAVANTI AI PM, LA SIGNORA AGNESE DETTAGLIA IL RACCONTO NEL MODO CHE SAPPIAMO, QUINDI CIÒ CHE CAVALIERO DICE DI AVER UDITO IN CUCINA, È IRRILEVANTE, A MENO CHE SECONDO TE LE DICHIARAZIONI RESE IN VIA DIRETTA E FORMALE A DEI MAGISTRATI VALGANO MENO DI QUELLE DE RELATO RIFERITE IN CUCINA.
        Non dobbiamo dimenticare che la testimonianza di Agnese Borsellino si riferisce alla giornata del 15 luglio e che Paolo Borsellino si era incontrato con Subranni la sera del 10 luglio e poi la mattina dell’11 luglio erano andati insieme a Salerno con un elicottero dell’Arma.
        SI, NON DIMENTICHIAMO, MA POI METTICI ANCHE UN BEL CHISSENEFREGA. A MENO CHE TU NON MI DICA TUTTO QUESTO PER FARMI NOTARE CHE D-O-P-O AVER DETTO A RUSSO E CAMASSA CHE QUALCUNO L’AVEVA TRADITO, BORSELLINO SE NE ANDAVA TRANQUILLO CON SUBRANNI SUL SUO ELICOTTERO.
        E’ lo stesso Subranni che ne parla in una nota dell’ottobre 2009 :
        “L’ultimo mio ricordo risale al 10 e 11 luglio 1992: nella serata del 10 luglio fummo a cena al casale Renzi del Comando generale, assieme ad altri miei colleghi generali; il giorno dopo, nella tarda mattinata, il giudice Borsellino mi ha raggiunto al Ros. Gli ho presentato alcuni ufficiali inferiori allora presenti e più tardi abbiamo fatto colazione nel mio ufficio con panini e bibite. Quindi ci siamo imbarcati su un elicottero dell’Arma, da me richiesto, diretti a Salerno per impegni diversi”
        E’ possibile ipotizzare che proprio in quell’occasione Paolo Borsellino, a causa di qualche circostanza a noi ignota, sia entrato nell’ordine di idee che Subranni fosse “punciutu” ? Certamente non lo si può escludere e la seguente testimonianza di Carmelo Canale avvalora il sospetto che la sera del 10 luglio ci sia stato un qualcosa che potrebbe aver inquietato Paolo Borsellino :
        “La domenica prima che morisse, lo accompagnai a Salerno, sulla costa Amalfitana, perché il giudice Borsellino doveva battezzare il figlio del pm Diego Cavaliero, il vero sostituto procuratore a cui Borsellino era legato. Mi venne a svegliare alle 6 del mattino perché lui amava svegliarsi presto. Poi dopo avere fatto la doccia lo andai a trovare nella sua camera e lo vidi scrivere qualcosa di serio sulla sua agenda rossa. Era davvero arrabbiato e io gli dissi, scherzando: ‘Fa il pentito pure lei?’ Ma lui molto serio, mi rispose: ‘E’ finito il tempo di scherzare, ora è il tempo di scrivere’. Ma non seppi mai cosa stesse scrivendo”.
        In parole povere , la vostra ricostruzione della giornata del 15 luglio è basata su elementi che non trovano rispondenza nelle testimonianze dirette o indirette riferibili alla vedova di Borsellino : non esiste alcun elemento concreto che possa far pensare che Paolo Borsellino PROPRIO QUEL GIORNO abbia appreso AL LAVORO la notizia riguardante Subranni e non si può nemmeno escludere, considerando le testimonianze di Diego Cavaliero e di Carmelo Canale, che Paolo Borsellino sia arrivato a ritenere Subranni “punciutu” sulla scia di deduzioni personali elaborate nei giorni precedenti.
        ED IN PAROLE ANCOR PIÙ POVERE, HAI PRESO UN BELLO SFONDONE, PERCHÉ NOI SAPPIAMO DAI BIOGRAFI CHE BORSELLINO ERA NEL PALAZZO SIA AL MATTINO CHE IL POMERIGGIO, SAPPIAMO DALLA MOGLIE CHE NON INTERRUPPE PER RINCASARE PER IL PRANZO, SAPPIAMO CHE AL SUO RIENTRO LA MOGLIE GLI DOMANDÒ “Cosa c’hai? Hai pranzato oggi? Perché non era venuto a pranzo”, E SAPPIAMO CHE LA RISPOSTA DI BORSELLINO A QUELLA DOMANDA FU DI QUESTO TENORE”Ho visto la mafia in diretta, e fra tante cose mi hanno riferito che il generale Subranni si è punciutu.” SE DOPO TUTTO QUESTO LA TUA LOGICA TI SUGGERISCE DI FRUGARE NEL VIAGGIO IN ELICOTTERO DI QUALCHE GIORNO PRIMA, ACCOMODATI PURE.
        Secondo punto critico : anche ammesso e non concesso che Paolo Borsellino abbia appreso la notizia PROPRIO QUEL GIORNO, non abbiamo alcun elemento per poter affermare che l’abbia appresa da Ingroia o prima di congedarsi da Ingroia, potrebbe benissimo averla appresa DOPO, magari ha ricevuto o fatto una telefonata oppure ha incontrato qualcuno, forse ha annotato qualcosa sull’agenda rossa ma non lo possiamo verificare.
        ED INFATTI NOI NON INDIVIDUIAMO, NEL NOSTRO ARTICOLO, ALCUN ELEMENTO DI QUESTO TIPO, BENSÌ CI DOMANDIAMO SE NON ESISTANO ELEMENTI CHE POSSANO SMENTIRE IN FORMA OGGETTIVA I DUE POSTULATI.
        CERTO, ESISTE LA POSSIBILITÀ CHE “L’INFORMATORE” SI SIA FATTO AVANTI ANCORA DOPO L’ULTIMO INCONTRO CON INGROIA, DOPO CHE QUESTI LO LASCIÒ SOLO NEL PALAZZO DESERTO, MA NON DIMENTICARE CHE SECONDO LA SIGNORA AGNESE, BORSELLINO DETTE QUELLA RISPOSTA DOPO ESSERE STATO SOLLECITATO A PARLARE DEL FATTO CHE NON ERA TORNATO A PRANZO. E DI CIÒ CHE EGLI SI SAREBBE DETTO CON INGROIA (FERIE, INVITO AL MARE, ECC…) NOI ABBIAMO NOTIZIA SOLO E SOLTANTO DALLO STESSO INGROIA. IL QUALE INGROIA CI PARLA DI UN ATTEGGIAMENTO DI SILENZIOSO RIMPROVERO TENUTO QUEL GIORNO DA BORSELLINO NEI SUOI CONFRONTI, MA MOTIVA QUELL’ATTEGGIAMENTO CON STORIE DI FERIE, COSÌ COME RECENTEMENTE MOTIVÒ LA DECISIONE DI TRASFERIRSI IN GUATEMALA CON L’ANSIA DI COMBATTERE IL NARCOTRAFFICO IN QUELLA REGIONE.
        Secondo quanto ha affermato Ingroia nella sua deposizione del 12 novembre 1997 al processo Borsellino bis, “nei giorni immediatamente antecedenti alla strage” Borsellino era in contatto telefonico con Carmelo Canale (che si trovava in vacanza in Calabria) e lo avrebbe messo al corrente delle rilevazioni fatte da MUTOLO a proposito di Bruno Contrada e di Domenico Signorino.
        Visto che Canale forse diffidava dei Carabinieri del ROS ( nella testimonianza del 14 luglio 2009 la Camassa ha affermato : “Ricordo, in particolare, che in quest’ultima occasione incontrai il Maresciallo CANALE in quale, come del resto aveva fatto in precedenza, ebbe a confidarmi che a suo avviso il dott. BORSELLINO si fidava troppo dei vertici del ROS, facendo il nome dell’allora col. MORI e del Gen. SUBRANNI, sostenendo egli che si trattava di personaggi “pericolosi”, senza precisare altro “) non si può escludere che sia stato proprio Carmelo Canale a mettere in guardia Paolo Borsellino riguardo a Subranni. Purtroppo questa ipotesi non può essere verificata perchè il tabulato Telecom delle telefonata di Canale è stato incredibilmente azzerato alcuni anni fa e Carmelo Canale ha ritenuto opportuno smentire la testimonianza della Camassa : ”Non ho mai detto alla dottoressa Camassa di sconsigliare Borsellino di frequentare i carabinieri del Ros e in particolare i vertici del Raggruppamento”.
        GIÀ, PURTROPPO CANALE HA TESTIMONIATO PROPRIO COSÌ.
        Terzo punto critico : quali sarebbero stati i motivi che avrebbero spinto Borsellino a ritenere Ingroia “un traditore” e a sfogarsi per questo con i due colleghi Camassa e Russo ? Al di là delle pseudo-ipotesi e pseudo-argomentazioni che avete sviluppato nel vostro articolo, nulla dite sui motivi che avrebbe spinto Borsellino a diffidare di Ingroia.
        NON È UN PUNTO CRITICO. IL TRADIMENTO DI UN GIUDICE COME BORSELLINO DA PARTE DI UN COLLEGA DELL’ANTIMAFIA È UN CLASSICO DEL GENERE, E PUÒ PLAUSIBILMENTE AVVENIRE IN UNA MIRIADE DI MODI. NON È FONDAMENTALE AI FINI DELLA RIFLESSIONE PROMOSSA NELL’ARTICOLO, INDIVIDUARNE UNO IN PARTICOLARE.
        Quarto punto critico : come abbiamo già visto, nella deposizione del 27 gennaio 2010 la vedova di Borsellino riferisce che il marito le avrebbe detto che il generale Subranni era “punciutu” con tono assolutamente certo. Con “tono assolutamente certo” ??!! Ma allora diventa impossibile sostenere come fate voi che Ingroia sia stato una sorta di diffamatore o un “traditore” perchè anche prendendo per buona l’ipotesi inverosimile che Ingroia sia stato la fonte della notizia su Subranni, appare evidente dalla testimonianza della vedova che Borsellino ha considerato attendibile la notizia e quindi la ratio del vostro articola evapora nuovamente.
        AHAHAHA… SPIEGAMI CON PAROLE TUE COME SAREBBE UN “TONO CERTO”, MENTRE SI RACCONTA CHE QUALCUNO TI HA RIFERITO CHE UN GENERALE DEI CARABINIERI SAREBBE AFFILIATO ALLA MAFIA, NON FACENDO PAROLA DELLA FONTE NÉ DEFINENDOLA IN ALCUN MODO, VALE A DIRE CON PAROLE TIPO “AFFIDABILE” ECC…MA SEMPLICEMENTE PUNTUALIZZANDO CHE È STATA UN’ESPERIENZA NAUSEANTE. E’ COME SE TI DICESSI CHE QUALCUNO MI HA RIFERITO CHE TU SEI UN PERFETTO CRETINO, E CHE IO L’HO PRESO IN PAROLA SENZA NEPPURE VEDERE CHE FACCIA HAI SOLTANTO PER IL “TONO CERTO” DI CHI MI HA PASSATO LA NOTIZIA. QUINDI, COME TI HO DETTO, STANTE CHE LA SIGNORA AGNESE HA RIFERITO “me l’ha detto in maniera non serena, ma certa. “, TI INVITO A SPIEGARMI CON PAROLE TUE LA DIFFERENZA CHE CORRE TRA LA MANCANZA DI SERENITÀ DI UN MAGISTRATO CHE RIFERISCE ALLA MOGLIE UN’INFORMAZIONE GRAVE AVUTA DA UN COLLEGA MOLTO INTIMO, RITENENDO LA STESSA UNA CALUNNIA DI ORIGINE MAFIOSA, E QUELLA DI UN MAGISTRATO CHE RIFERISCE ALLA MOGLIE ULA STESSA INFORMAZIONE GRAVE AVUTA DA UNO SCONOSCIUTO, RITENENDO LA STESSA COME VERA. SONO TUTT’ORECCHI. TONO CERTO…
        Detto per inciso, a mio avviso quel “punciutu” non va inteso in senso letterale, quando Borsellino si sfoga con la moglie usa probabilmente quel termine per enfatizzare lo sconcerto e la delusione nei confronti di chi, forse, si è dimostrato sleale.
        GIÀ, OPPURE QUALCUNO È ANDATO DA BORSELLINO E GLI HA ESPRESSO, AD ESEMPIO, UN SUO PERSONALE PUNTO DI VISTA SUGLI ERRORI DI SUBRANNI NELL’ISTRUTTORIA PER L’OMICIDIO IMPASTATO, SOSTENENDO CHE SUBRANNI AVREBBE OPERATO IN QUEL MODO PER FAVORIRE COSCIENTEMENTE LA MAFIA, CIOÈ COME COMPLICE. AL CHE A BORSELLINO, CHE NON ERA CERTO UN’AGENDINA ROSSA DEL FRATELLO PRONTA A BERSI QUALSIASI INSINUAZIONE SUI CARABINIERI, POTREBBE ESSERE SALITA IN GOLA LA STESSA NAUSEA CHE PROVO IO NEL LEGGERE, AD ESEMPIO, LA COMPARSA DI 22 PAGINE PER IL PROCESSO DELLA TRATTATIVA, DEPOSITATA UN PAIO DI MESI FA FIRMATA INDOVINA DA CHI.
        Comunque sia, la verità è che il vostro articolo è un collage di fatti storpiati ad arte e di circostanze ricostruite in modo approssimativo e fuorviante per sostenere delle ipotesi fantasiose, in pratica la vostra è disinformazione allo stato puro.
        E COME NO, IL TUO TENTATIVO DI DIMOSTRARLO E’ STATO UN VERO EXPLOIT DELLA SCALATA DOLOMITICA, COME S’È VISTO. COMUNQUE GUARDA, TI DO UN CONSIGLIO: SE VUOI SCRIVERE CHE IO STORPIO AD ARTE I FATTI, FALLO FIRMANDOLI CON NOME E COGNOME, QUESTI TUOI DELIRI, COSÌ CI SI PUÒ CONFRONTARE ALLA PARI E PUOI SCRIVERE RESPONSABILMENTE TUTTO CIÒ CHE VUOI. AVERE A CHE FARE CON UN DIFFAMATORE ANONIMO CHE AFFERMA CERTE PROCHERIE, INVECE FA SPESSO VENIR VOGLIA DI AVVOCATO, E SPECIALMENTE, CONOSCENDOLA BENE, LA FA VENIRE AD ANTONELLA SERAFINI, CHE È GIORNALISTA ISCRITTA ALL’ORDINE.

        • Ricontare e riesaminare al rallenty tutte le tue nuove capriole è un’impresa troppo lunga e sostanzialmente inutile perché non sembri particolarmente dotato nel comprendere il senso ed il peso delle critiche che ti vengono fatte ed una parte rilevante della nostra discussione potrebbe risultare incomprensibile a coloro che ci leggono a causa della tua tattica argomentativa che a me pare calibrata per sviare e per svicolare.

          Pertanto non metterò in evidenza tutte le nuove capriole linguistiche e mentali che hai fatto nel tuo contro-commento e mi limiterò a poche considerazioni essenziali :

          a) nel mio commento precedente avevo evidenziato nel modo seguente il primo punto critico del tuo/vostro articolo : “la vedova NON dichiara che Paolo Borsellino gli avrebbe riferito che PROPRIO QUEL GIORNO, AL LAVORO, qualcuno gli aveva detto ecc. ecc. ”

          Riguardo alla giornata del 15 luglio, confermo che la vedova NON dichiara mai esplicitamente che Paolo Borsellino gli avrebbe riferito che PROPRIO QUEL GIORNO, AL LAVORO, qualcuno gli aveva detto ecc. ecc. e l’elemento indiretto ( il riferimento al PRANZO) che tu ritieni che nella testimonianza della vedova possa implicitamente indicare che PROPRIO QUEL GIORNO Borsellino avrebbe appreso da qualcuno la notizia su Subranni in realtà non solo non è decisivo ma non è nemmeno sufficiente per ritenere che la notizia su Subranni fosse fresca di giornata perché Borsellino si sfoga dopo che la moglie, vedendolo turbato, gli ha chiesto “ Cosa c’hai? ” e non si sfoga certo perché la moglie gli ha chiesto “Hai pranzato oggi?” . Evidentemente Borsellino, rendendosi conto che la moglie si è accorta del suo turbamento, non riesce a trattenersi e rivela l’arcano : ““Ho visto la mafia in diretta, e fra tante cose mi hanno riferito che il generale Subranni si è punciutu.” Il riferimento al pranzo e quindi alla giornata in corso è del tutto irrilevante.

          Tant’è che la stessa vedova di Borsellino, nella sua prima deposizione del 18 agosto 2009, non lega lo sfogo del marito ad una confidenza ricevuta PROPRIO QUEL GIORNO ma dice altro :

          “Mi trovavo a casa con mio marito, verso sera, alle ore 19.00, e, conversando con lo stesso nel balcone della nostra abitazione, notai Paolo sconvolto e, nell’occasione, mi disse testualmente “ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il Generale SUBRANNI era “pungiutu”. Non chiesi, tuttavia, a Paolo da chi avesse ricevuto tale confidenza, anche se non potei fare a meno di rammentare che, in quei giorni, egli stava sentendo i collaboratori Gaspare MUTOLO, Leonardo MESSINA e Gioacchino SCHEMBRI.”

          Secondo la testimonianza di Diego Cavaliero, nel 2004 la vedova di Borsellino gli avrebbe riferito lo sfogo del marito nei termini seguenti :

          “‘Sai Diego, poco prima di morire Paolo venne un giorno a casa e si sentì male. Dopo avere vomitato mi disse: ‘Agnese, il generale Subranni è punciutu”

          In questa “narrazione” non c’è qualcuno che riferisce a Borsellino che Subranni “si è punciutu” e Borsellino vomita dopo essere tornato a casa.
          Può essere che Paolo Borsellino riflettendo sugli avvenimenti di quei giorni si sia improvvisamente reso conto che Subranni non si stava comportando in modo leale e che questo lo abbia turbato moltissimo ? Non lo si può escludere

          Nelle versioni successive c’è sempre qualcuno che riferisce a Borsellino la notizia su Subranni ed i conati di vomito vengono fatti risalire al momento in cui la notizia viene appresa ma la vedova dice “Aggiunse che quando glielo avevano detto era stato tanto male da avere avuto conati di vomito: per lui l’arma dei carabinieri era intoccabile…», non dice “Aggiunse che PROPRIO QUEL GIORNO, quando glielo avevano detto, era stato tanto male da avere avuto conati di vomito: per lui l’arma dei carabinieri era intoccabile…»

          Conclusione : non esiste alcun elemento concreto ed irrefutabile che possa far pensare che PROPRIO QUEL GIORNO Paolo Borsellino abbia appreso AL LAVORO la notizia riguardante Subranni.

          b) nel mio commento precedente avevo evidenziato nel modo seguente il secondo punto critico del tuo/vostro articolo : “anche ammesso e non concesso che Paolo Borsellino abbia appreso la notizia PROPRIO QUEL GIORNO, non abbiamo alcun elemento per poter affermare che l’abbia appresa da Ingroia o prima di congedarsi da Ingroia, potrebbe benissimo averla appresa DOPO”.

          Riguardo a questo punto tu ammetti che ESISTE LA POSSIBILITÀ CHE “L’INFORMATORE” SI SIA FATTO AVANTI ANCORA DOPO L’ULTIMO INCONTRO CON INGROIA, DOPO CHE QUESTI LO LASCIÒ SOLO NEL PALAZZO DESERTO e questo mi basta

          Conclusione : codesta possibilità riduce fortemente la probabilità che PROPRIO QUEL GIORNO Paolo Borsellino abbia appreso PROPRIO DA INGROIA la notizia riguardante Subranni.

          c) nel mio commento precedente avevo evidenziato nel modo seguente il terzo punto critico del tuo/vostro articolo : “quali sarebbero stati i motivi che avrebbero spinto Borsellino a ritenere Ingroia “un traditore” e a sfogarsi per questo con i due colleghi Camassa e Russo ? Al di là delle pseudo-ipotesi e pseudo-argomentazioni che avete sviluppato nel vostro articolo, nulla dite sui motivi che avrebbe spinto Borsellino a diffidare di Ingroia.”

          Tu ribatti alla mia osservazione critica sostenendo che quello non sarebbe un punto critico : NON È UN PUNTO CRITICO. IL TRADIMENTO DI UN GIUDICE COME BORSELLINO DA PARTE DI UN COLLEGA DELL’ANTIMAFIA È UN CLASSICO DEL GENERE, E PUÒ PLAUSIBILMENTE AVVENIRE IN UNA MIRIADE DI MODI. NON È FONDAMENTALE AI FINI DELLA RIFLESSIONE PROMOSSA NELL’ARTICOLO, INDIVIDUARNE UNO IN PARTICOLARE.

          NON È UN PUNTO CRITICO ??!! Tu e la Serafini avete preso una serie di circostanze ( le presunte reticenze), le avete decontestualizzate, nel decontestualizzarle avete preso uno sfondone con l’episodio della “cena degli onesti”, avete preso un secondo sfondone con la presunta denuncia ai PM di Caltanissetta circa il movente e la ratio della strage di Capaci, avete raccontato a modo vostro gli altri episodi, poi avete fatto un esercizio di dietrologia e con un salto logico avete collegato le vostre presunte reticenze all’episodio del “traditore” con l’intenzione di far credere che proprio Ingroia fosse il “traditore” del famoso sfogo di fine giugno e tutto questo senza nemmeno proporre uno straccio di spiegazione sui motivi che potrebbero aver indotto Borsellino a sospettare di Ingroia.

          Domanda : perché il 15 luglio Borsellino si sfoga con la moglie dicendo : “Ho visto la mafia in diretta, e fra tante cose mi hanno riferito che il generale Subranni si è punciutu.” e non si sfoga invece dicendo : “Sono turbato perché ho scoperto che Antonio è un traditore” oppure ” Mi hanno detto che Antonio è un traditore” oppure “Antonio mi ha detto che Subranni si è punciutu ma non gli credo, Antonio vuole diffamare i Carabinieri” ?

          Conclusione : nell’attesa di assistere all’ennesima capriola, la mia ipotesi è che la tua/vostra ipotesi sia semplicemente ridicola

          d) nel mio commento precedente avevo evidenziato nel modo seguente il quarto punto critico del tuo/vostro articolo : “come abbiamo già visto, nella deposizione del 27 gennaio 2010 la vedova di Borsellino riferisce che il marito le avrebbe detto che il generale Subranni era “punciutu” con tono assolutamente certo. Con “tono assolutamente certo” ??!! Ma allora diventa impossibile sostenere come fate voi che Ingroia sia stato una sorta di diffamatore o un “traditore” perchè anche prendendo per buona l’ipotesi inverosimile che Ingroia sia stato la fonte della notizia su Subranni, appare evidente dalla testimonianza della vedova che Borsellino ha considerato attendibile la notizia e quindi la ratio del vostro articola evapora nuovamente.”

          Tu ribatti cercando di nuovo di farmi credere che Borsellino fosse turbato perché considerava quello che aveva appreso su Subranni come una calunnia e che il “tono assolutamente certo” sia da mettere in relazione alla certezza di Borsellino circa la falsità della notizia riguardante Subranni. Se fosse come dici tu la conversazione tra marito e moglie si sarebbe senza alcun dubbio svolta in modo diverso, Borsellino avrebbe detto : “Mi hanno riferito che Subranni si è punciutu ma io non ci credo” oppure “sono turbato perché stanno calunniando Subranni, qualcuno sta dicendo che si è punciutu” , non credi ?

          Ti mi inviti a spiegare con parole mie LA DIFFERENZA CHE CORRE TRA LA MANCANZA DI SERENITÀ DI UN MAGISTRATO CHE RIFERISCE ALLA MOGLIE UN’INFORMAZIONE GRAVE AVUTA DA UN COLLEGA MOLTO INTIMO, RITENENDO LA STESSA UNA CALUNNIA DI ORIGINE MAFIOSA, E QUELLA DI UN MAGISTRATO CHE RIFERISCE ALLA MOGLIE ULA STESSA INFORMAZIONE GRAVE AVUTA DA UNO SCONOSCIUTO, RITENENDO LA STESSA COME VERA.

          Ma caro mio, le mie parole in questo caso non contano e non contano nemmeno le tue fantasie oniriche, quello che conta è l’impressione della moglie e l’impressione della moglie era che il tono del marito fosse “assolutamente certo” in forza di una notizia su Subranni ritenuta non solo plausibile ma addirittura veritiera.

          Tant’è che tutto ciò è ancora una volta confermato dalla testimonianza, già richiamata, di Diego Cavaliero il quale è stato il primo a raccogliere la testimonianza della vedova di Paolo Borsellino sullo sfogo del 15 luglio :

          “Ricordo che ero in cucina con la signora Agnese Borsellino. Lei si sfogo’ e mi disse: ‘Sai Diego, poco prima di morire Paolo venne un giorno a casa e si senti’ male. Dopo avere vomitato mi disse: ‘Agnese, il generale Subranni è punciutu”. La signora Agnese non aggiunse altro e da allora non ne parlammo piu”

          Per come l’episodio viene raccontato dalla vedova, è chiaro che anche il tono di quel “‘Agnese, il generale Subranni è punciutu” è “assolutamente certo” e perentorio perché evidentemente Paolo Borsellino era entrato nell’ordine di idee che effettivamente Subranni si era fatto “punciutu”.

          Come ho già precisato in precedenza, quel “punciutu” non va però inteso in senso letterale [ come ha detto il pentito Di Carlo “Il generale Subranni non può essere punciutu […] Perché se uno è finanziere, carabiniere, non può essere affiliato formalmente in Cosa Nostra” ], in quel contesto quel “punciutu” è un’iperbole, quando Borsellino si sfoga con la moglie usa probabilmente quel termine per enfatizzare lo sconcerto e la delusione profonda nei confronti di chi, probabilmente, si era dimostrato sleale.

          Conclusione : l’ipotesi che Borsellino potesse considerare come una calunnia la notizia riguardante Subranni è semplicemente falsa.

          A questo punto mi congedo con un consiglio : secondo me tu e la Serafini fareste meglio a riscrivere l’articolo, limitatevi a dire che il “pupillo” non si è dimostrato all’altezza del “maestro” e che all’epoca il “maestro” non informava il “pupillo” di tutto quello che gli accadeva perché non era tenuto a farlo o perché lo riteneva ancora acerbo. Con l’occasione lasciate perdere la questione del “traditore” e la questione della rivelazione su Subranni perché sono vicende piuttosto complesse e voi non avete la lucidità sufficiente per trattarle in modo equilibrato.

          Auguri e figli maschi a tutti e due 😀

          • “…è un’impresa troppo lunga…”
            Cioè adesso ti sei limitato?
            Meno male.

            p.s. ma qualcuno con qualcosa è poi passato?

          • @msud STESSO METODO DI QUOTING USATO IN PRECEDENZA.

            Ricontare e riesaminare al rallenty tutte le tue nuove capriole è un’impresa troppo lunga e sostanzialmente inutile perché non sembri particolarmente dotato nel comprendere il senso ed il peso delle critiche che ti vengono fatte ed una parte rilevante della nostra discussione potrebbe risultare incomprensibile a coloro che ci leggono a causa della tua tattica argomentativa che a me pare calibrata per sviare e per svicolare.

            IO INVECE SPERO CHE COSA NOSTRA TI PASSI PER LO MENO UN “POUR-BOIR”: TROVO ABBASTANZA GROTTESCO CHE TU VOGLIA FARE GRATIS LA FIGURA DEL DEFICIENTE.

            Pertanto non metterò in evidenza tutte le nuove capriole linguistiche e mentali che hai fatto nel tuo contro-commento e mi limiterò a poche considerazioni essenziali :

            TROPPA FATICA EH? PROVA A CHIEDERE SE TI PASSANO UN PO’ DI STRAORDINARI.

            a) nel mio commento precedente avevo evidenziato nel modo seguente il primo punto critico del tuo/vostro articolo : “la vedova NON dichiara che Paolo Borsellino gli avrebbe riferito che PROPRIO QUEL GIORNO, AL LAVORO, qualcuno gli aveva detto ecc. ecc. ”
            Riguardo alla giornata del 15 luglio, confermo che la vedova NON dichiara mai esplicitamente che Paolo Borsellino gli avrebbe riferito che PROPRIO QUEL GIORNO, AL LAVORO, qualcuno gli aveva detto ecc. ecc. e l’elemento indiretto ( il riferimento al PRANZO) che tu ritieni che nella testimonianza della vedova possa implicitamente indicare che PROPRIO QUEL GIORNO Borsellino avrebbe appreso da qualcuno la notizia su Subranni in realtà non solo non è decisivo ma non è nemmeno sufficiente per ritenere che la notizia su Subranni fosse fresca di giornata perché Borsellino si sfoga dopo che la moglie, vedendolo turbato, gli ha chiesto “ Cosa c’hai? ” e non si sfoga certo perché la moglie gli ha chiesto “Hai pranzato oggi?” . Evidentemente Borsellino, rendendosi conto che la moglie si è accorta del suo turbamento, non riesce a trattenersi e rivela l’arcano : ““Ho visto la mafia in diretta, e fra tante cose mi hanno riferito che il generale Subranni si è punciutu.” Il riferimento al pranzo e quindi alla giornata in corso è del tutto irrilevante.
            Tant’è che la stessa vedova di Borsellino, nella sua prima deposizione del 18 agosto 2009, non lega lo sfogo del marito ad una confidenza ricevuta PROPRIO QUEL GIORNO ma dice altro :
            “Mi trovavo a casa con mio marito, verso sera, alle ore 19.00, e, conversando con lo stesso nel balcone della nostra abitazione, notai Paolo sconvolto e, nell’occasione, mi disse testualmente “ho visto la mafia in diretta, perché mi hanno detto che il Generale SUBRANNI era “pungiutu”. Non chiesi, tuttavia, a Paolo da chi avesse ricevuto tale confidenza, anche se non potei fare a meno di rammentare che, in quei giorni, egli stava sentendo i collaboratori Gaspare MUTOLO, Leonardo MESSINA e Gioacchino SCHEMBRI.”

            AHAHAH, SEI UN GENIO. INFATTI E’ ASSOLUTAMENTE NORMALE CHE UNA PERSONA RIENTRI A CASA IL MERCOLEDI’ SERA TURBATISSIMO (“TURBATISSIMO” RIPETUTO DUE VOLTE) SPIEGANDO ALLA MOGLIE, CHE GLI DOMANDA RAGIONE DEL TURBAMENTO E DEL PERCHE’ NON SIA RIENTRATO PER IL PRANZO, CHE HA AVUTO CONATI DI VOMITO O PERSINO VOMITATO, IL TUTTO PER QUALCOSA CHE GLI HANNO DETTO O CHE COMUNQUE AVREBBE “SCOPERTO” LA DOMENICA PRECEDENTE. UN TURBAMENTO CON VOMITO A SCOPPIO RITARDATO DI 4-5 GIORNI, SE VOGLIAMO ARRIVARE AL TUO ELICOTTERO. E DIMMI, TU DOVE HAI STUDIATO PER POSSEDERE QUESTA LOGICA DA FUORI CONCORSO? FORSE NELLA BAITA DI RENATO POZZETTO, SU A MILLETRE? FAMMI SAPERE.

            Secondo la testimonianza di Diego Cavaliero, nel 2004 la vedova di Borsellino gli avrebbe riferito lo sfogo del marito nei termini seguenti :
            “‘Sai Diego, poco prima di morire Paolo venne un giorno a casa e si sentì male. Dopo avere vomitato mi disse: ‘Agnese, il generale Subranni è punciutu”

            SI, E TI HO CAPITO. FORTUNA CHE LE TESTIMONIANZE DE RELATO RACCOLTE IN CUCINA HANNO SCARSO VALORE, ALTRIMENTI SI POTREBBE PENSARE CHE LA SIGNORA PIRAINO ABBIA DICHIARATO IL FALSO FORNENDO UNA VERSIONE FUORVIANTE O COMUNQUE SIA STATA RETICENTE, (TACENDO CHE IL MARITO AVEVA FISICAMENTE VOMITATO, ED AGGIUNGENDO UN PARTICOLARE NON VERO (QUEL “MI HANNO RIFERITO”) DAVANTI AI MAGISTRATI DI CALTANISSETTA, IN UNA DEPOSIZIONE FORMALE, NEL 2009-2010.

            In questa “narrazione” non c’è qualcuno che riferisce a Borsellino che Subranni “si è punciutu” e Borsellino vomita dopo essere tornato a casa.

            GIA’. POTENZA DELLA POSSIBILITA’ DI SCEGLIERE FRA PIU’ VERSIONI, DELLE QUALI TU OVVIAMENTE PREFERISCI QUELLA NON VALIDA IN GIUDIZIO. IO INVECE MI SONO ATTENUTO ALLA DEPOSIZIONE GIUDIZIARIA FORMALE ESSENDO UNO CHE VUOLE STORPIARE AD ARTE I FATTI.

            Può essere che Paolo Borsellino riflettendo sugli avvenimenti di quei giorni si sia improvvisamente reso conto che Subranni non si stava comportando in modo leale e che questo lo abbia turbato moltissimo ? Non lo si può escludere.

            VERO, SI PUO’ ANCHE NON ESCLUDERE, SE SI E’ CRETINI.

            Nelle versioni successive c’è sempre qualcuno che riferisce a Borsellino la notizia su Subranni ed i conati di vomito vengono fatti risalire al momento in cui la notizia viene appresa ma la vedova dice “Aggiunse che quando glielo avevano detto era stato tanto male da avere avuto conati di vomito: per lui l’arma dei carabinieri era intoccabile…», non dice “Aggiunse che PROPRIO QUEL GIORNO, quando glielo avevano detto, era stato tanto male da avere avuto conati di vomito: per lui l’arma dei carabinieri era intoccabile…»

            AH, HO CAPITO, QUINDI LUI HA AVUTO I CONATI DI VOMITO IL GIORNO PRIMA O QUALCHE GIORNO PRIMA, MA A CAUSA DI QUESTO SALTA IL PRANZO E ARRIVA A CASA TURBATISSIMO IL GIORNO DOPO O QUALCHE GIORNO DOPO. E MAGARI IL GIORNO DEL VOMITO E’ PURE ANDATO A CASA TRANQUILLO A FARSI DUE PAPPARDELLE AL PESTO SICULO, APPUNTANDO SULL’AGENDA ROSSA DI RIMANDARE IL SALTO DEL PRANZO E LA PROPRIA MANIFESTAZIONE DI SCONFORTO ALLA MOGLIE IL MERCOLEDI’, PERCHE ERA SANTA ROSALIA. HAI MAI PROVATO UN CONCORSO PER ENTRARE IN POLIZIA? UN DETECTIVE TANTO INTUITIVO NON DOVREBBE SOTTRARRE NEPPURE UN MINUTO DEL SUO PREZIOSO TEMPO ALLA LOTTA CONTRO IL CRIMINE.

            Conclusione : non esiste alcun elemento concreto ed irrefutabile che possa far pensare che PROPRIO QUEL GIORNO Paolo Borsellino abbia appreso AL LAVORO la notizia riguardante Subranni.

            SALVO L’AUDIOREGISTRAZIONE DELLA DEPOSIZIONE DELLA MOGLIE A CALTANISSETTA, E SCUSA SE E’POCO. (SULLA QUALE INFATTI TU HAI ELEGANTEMENTE SVICOLATO).

            b) nel mio commento precedente avevo evidenziato nel modo seguente il secondo punto critico del tuo/vostro articolo : “anche ammesso e non concesso che Paolo Borsellino abbia appreso la notizia PROPRIO QUEL GIORNO, non abbiamo alcun elemento per poter affermare che l’abbia appresa da Ingroia o prima di congedarsi da Ingroia, potrebbe benissimo averla appresa DOPO”.
            Riguardo a questo punto tu ammetti che ESISTE LA POSSIBILITÀ CHE “L’INFORMATORE” SI SIA FATTO AVANTI ANCORA DOPO L’ULTIMO INCONTRO CON INGROIA, DOPO CHE QUESTI LO LASCIÒ SOLO NEL PALAZZO DESERTO e questo mi basta.

            CERTO, FISICAMENTE TUTTO E’ POSSIBILE, POTREBBE AVERE INCONTRATO ANCHE UN INFORMATORE SOTTO CASA ALLE 18,50, ED AVERE VOMITATO SULL’USCIO DAVANTI AGLI UOMINI DELLA SCORTA PRIMA DI VARCARE IL PORTONE DI CASA, MA SICCOME BORSELLINO HA RISPOSTO ALLA SEGUENTE SOLLECITAZIONE DELLA MOGLIE: “Cosa c’hai? Hai pranzato oggi? Perché non era venuto a pranzo” UNA RISPOSTA CHE FACESSE RIFERIMENTO AD UN EPISODIO AVVENUTO IN SERATA ANZICHE’ IN GIORNATA, SAREBBE STATA ILLOGICA. QUINDI IO FAREI COSI’: IO CONTINUO AD ATTENERMI ALLA LOGICA CHE SCATURISCE DALLA TESTIMONIANZA, TU TORNA AD INSEGUIRE IL BIANCONIGLIO.

            Conclusione : codesta possibilità riduce fortemente la probabilità che PROPRIO QUEL GIORNO Paolo Borsellino abbia appreso PROPRIO DA INGROIA la notizia riguardante Subranni.

            GIA’ E INVECE AUMENTA LE POSSIBILITA’ CHE QUALCHE GIORNO PRIMA ABBIA RACCOLTO LE INFORMAZIONI SU SUBRANNI, CHE NE ABBIA PRESO CONSAPEVOLEZZA SOLO DOPO CHE SE NE ANDO’ INGROIA IL MERCOLEDI’ SERA, CHE ABBIA VOMITATO MAGARI SULL’ASCENSORE, E CHE POI ABBIA FATTO UN BEL FRAPPE’ DI TUTTE QUESTE CIRCOSTANZE PER SPIEGARE ALLA MOGLIE COME MAI NON ERA VENUTO A PRANZO.

            c) nel mio commento precedente avevo evidenziato nel modo seguente il terzo punto critico del tuo/vostro articolo : “quali sarebbero stati i motivi che avrebbero spinto Borsellino a ritenere Ingroia “un traditore” e a sfogarsi per questo con i due colleghi Camassa e Russo ? Al di là delle pseudo-ipotesi e pseudo-argomentazioni che avete sviluppato nel vostro articolo, nulla dite sui motivi che avrebbe spinto Borsellino a diffidare di Ingroia.”
            Tu ribatti alla mia osservazione critica sostenendo che quello non sarebbe un punto critico : NON È UN PUNTO CRITICO. IL TRADIMENTO DI UN GIUDICE COME BORSELLINO DA PARTE DI UN COLLEGA DELL’ANTIMAFIA È UN CLASSICO DEL GENERE, E PUÒ PLAUSIBILMENTE AVVENIRE IN UNA MIRIADE DI MODI. NON È FONDAMENTALE AI FINI DELLA RIFLESSIONE PROMOSSA NELL’ARTICOLO, INDIVIDUARNE UNO IN PARTICOLARE.
            NON È UN PUNTO CRITICO ??!! Tu e la Serafini avete preso una serie di circostanze ( le presunte reticenze), le avete decontestualizzate, nel decontestualizzarle avete preso uno sfondone con l’episodio della “cena degli onesti”, avete preso un secondo sfondone con la presunta denuncia ai PM di Caltanissetta circa il movente e la ratio della strage di Capaci, avete raccontato a modo vostro gli altri episodi, poi avete fatto un esercizio di dietrologia e con un salto logico avete collegato le vostre presunte reticenze all’episodio del “traditore” con l’intenzione di far credere che proprio Ingroia fosse il “traditore” del famoso sfogo di fine giugno e tutto questo senza nemmeno proporre uno straccio di spiegazione sui motivi che potrebbero aver indotto Borsellino a sospettare di Ingroia.

            TI PIACEREBBE CHE TE LI DICESSI, I MOTIVI, EH?

            Domanda : perché il 15 luglio Borsellino si sfoga con la moglie dicendo : “Ho visto la mafia in diretta, e fra tante cose mi hanno riferito che il generale Subranni si è punciutu.” e non si sfoga invece dicendo : “Sono turbato perché ho scoperto che Antonio è un traditore” oppure ” Mi hanno detto che Antonio è un traditore” oppure “Antonio mi ha detto che Subranni si è punciutu ma non gli credo, Antonio vuole diffamare i Carabinieri” ?

            RISPOSTA: perché BORSELLINO, A DIFFERENZA DI TE CHE SEI UN BUFFONE, ERA UN MAGISTRATO SERIO. UN MAGISTRATO SERIO E CHE SI ATTIENE ALLE REGOLE DI RISERVATEZZA, NON RIVELA ALLA MOGLIE (E NEMMENO AI COLLEGHI RUSSO E CAMASSA, DUE MAGISTRATI) IL NOME DI COLORO SU CUI NUTRE SOSPETTI GRAVISSIMI NEL CONTESTO DELLA PROPRIA ATTIVITA’, (LA STESSA MOGLIE DICHIARA CHE BORSELLINO NON LO FACEVA MAI, AGGIUNGENDO “CON LA SOLA ECCEZIONE DI SUBRANNI”, MA CIO’ SOLO FIDANDOSI DELLA SUA “IMPRESSIONE”, COME LA CHIAMI TU, E NON PER FATTORI OGGETTIVI. IN REALTA’ IO RITENGO SEMPLICEMENTE CHE BORSELLINO NON FACESSE MAI ECCEZIONI E CHE NON L’ABBIA FATTA NEPPURE IN QUEL CASO, ESSENDO MAGISTRATO INTEGERRIMO) MENTRE PUO’ RILEVARE TRANQUILLAMENTE IL NOME DI UNA PERSONALITA’ CHE RITIENE ESSERE STATA OGGETTO DI UNA CALUNNIA MAFIOSA (SALVO OMETTERE, COME DA PROTOCOLLO, IL NOME DEL MAFIOSO CALUNNIATORE), AL FINE DI INDICARE LA CAUSA DEL SUO TURBAMENTO E DELLA SUA NAUSEA. ED ORA PROVA UN PO’ ANCHE TU AD IPOTIZZARE CHE BORSELLINO SIA STATO LIGIO AL SEGRETO DEL SUO UFFICIO (E QUANDO MAI), E CONFRONTARE QUESTA IPOTESI CON LE COSE CHE HA DETTO A SUA MOGLIE. MAGARI RIMANI FULMINATO SULLA VIA DI DAMASCO. E TANTO PER, TI RAMMENTO IL PICCOLO DETTAGLIO CHE BORSELLINO POCHE ORE DOPO ACCUSO’ CON LA MOGLIE I “COLLEGHI” DI VOLERLO LASCIARE MORIRE, MA MICA FACENDO ANCHE SOLO UN NOME CHE SIA UNO. CAPISCO CHE PER UN MAFIOSETTO COME TE QUESTA FORMA DI PENSIERO SIA POCO CONSUETA, MA PROVA A SFORZARTI.

            Conclusione : nell’attesa di assistere all’ennesima capriola, la mia ipotesi è che la tua/vostra ipotesi sia semplicemente ridicola

            ANCHE COSI’ FOSSE E’ SEMPRE PIU’ DECOROSA DELLA TUA, PER SOSTENERE LA QUALE SEI PURE ARRIVATO AD IPOTIZZARE CHE LA SIGNORA BORSELLINO ABBIA USATO MENDACIO E RETICENZA DINNANZI AI MAGISTRATI, E CHE BORSELLINO SIA VENUTO MENO AI SUOI DOVERI D’UFFICIO. PER NON PARLARE DELLA TEORIA BISLACCA DEL MAGISTRATO CHE HA LA NAUSEA LA DOMENICA O IL LUNEDI’, MA ATTENDE IL MERCOLEDI’ SERA PER DARNE DIMOSTRAZIONE ALLA MOGLIE, E MAGARI PURE PER VOMITARE.

            d) nel mio commento precedente avevo evidenziato nel modo seguente il quarto punto critico del tuo/vostro articolo : “come abbiamo già visto, nella deposizione del 27 gennaio 2010 la vedova di Borsellino riferisce che il marito le avrebbe detto che il generale Subranni era “punciutu” con tono assolutamente certo. Con “tono assolutamente certo” ??!! Ma allora diventa impossibile sostenere come fate voi che Ingroia sia stato una sorta di diffamatore o un “traditore” perchè anche prendendo per buona l’ipotesi inverosimile che Ingroia sia stato la fonte della notizia su Subranni, appare evidente dalla testimonianza della vedova che Borsellino ha considerato attendibile la notizia e quindi la ratio del vostro articola evapora nuovamente.”
            Tu ribatti cercando di nuovo di farmi credere che Borsellino fosse turbato perché considerava quello che aveva appreso su Subranni come una calunnia e che il “tono assolutamente certo” sia da mettere in relazione alla certezza di Borsellino circa la falsità della notizia riguardante Subranni. Se fosse come dici tu la conversazione tra marito e moglie si sarebbe senza alcun dubbio svolta in modo diverso, Borsellino avrebbe detto : “Mi hanno riferito che Subranni si è punciutu ma io non ci credo” oppure “sono turbato perché stanno calunniando Subranni, qualcuno sta dicendo che si è punciutu” , non credi ?
            Ti mi inviti a spiegare con parole mie LA DIFFERENZA CHE CORRE TRA LA MANCANZA DI SERENITÀ DI UN MAGISTRATO CHE RIFERISCE ALLA MOGLIE UN’INFORMAZIONE GRAVE AVUTA DA UN COLLEGA MOLTO INTIMO, RITENENDO LA STESSA UNA CALUNNIA DI ORIGINE MAFIOSA, E QUELLA DI UN MAGISTRATO CHE RIFERISCE ALLA MOGLIE ULA STESSA INFORMAZIONE GRAVE AVUTA DA UNO SCONOSCIUTO, RITENENDO LA STESSA COME VERA.
            Ma caro mio, le mie parole in questo caso non contano e non contano nemmeno le tue fantasie oniriche, quello che conta è l’impressione della moglie e l’impressione della moglie era che il tono del marito fosse “assolutamente certo” in forza di una notizia su Subranni ritenuta non solo plausibile ma addirittura veritiera.

            PURTROPPO PER TE E’ INVECE ESATTAMENTE IL CONTRARIO: LE IMPRESSIONI CONTANO ZERO. POTREBBERO ESSERE PRESE IN QUALCHE CONSIDERAZIONE SE SUPPORTATE DA CONSIDERAZIONI DI NATURA OGGETTIVA, CHE QUI MANCANO, PERCHE’ UN CERTO “TONO DI VOCE” O COMUNQUE UNA DETERMINATA GESTUALITA’ NON POSSONO RAPPRESENTARE NEL CASO IN OGGETTO ALCUNA CONNOTAZIONE DI OGGETTIVITA’, NON ESSENDO DIFFERENZIABILE, SOTTO IL PROFILO GESTUALE O VOCALE, UNA MANIFESTAZIONE DI SCONCERTO PER UNA GRAVE CALUNNIA DA UNA MANIFESTAZIONE DI SCONCERTO PER UNA GRAVE VERITA’, IN MANCANZA DI PRECISAZIONI VERBALI. INFATTI IO TI HO INVITATO A FARLO CON PAROLE TUE, MA TU NON NE SEI EVIDENTEMENTE CAPACE, C.V.D.
            QUINDI: ZERO.

            Tant’è che tutto ciò è ancora una volta confermato dalla testimonianza, già richiamata, di Diego Cavaliero il quale è stato il primo a raccogliere la testimonianza della vedova di Paolo Borsellino sullo sfogo del 15 luglio :
            “Ricordo che ero in cucina con la signora Agnese Borsellino. Lei si sfogo’ e mi disse: ‘Sai Diego, poco prima di morire Paolo venne un giorno a casa e si senti’ male. Dopo avere vomitato mi disse: ‘Agnese, il generale Subranni è punciutu”. La signora Agnese non aggiunse altro e da allora non ne parlammo piu”
            Per come l’episodio viene raccontato dalla vedova, è chiaro che anche il tono di quel “‘Agnese, il generale Subranni è punciutu” è “assolutamente certo” e perentorio perché evidentemente Paolo Borsellino era entrato nell’ordine di idee che effettivamente Subranni si era fatto “punciutu”.

            NON DICI NULLA DI NUOVO, SE NON CHE LA VEDOVA, INFORMALMENTE ED IN CUCINA, HA RIFERITO A CAVALIERO, AMMESSO CHE CAVALIERO RICORDI ESATTAMENTE LE SUE PAROLE DETTE IN CUCINA, I FATTI FILTRATI DALL’IMPRESSIONE RICEVUTA, QUELLA DI CUI STAVAMO PARLANDO PRIMA CHE VALE ZERO, MENTRE INVECE QUANDO HA DEPOSTO NELLA FORMA E NEL DETTAGLIO TALI FATTI DAVANTI A MAGISTRATI INQUIRENTI, IL NARRATO CORRETTO E DIVERSO (DIVERSO, CONCENTRATI SU QUESTA PAROLA) PORTA TRANQUILLAMENTE AD IPOTIZZARE CHE LE IMPRESSIONI DELLA VEDOVA FOSSERO ERRATE, SANANDO COSI’ LO SCONCERTO CHE SCATURIVA DALLA VERSIONE DI CAVALIERO, DOVE UN BORSELLINO SBADATO PER NON DIR DI PEGGIO ANDAVA INCREDIBILMENTE SVELANDO ALLA MOGLIE DELICATISSIMI SEGRETI D’INDAGINE, CHE INVECE NON ERANO TALI, COME C’ERA DA ASPETTARSI. SI TRATTA ANCHE DI PORTARE UN PO’ DI RISPETTO AL GIUDICE, CARO MAFIOSETTO.

            Come ho già precisato in precedenza, quel “punciutu” non va però inteso in senso letterale [ come ha detto il pentito Di Carlo “Il generale Subranni non può essere punciutu […] Perché se uno è finanziere, carabiniere, non può essere affiliato formalmente in Cosa Nostra” ], in quel contesto quel “punciutu” è un’iperbole, quando Borsellino si sfoga con la moglie usa probabilmente quel termine per enfatizzare lo sconcerto e la delusione profonda nei confronti di chi, probabilmente, si era dimostrato sleale.

            OPPURE PIU’ SEMPLICEMENTE HA RIFERITO L’ESATTO TERMINE CHE QUALCHE SUO MISTERIOSO COLLEGA DI QUEL NIDO DI SERPENTI HA PROVATO AD AFFIBBIARE, PER LE SUE ORECCHIE, AL GEN. SUBRANNI, FACENDOGLI VENIRE VOGLIA DI VOMITARE. ANCHE PERCHE’ CIO’ CHE HA DETTO DI CARLO BORSELLINO LO SAPEVA BENISSIMO. IMMAGINO TU SAPPIA QUALCOSA DEL RASOIO DI OCCAM, ANCHE SE NON E’ PROPRIO COSA DA SCUOLE ELEMENTARI.

            Conclusione : l’ipotesi che Borsellino potesse considerare come una calunnia la notizia riguardante Subranni è semplicemente falsa.

            CERTO, COME L’IDENTITA’ DI TUO PADRE SEGNATA ALL’ANAGRAFE.

            A questo punto mi congedo con un consiglio : secondo me tu e la Serafini fareste meglio a riscrivere l’articolo, limitatevi a dire che il “pupillo” non si è dimostrato all’altezza del “maestro” e che all’epoca il “maestro” non informava il “pupillo” di tutto quello che gli accadeva perché non era tenuto a farlo o perché lo riteneva ancora acerbo. Con l’occasione lasciate perdere la questione del “traditore” e la questione della rivelazione su Subranni perché sono vicende piuttosto complesse e voi non avete la lucidità sufficiente per trattarle in modo equilibrato.

            FARO’ ESATTAMENTE IL CONTRARIO: DOPPIERO’ LA PUBBLICAZIONE DEL MIO ARTICOLO ANCHE SUL MIO BLOG. DISCUTERE CON TE MI HA FATTO CAPIRE CHE E’ CIO’ CHE DEBBO FARE. LO TOGLIERO’ FRA DUE ANNI A CONDIZIONE CHE TU MI MOSTRI A QUELLA DATA UN ATTESTATO DI FREQUENTAZIONE DELLA SCUOLA DEL SOSTEGNO, PER LO STESSO PERIODO.

            Auguri e figli maschi a tutti e due

            STAMMI BENE, MAFIOSETTO.

  12. Non c’è prova che Dell’Utri abbia riciclato soldi per conto di Cosa nostra. Ma risulta dal processo Dell’Utri che Berlusconi fu a lungo incerto se scendere in politica o meno, e che, a fronte delle indicazioni contrarie alla sua discesa in campo da parte dei suoi consiglieri più autorevoli, il Cavaliere scelse la strada che gli indicò Dell’Utri. Siccome Dell’Utri non era a quel tempo né un politico né uno che si era occupato di politica, né risulta che non fu per valutazioni squisitamente politiche che si determinò il risultato della “discesa in campo” di Berlusconi, ma per il ruolo che Dell’Utri aveva all’interno di Cosa nostra. Evidentemente Dell’Utri ha mantenuto negli anni argomenti persuasivi nei confronti di Berlusconi. Quali siano stati, non si è mai definitivamente accertato nella logica giudiziaria. Né Berlusconi, rifiutandosi di rispondere alle nostre domande, lo ha voluto chiarire.

    Antonio Ingroia 2 dicembre 2012

    Che ne pensate di questa affermazione?

    • IN francia c’é un modo di dire GLI ottimisti e i pessimisti hanno un grande difetto
      “HANNO PAURA DELLA VERITA”

      PS-ma la mia verita é che é l’omerta dei due che ha vinto

    • Caro Rob dopo l’uscita odierna secondo cui Monti è peggio di Berlusconi (di cui Ingroia in un suo libro dice di essere stato appoggiato dalla mafia) credo che il pm si sia definitivamente svergongnato.

  13. Sciaboletta Scajola non si ripresenta e dice ” basta esami sulla mia moralità..” ora al Daily Toxic
    partirà lo strombazzo ” ecco grazie alla nostra campagna ( in realtà fatta solo verso il PD, ma sono… dettagli) abbiamo costretto Scajola a ritirare la sua candidatura…” si attende succoso editoriale del sor vice-director

      • Il problema è tutto etico e se colui che predica il rispetto della legge e delle regole morali è il primo ad eluderle significa che il movimento puzza dalla testa.
        Sei ineleggibile? Allora non ti candidi, altrimenti sei…un birichino . Mi sembra un concetto chiaro.

    • Ingroia: “Napolitano non ha avuto ragione, diciamo che la Consulta gli ha dato ragione…”
      Conchita Sannino: “detto da un magistrato, però…”
      Ingroia:”MA STIA ZITTA, LEI NON SA NIENTE! NON LO SA CHE LA CORTE COSTITUZIONALE E’ SUI GENERIS? MA CHI L’HA PORTATA?!”

      hahaha

      • Ritengo gravissimo che un giudice in aspettativa (barbetta INGROIA) per motivi elettorali, candidato a leader della Repubblica italiana, denigri –utilizzando parole simili a quelle di Berlusconi- la Corte costituzionale, il “giudice delle leggi”, solo perché non gli ha dato ragione nel conflitto di attribuzione con il Presidente della Repubblica.
        Fra l’altro dimenticando che per l’art. 135 comma 1 della Costituzione la «la Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati:
        • per un terzo dal Presidente della Repubblica;
        • per un terzo dal Parlamento in seduta comune;
        • per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa».

        E questo è difensore della Costituzione?

          • Ne ho guardato vari pezzi, saltando un po’, e si ricavano parecchi spunti sul personaggio, a partire da quando afferma che lui non si candidava con gli arancioni perchè pensava a un suo listone: cioè il balletto era (come si sospettava) una scusa per restare in prima pagina.
            Listone costruito col Cencelli in una mano e il porcellum nell’ altra, visto che la spartizione privilegia IdV (Tonino è quello che caccia i soldi) e candida assessori napoletani in Liguria (Alberto Lucarelli assessore di Giggino e toh, blogger nel Tossico, o Di Nardo, senatore IdV) e Veneto, tanto per restare nell’ ambito di candidati legati al territorio e provenienti dalla società civile, mentre non risponde nemmeno ad una ragazza palermitana attivista delle Agende Rosse (che piangendo non lo voterà).
            Sallusti è un provocatore ed esagera, ma quanto gli danno fastidio a Fofò quelli che lo mettono in difficoltà su quanto lui stesso aveva dichiarato: figuriamoci se non si candidava a Palermo. Se non altro ci sono buone speranze che la Amurri venga trombata per la seconda volta al senato, e che nessuno si permetta facili giochi di parole 😉
            Come si è espresso nei confronti della Sannino ne ha scritto Robgore, non serve aggiungere altro.

            Per Fofò un solo grido: BRANCA BRANCA BRANCA!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s