Un uomo solo allo sbando

Ricordare il Grande Fausto, il ciclista capace di epiche imprese, l’ uomo solo al comando sui valichi della Cuneo-Pinerolo, e farne il parallelo con un altro illustre piemontese, anch’ egli rimasto solo, ma per altre ragioni, mi è venuto naturale, spontaneo. Una terra come il Piemonte, generosa nell’ offrirci supreme eccellenze che il mondo ci invidia, è pur sempre Italia, e anche là nascono personaggi imbarazzanti.
Quelli invece non ce li invidia nessuno.

La leggenda dell’ eroe solitario nasce quando l’ umile affronta le soverchianti forze avverse, possano essere impervie salite o potentissimi nemici non c’è differenza di sorta, è la sproporzione che crea l’ eroe, sia che vinca come che perda: non ha avuto paura, ha dato tutto sé stesso per la causa, il nobile fine, il traguardo impossibile.

Sì ma quale causa? Fausto correva in bici, voleva vincere e ha vinto tantissimo, regalandoci emozioni che resteranno scolpite per sempre nella storia del ciclismo: questa era la sua causa, e la raggiunse in modo epico, indelebile.
E il suo illustre conterraneo? Quello no, non è ancora riuscito in niente. Ha fallito il bersaglio primario, il potentissimo nemico, e sta fallendo anche con quelli che, viceversa, erano i suoi piccoli ma onestissimi amici e alleati: piccoli lo saranno sempre di più, sull’ onestissimi invece circolano seri dubbi da lustri, almeno per alcuni di loro.

Non gliene resta accanto nemmeno uno, spariscono tutti, e quello forse più amico degli altri, quello che ha offerto gli spunti per scrivere pagine e pagine di bufale, vendute sui banchetti quando faceva il venditore ambulante, è scappato oltre Oceano. Eppure gli aveva perdonato anche di aver avuto il braccio destro condannato in quanto talpa di mafioso, e l’ amicizia non ne era stata intaccata. Gli aveva anche sostenuto a gran voce un testimone importante, ne aveva fatto l’ esegesi pubblica di tutti gli stracci che portava – salvo dimenticarsene quando si scoprì che erano in parte fasulli – gli aveva financo dato spazio sul sito. Ma niente da fare, tutto inutile, purtroppo pure questo è finito indagato per faccende di mafia, riciclaggio, calunnia e dinamite: insomma, un disastro.

Anche un altro suo amico storico sta ora lentamente scomparendo, perchè potrebbe andare a sbattere contro un ostacolo che si chiama sbarramento, e già in passato si fece male. Lui però non lo abbandona al suo destino, e spezza più di una lancia in suo favore. Ma le nefaste indagini si susseguono imperterrite con cadenza di campana a morto, e a nulla valgono i suoi patetici belati dalle pagine del suo ciclostile, prossimo a tirature da parrocchia. Nelle ultime geremiadi, sfruttando tutto il suo talento di abile manipolatore, tenta di mischiare le carte per disorientare i pochi lettori rimasti, solo che sbaglia anche la rubrica: andava nei necrologi.

Adesso però ha un nuovo amico. O meglio, prima avevano rotto, poi però è cresciuto così tanto nei sondaggi che il bravo giornalista è passato direttamente al servile zerbinaggio, in quanto essendo giornalista con la schiena dritta, altre posizioni – ugualmente imbarazzanti – gli sono precluse. Ma se per restare a galla nel mare dell’ informazione in cui si arrabatta alla meno peggio non ci sono altre possibilità, allora ci si adatta con bronzeo volto e si prosegue, fingendo che l’ onestà intellettuale sia salva. Tanto gli uligani acefali non si accorgono di nulla. Nemmeno che l’ aria sta cambiando, e che al nuovo capo ora non servono più le squadracce aggressive, adesso vogliono candidi attivisti, volti nuovi e per nulla facinorosi, i portatori delle parole del capo, quelli che se per caso sbagliano, sbagliano loro, mai lui.

Possibile che la Storia non insegni nulla?

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1,010 thoughts on “Un uomo solo allo sbando

  1. Ma niente niente non e’ che anche Ingroia ha fatto scuola politica dal Bandana ? Un passo avanti, un passo indietro, un passo avanti, un passo indietro… mo e’ della partita. Ripeto, in Guatelama saranno delusissimi :-D… ma avra’ mai varcato l’uscita dell’aeroporto di Citta’ del Guatemala ?

  2. E’ stata celebrata ieri la nascita del A.O.P.D.M. – Arancioni Ovvero Partito Dei Magistrati
    alcune perle dei vibranti discorsi sentiti:
    -De Magistris: “….questo non è un luogo dove qualcuno viene a darsi una riverniciata…”
    traduzione: non pensate a me o al mio amico Tonino, chiaro ?
    -Ingroia: “….dico la nostra rivoluzione civile perchè sarò della partita, sarò al vostro fianco, farò la
    mia parte..”
    traduzione:temporeggio ancora un po’, ma tranquilli, mi candido..”
    -Tonino nostro: “…una lista unitaria che si rivolga a Bersani per costringerlo a non sbracare verso quelli che si definiscono moderati…”
    traduzione: ” mi aggancio a questi,altrimenti con l’attuale percentuale da prefisso telefonico del
    IDV, rischio di restare fuori dal Parlamento e ritirarmi,novello Cincinnato, nelle campagne molisane..”
    ad ogni intervento, applausi scroscianti, standings ovation, hola, caccavelle e putipu’-wl’Italia

  3. E ora la proposta: se non sapete che cosa regalare a Natale a parenti e amici, abbonateli alFatto quotidiano –> http://bit.ly/mi-abbono. Con un pizzico di immodestia, penso che ve ne saranno grati anche loro.

    dall’articolo di Marco Travaglio
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/13/state-con-noi/444707/

    @Renzo
    Ora tutti noi commentatori e visitatori del tuo blog sappiamo eventualmente che cosa regalarti per Natale per ringraziarti della ospitalità. Sappiamo di fare cosa graditissima. 😀

    Leggetevi tutto il pezzo: da rotolarsi dalle risate se mentre lo si legge si immagina Travaglio lì a declamare tutte quelle corbellerie.

    • Ti ringrazio di cuore, ma non ho problemi ad accendere il camino 😀

      p.s. ho letto la supplica del Crapa Pelada e anche un po’ di commenti, alcuni divertenti, altri che invece gli fanno il “trattamento anticalvizie” del video che linkai.
      Uno dei passaggi più divertenti che scrive Fronte Spaziosa, per me è questo:
      “Tra i quotidiani siamo secondi in Europa per il numero di fan su Facebook e terzi in Italia per il numero di follower su Twitter.”
      E questi son dati incontrovertibili!
      Non so se generano utile, però fa figo dirlo: “.. cioè, c’ho ‘nzacco de folloue, c’ho più amisci demmaria de filippi…”
      Estikazzi?

    • Mitico il commento di

      Alfredo B

      “Io mi abbono solo se vi decidete a parlare delle scie chimiche.”

      Direi che esprime la Weltanschauung del giornale meglio di mille parole

      • Appunto. E’ un giornale che si rivolge ad una platea di persone ideologicamente ai margini del pensiero civile. Tantissimi peraltro credono che ormai i giornali debbano darle via gratis (le notizie) Quanto pensano di far cassa da questi ?

    • Che pezzente.
      Volevo farvi notare (ma forse l’avevo già scritto) che non è più possibile ormai da tempo lasciare un like se non si è loggati. Quindi, adesso Detestor (e quelli come lui) non solo non possono più scrivere, ma neanche lasciare like.
      Con un pizzico di immodestia, fate vomitare i porci.

    • Sbaglio o il pezzo di Merdaglio sa molto di “siamo con l’acqua alla gola, vi prego aiutateci a campare o qui sbaracchiamo tutto”?.

        • il tormento e l’estasi del noto vice-director – tornato Silvio, riprendo la saga degli articolotti con pernacchie quotidiane che tanto hanno
          fatto bene alla cassa del giornale ? – appoggio gli Arancioni visto che vi milita il mio amicone PM ? – sostengo contemporaneamente il mio amicone Beppone ? –
          magari prendo un bussolotto, metto i blgliettini ed estraggo a sorte…..

          • Intanto solo con l’ annuncio del ritorno del banana ci sono già i ristoranti pieni e non si trova un posto in aereo per le Maldive.
            O no?

            😀

    • Un tipo interessante questo Bono, dice cose che lasciano leggermente perplessi, ma è colpa mia di sicuro.
      Manca solo un finale ad effetto, un qualcosa che lasci il segno, tipo, che so…. “spezzeremo le reni alla democrazia” 😀

        • Il vero problema di favia e degli altri “eretici” è pensare di poter cacciare Casaleggio e tenersi il movimento. Ma veramente non hanno ancora capito che il movimento è la creatura di Casaleggio e senza lui e Grillo non può esistere?
          La loro unica possibilità, se sono veramente interessati alle dinamiche democratiche interne, è quello di uscire dalla compagia dei casaleggesi e creare un loro movimento, con uno statuto veramente degno di una associazione democratica.
          Temo però che l’affannarsi d9 favia e C. sia solo il tentativo di sostituirsi ai proprietari del m5s e evitare la tagliola del limite dei mandati non cumulabili, oltre che disporre dei finanziamenti pubblici.
          Ma andassero a lavorare!

          • Direi Carlino che il movimento e’ l’azienda di Casaleggio, piu’ che la creatura. A mio avviso il M5S e’ una grande macchina per la distribuzione della paccottiglia complottista e postpolitica prodotta dalla Casaleggio ed Associati. In questo caso aderire significa piu’ che altro essere fidelizzati al prodotto.

      • La cosa bella è che Bono e Favia erano pappa e ciccia un po’ di tempo fa, tanto da essere stati accusati di brigare per assurgere al parlamento. Sul sito del movimento 5 stelle del Piemonte Bono aveva usato parole dure contro Gianroby Casaleggio perchè in una riunione avevano nominato, sempre democraticamte lui e Grillo, come dirigente di non ricordo cosa un tale inviso a Bono. I due amiconi Bono e Favia si erano allora dati da fare molto per la democrazia interna, a loro vantaggio ovviamente, finchè Favia non ci ha rimesso le penne. Ed ecco che Bono lo scarica senza tanti complimenti. Ma toccherà anche a lui la stessa sorte, è solo questione di tempo.

        • Andrebbe anche rammentato che Favia ha ottenuto 160.000 preferenze, e che nell’ ultimo recentissimo “rendiconto” ai vari gruppi m4s dell’ Emilia è stato riconfermato.
          In altre parole, se la massa dei votanti e i gruppi sul territorio accordano la delega a Favia, non contano nulla rispetto a ciò che Peppe e il clan dei casaleggesi decidono: questi fatti si possono definire democratici?
          Se uno vale uno, in questo caso abbiamo migliaia e migliaia di persone che non contano proprio niente, rispetto ai padroni del partito.
          O mi sfugge qualcosa?

          Chissà se Renato nostro ha qualche spiegazione plausibile o preferirà il timido silenzio in cui si è chiuso.

          • Non c’è alcun bisogno di parlare di questo. E’ evidente che non c’è nessuna democrazia nei 5*.

    • Bono ha fatto autogoal. Favia e Salsi, cosi come altri sono stati espulsi non solo per le comparsate tv, ma anche per essersi lamentati della scarsa democrazia interna. Bono ha confermato che non c’è democrazia interna.

  4. Ma questa banda di buffoni?

    “Boato della sala e applausi quando Sonia Alfano, eurodeputato di Italia dei valori, attacca il Capo dello Stato, durante la presentazione del movimento degli Arancioni
    In platea, oltre al vicesindaco Tommaso Sodano, agli assessori Sergio D’Angelo e Alberto Lucarelli, c’è il leader Idv Antonio Di Pietro e la sua eurodeputata Sonia Alfano, c’è il leader di Rifondazione Paolo Ferrero e l’ex ministro Diliberto, e poi il direttore di Rai Tre Loris Mazzetti, il regista e produttore Gaetano Di Vaio, altri volti di attivisti napoletani. Ma la “stella” del movimento è il magistrato Antonio Ingroia. Parla in collegamento dal Guatemala.
    La Alfano rincara: “Mi auguro che tra poco sarà eletto un presidente della Repubblica degno di questo nome che sappia difendere i magistrati”. Boato della sala.
    Notare che:
    Applausi un po’ meno scroscianti accolgono gli attacchi contro Berlusconi, Dell’Utri, Contrada.

    http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/12/12/news/gli_arancioni_all_eliseo_attacco_a_napolitano-48620339/

    😦

    • Dice Giggino:
      “…dimostrare che la politica se la fanno le persone pulite e con il talento …”
      Di quale talento parla?
      Cosa ha fatto di talentuoso?
      Bohh…

      “…c’è il leader Idv Antonio Di Pietro e la sua eurodeputata Sonia Alfano…”
      Ma non l’avevano cacciata da IdV?

      Mahh, come cambiano le cose sotto le elezioni.

    • Dopo “Sonia Alfano contro il Capo dello Stato” propongo come sfide altrettanto appassionanti e piene di suspense: “Martufello contro il CERN”, “Tiziano Crudeli contro Obama”, “Tommy del Grande Fratello contro Umberto Eco”. Che ne dite?

      • Voto “Martufello contro il CERN” senza alcun dubbio.

        p.s. stante il periodo pre elettorale, è prevedibile che di puttanate a ruota libera ne dicano in tanti e clamorose: è il momento giusto per ravvivare le tifoserie.

    • Tutto previsto gli incompetenti magistrati uniti per riesumare Di pietro e compagnia.

      De magistris e Ingroia li conosco bene, sparano balle e sono cialtroni con zero
      talento.

      • Il balletto mi-candido/non-mi-candido, come se sfogliasse una margherita, serve solo per tenere in pagina la notizia, e infatti tutti si chiedono: ma si candida o no?
        Estikazzi?

  5. Sto seguendo distrattamente la memorabile prima trasmissione di Tossico tv.
    Visto che è registrata, Freccero che dorme mentre parla Giannino, magari si poteva tagliare nel montaggio.
    Ma più che altro, un fonico incapace serve forse ad insinuare che sono poveri e si sono arrangiati alla meno peggio?
    Uno bravo costava troppo?

    Sui contenuti.
    La lezioncina di giornalismo con Ricca in studio è già un controsenso, a meno che non gli metti di fronte Sgarbi, però poi si chiama rissa.
    Se poi ci aggiungi la Borromeo, grande giornalista che, curiosamente, esce dall’ università (ammeregana, uè, chettecredi?) e riprende il posto al Tossico e va pure in video, beh, di bene in meglio, sempre se non ha un contratto co.co.co. pure lei, ma non credo.

    Seguendo distrattamente, non vado oltre, mi sembra un misto fra autocelebrazione e piagnisteo.
    Vedremo il seguito, se ci sarà.

    p.s. delle notizie che nascondono loro e le censure che praticano a chi li critica, ne hanno parlato?

  6. Qualcuno è in grado di spiegarmi i legami tra Huffington Post e FQ che fanno sì che che sull’HP trasmettano la puntata del FQ TV?

    http://www.huffingtonpost.it/2012/12/12/la-tv-del-fatto-quotidiano-chi-vuole-la-liberta-la-prima-serata-in-diretta-_n_2287470.html?utm_hp_ref=italy

    Mi sfugge il collegamento tra il Gruppo Espresso che è dietro all’HP e questi allegri compagnucci.
    Mi sfugge anche il collegamento tra le trasmissioni di Santoro e Pubblicogiornale, sul quale trovano ampio spazio, dal momento che Santoro è già legato a filo doppio col FQ e in teoria FQ e Pubblico sarebbero rivali.
    Ho la sensazione di essere preso per i fondelli ad ampio raggio.

    • per avere conferma dei dubbi di Antonio, che condivido, risulta che il vice-direttore M.Trav. scriva ancora fondi “memorabili ” su l’Espresso ? prosaicamente sarebbe: IO TI DO UNA COSA ATTE’ , E TU MI DAI UNA COSA AMME’ –
      e, per dirla come un mio amico toscano, i lettori li prendiamo per le ….mele

  7. @ Giggi

    Secondo me Santoro non ha alterato il senso della deposizione di Mori, l’ha semplicemente interpretata secondo la sua prospettiva e siccome la sua interpretazione non coincide con la tua allora tu parli di manipolazione.

    Santoro non ha fatto una panoramica su tutti gli episodi e le vicende della c.d. “trattativa Stato-mafia”, ha semplicemente voluto mettere in evidenza una vicenda, quella degli incontri tra il ROS e Vito Ciancimino, che a suo dire sarebbe la prova che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi”

    Santoro non è nemmeno entrato nel merito o nei dettagli della vicenda, ha solamente estrapolato alcuni brani della deposizione di Mori a dimostrazione che il contatto con la mafia c’è stato e che gli incontri con Ciancimino sono avvenuti su iniziativa di uomini dello Stato per tentare di far finire le stragi.

    Che questo fosse lo scopo dell’iniziativa di Mori è lo stesso Mori a dirlo in un passaggio significativo della sua deposizione :

    Ritenni che era un impegno morale, oltre che professionale, fare qualche cosa di più, di diverso, per venire a capo, nelle mie possibilità, di queste vicende, di questa struttura [ Cosa Nostra ] che stava distruggendo i migliori uomini dello Stato.

    Su queste basi il ROS contatta Vito Ciancimino, lo scopo è quello di avviare un dialogo :

    “Ma signor Ciancimino, ma cos’è questa storia qua? Ormai c’è muro, contromuro. Da una parte c’è Cosa Nostra, dall’altra parte c’è lo Stato? Ma non si può parlare con questa gente?”

    A me pare che la tesi secondo la quale “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi” abbia dei riscontri proprio in questi due passaggi della deposizione di Mori.

    Santoro ha inserito nel filmato solo il secondo passaggio, se avesse inserito anche il primo la sua dimostrazione sarebbe risultata più efficace.

    Dopodiché la domanda che sorge spontanea è : si trattò di un dialogo che aveva lo scopo di ottenere informazioni per catturare i latitanti o fu un dialogo che faceva da apripista ad una vera e propria “trattativa” ?

    @ Renzo C

    Trovo che sia sbagliato sbeffeggiare chi s’impegna nella ricerca della verità sui fatti di mafia, trovo che sia più corretto limitarsi alla critica.

    • ” (…) siccome la sua interpretazione non coincide con la tua allora tu parli di manipolazione.”

      No, io ho scritto di manipolazione essendo il clippino di Santoro – non secondo me, ma grazie a quanto documentato da enrix- farlocco.

      Quando la mia interpretazione non coincide con quella di altri, invece, dico che non sono d’accordo. Singolare che proprio tu, che lamenti di essere sbeffeggiato, sia così disinvolto quando cerchi di interpretare le mie intenzioni.

      C’è chi potrebbe sostenere che con me fai un po’ come Santoro con Mori. E che lo fai anche con Mori, tagliando cucendo e omettendo.

      Solo per fare un esempio, appena dopo la frase miliare di Mori che riporti a riprova di quali fossero gli obiettivi del ROS, vi sarebbe un ” La buttai lì convinto che lui dicesse: ‘cosa vuole da me colonnello?’” Ottima scelta dunque.

      E solo per farne un altro, fra la prima e la seconda c’è un po’ di robetta: Mori specifica quali erano gli obiettivi del ROS nel 1992. Irrilevante, nevvero?

      Da “a me pare…” in poi, compreso “La domanda sorge spontanea…” sono tue opinioni e/o riflessioni, giusto?

      Perchè ribadisco che se scrivi che secondo Santoro “la deposizione di Mori al processo di Firenze sarebbe la ‘pietra miliare’ che certifica l’esistenza della ‘trattativa’ stessa’, non sono rilevanti le opinioni, ma ciò che Mori ha detto in quella deposizione.

      • Forse non riesco a spiegarmi bene e allora ci riprovo : Santoro ha solo voluto dimostrare che la deposizione di Mori certifica che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi”.

        Non vedo come un’affermazione del genere, peraltro del tutto generica, possa essere negata visto che è Mori stesso ad ammettere di aver preso un’iniziativa in tal senso.

        Dopodiché Santoro non entra nel merito della vicenda, cioè non si pone il problema di analizzare la questione degli incontri tra il ROS e Vito Ciancimino in tutte le sue molteplici connessioni, Santoro si limita ad evidenziare un fatto : la deposizione di Mori attesta che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi” ed è in questo senso una “pietra miliare” perché conferma che un “dialogo” c’è stato davvero.

        P.S. Riguardo agli sbeffeggiamenti, non mi preoccupavo per me stesso, mi preoccupavo per altri soggetti ( di cui peraltro non condivido le posizioni )

        • Secondo me ti sei spiegato bene, come bene si è spiegato Mori quando nella deposizione ha rammentato obiettivi e “filoni di impegno operativo” del ROS nel 1992.
          Mori in quella deposizione certifica molto, ma non che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi”, nè “ammette” di aver preso iniziative in tal senso.

          Detto questo, io sono convinto che Mori auspicasse che, anche grazie al lavoro del ROS, le stragi potessero cessare. Altri non ne sono convinti.
          .
          P. s. E’ vero, non lamentavi di essere sbeffeggiato, negavi che Renzo C lo avesse fatto.

          • Beh, anche se usiamo il verbo “auspicare” al posto del verbo “ammettere” la sostanza non cambia di molto perché secondo me il fatto rimane : “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi” .
            Come interpretare questo “fatto” è una faccenda più complessa ma vedrai che prima o poi avremo modo di ritornare sulla questione ed approfondire il senso della deposizione di Mori.

          • “Beh, anche se usiamo il verbo “auspicare” al posto del verbo “ammettere” la sostanza non cambia di molto”
            Direi che cambia moltissimo: la frase “io sono convinto che Mori ammettesse che, anche grazie al lavoro del ROS, le stragi potessero cessare.” non avrebbe alcun senso.

            “secondo me il fatto rimane : “lo Stato …..”
            E’ una tua opinione, giusto?
            Perchè io sapevo che la pietra miliare di Santoro dovesse fondarsi su ciò che ha detto Mori in quella deposizione, non sulle tue opinioni.

            Quanto al resto che scrivi, per la carità tutto può essere, salvo che Mori in quella deposizione abbia sostenuto o ammesso che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi”.

          • Non occorre fare tanti giri di parole : secondo me la deposizione di Mori certifica che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi” , che Mori lo ammetta o meno ( ma secondo me implicitamente lo ammette ) è secondario, è la deposizione in quanto tale che fa da prova.

            Interpretare questo “fatto” ed approfondire il senso della deposizione di Mori è un passaggio successivo perché si tratta di capire se il “dialogo” tra il ROS e Vito Ciancimino è rimasto senza sbocchi o se c’è dell’altro.

          • “Non occorre fare tanti giri di parole”
            Allora non farli; quando proponi in un blog le tue opinioni evita di farle passare per ciò che ha detto Mori.

          • Non riesco a spiegarmi bene : secondo me la deposizione di Mori certifica che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi” perché è Mori stesso che ammette che c’è stato un “dialogo”, questo è innegabile. Semmai si può discutere sulla natura di questo “dialogo”.

          • “secondo me …” è la tua opinione / interpretazione, non ciò che ha detto Mori.
            Non si era detto di non fare tanti giri di parole?

          • “secondo me …” è la mia opinione / interpretazione sul senso della deposizione di Mori, tu evidentemente hai un’altra opinione / interpretazione (che secondo me è sbagliata)

          • Non direi proprio, tu vuoi far dire a Mori ciò che io, avendo letto la deposizione, posso assicurare che Mori non ha detto.

          • La deposizione l’ho letta anch’io e quindi ? Cosa puoi assicurare ? Che Mori non ha detto “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi” ? Beh, la frase precisa non l’ha detta ma è come se l’avesse detta perché è la deposizione, in quanto tale, che prova che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi”.

            Dopodiché si tratta di stabilire se il “dialogo” ad un certo punto si è tramutato in una “trattativa” o se è rimasto un “dialogo” finalizzato alla raccolta di informazioni utili per catturare latitanti importanti e far finire le stragi

          • “Beh, la frase precisa non l’ha detta…”
            Già.

            “ma è come se l’avesse detta…”
            Ridanga.
            Secondo me invece è come se non l’avesse detta, fondamentalmente perchè non l’ha detta. Ma se anche fosse che è come se l’avesse detta, pur non avendola detta, sarebbero opinioni, che nulla hanno a che vedere con ciò che ha effettivamente detto, pur pensando tu che è come se lui avesse detto una cosa che, però, non ha detto.

            E se scrivi che “la deposizione di Mori al processo di Firenze sarebbe la ‘pietra miliare’ che certifica l’esistenza della ‘trattativa’ stessa”, sarebbe il caso di confrontarsi su ciò che Mori ha detto in quella deposizione, non su cosa tu ritieni che è come se Mori avesse detto, pur non avendolo detto.

            Dopodichè – e siamo sempre più lontani dalla pietra miliare- c’era un tizio che scriveva “non occorre fare tanti giri di parole”, ma secondo me è come se non l’avesse scritto.

          • Non occorre fare tanti giri di parole :

            Mori ha incontrato Vito Ciancimino ? Sì, è lui stesso che lo dice

            Allora vuol dire che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia”

            Mori ha avviato un dialogo con Vito Ciancimino ? Sì, è lui stesso che lo afferma

            Allora vuol dire che ““lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere”

            Mori incontra Vito Ciancimino per trovare un modo per fermare le stragi ? Sì, lo dice lui stesso :

            “Ritenni che era un impegno morale, oltre che professionale, fare qualche cosa di più, di diverso, per venire a capo, nelle mie possibilità, di queste vicende, di questa struttura [ Cosa Nostra ] che stava distruggendo i migliori uomini dello Stato”.

            Allora vuol dire che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi”

            Il “dialogo” tra Mori e Vito Ciancimino si è limitato alla raccolta di informazioni utili per catturare latitanti importanti o si è tradotto in una vera e propria trattativa con un do ut des ? Questo punto è ancora oggetto di discussione, il resto no.

          • “Mori incontra Vito Ciancimino per trovare un modo per fermare le stragi ? Sì, lo dice lui stesso…”
            NO, non lo dice. Dice altro, basta leggere.

            “Allora vuol dire che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi””
            NO, dice altro, basta leggere.

          • Quando ho scritto “non l’ha detto ma è come se l’avesse detto” mi riferivo alla frase “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi” , quella frase precisa non l’ha detta ma è come se l’avesse detta , lo si evince dall’esercizietto che ti ho già sottoposto per 2 volte.

            “Mori dice che vuole venirne a capo, non che vuole discutere con la mafia in che modo si potevano far finire le stragi” ?

            Mori dice : “Ritenni che era un impegno morale, oltre che professionale, fare qualche cosa di più, di diverso, per venire a capo, nelle mie possibilità, di queste vicende … ”

            La locuzione-chiave in questa frase non è “per venire a capo”, la locuzione-chiave è “qualche cosa di più, di diverso” e il “diverso” è il “dialogo” con Vito Ciancimino.

            Mori ha avviato un dialogo con Vito Ciancimino ? Sì, è lui stesso che lo afferma, se vuoi possiamo contare quante volte Mori usa il termine “trattativa” riferendosi al suo “dialogo” con Vito Ciancimino

            Per l’ennesima volta ribadisco che il problema non è stabilire se “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi” perchè questo è un fatto che viene certificato dalla deposizione di Mori, il problema semmai è capire se il “dialogo” tra Mori e Vito Ciancimino si è limitato alla raccolta di informazioni utili per catturare latitanti importanti e far finire le stragi o se il “dialogo” ha assunto la forma di una transazione, una vera e propria trattativa con un do ut des.

            Questo è il punto da chiarire

        • Lo dice, lo dice, non hai letto bene eppure ti ho citato il passaggio-chiave della deposizione per ben 2 volte. Ora te lo cito per la terza volta :

          “Ritenni che era un impegno morale, oltre che professionale, fare qualche cosa di più, di diverso, per venire a capo, nelle mie possibilità, di queste vicende … ”

          Nella deposizione il termine “vicende” è chiaramente alle stragi di Capaci e di via D’Amelio.

          Quindi dalla deposizione di Mori si evince che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi”

          Ripetiamo allora insieme l’esercizio :

          Mori ha incontrato Vito Ciancimino ? Sì, è lui stesso che lo dice

          Questo vuol dire che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia”

          Mori ha avviato un dialogo con Vito Ciancimino ? Sì, è lui stesso che lo afferma

          Questo vuol dire che ““lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere”

          Mori incontra Vito Ciancimino per trovare un modo per fermare le stragi ? Sì, lo dice lui stesso

          Questo vuol dire che “lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere in che modo si potevano far finire le stragi”

          Il “dialogo” tra Mori e Vito Ciancimino si è limitato alla raccolta di informazioni utili per catturare latitanti importanti o si è tradotto in una vera e propria trattativa con un do ut des ? Questo punto è ancora oggetto di discussione, il resto no.

          • La frase corretta è “Nella deposizione il termine “vicende” è chiaramente riferito alle stragi di Capaci e di via D’Amelio”.

          • “Lo dice, lo dice, non hai letto bene”
            Se l’avesse detto, forse tu non avresti scritto che non l’ha detto ma è come se l’avesse detto.
            Infatti non l’ha detto, leggi meglio.

          • “La frase corretta è “Nella deposizione il termine “vicende” è chiaramente riferito alle stragi di Capaci e di via D’Amelio”

            Si, ma ma Mori dice che vuole venirne a capo, non che vuole discutere con la mafia in che modo si potevano far finire le stragi.

        • State commettendo un errore di fondo. E’ impossibile che De Donno abbia contattato Ciancimino per far fermare le stragi nel senso insinuato da Santoro. Per ragioni cronologiche. Mori e De Donno, quando testimoniarono in quel gennaio del 98, erano lontani anni luce dal pensare che nell’arco di 10 anni quei loro incontri con don Vito sarebbero stati stravolti nel delirio giudiziario e juniorcianciminesco di una trattativa di natura politica fondata sul do ut des. Quando De Donno parla dei suoi approcci con Massimo Ciancimino, si riferisce ad un periodo in cui erano soltanto avvenuti gli attentati a Lima e a Giovanni Falcone. Pertanto con il termine “stragi”, in quel periodo, per i carabinieri e non solo per i carabinieri, ci si riferiva a qualcosa non già di stampo terroristico, ma ancora di riconducibile ad un classico movente criminale. Quando poi nel dibattito subentrò Mori in prima persona, patacche di junior a parte, ai primi due attentati si era aggiunto quello di Via D’Amelio, che per Mori rappresentava sempre ancora e soltanto, pur realizzato anch’esso con il tritolo, l’eliminazione fisica del magistrato più scomodo (anzi, forse dell’unico davvero peridoloso per la mafia) a Palermo in quel momento. Quindi quando Mori e De Donno parlano di stragi da far finire, si riferiscono pacificamente e senza possibilità di malizia, ad iniziative investigative atte a trarre in arresto chi in quel momento stava attuando una strategia criminale che evidentemente, dopo il maxiprocesso e con mani pulite che si stava allargando in mafia e appalti, non aveva altra alternativa a quella della violenza. Non si poteva ancora parlare infatti, prima delle stragi del 93, di una situazione che presupponesse una strategia squisitamente terroristica attuata per portare lo stato ad una trattativa fondata sulla mediazione. Infatti è vero che poi la DIA individuerà in un suo rapporto la probabilità che la mafia stesse cercando di instaurare con lo stato, per mezzo delle stragi, “una tacita trattativa”, ma questo solo dopo le stragi del 93 E CON PRECISO RIFERIMENTO, NEL RAPPORTO STESSO, ALLE STRAGI DEL 93. Prima non poteva avvenire. Quindi attenzione al senso della parola “stragi” usato da Mori e da De Donno in quella testimonianza. Ha la valenza storica del termine, così com’era utilizzato per tutte le stragi di carabinieri, magistrati e scorte, già attuati dalla mafia negli anni precedenti. ERA OGGETTIVAMENTE IMPOSSIBILE PENSARE ALL’ESISTENZA DI UNA STRATEGIA FONDATA SULLA DETERRENZA TERRORISTICA COME STIMOLO A TRATTARE, a tutto il 92. Infatti l’obbiettivo dei carabinieri era, in risposta a quelle stragi, la cattura dei capi, obbiettivo che si perfezionò nel 93, a dimostrazione che non c’era nesusna trattativa. E a quel punto si, che iniziarono gli attentati di conformazione terroristica. Quelli del 93, e l’attentato all’Olimpico nel 94, progettato per l’anniversario della cattura di Riina come rappresaglia e deterrente per gli uomini dell’Arma. Questo di Santoro è l’ennesimo squallido tentativo di manipolare le frasi ed il senso delle parole, per modificare i fatti e la storia.

          • Ciao Enrico, infatti è noto che la cronologia dei fatti sia quella e che i pataccari professionisti se ne dimenticano spesso, per i loro tornaconti.
            E’ un aspetto che talvolta porta all’ errore anche “dichiaranti” come Cattafi, così come ha segnalato Bordin dall’ interrogatorio a Palermo nel Mori/Obinu.
            Lo hai già ascoltato tutto?

          • Ma se “l’obbiettivo dei carabinieri era, in risposta a quelle stragi, la cattura dei capi” perché il ROS dei Carabinieri avvia un “dialogo” con Vito Ciancimino invece di mettere a ferro e fuoco Palermo per scovare Riina & Co. ?

          • Giusto!
            Appicchiamo il fuoco a Palermo e spariamo a chi scappa!
            Finalmente un commento geniale.

            Mi sa che ti ho inquadrato bene.

            p.s. è poi passato qualcuno a dirti qualcosa? mi raccomando, tienici informati 😉

          • Leggo solo ora altri commenti di MSUD, e vedo che anche lui prende la descrizione dei fatti per una partita di Scarabeo. –> Mori ha avviato un dialogo con Vito Ciancimino ? Sì, è lui stesso che lo afferma
            Questo vuol dire che ““lo Stato ha avuto incontri con la mafia per discutere” <–

            Ma per piacere, ma basta con queste bassezze. Ma tu hai idea di quanti inquirenti hanno dialogato con dei criminali per portarli a collaborare, nella storia di questo paese? Ogni volta si trattava dello "stato che dialogava per discutere?". Questi tentativi di costruire un occhiale della dama aggrappandosi ai significati multipli dei termini, sono porcheriuole da magliari scivolosi. E diamogli un taglio a questi inganni schifosi! Mori e De Donno facevano il loro lavoro, e nient'altro. Ora Santoro, tu e qualsiasi altro "make-up artist" da strapazzo state cercando di farci credere che erano portaborse travestiti da carabinieri, usando il dizionario dei sinonimi. Coscienza, zero.

          • “Ma se “l’obbiettivo dei carabinieri era, in risposta a quelle stragi, la cattura dei capi” perché il ROS dei Carabinieri avvia un “dialogo” con Vito Ciancimino invece di mettere a ferro e fuoco Palermo per scovare Riina & Co. ?”

            Guarda che se tu non l’avessi notato, lo hanno catturato, senza mettere a ferro e fuoco nulla. Lo hanno fatto con le intercettazioni ambientali, con i pedinamenti, e con l’aiuto di collaboranti, come Di maggio. Ingroia & C. stanno ancora lì a rosicare a distanza di vent’anni che stanno suonando.

          • @ enrix

            Sì, lo so che il ROS ha arrestato Riina nel gennaio del ’93 🙂
            ma dopo Capaci, siamo nel giugno del ’92, la prima iniziativa del ROS è stata quella di contattare Vito Ciancimino. Secondo me è stata un’iniziativa “anomala” gestita in modo “anomalo”

            Vedo che i miei commenti non ti sono piaciuti ma la tua reazione mi pare eccessiva, in fin dei conti ho solo cercato di circoscrivere con precisione il problema che secondo me è questo :

            il “dialogo” tra Mori e Vito Ciancimino si è limitato alla raccolta di informazioni utili per catturare latitanti importanti e far finire le stragi (quelle del ’92) o il “dialogo” ha assunto la forma di una transazione, una vera e propria trattativa con un do ut des ?

          • Ma che ne sai se è stata la prima?
            Non lo è stata affatto, basta rileggere Mori per capirlo.
            Sono gli imbecilli come Crapa Pelada che lo vogliono far credere, non menzionando che stessero indagando (senza alcun risultato tangibile) anche in altre direzioni.
            Perchè mai pagare tanti Carabinieri allora?
            Bastavano Mori e De Donno.
            Anche De Caprio, via, a casa, tanto non è mai andato da Ciancimino, cosa ci stava a fare a Palermo?

          • @ Renzo C

            OK, diciamo allora che subito dopo Capaci il Ros indaga in tutte le direzioni ( se me lo dici tu ci credo 😉 ) ma dopo circa 2 o 3 settimane , non avendo raggiunto alcun risultato tangibile, si fa strada l’idea di avviare un contatto con Vito Ciancimino.

            Il 22 luglio, siamo sempre nel ’92, Mori incontra Fernanda Contri, all’epoca segretario generale presso la presidenza del Consiglio dei ministri, e riferisce sullo stato delle indagini : “Mori mi disse che stavano sviluppando importanti investigazioni, precisando che stava incontrando Vito Ciancimino”.

            Insomma, 3 giorni dopo la strage di via D’Amelio, le importanti investigazioni del ROS consistono nell’aver avviato un dialogo con Vito Ciancimino.

            Così ti suona meglio ?

    • Caro MSUD, ognuno è naturalmente libero di esprimere le proprie opinioni e convinzioni, ma impegnarsi in una difesa dell’indifendibile può facilmente portare al ridicolo.
      Santoro ha tagliato e cucito una lunga deposizione per adattarla alle proprie convinzioni e questo si chiama manipolazione, anche se alla fine dovesse aver ragione lui (cosa che secondo me non è).

    • Se ogni volta che un ufficiale di polizia parla con un delinquente siamo di fronte ad una trattativa, allora la lotta alla criminalità è tutta una trattativa.
      tra l’altro che uno dei principali sostenitori che le cose sono molto più semplici di come molti immaginano, ma non per questo meno complesse, era proprio il giudice Giovanni Falcone, il quale riteneva, tanto per fare un esempio, che per gli omicidi “politici” di Salvo Lima e Piersanti Mattarella molte responsabilità ricadessero proprio su don Vito Ciancimino. Lo stesso Don Vito che fu invece il primo a dichiarare che le uccisioni di Lima e dello stesso Falcone non era stata, forse, opera della mafia.

  8. @ Renzo: sai che a me è sempre venuto in mente quello spezzone del film di Allen riguardo a Grillo? Pensiamo le stesse cose 🙂

  9. Fior di analisti si sforzano di contestare Beppe Grillo nel merito, disvelando le falsità, le stupidaggini e le fesserie che il comico guru-statista genovese vomita a gettito continuo.

    Ma che Grillo sia un bufalaro e un cialtrone è del tutto fuori discussione.

    A parte le ridicole boiate sulla scienza – l’Aids che non esiste, la palla magica da lui promossa che lava il bucato emettendo infrarossi, i terremoti che si possono prevedere con 24 ore di anticipo, e decine di altre idiozie – Grillo è un vero e proprio campione della mistificazione, della banalità qualunquista esibita come un trofeo (“i politici so’ tutti magnoni, signora mia!”, un classico di tutti i tempi), del complottismo più rozzo, della menzogna sistematica.

    Si pensi alla gravissima accusa rivolta dal pagliaccio-tuttologo al governo e ai servizi segreti, i quali avrebbero organizzato l’attentato a Brindisi per danneggiare il suo moVimento. Quando si è scoperto che non era affatto così, nessuno dei caproni a 5 stelle ha chiesto scusa alla famiglia della ragazzina uccisa, strumentalizzata da Grillo per motivi elettorali e per accusare i propri nemici.

    O per venire a fatti più recenti si guardi alle “parlamentarie”: una vera e propria farsa, poiché qualsiasi elezione a qualsiasi livello deve presentare dei precisi requisiti per definirsi “democratica”: tra questi, la possibilità di partecipare alle operazioni di scrutinio, la compilazione di verbali, la presenza di rappresentanti di lista o comunque di una forma di controllo pubblico.

    La democrazia secondo il buffone urlante che si spaccia da grande pensatore invece funziona così: si vota online senza alcun controllo sul server di Beppe usando il software di Beppe e i risultati li fornisce Beppe, ma senza dare indicazioni su numero di votanti e numero di preferenze. Non si sa nulla. Le graduatorie avrebbe potuto stilarle lo stesso Grillo, di più non è dato sapere.

    E’ come se alle politiche si votasse con il televoto direttamente su un sistema Mediaset, e fosse Mediaset a dare i risultati elettorali ma senza cifre di alcun tipo. Assurdo.

    Altro esempio. L’assenza di uno statuto, chiamato comicamente “non statuto” giusto per far capire il livello dei grillini, viene interpretato come totale libertà di movimento. E’ l’esatto opposto. Chi conosce un minimo di diritto sa benissimo che gli statuti servono appunto dare scalabilità a una struttura e limitare e circoscrivere i poteri delle parti in causa.

    La Costituzione italiana è appunto lo Statuto della Repubblica. Immaginatevi una non-Costituzione redatta da Berlusconi in cui le uniche regole sono: lo Stato appartiene a Berlusconi che ne dispone come vuole.

    E’ inquietante un leader politico che non risponde ai giornalisti, poiché nel modello occientale il giornalismo è considerato un potere di controllo.

    Ed è chiaramente un ossimoro affermare come fa il ducetto genovese “chi sostiene che io non sono democratico vada fuori dalle palle”.

    Si potrebbe andare avanti per ore a elencare le anomalie e le falsità di questo movimento padronale dalle sfumature fascistoidi, gestito da un’azienda di marketing e comunicazione e guidato da un predicatore moralista che, urlando come un ossesso da un palco, vomita insulti e bacchetta il mondo col ditino ammonitore, con l’aria di quello che ha capito tutto e che deve educare masse di bifolchi ignoranti.

    E lo fa usando un linguaggio violento, evocando morti e addirittura la guerra. Sì, l’ultimo libro-delirio del megalomane narciso, scritto insieme a Casaleggio si intitola così: “Siamo in guerra”. Ecco, Questo è il capo assoluto del secondo partito italiano.

    Ma non è questo il problema.

    Ciò che giornalisti, analisti, politologi non si chiedono è: come mai esistono fiumane di esseri umani che non solo assorbono acriticamente così tante cretinate reputandole Verità Assolute ma tengono un atteggiamento di idolatria e di adorazione per un pagliaccio mascherato da tuttologo?

    Come è possibile che una moltitudine di esseri umani, sia pure la meno dotata, possa reputare credibile chi spara boiate a raffica?

    Quale sordido meccanismo ha portato orde di tifosi acefali a credere al comico Beppe Grillo e a non credere a uno scienziato su temi di strettamente scientifici, ad esempio?

    Qualcuno potrebbe concludere che il grillismo sia una sorta di mappatura dell’imbecillità. Ma sarebbe una conclusione ideologica.

    Dobbiamo invece chiederci come possano esistere masse umane che vorrebbero dare a Beppe Grillo la guida del Paese, senza pensare alle abnormi conseguenze che ne scaturirebbero.

    Certo, l’ignoranza diffusa è una bella giustificazione. E’ evidente che il grillino nella stragrande maggioranza dei casi non sa proprio di cosa stia parlando, spara slogan imparati a memoria e basta: per questo motivo il tifoso grillino non è mai in grado di entrare nel merito e di conseguenza si riduce a insultare personalmente l’interlocutore, sfogando la propria rabbia contro l'”impuro” ma senza portare elementi utili a un confronto nelle questioni.

    Tuttavia credo che il fattore decisivo per il successo della setta-partito sia l’informazione.

    E’ l’informazione che ha creato questo mostro che rischia di danneggiare irrimediabilmente il Paese.

    Tutti noi ci facciamo delle opinioni in base alle informazioni che possediamo.

    Se uno non è mai stato in Madagascar, si farà un’idea del Madagascar in base alle informazioni ricevute da terzi (un amico che c’è stato, un servizio in Tv, un articolo su un giornale, un libro, ecc.), cioè in base alle informazioni che riceve.

    Se le informazioni sono false, l’opinione che ne scaturisce è falsata da un vizio originario, cioè il vizio della fonte.

    Il Fatto Quotidiano (detto Fascio Quotidiano), i giornalisti che gli gravitano attorno e il blog di Grillo hanno creato un vero e proprio mondo parallelo a uso e consumo dei tifosi, una realtà virtuale falsa ma che gli adepti ritengono vera, anzi la Verità.

    Usano le notizie per sostenere una tesi politica, tagliano e incollano frasi fuori contesto, sparlano continuamente degli avversari, omettono alcune notizie e danno enorme ridsalto ad altre, usano i titoli per fuorviare, alludono e insinuano, creano la cultura del complotto oscuro dei Poteri Forti contro i quali gli unici paladini sono loro stessi, i Travaglio, i Grillo, i Casaleggio, i Padellaro.

    Insomma i buoni contro i cattivi.

    Un gigantesco lavaggio del cervello che ha modificato la percezione della realtà, e quindi la realtà.

    Una continua manipolazione che ha sostituito la logica con il complotto, la scienza con le multinazionali della scienza, la politica con il tifo da curva sud (Forza Beppe! W Beppe ! Forza Marco!).

    A mio parere questo inganno mediatico non è stato ancora ben compreso.

    E’ proprio sull’informazione che dovrebbero concentrarsi i professionisti dell’informazione.

    Ma temo non lo faranno.

    • Marco, da un vecchio combattente, che di questi “pataccari” nella sua non breve vita ne ha visti molti, e subite pure le conseguenze, come molti altri cittadini, ti invio un ” meravilgioso commento – 100 like – 🙂 – il vecchio Francesco

  10. Qualcuno dica a Grillo che gli serve un pochino di riposo e qualche approfondimento. Sostenere che quanto previsto da una Legge (già in vigore quando nessuno pensava che sarebbe nato il M5S) sia dettato dalla volontà di impedire la presentazione alle politiche del M5S, è pura follia! Aiutatelo… chi gli è vicino lo aiuti!

    E’ patetico.

    • No, mi dispiace, se la merita la legge PORCATA, e se adesso fa il furbo, gli sta solo bene!
      Non è follia Robgore, è la legge del contrappasso, e questo cialtrone prova a farla passare come fosse contro di lui: sì, una legge del 2005 pensata contro il m4s.
      Urlava ai 4 venti contro la PORCATA, lui assieme al babbuino calvo, poi hanno cambiato idea, per convenienza: BEN GLI STA!

      • In questo caso, non credo lui sia contro la legge, ma “critica” questa accelerazione nei tempi per andare a votare.
        Più che contro la legge quindi, direi che sta cercando di sfruttare a suo vantaggio, la crisi di governo delle ultime ore,per fare passare il m5s per martire di questo caotico mese..

      • DI PIETRO corre in soccorso di Grillo e gli raccoglierà le firme affermando: “Preferisco che il M5S mandi i suoi rappresentanti in Parlamento piuttosto che impedirglielo con il trucco della raccolta delle firme…” “TRUCCO DELLA RACCOLTA DELLE FIRME”?????? E questo è stato un magistrato? E questo ha scritto un libro sulla Costituzione (vebbè, con la Prefazione di Cossiga)? Ma quale “TRUCCO”?????? La raccolta firme c’era già!!!! Mica l’hanno prevista perché si presenta il M5S!!!! Basta DEMAGOGIA & FALSITA’!!!!
        E anche il 50% in meno. Cialtroni.

  11. Io mi chiedo: ma perchè Scanzi non si iscrive al M5S?

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/12/grillo-sfogo-e-autogol/443709/

    Dopo aver letto una leccata dal genere c’è solo da rimaner stupiti.

    Ps: vi ricordate cosa disse Scanzi a Boccia ieri? “Non HO MINIMAMENTE IDEA DI CHI VOTERO’ A FEBBRAIO”. Oggi cambia idea e ci dice indirettamente che voterà M5S:

    “Mi chiedo e vi chiedo, però: esiste un’alternativa? La risposta, sia chiaro, io non ce l’ho. Ho però due esempi davanti a me: da una parte il Popolo Viola, meritorio (assai) ma persosi un po’ per strada anche per la mancanza di un punto di riferimento (e di un’organizzazione) dall’alto. E poi l’Italia dei Valori, che pur di raccattare voti da tutte le parti ha imbarcato gli Scilipoti e i De Gregorio.”

    • Oggi ho riletto un articolo di questo blog inerente al nostro Scanzolino.. non so perchè, ma non mi accorsi di questo passaggio:

      “Capisco che Scanzi sia utile a un giornale povero di giornalisti veri: uno che ”Scrivo di tutto, perché sono figo” fa sempre comodo in redazione. Lui è come un coltellino svizzero, bravino un po’ dappertutto. Poi, mannaggia, quando provi a usarlo davvero, ti accorgi che non serve a un cazzo ovunque.”

      AHAHAHAHAHAHAHAAH Dopo questa sarei disposto a pagare per tenere in vita questo blog.

          • Copio un commento illuminante: “diciamo che scanzi nel suo articolo era come un equilibrista in bilico su di un filo sottile:non poteva per forza di cose dare ragion in toto a grillo ma non ha voluto nemmeno condannarlo pienamente cercando di spostare l´attenzione su altri argomenti.purtroppo per lui agli spettacoli da circo siamo fin troppo abituati e li riconosciamo a naso ormai”

          • Il m4s è il partito più padronale in assoluto: serve a qualcosa fare l’ elenco delle deleghe in bianco da firmare?
            Niente di nuovo sotto il sole, basta conoscere la Storia e gli esempi non mancano, e non mi riferisco per forza a Benito, altri esempi sono tutt’ora presenti nella scena politica nazionale.
            Volendo essere ottusi, uno potrebbe pensare “che male c’è?”, se non fosse che sono tutte avventure finite male, spesso più per noi che per il padrone.
            Sarà che il potere da alla testa, che i buoni propositi finiscono in vacca… sarà per tutta una serie di ragioni che è stucchevole citare, però, se anche vogliamo ignorare la Storia, almeno non ignoriamo la cinematografia.

            Ed ecco quindi a voi il Beppone prossimo futuro 😀

  12. L’ esponente dell’ antimafia col lucidalabbra si associa a quel tizio che ha cambiato il cognome così può mettere “Borsellino” in copertina, e i due esponenti dell’ antimafia da terza serata e poltrona ben pagata anche da noi, fanno propaganda alla prossima manifestazione romana, detta “noi sappiamo”.
    Va da sé che ad un titolo del genere si possa rispondere con un estikazzi: se voi sapete, buon pro vi faccia, perchè ad esempio al sottoscritto non interessa una beata mazza di cosa sapete.
    Purtroppo se dai commenti si misura la partecipazione, temo per loro che saranno 4 gatti, più che una piazza basterebbe un bar.
    Perchè ciò a cui proprio nessuno più crede è che la procura di Palermo sia “sotto assedio”, manco fosse un castello medievale, pur ammettendo che al suo interno qualche giullare ci sia.
    E non ci sono nemmeno le “verità atroci”, così come non è atroce che ci si marci sopra per provare a restare sotto i riflettori, è solo vergognoso, ma non mi stupisce che personaggi come loro ci riprovino appena ne hanno occasione.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/12/noi-sappiamo-sabato-15-dicembre-a-roma/443570/

  13. Sul noto sito, alla comparsa dell’articolo in cui si parla dell’obbligo per i nuovi partiti che si presentano per la prima volta in parlamento, di raccogliere firme a sostegno delle liste, da parte
    degli uligani grillozzi si scatena la bagarre ( eufemismo) perchè asseriscono che i tempi per la raccolta siano troppo stretti – il classico è ” ci vogliono impedire di andare il Parlamento ! ” oppure ” golpe !” – non mancano quelli che con modi spicci ” dobbiamo scendere in piazza ” i più moderati ” rivoluzione ! ” – nessuno dei ” cervelli” che fanno parte del movimento ha avvertito il ragionier Grillo che esiste questa norma ? a questi dilettanti allo sbaraglio dovremmo affidare
    il cambiamento del nostro Paese ?

      • i cosiddetti consulenti legali di Beppone, probabilmente, sono all’erta per predisporre querele ad eventuali dissenzienti che manifestino qualche ” critica” , e non si decidono ad andare ” fuori dalle palle” dal movimento, come delicatamente chiesto dal nuovo statista con riccioli e abbondante barba – probabilmente questi
        “consulenti” non sanno un mazza di leggi e norme in materia elettorale..
        da quelle parti è tutto naif, e fai da te –

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