Il giornalista duro e puro – di Marco Demmini

L’ editoriale di oggi di Travaglio sarebbe comico se non fosse che ancora oggi milioni di persone – più tifosi che lettori, visto che in edicola Il Fatto è passato da circa 120.000 copie a 56.000 – continuano a prenderlo sul serio e a ritenerlo una fonte assoluta e indipendente di verità.

Con quella boccuccia può dire ciò che vuole

Il “giornalista dalla schiena dritta” autoacclamatosi come tale sosteneva che con i “politici non bisogna nemmeno andare a cena” per sottolineare la necessaria indipendenza del giornalismo dalla politica: per questo, dopo aver partecipato a decine di feste ed eventi ufficiali di IDV-Di Pietro sotto le bandiere sventolanti di IDV-Di Pietro,  il vicedirettore del Fatto difende disinterssatamente il suo amico Di Pietro, che tra l’altro ha sempre ammesso di votare. Nel 2008, forse dopo aver visto in faccia Scilipoti, Travaglio dichiarò solennemente di votare IDV perché “stavolta non ho visto altri De Gregorio nelle liste“. Nel nome dell’indipendenza giornalistica, si intende.

Il difensore d’ufficio di Tonino, comincia la sua apologia sostenendo che Tonino sia stato tante volte “dato per morto politicamente” e per rafforzare la sua tesi cita perfino, senza vergognarsi, l’episodio del figlio di Tonino, il quale “finì nei guai nell’inchiesta Romeo a Napoli“. Come fosse un complotto dei soliti nemici della premiata ditta Tonino & Marco, finito in una bolla di sapone. Naturalmente Travaglio non spiega che il figlio di Tonino fu beccato a chiedere raccomandazioni a favore di amici suoi in un’intercettazione con tal Mautone, dirigente pubblico poi arrestato nella vicenda Romeo.

Raccomandare un amico, cioè far assumere gli amici a scapito di sconosciuti più meritevoli, è una pratica aberrante. E questo perché chi – faccio un esempio – non era amico del figlio di Tonino non poteva ambire a un certo posto poiché lo stesso era concesso all’amico del figlio di Tonino su pressioni del figlio di Tonino;  e anche se aveva studiato di più e meglio, anche se era più capace, il più bravo perdeva il posto, il futuro e la speranza perché glielo aveva preso uno meno bravo su raccomandazione. Questo comportamento squallido avvelena i pozzi, abbassa la qualità della classe dirigente, aumenta la frustrazione tra i meritevoli figli di nessuno.

Il figlio di Tonino, diplomatosi a 22 anni, è stato severamente punito con un seggio da consigliere regionale (10.000 euro al mese o giù di lì). Strano che Travaglio non lo spieghi. Ed è quantomeno curioso che “il Trota” sia stato apostrofato in tutti i modi sul giornale tolleranza zero di Travaglio, ma che il figlio di Tonino in realtà non sia suo figlio ma uno statista in erba che, giusto per caso, è anche suo figlio.

Subito dopo il paladino degli onesti e dei puri, a parte una frecciatina a Elio Veltri davvero di cattivo gusto, tradisce la sua essenza di show-man e rutta una panzana divertentissima su Tonino, veramente da scompisciarsi: “mentre il centrosinistra lo taglia fuori un’altra volta, Grillo fa man bassa nel suo elettorato più movimentista e Report ricicla le accuse degli “ex” sui rimborsi e sulle case“.

Dire che il centrosinistra, ovvero il PD, abbia tagliato fuori Di Pietro è una bufala colossale. E’ una castroneria tale che anche i tifosi più acefali si accorgono facilmente dell’inganno. I fatti: Di Pietro cominciò la sua battaglia contro il PD postando un video di zombie, in cui campeggiavano Alfano, Casini e Bersani raffigurati come morti viventi (e dire che Bersani era un alleato). Dopo aver dato dello zombie al segretario del PD, chiaro segnale di pace in vista di un’alleanza, Tonino ha proposto pubblicamente un’alleanza con Grillo, contro il PD.

Chiedere a Grillo di allearsi alle elezioni contro il PD, secondo Travaglio è chiaramente un atto di amore verso il PD, un gesto da vero alleato fedele. Al giusto rifiuto di Grillo, Di Pietro sostiene pubblicamente di volersi candidare a primo ministro, e si dice convinto di farcela (Barbato gli prepara pure la torta, in un clima da bassissimo impero molisano). Inutile dire che Di Pietro sostiene totalmente la campagna stampa del Fatto Quotidiano contro il Presidente della Repubblica, ed è banale ricordare che Di Pietro è contro il governo, mentre il PD no, per cui dovrebbe risultare evidente anche al travaglista più fanatico che tra i due partiti ci sia leggerissima divergenza sulla strategia politica da adottare.

Ciò che rende incredubili è che dopo aver insultato il PD per mesi e mesi, Tonino torna dal PD come niente fosse e pretende categoricamente di essere suo alleato, e questo dopo essere stato scaricato penosamente da Grillo. “Ho chiesto un’alleanza con Grillo contro di voi e Grillo non l’ha voluta. Quindi sono tornato da voi e voi dovete prendermi categoricamente come vostro alleato!“, questo dice Tonino al PD ed è sotto gli occhi di tutti. L’hanno visto tutti, è inutile che Travaglio lo neghi e disegni Tonino una vittima del PD, quando è stato Tonino il primo a rompere con il centrosinistra. Tutto questo, secondo Travaglio, viene invece interpretato così: “il centrosinistra ha tagliato fuori Di Pietro un’altra volta“. Senza vergogna, ma davvero.

Il giornalista-sponsor di Tonino e Beppe (meravigliosa l’intervista al Caro Leader genovese, roba che Vespa al suo confronto è un giornalista audace e coraggioso), dopo questa battutaccia da caserma che fa rotolare per terra dalle risate, scrive che alcuni poteri oscuri (“sappiamo chi“), tra questi ci sono sicuramente i noti aderenti di Bilderberg nonché berlusconiani di ferro Alberico Giostra ed Elio Veltri, “riciccia fuori sempre la solita minestra, già giudicata infondata e diffamatoria da fior di sentenze” ma il più grande esperto di sentenze e diritto stranamente non sa che non c’è stata alcuna sentenza.

Stranamente, Tonino non è mai andato a processo. Stranamente, certi PM nemici venivano avocati. E stranamente, ma non tanto, la magistratura si muove quando cambia un clima, proprio come nel 92. L’abilità di manipolatore di Travaglio si evince ancora meglio da questa frase: “Il resto è noto e arcinoto: all’inizio l’Italia dei Valori era un piccolo movimento “personale”, tutto incentrato sulla figura del suo leader, che lo gestiva con un’associazione omonima insieme a persone di sua strettissima fiducia. In un secondo momento cambiò lo statuto per dargli una gestione più collegiale.”

Letta così, senza approfondire e fornire cifre – e Travaglio non le scrive apposta, per manipolare – sembra che la gestione personalistica sia relegata a un breve e trascurabile periodo di tempo. In realtà perdurò fino al 2009, cioè solo fino a 3 anni fa. Avete capito quanto è scorretto questo propagandista travestito da giornalista, idolatrato da fiumane di tifosi acefali, presi continuamente per il culo?

Infine, Travaglio – che di fatto ripete gli annunci dell’ufficio stampa di IDV – finge di dimenticare che Report non si è limitato a denunciare la questione degli immobili, del familismo, della donazione della Borletti – che secondo Travaglio fu una donazione finalizzata all’acquisto di appartamenti e auto private, e non ad attività politiche, secondo Prodi invece no – ma ha parlato anche del capogruppo regionale IDV Paolo Nanni, sì proprio lui, quello che partecipava a eventi pubblici con il giornalista indipendente Travaglio, e dell’ex avvocato di Tonino, Vincenzo Maruccio, numero uno dell’ IDV del Lazio, coordinatore regionale, già assessore in quota IDV. Maruccio non è uno Scilipoti qualunque, ma era un pezzo grosso sponsorizzato da Tonino.

A mio personalissimo parere tutto questo è molto brutto, molto falso, molto ipocrita.
Uno un po’ scurrile (non certo io) direbbe che un articolo del genere è semplicemente disgustoso.

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290 thoughts on “Il giornalista duro e puro – di Marco Demmini

  1. Per quanto riguarda il memoriale di Ingroia riporto enrix con una sua ricostruzione esemplare:

    Innanzitutto la memoria debutta con un bel paragrafo di autocompiacimenti ed autoincensamenti vari del tipo o quanto siamo stati bravi o quanto siamo stati belli a mettere insieme ‘sto capo d’accusa, cioè roba mai vista in una richiesta di rinvio a giudizio nei nostri palazzi di giustizia. In secundis, i PM inquadrano storicamente questa presunta trattativa, e configurano immediatamente un bel falso storico: secondo loro il passaggio tra la prima e la seconda repubblica sarebbe dovuto ad una specie di scazzo generico verso la “tassazione” da parte del ceto medio-borghese, con conseguenti velleità leghiste. Le inchieste sulle tangenti no, quelle per i PM non sono mai esistite, non hanno avuto evidentemente nessuna parte, nell’affondamento della prima repubblica, e quindi non le nominano neppure. Quindi, voto di storia: dal 3 al 4, giusto perchè siamo magnanimi ed hanno raccolto 150.000 firme di sostegno. Ad ogni modo la mafia cerca nuovi sbocchi e si mette a massacrare con le bombe, non per paura delle inchieste e di tangentopoli, ma per paura della lega Nord. Ma proseguiamo. Si arriva dunque alle stragi, quelle del 92-93. naturalmente, come non è esistita mani pulite, non sono esistite neppure le inchieste pericolose di Falcone e Borsellino. Niente mafia e appalti, niente riciclaggio, niente narcotraffico, niente fondi neri del PCUS, niente viaggi a Mosca, niente viaggi in germania, niente indagini sulle cosche agrigentine, niente di niente. Falcone e Borsellino erano praticamente due sfaccendati che proprio mentre se la godevano in vacanza dormendo sugli allori del maxiprocesso, sono stati uccisi per la trattativa e quindi per la ragion di stato, cioè per qualcosa che forse non sapevano neppure esistesse o che al limite, nel caso del solo Borsellino, conoscevano e stavano ostacolando, ma non è dato sapere dove e come. Cioè, la mafia ha voluto fare il botto per piegare lo stato, ed ha deciso di farlo con due vecchi nemici, che se no gli facevano un baffo. Questo il delirio, totalmente e vergognosamente irriverente verso i due eroi morti, in realtà, per le inchieste che stavano conducendo con la loro tipica inflessibilità. E veniamo alle prove. Le prove, sono le testimonianze di Ciancimino e Brusca. Ciancimino si da atto che sia sotto ai ferri della giustiza per calunnia e riciclaggio, tuttavia sulla trattativa dicono che ha detto e portato cose vere perchè riscontrate. Naturalmente, come sempre, non è che dopo la parola “testimonianze riscontrate” compaia la formuletta “come ad esempio” seguita almeno da un esempio. Dio ci scampi. Per quanto risulta a me, le testimonianze ed i documenti di Ciancimino jr rientrano solo e soltanto in due tipologie: quelli di provata falsità, e quelli di non provata autenticità. Appartenenti alla terza categoria, quelli di provata autenticità, io non ne conosco. salvo se vogliamo farci prendere per il culo. Faccio un esempio. Ciancimino jr sostiene che gli incontri fra Mori e don Vito, anzichè ad agosto, sono avvenuti a giugno. Brusca dopo varie deposizioni in aula giurate dove affermava di aver saputo da Riina di una tratttaiva solo ad agosto, ha arretrato a giugno, senza motivare le ragioni di questa “revisione”. Ma le ragioni ci sono: la nuova versione, coincide con la versione di Ciancimino je. A sua volta la versione di Ciancimino jr, coincide con la nuova versione di Brusca. Quindi siamo a posto. Il genio riscontra il mago, e viceversa. Si noti tra l’altro, che più volte è citato il “papello”, ma mai viene detto che questo si trova agli atti in copia autentica, ma si continua a mantenere l’ambiguità: quando si parla del “papello”, se ne parla sempre in forma mitologica, e trascurando il piccolo dettaglio che agli atti si trova, guarda caso, un papello, consegnato proprio da Ciancimino Jr. Su questo papello, io affermo e posso provare, esistono ben 12 indizi che ne mettono assolutamente ed indiscutibilmente in dubbio l’autenticità. Eppure agli atti c’è lo stesso. ma nella memoria si parla solo di un papello generico, senza confermare che detto sarebbe stato acquisito agli atti. Coda di paglia? Ce ne sarebbero molte altre di cose da dire, ma il capolavoro finale, è quell’individuazione di quel patto di ferro, stipulato tra il 93 ed il 94 tra l’asse BAGARELLA-BRUSCA-MANGANO-DELL’UTRI E BERLUSCONI. Subito dopo il patto di ferro, BAGARELLA BRUSCA E MANGANO sono finiti in galera per tutta la loro vita, davvero un bel patto. ma come ci fa capire Bordin, in fondo si sono fidati di Berlusconi, poveri padrini. Non erano ancora usciti i libri di Travaglio a metterli in guardia dal personaggio.

    • Se noti, Robgore e anche Enrico se ci legge, il paragrafo fatto sparire da Olindo e Rosa da Palermo sul Tossico cartaceo, “dice” anche un’ altra cosa.
      Contiene in pratica la sconfessione di parte della sentenza di Firenze, in questo passaggio, la parte che metto in grassetto:
      “Una trattativa indubbiamente ci fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des. L’iniziativa fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non dagli uomini di mafia“.

      Come farla conciliare con questa, che è proprio il paragrafo censurato che ha segnalato Bordin?
      “Va, ovviamente, sempre tenuto conto che, ai fini della consumazione del reato, è del tutto irrilevante che i benefici richiesti siano stati effettivamente ottenuti, essendo del tutto indifferente per un mero reato di pericolo, come nel caso di specie, che la vittima sia stata concretamente intimidita e quindi costretta a compiere gli atti richiesti, con conseguente turbamento dell’attività di Governo.”

      In altre parole, com’è possibile che lo Stato assuma l’ iniziativa e allo stesso tempo sia stato vittima “concretamente intimidita“?

      • Ma su questo ne abbiamo parlato sempre Renzo e tutto torna. Fino ad ora vedo solo capriole e neanche una piccola prova a favore di sta “trattativa” del menga.

        • Sì ma i trattativisti alla Crapa Pelada e il Bolzo continuano a battere su quella sentenza, la portano come prova certa (salvo che non dice chi erano, cosa do e cosa des) e adesso Palermo certifica che lo Stato l’ ha iniziata ma era già intimidito 😀
          Hai ragione, fanno salti mortali tripli carpiati per sostenere un teorema in cui non credono più nemmeno loro, solo che c’han messo troppe volte la faccia e non sanno come uscirne.
          Per me la sola via di fuga che hanno è dire che i poteri forti hanno impedito agli eroi di Palermo di scoprire la verità, vedrai che finisce così.

    • A me il riassunto che fa enrix non è che mi convinca più di tanto

      a) anzitutto la “Memoria” non ha lo scopo di contestualizzare gli omicidi di Falcone e Borsellino ma si preoccupa in primis di focalizzare in modo sintetico la c.d. “trattativa Stato-mafia”, tant’è che a pagina 3 viene indicato il punto di partenza della “trattativa” : “Secondo la ricostruzione emersa dalle risultanze finora acquisite, la trattativa, dal lato di Cosa Nostra, venne originariamente gestita direttamente dall’odierno imputato Salvatore RIINA, all’epoca capo assoluto del sodalizio mafioso, mentre, da parte dello Stato, venne condotta da alcuni alti ufficiali dei Carabinieri ovvero il Comandante del ROS Gen. Antonio SUBRANNI, il suo Vice Col. Mario MORI e il Cap. Giuseppe DE DONNO, a loro volta investiti dal livello politico ecc. ecc.”
      Quindi siamo nell’estate del ’92, dopo Capaci. Si tratta semmai di capire se c’è una relazione tra la c.d. “trattativa Stato-mafia” e la strage di via D’Amelio, la “Memoria” però non si sofferma su tale questione.

      b) il discorso sulle “prove” è piuttosto complesso : non credo comunque che tutto ruoti attorno a Ciancimino Jr e Brusca

      c) non è vero che “subito dopo il patto di ferro, BAGARELLA BRUSCA E MANGANO sono finiti in galera per tutta la loro vita” : subito dopo il presunto “patto di ferro” c’è il Governo Berlusconi (10 maggio 1994 – 22 dicembre 1994) , Bagarella e Mangano vengono arrestati nel ’95, Brusca nel ’96, quindi l’ipotesi del “patto di ferro” regge benissimo

      • @Msud , consiglio veramente di smetterla, Hai rasentato il ridicolo veramente. La c e da scompisciarsi veramente. Rileggi la memoria del vigliacco Ingroia.

        Ti lascio anche questa:

        (ANSA) – PALERMO, 7 NOV – E’ dibattito sulla maling-list dell’Anm sulla memoria sulla trattativa Stato-mafia depositata dai pm di Palermo nei giorni scorsi.

        Molte le critiche, alcune anche pesanti e irridenti, verso l’atto che ricostruisce l’indagine sulla trattativa e sul procuratore aggiunto Antonio Ingroia, volato in Guatemala per ricoprire un incarico dell’Onu. Gli appunti di giudici e pm riguardano sia l’impostazione giuridica dell’indagine, sia l’essenza della memoria ritenuta da alcuni fumosa.

        Grande Ingroia, e per finire quest’altra perla scovata sul Fatto:

        Costernati e affranti per la partenza del collega

        il CSM (organo costituzionale di autogoverno della Magistratura)
        l’ANM (associazione nazionale magistrati)
        MD (magistratura democratica, corrente di sinistra dei magistrati)

        hanno emesso il seguente comunicato congiunto:
        pe pe pe pe pe pepe
        pe pe pe pe pepe
        pe pe pe pe pepe pe
        brigitte bardot bardot brigitte beijou beijou
        ay ay caramba ay ay caramba ay ay caramba ay ay caramba
        brasil la lala la la la la
        lala la la la la la la
        lala la la la la la la la
        eh meu amigo charlie eh meu amigo charliee

        dovevate vederli a fare il trenino affranti e disperati.

        PS
        Possono assolvere riina, mannino e saverio romano
        possono archiviare nel cestino le indagini su schifani
        possono scoprire che scarantino e ciancimino lo hanno preso per il c
        possono pure arrestargli per mafia il collega d’ufficio
        ma ingroia, come Santa Rosalia e Padre Pio, i suoi devoti li avrà sempre.

        Continuo? Hai letto il sito segugio.daonews.com vero?

        • @ robgore

          a) non ho commentato “la memoria del vigliacco Ingroia”, ho commentato il commento di enrix

          b) sulla “Memoria” ho già espresso la mia opinione (negativa) sul FQ
          ma non condivido nemmeno l’atteggiamento di coloro che sulla mailing-list dell’ANM criticano Ingroia : ognuno si faccia i processi suoi.

          c) in generale le posizioni di enrix non mi convincono

  2. Sono di parte lo ammetto.
    Comunque siamo alle solite. Gente di destra (giornalisti , ex ministri, signoraggisti vari) che ci fa sapere che “l’unica speranza è beppe grillo” non mi stupisce + di tanto. L’importante è non far vincere l’odiatissima sinistra. Metterla sul tragico, sulla “guerra di religione” ideologica. Nel 94 per non far vincere i “comunisti che mangiavano i bambini” ci si è inventati Berlusconi. Proviamolo! Se non ci sta bene si cambia. Certo, come no. Poi si è passati al “facciamolo lavorare”. Lui che non è un “politico di professione” e che tanto successo ha avuto con le sue aziende. No problem, tanto poi i danni del degrado culturale e economico li pagano tutti.
    Mi sa che la caduta del muro ha fatto + danni alla destra italiana. Sicura di vincere cullando un vetero anti-comunismo ( che in italia vuol dire anti-sinistra in generale) si continua a presentare con “professionisti” dell’improvvisazione. E l’improvvisazione , come sa chiunque faccia un lavoro , arreca solo danni. Danni su danni.
    La destra (in maniera + o – subliminale ) si sta compattando su grillo con l’idea di fare una gigantesca “parma” a livello nazionale.
    La vecchia maggioranza di destra , con in + casini, cerca di impedire a PD e Sel di avere una maggioranza stabile mettendo un premio di maggioranza irraggiungibile.
    Non ho mai avuto idee + chiare su chi andare a votare.

      • Bella risposta articolata.
        Sto dicendo che la destra e parte dei suoi elettori si fanno attrarre dal pifferaio della situazione pur di non votare “dall’altra parte”. Che in Italia c’è ancora il voto ideologico.
        Spiegami cosa c’entra il “gomblotto” con il verificare che elettori , giornalisti e simpatizzanti di destra hanno votato un pagliaccio a prescindere in funzione anti-sinistra per 20 anni. E anche verificare che + scendono i voti alla destra e + salgono a grillo.

        • se ti vai a rileggere il tuo stesso commento originale, noterai frasi del tipo: “…Metterla sul tragico, sulla “guerra di religione” ideologica.Nel 94 per non far vincere i “comunisti che mangiavano i bambini” ci si è inventati Berlusconi….[la destra] Sicura di vincere cullando un vetero anti-comunismo (che in italia vuol dire anti-sinistra in generale) si continua a presentare con “professionisti” dell’improvvisazione…La destra (in maniera + o – subliminale ) si sta compattando su grillo con l’idea di fare una gigantesca “parma” a livello nazionale.”
          se non è una teoria del complotto questa…fantastica poi l’affermazione che essere vetero anticomunisti significa essere contro la sinistra in genere, a quando l’affermazione che non essere di sinistra equivale ad essere fascisti?

          • Ripeto. Dove è il complotto? E’ stato tutto alla luce del sole. Berlusconi si è presentato come alternativo alla sinistra , definita da lui stesso “comunista”. Devo forse riportare le centinaia di link in cui il berlusca utilizza la retorica anticomunista? Ho scritto che alcuni giornalisti ed un ex-ministro di destra sono saltati sul carro grillesco, ed ho portato l’esempio di parma come la prova (almeno a livello regionale) che anche a livello elettorale i simpatizzanti di destra hanno preferito pizzartotti alla sinistra. Esternazioni di giornalisti e votazioni, quanto di + distante ci possa essere da complotti nascosti.
            Avere una teoria del complotto è pensare che ci siano poteri nascosti che indirizzano le scelte di una nazione ma io, e forse ti sfugge questo particolare, parlo di risultati elettorali e della retorica utilizzata dalla destra berlusconiana in questo periodo.

          • @budde
            magari a qualcuno potrà sembrare, ma non sono per la polemica fine a se stessa. incontriamoci a metà strada: 50% ti sei espresso male, 50% ho capito male io.

      • non è questione di complotto, ma non è possibile che, ogni volta che un governo di sinistra moderata può riuscire a governare, arrivi un populista demogogo a rompere le scatole. Io non sono un comunista, ma secondo me l’Italia ha bisogno di tanta socialdemocrazia, come in Germania ed in Svezia, paesi aperti all’economia di mercato ma dove il welfare funziona bene: il cittadino è seguito “dalla culla alla tomba”

        • Il Pd avrebbe vinto le elezioni dopo la caduta di berlusconi e sarebbe andato al govero se Bersani e i suoi non se la fossero fatta sotto. Lasciare ai “tecnici” il lavoro sporco per poi accomodarsi quando le cose sono più facili poteva sembrare una bella idea, ma gli altri non aspettano.

        • se in italia non esiste e mai è esistita una forza politica socialdemocratica (lasciamo perdere il psdi, è un’altra cosa) la colpa è solo ed esclusivamente del pci. prendetevela con gli esponenti di quel partito.

    • Ti è sfuggito il piccolo particolare che il PD sostiene il governo Monti e una sua non piccola parte è pronta a sostenerlo anche in futuro. A questo punto devi ampliare e di molto il tuo concetto di destra, per stare dentro il tuo disegno.

      • Siccome dopo “complotto” adesso vedo il termine “disegno” sono portato a pensare di non aver espresso bene un concetto molto chiaro (almeno per me).
        Gli elettori di destra , in Italia, voterebbero anche lele mora pur di non far vincere la sinistra.(può darsi che anche gli elettori di sinistra farebbero lo stesso ma non abbiamo la controprova).
        Monti è un tecnico che può dare un aiuto ad un governo. Ma , ed è questo l’altro punto che mettevo in evidenza, un conto è se lo fa da ministro di un governo PD-Sel , un conto (come vorrrebbe casini ) come presidente del consiglio di un governo di larghe intese.
        Il fatto che il PD cerchi sempre sponde al centro è anche perchè si rende conto che in italia un maggioranza di sinistra non esiste.

    • i lettori del Tossico sono ridicoli, hanno un odio delirante nei confronti della scienza, ma non è colpa loro, la scuola italian ha sempre dato più importanza alle materie letterarie.
      Certo è che Nature dovrebbe aspettare le motivazioni della sentenza dell’Aquila
      prima di parlare, ma su Cellulari e Green Hill temo che abbiano ragione.

  3. Per chi è indeciso su cosa votare: in questo frangente storico, ahimé, bisogna votare – a parer mio – in modo strategico solo e soltanto per chi può portare i maggiori danni all’asse Grillo-IDV. Quindi lasciate perdere i radicali e orientatevi su PD (parere personale, eh)

    • Io invece ho già pronta la non lista “Lasciateli Soli”, perchè solo il totale abbandono delle urne da parte dei cittadini potrà liberarci da questa classe dirigente (non solo politica) di incapaci e approfittatori.

      • Mi sa che sono d’accordo con te Carlino! Il problema è che in questo paese è difficile trovare persone che abbiano la dignità di vergognarsi.

    • cioè turarsi il naso e votare dc, pardon pd! bah siamo alle solite, votare non per un programma, un’ idea costruttiva ma solo contro qualcuno. finisce il fascismo ma non l’antifascismo, finisce il berlusconismo ma non l’antiberlusconismo, oggi nasce l’antigrillismo che sopravviverà al grillismo ecc. cambiano i termini ma rimane la solita minestra riscaldata. ma non viene in mente a nessuno che se berlusconi ieri e grillo oggi (forse) vince è anche perchè dall’altra parte si registra un encefalogramma politicamente (e magari non solo) piatto?
      per parte mia, resto a guardare sulla riva del fiume aspettando che passino i cadaveri (qualcuno è già passato, altri ne arriveranno).
      ovviamente parere puramente personale.

        • allora vorrebbe dire che ci sarebbe una parte politica talmente onesta e irreprensibile da decidere di perdere le elezioni pur di evitare di incorrere nel reato di circonvenzione di incapace. sì è così… e io sono animal hamaguchi.

    • Vizzini?
      Sarà mica sempre quello che andò a cena con Borsellino?
      Quello che Ninuzzo Di Matteo non voleva sentire al processo Mori/Obinu?
      Sarà lui? Mahh…

      • Comunque è scandaloso che in Italia i politici possano ancora esprimersi candidamente come ha fatto Rutelli e che Casini nega, è inaccettabile un tale ostruzionismo e che soprattutto non venga condannato da TUTTI perchè è prassi tipica italiota e veramente poco democratica. Questi signori vogliono cambiare una legge solo perchè tengono d’occhio i sondaggi elettorali, perchè quando si propose il referendum ce ne si è sbattuti i coglioni di cambiarla nonostante una chiara volontà popolare.

        E lo dico io che non voterei né Grillo né PD che sono i principali candidati ad ottenere quel beneamato premio di maggioranza.

        RIPETO È UNA VERGOGNA e sarebbe vergognoso se venissi a sapere che Napolitano spinge in questa direzione come alcuni giornali sembrano alludere. Gente come Casini e Rutelli comunque sono persino peggio di Berlusconi.

  4. Condivido con voi le mie intenzioni di voto.

    Sono un indeciso quindi vorrei valutare fino all’ultimo, però ovviamente, sono indeciso tra alcuni partiti che elenco:

    Partito radicale.
    Alla fine tirando le somme è un partito che incentra il suo programma molto sulla giustizia (cosa molto scarsa in Italia come tempi e altre mille cose) e ci offre radio radicale con tutti i processi. E’ trasparente nei bilanci non spara boiate nei talk show (quasi mai invitati) ed ha una sua linea coerente, propone sempre referendum giusti e azzeccati e mille altre cose positive sulle liberalizzazioni Mia prima scelta per ora.

    Partito democratico.
    Qui c’è una certa rivalutazione, nel senso le primarie con dibattiti tra loro e un certo linguaggio molto pacato e poco violento (a differenza di altri individui beceri) . E anche un voto diciamo che ha un valore maggiore nel senso di governabilità. Preferisco il Pd che il movimento 5 merde con a capo un pregiudicato diffamatore condonato che fa la morale , spara cazzate e offende fisicamente e non, sarebbe un salto nel vuoto.Tralascio anche i seguaci di questo movimento ignoranti offensivi e nascosti cosa che mi irrita per avere un dibattito. Inoltre il PD porta avanti l’Euro con il suo sistema cosa che ancora credo fortemente, mentre il pregiudicato continua a parlare di referendum incostituzionali ed uscite a casaccio.

    Altri movimenti nuovi li valuto ma ancora non sono partiti quindi mi astengo.

    • Per quanto riguarda il PD, ieri sera mi sono guardato il Crozza a Ballarò, ed è stato simpatico quando ha descritto il semplice sistema delle primarie che Bersani ha messo in piedi.
      Bersani si chiama fuori, ovviamente è decisione del direttivo, come se lui non contasse nulla.
      Che Renzi stia sulle balle alle cariatidi del PD è noto e scontato, li vuole rottamare, solo che a differenza di tutti gli altri Renzi ha una strategia mediatica, e sembra pure buona.
      Infatti Beppe lo deride spesso dal blog, con Bersani sa che è inutile, sia per target che per strategia, è molto più pericoloso Renzi per lui.
      Poi, proprio poco fa, trovo quelli che “cerazade” chiama i sondaggi di Renzi che la EMG di Masia (lo stesso che li fa a Mentana) gli manda con cadenza regolare.
      Già è curioso che li abbia, però poi dai dati si capisce perchè Bersani vorrebbe una scarsa affluenza alle primarie.
      Il campione di 1000 intervistati è un po’ scarsino per fini statistici precisi, ma Renzi dovrà fare anche i conti coi costi che avrebbe un campione 3 o 4 volte più ampio, che parimenti potrebbe costare 3 o 4 volte di più.

      http://www.ilfoglio.it/cerazade/2778

    • ANCHE io facevo parte degli indecisi,MA adesso non sono piu tanto sicuro.
      MA é normale perche LA NATURA non ha letto la dichiarazione dei diritti dell’uomo;PER questo lei continua a farci differenti.
      un consiglio?? vota GRILLO,cosi farai la fine di quella donna che sposo un CORNUTO e fu obbligata a farsi inc… da tutti.

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