Michelone e le indagini scomparse

Ricordate quando mani vigliacche e anonime, senza dubbio pagate dai poteri forti, attentavano alla libertà di Michele Santoro di mettere in onda il suo “Servizio pubblico” lo scorso autunno? Massì che le ricordate, oppure continuate a leggere.

Bande di malfattori andavano in cima alle montagne a minare ripetitori, piegavano antenne, rubavano trasmettitori, e compivano questi atti criminali solo per mettere il bavaglio a giornalisti puri e liberi.
Ommioddio, il bavaglio il bavaglio IL BAVAGLIOOOO! O era pubblicità, solo pubblicità, nient’altro che pubblcità? E che fine hanno fatto le indagini dei magistrati su quegli attentati? Perchè avranno aperto dei fascicoli, senza dubbio, c’è l’ obbligo dell’ azione penale, e l’ ipotesi napalm (manco fosse il Vietnam!) su cui la Polizia Scientifica di Padova ha indagato, mi ha fatto presagire che forse anche Gladio fosse coinvolta negli attentati. Staranno ancora indagando, perchè ad oggi non hanno catturato questi vili attentatori alla libertà di tivvù.

Ma i poteri forti che in segreto combattevano contro Santoro potevano forse fermarsi agli attentati alle antenne? Certo che no, altrimenti che poteri forti sono? A dicembre 2011 infatti scoppia il caso Auditel, che, guardacaso, è in mano ai poteri forti. E cosa facevano questi felloni? I malandrini taroccavano al ribasso i dati di ascolto del “servizietto in pubblico”. Vabbè, non delle prime due puntate, quelli erano veri, erano in doppia cifra, quindi andavano bene. Hanno iniziato dopo a taroccarli, quando lo share scendeva inesorabile a valori imbarazzanti. Ma i dati Auditel sono importanti per vendere la pubblicità, taroccarli contro Michelone prefigura di sicuro un reato, e i magistrati avranno aperto qualche fascicolo di indagine, o no? Non si sa, anche se temo siano intervenuti, ancora una volta i poteri forti.

Dopo questi esordi, così drammatici e che hanno tenuto orde di uligani col fiato sospeso per settimane, è calato un silenzio di tomba. Forse il silenzio era però dovuto ad altre cause, perchè il Michelone, privo di copertura legale pagata da altri (tipo noi quando era in RAI), ha rifilato una serie di puntate sciape, senza mordente, complice anche la malaugurata caduta del banana. Avere il sedere scoperto è un rischio, e per questa ragione s’è limitato a fare puntate all’ acqua di rose. Che vada ricondotta a questi motivi la delusione degli uligani, sempre assetati di sangue, i quali lo hanno via via abbandonato al suo triste destino di minuscolo share? Lontani i tempi dei 4/5 milioni di telespettatori, Michelone ha allora giocato la carta Cielo, per ritornare almeno sul digitale terrestre, ma anche in cielo non ha più santi.

Panza e sottopanze

Peccato che in tanti, circa 100mila, ci avessero creduto nell’ iniziativa, propagandata come “10 euro di tivvù”, ce li dai oggi e non li rivedi più, magari anche perchè parlavano di azionariato pubblico: “Le vostre non sono semplici donazioni oppure elemosina come ha detto qualcuno, le vostre quote saranno trasformato in azionariato collettivo e ve ne daremo conto passo passochiosava l’ Innocenzi, ma non è colpa sua, e poi una che si chiama così, è innocente per cognome. Poi però han cambiato idea e destinazione dei soldi, ma può succedere anche ai più sinceri ed onesti, anche ai giornalisti con la schiena dritta come loro (sì sì, come no).

Forse la risposta al perchè adesso Michelone sbarca su La7, dopo il gran rifiuto dell’ anno scorso, oltre alla faccenda della copertura legale, è da ricercarsi proprio nei numeri d’ ascolto, ormai irrilevanti, a cui era relegato, lui e i suoi soliti pezzenti in questa sorta di Armata Brancaleone di cui è a capo.
E dov’è possibile leggere la progressione verso l’ irrilevante di Michelone & co.? L’ ho trovata per caso su Wikipedia, e, a parte il fatto che non capisco cosa possa esserci di enciclopedico in una voce su “servizietto in pubblico”, c’è una bella tabella con numeri che parlano chiarissimo.

Tornerà agli antichi fasti dei milioni d’ascolto? Sarà un programma-spot-pro-Grillo? Vauro non farà ridere come al solito? Travaglio rutterà come sempre? Vedremo…

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235 thoughts on “Michelone e le indagini scomparse

  1. @ enrix ( commento del 1 novembre 2012 alle 11:51)

    1) premesso che i mancati rinnovi del novembre del ’93 non vanno esaminati sotto forma nominativa ma vanno considerati nel loro valore simbolico complessivo e per la valenza strumentale che hanno in quel preciso momento, premesso che la data dell’attentato del 23 gennaio 94 è tutta la verificare nonostante la testimonianza di Spatuzza, potrei anche essere d’accordo sul fatto che nel ’93 non si sia sviluppata una vera e propria “trattativa Stato-mafia” , è necessario però elaborare un modello esplicativo capace di spiegare i fatti e le circostanze di quel momento storico e a me sembra che la tua teoria del “depistaggio” non sia valida.

    2) la tua risposta alla mie domande [ “.. rimane il dubbio sulle mancate proroghe di novembre. Perché a novembre i DM non furono rinnovati ?” Perché Conso ha sostenuto di aver preso quella decisione per “dare un segnale e fermare la minaccia di altre stragi “ ? Quella decisione è il frutto di una “trattativa” o è il cedimento ad un ricatto ? ] non è convincente : tu vuoi semplicemente negare la c.d. “trattativa Stato-mafia” ma poi non ti preoccupi di spiegare adeguatamente alcune circostanze particolari tant’è che non rispondi alla domanda principale : perché Conso ha sostenuto di aver preso quella decisione per “dare un segnale e fermare la minaccia di altre stragi” ?
    Sei proprio sicuro che “non ci fu alcun segnale verso Cosa Nostra che potesse consentire a qualche gerarca favorevole alla linea dura di poter dire: vedete, cari compari delle varie famiglie: abbiamo colpito e abbiamo ottenuto” ? Sei proprio sicuro che le mancate proroghe di novembre non siano state recepite da Cosa Nostra come un segnale di arrendevolezza dello Stato ?

    3) a partire dalla fine di luglio del ’93, gli attentati sono stati percepiti anche come un tentativo di Cosa Nostra di forzare la mano sul 41-bis. Sotto questo profilo, lo scopo degli attentati del ’93 non era tanto quello di ottenere benefici per i boss appena arrestati ( Piddu Madonia, Riina, Nitto Santapaola ) o di ottenere benefici solo per gli affiliati ma era proprio quello di scardinare il 41-bis nel suo complesso. Sotto questo profilo, le mancate revoche dei DM del novembre ’93 sono state per Cosa Nostra il segnale che la strategia stragista poteva essere pagante.

    4) i Graviano sono riusciti ad avere dei figli pur essendo sottoposti al “carcere duro” , vuoi che non fossero in grado di far arrivare un ordine a Spatuzza ? No, il motivo per cui cessano gli attentati non è legato all’arresto dei Graviano, all’incapacità personale di Bagarella o al raggiungimento di quello che tu indichi come “il vero obbiettivo degli attentati, e cioè offuscare e far affondare la mani pulite palermitana latente e le altre inchieste più importanti di Falcone e Borsellino”, gli attentati cessano perché nel gennaio del ’94 cambia lo scenario …

    Conosco benissimo la testimonianza di Calderone ma tu la contestualizzi nel modo sbagliato : quella testimonianza va letta in relazione agli attentati di Capaci e di via D’Amelio, anzi per essere più precisi quella testimonianza va letta in relazione ai “colloqui” tra il ROS dei Carabinieri e Vito Ciancimino.

    L’ipotesi che gli attentati del ’93 si siano sviluppati nel contesto di un’operazione di depistaggio per “annichilire le inchieste di Falcone e Borsellino, e tutte le loro annessioni, e con lo scopo di farlo mascherando i veri intenti con il trucco del terrorismo” non sta in piedi per un motivo molto semplice : non avrebbe avuto senso imbastire un’operazione del genere, a distanza di mesi da Capaci e da via D’Amelio, visto che alcune delle inchieste di cui parli muoiono con Falcone e Borsellino mentre altri filoni sopravvivono a prescindere dagli attentati. Gli attentati del ’93 si sviluppano nel contesto di una “strategia della tensione” e la questione del 41-bis è solo la parte visibile della vicenda.

    Che l’attentato all’Olimpico dovesse avvenire esattamente ad un anno una settimana e un giorno dall’arresto di Riina è un’ipotesi senza appigli concreti, tra l’altro la data del 23 gennaio ’94 non è sicura ma se fosse sicura andrebbe rapportata semmai alle scadenze del 41-bis di fine gennaio, non certo all’anniversario della cattura di Riina. E’ vero però che l’attentato potrebbe essere considerato anche come una vendetta nei confronti dei Carabinieri del ROS ma non è detto che il motivo della vendetta fosse la cattura di Riina …
    .
    5) non sono un esegeta del Travaglio-pensiero, ritengo che sulla c.d. “trattativa Stato-mafia” MT non abbia le idee molto chiare ma non c’è da meravigliarsene visto che nemmeno la Procura di PA sembra avere le idee del tutto chiare, comunque MT non è l’unico che manipola ad hoc i fatti reali.

    Ci sarebbero tante altre cose da dire ma per il momento mi fermo.

  2. MSUD. Ancora una nota sulle cose che ci siamo detti. Sul rinvio a giudizio per calunnia di Riccio, ricordavo male i contenuti del trafiletto che avevo letto, chiedo venia. La cosa è più complessa e non ancora definita. Si tratta in realtà di un annullamento, da parte della Cassazione, dell’ordinanza di archiviazione del procedimento per calunnia, relativamente alle vicende di Mezzojuso, a carico di Riccio. La Cassazione ha annullato l’archiviazione senza rinvio, intimando la riapertura del procedimento per il rinvio a giudizio. Quindi non è il GIP che ha rigettato la richiesta d’archivizione della procura, come ricordavo io, ma la Cassazione che ha rigettato l’ordinanza di archiviazione del GIP, annullandola. Questo avviene solo quando la Cassazione non ritiene valide le ragioni per archiviare, quindi il segnale è questo. Ecco il trafiletto che era stata la mia fonte: http://www.televideo.rai.it/televideo/pub/notiziasolotesto.jsp?id=866737&pagina=505&sottopagina=1 Per quanto riguarda il fatto che i due episodi siano o meno del tutto chiari, questi risultano assolutamente chiari e chiariti dagli atti del processo a carico di Ultimo e Mori concluso con l’assoluzione, e dal dibattimento del processo in corso per quanto riguarda Mezzojuso. Sono chiariti in quanto presi uno per uno e confrontati con gli atti, tutti i passaggi che la vulgata considera come non chiariti o poco chiari, risultano invece delle semplici falsità o manipolazioni della realtà. Tu dimmi che cosa ci sarebbe di poco chiaro, scendendo nel merito, ed io ti dimostrerò che in realtà si tratta di un fatto chiaro ma soltanto mediaticamente manipolato.

    • @ enrix

      – prendo atto della correzione, come vedi la materia è piuttosto scivolosa, è facile fare degli errori

      – non lo letto la sentenza della Cassazione e quindi non mi pronuncio

      – non credo che l’episodio dell’arresto di Riina e quello della mancata cattura di Provenzano a Mezzojuso siano del tutto chiari, il fatto è che questi episodi, per poter essere compresi, andrebbero inquadrati in una cornice più ampia. Le sentenze vanno rispettate ma non sono il Vangelo

      P.S. la tua amica Antonella Serafini non sta facendo una bella figura sul blog LiveSicilia

      • Mah… la Serafini è giornalista professionista iscritta all’albo. Chiamata in causa in un commentario pubblico, con nome e cognome, come una che passa il tempo a delirare, non vedo che cosa avrebbe dovuto fare al di là di procedere come sta procedendo. Io sto facendo la stessa cosa sulla bacheca di Travaglio, annunciando la querela contro un anonimo che ha scritto che io starei seminando la rete di menzogne. Questo tipo di affermazioni va sempre supportato con esempi concreti, altrimenti è solo diffamazione. La rete è colma di attacchi personali contro di noi, attacchi sempre puntualmente fuori del merito e privi di argomenti oggettivi. I fatti di Palermo e Mezzojuso si può provare anche a proporli per studi su eventuali correlazioni con l’antico testamento, se si vuole, ma ciò che non si può fare è dire che Ultimo non ha perquisito senza una ragione valida (il che è falso), o che ha interrotto la sorveglainza senza una ragione valida (il che è falso), o che non ha comunicato di avere interrotto producendo danni alle indagini (il che è falso), o che Riccio avrebbe telefonato a Mori dicendo che al suo segnale era pronto ad ammannettare Provenzano, (il che è falso), o che quello di Mezzojuso era il covo di Provenzano (il che è falso), ecc… ecc… Queste per il momento sono le falsità in cui crede il popolo viola e queste falsità sono state seminate da giornalisti ma anche da magistrati di pochi scrupoli; quando invece emergeranno nuovi argomenti a seguito di inquadramenti in cornici più ampie, allora vedremo questi argomenti e ne riparleremo. Per il momento invece le accuse e le insinuazioni si basano solo sulle falsità che ti ho elencato, che agli atti risultano tutte chiarite in termini oggettivi.

        • Non so se l’ hai notato, ma c’è un passaggio nell’ audizione in commissione antimafia di De Gennaro che non mi è piaciuto per niente: quando cita la perquisizione del covo di Provenzano in relazione con quella non fatta di casa Riina.
          Tu Enrico sai benissimo, come pure io so, che sono due circostanze oggettivamente totalmente diverse, sia per luoghi che ipotesi investigative.
          Mi chiesi subito: perchè dice ciò?
          L’ hai sentito e notato quel passaggio?
          Se sì, che idea ti sei fatto?

          • Quel passaggio preciso non lo rammento. Ad ogni modo in tutta questa vicenda, c’è, effettivamente questo denominatore comune. Quando si circoscrive la discussione al solo ROS di Palermo di quell’epoca, tutti sono pronti a mostrare la propria disponibilità a sacrificarlo anche supportando ed avvallando le menzogne classiche e la vulgata. L’intero centro-destra del parlamento e dei giornali poi, da quando si è scoperto che le mani nella marmellata ce l’avevano Scalfaro e quelli del governo Ciampi, ha cominciato a gridare allo scandalo dello trattativa, senza esitare ad avvallare la teoria che questa sia cominciata con Mori e Ciancimino. Ho già sentito pure Mancino, provare a blandire giornalisti e magistrati sulla pelle di Mori, il che è tutto dire. Mancino, pensa un po’ . Martelli poi, non parliamone. Mitica fu questa sua uscita: “ebbi la netta sensazione di un forte “feeling” fra gli ufficiali del ROS e Vito Ciancimino”. Non sono parole testuali, ma se cerchi la trovi, il senso era quello. Io rilevai già a suo tempo che si trattava di uno schizzo di fango gratuito (chissenefrega della sua sensazione sul feeling fra i carabinieri ed il potenziale collaboratore) riferito ad una circostanza del tutto improbabile, in quanto Martelli non aveva rapporti con Mori e De Donno, se non attraverso l’intermediazione della Ferraro e di altri, e soprattutto non credo abbia mai incontrato in vita sua Ciancimino. Quindi di che sensazione sta parlando, se non ha avuto contatti diretti? Io potrei andare in un’aula di tribunale e dire che a suo tempo ebbi la sensazione, dalle notizie sui giornali e da ciò che mi veniva riferito, di un forte “feeling” fra Di Pietro e Pacini Battaglia o altri indagati, ma non vedo come mi potrebbe essere consentito in un’aula di tribunale o in una commissione parlamentare di esprimere una simile opinione su persone che oltretutto non frequentavo, A Martelli invece è stato consentito e la sua affermazione ha avuto una grande eco sui giornali.

          • Innanzitutto congratulazioni per aver “ri-bucato” il mainstream grazie anche a Facci e Libero.
            http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=1MPDVD
            Complimenti estesi anche alla Serafini, ovviamente.

            Passando alla faccenda, ho ritrovato (abbi pazienza) il trascritto dell’ audizione di De Gennaro in antimafia e ho trovato il passaggio che non m’era piaciuto. E’ a pag.22, ultimo paragrafo.
            http://www.linkiesta.it/sites/default/files/uploads/blogs/u551/audizione_de_gennaro.pdf
            L’ ha pubblicato Linkiesta e un grazie a Luca Rinaldi mi sembra doveroso
            http://www.linkiesta.it/blogs/pizza-connection/stragi-92-93-la-versione-di-de-gennaro

            Forse avrai notato che anche ieri sera, quel gran giornalistone di Ruotolo, quello che va in ferie con Ciancimona e in barca con Woodcock, ha sparato il suo schizzetto di fango contro Mori e De Donno, tento per gradire.
            E’ anche per questo che sono più che d’ accordo con te sui ROS, in particolare Mori, De Donno, Di Caprio, Subranni… insomma quelli che lavoravano a Palermo.

            In ultimo, volevo segnalarti che ti ho risposto anche nel tuo commento precedente qui, quello più lungo: mi piacerebbe avere un tuo parere in merito.

            Ciao

        • Non è bello sentirsi dire che quello che si scrive è un delirio o un ammasso di menzogne, lo capisco, ma minacciare querele a destra e a manca rischia di essere controproducente, si dà l’impressione di voler zittire l’interlocutore con la forza bruta e di non essere capaci di zittirlo a parole, con la forza della dialettica.

          I fatti di Palermo e di Mezzojuso non sono affatto chiari, magari non c’è rilievo penale ma i fatti restano poco chiari, i comportamenti non lineari e le giustificazioni degli investigatori poco plausibili.

  3. L’editoriale di oggi di Travaglio sarebbe comico se non fosse che ancora oggi milioni di persone – più tifosi che lettori, visto che in edicola Il Fatto è passato da circa 120.000 copie a 56.000 – continuano a prenderlo sul serio e a ritenerlo una fonte assoluta e indipendente di verità.

    Il “giornalista dalla schiena dritta” autoacclamatosi come tale sosteneva che con i “politici non bisogna nemmeno andare a cena” per sottolineare la necessaria indipendenza del giornalismo dalla politica: per questo, dopo aver partecipato a decine di feste ed eventi ufficiali di IDV-Di Pietro sotto le bandiere sventolanti di IDV-Di Pietro, il vicedirettore del Fatto difende disinterssatamente il suo amico Di Pietro, che tra l’altro ha sempre ammesso di votare (nel 2008, forse dopo aver visto in faccia Scilipoti, Travaglio dichiarò solennemente di votare IDV perché “stavolta non ho visto altri De Gregorio nelle liste”). Nel nome dell’indipendenza giornalistica, si intende.

    Il difensore d’ufficio di Tonino comincia la sua apologia sostenendo che Tonino sia stato tante volte “dato per morto politicamente” e per rafforzare la sua tesi cita perfino, senza vergognarsi, l’episodio del figlio di Tonino, il quale “finì nei guai nell’inchiesta Romeo a Napoli”.

    Come fosse un complotto dei soliti nemici della premiata ditta Tonino & Marco, finito in una bolla di sapone.

    Naturalmente Travaglio non spiega che il figlio di Tonino fu beccato a chiedere raccomandazioni a favore di amici suoi in un’intercettazione con tal Mautone, dirigente pubblico poi arrestato nella vicenda Romeo.

    Raccomandare un amico, cioè far assumere gli amici a scapito di sconosciuti più meritevoli, è una pratica aberrante. E questo perché chi – faccio un esempio – non era amico del figlio di Tonino non poteva ambire a un certo posto poiché lo stesso era concesso all’amico del figlio di Tonino su pressioni del figlio di Tonino; e anche se aveva studiato di più e meglio, anche se era più capace, il più bravo perdeva il posto, il futuro e la speranza perché glielo aveva preso uno meno bravo su raccomandazione. Questo comportamento squallido avvelena i pozzi, abbassa la qualità della classe dirigente, aumenta la frustrazione tra i meritevoli “figli di nessuno”.

    Il figlio di Tonino, diplomatosi a 22 anni, è stato severamente punito con un seggio da consigliere regionale (10.000 euro al mese o giù di lì).

    Strano che Travaglio non lo spieghi.

    Ed è quantomeno curioso che “il Trota” sia stato apostrofato in tutti i modi sul giornale “tolleranza zero” di Travaglio, ma che il figlio di Tonino in realtà “non sia suo figlio” ma uno statista in erba che, giusto per caso, è anche suo figlio.

    Subito dopo il paladino degli onesti e dei puri, a parte una frecciatina a Veltri davvero di cattivo gusto, tradisce la sua essenza di show-man e rutta una panzana divertentissima su Tonino, veramente da scompisciarsi: “mentre il centrosinistra lo taglia fuori un’altra volta, Grillo fa man bassa nel suo elettorato più movimentista e Report ricicla le accuse degli “ex” sui rimborsi e sulle case”.

    Dire che il centrosinistra, ovvero il PD, abbia tagliato fuori Di Pietro è una bufala colossale.

    E’ una castroneria tale che anche i tifosi più acefali si accorgono facilmente dell’inganno.

    I fatti: Di Pietro cominciò la sua battaglia contro il PD postando un video di zombie, in cui campeggiavano Alfano, Casini e Bersani raffigurati come morti viventi (e dire che Bersani era un alleato).

    Dopo aver dato dello zombie al segretario del PD, chiaro segnale di pace in vista di un’alleanza, Tonino ha proposto pubblicamente un’alleanza con Grillo, contro il PD.

    Chiedere a Grillo di allearsi alle elezioni contro il PD, secondo Travaglio è chiaramente un atto di amore verso il PD, un gesto da vero alleato fedele.

    Al giusto rifiuto di Grillo, Di Pietro sostiene pubblicamente di volersi candidare a primo ministro, e si dice convinto di farcela (Barbato gli prepara pure la torta, in un clima da bassissimo impero molisano).

    Inutile dire che Di Pietro sostiene totalmente la campagna stampa del Fatto Quotidiano contro il Presidente della Repubblica, ed è banale ricordare che Di Pietro è contro il governo, mentre il PD no, per cui dovrebbe risultare evidente anche al travaglista più fanatico che tra i due partiti ci sia leggerissima divergenza sulla strategia politica da adottare.

    Ciò che rende incredubili è che dopo aver insultato il PD per mesi e mesi, Tonino torna dal PD come niente fosse e pretende categoricamente di essere suo alleato, e questo dopo essere stato scaricato penosamente da Grillo.

    “Ho chiesto un’alleanza con Grillo contro di voi e Grillo non l’ha voluta. Quindi sono tornato da voi e voi dovete prendermi categoricamente come vostro alleato!”, questo dice Tonino al PD ed è sotto gli occhi di tutti.

    L’hanno visto tutti, è inutile che Travaglio lo neghi e disegni Tonino una vittima del PD, quando è stato Tonino il primo a rompere con il centrosinistra.

    Tutto questo, secondo Travaglio, viene invece interpretato così: “il centrosinistra ha tagliato fuori Di Pietro un’altra volta”.

    Senza vergogna, ma davvero.

    Il giornalista-sponsor di Tonino e Beppe (meravigliosa l’intervista al Caro Leader genovese, roba che Vespa al suo confronto è un giornalista audace e coraggioso), dopo questa battutaccia da caserma che fa rotolare per terra dalle risate, scrive che alcuni poteri oscuri (“sappiamo chi”), tra questi ci sono sicuramente i noti aderenti di Bilderberg nonché berlusconiani di ferro Alberico Giostra ed Elio Veltri, “riciccia fuori sempre la solita minestra, già giudicata infondata e diffamatoria da fior di sentenze” ma il più grande esperto di sentenze e diritto stranamente non sa che non c’è stata alcuna sentenza.

    Stranamente, Tonino non è mai andato a processo.

    Stranamente, certi pm “nemici” venivano avocati.

    E stranamente, ma non tanto, la magistratura si muove quando cambia un clima, proprio come nel 92.

    L’abilità di manipolatore di Travaglio si evince ancora meglio da questa frase: “Il resto è noto e arcinoto: all’inizio l’Italia dei Valori era un piccolo movimento “personale”, tutto incentrato sulla figura del suo leader, che lo gestiva con un’associazione omonima insieme a persone di sua strettissima fiducia. In un secondo momento cambiò lo statuto per dargli una gestione più collegiale.”

    Letta così, senza approfondire e fornire cifre (e Travaglio non le scrive apposta, per manipolare), sembra che la gestione personalistica sia relegata a un breve e trascurabile periodo di tempo.

    In realtà perdurò fino al 2009, cioè solo fino a 3 anni fa.

    Avete capito quanto è scorretto questo propagandista travestito da giornalista, idolatrato da fiumane di tifosi acefali, presi continuamente per il culo?

    Infine, Travaglio – che di fatto ripete gli annunci dell’ufficio stampa di IDV – finge di dimenticare che Report non si è limitato a denunciare la questione degli immobili, del familismo, della donazione della Borletti (secondo Travaglio fu una donazione finalizzata all’acquisto di appartamenti e auto private, e non ad attività politiche, secondo Prodi invece no), ma ha parlato anche del capogruppo regionale IDV Nanni (sì, quello che partecipava a eventi pubblici con il giornalista “indipendente” Travaglio: http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/?p=8 ) e dell’ex avvocato di Tonino, Vincenzo Maruccio, numero uno dell’IDV del Lazio, coordinatore regionale, già assessore in quota IDV. Maruccio non è uno Scilipoti qualunque, ma era un pezzo grosso sponsorizzato da Tonino.

    A mio personalissimo parere tutto questo è molto brutto, molto falso, molto ipocrita.

    Uno un po’ scurrile (non certo io) direbbe che un articolo del genere è semplicemente disgustoso.

  4. Re Grillo ha emanto il suo decreto: è “sconsigliabile” che i mie sudditi vadano in salotti televisivi.
    I sudditi hanno subito difeeso il loro re dicendo che il suo è solo un “opinione” o “consiglio”. I sudditi dimenticano che il consiglio (o peggio ancora opinione) si da una volta, proprio perchè consiglio. Se tu ripeti 50 volte la stessa cosa, il “consiglio” si trasforma in “nel movimento farai poca strada perchè mi disubidisci”.

  5. Censurato e bannato. 😦
    Chissà perché i nostri amici nazi del Fascio Quotidiano sono così sensibili a certe cose 😦
    ——
    Per farmi un’opinione su Tonino ho letto l’articolo del GRANDE TRAVAGLIO: il miglior giornalista d’Europa scagiona totalmente dalle accuse il suo amico e leader (insieme a Beppe), e anzi spiega che Tonino è una vittima di un complotto ordito dal PDL=PDmenOELLE, e ancora oggi risulta il miglior politico sulla piazza.
    Travaglio è il PORTAVOCE DELLA VERITA’, quindi i lettori del Fatto si stringono attorno a Tonino e sono pronti a rivotarlo e a difenderlo qualsiasi cosa emerga dalle indagini.
    Dopo l’appassionata difesa di Marco, il Popolo a 5 Stelle (innamoratissimo di Marco, unico giornalista che ha avuto l’onore di intervistare durissimamente il CARO LEADER E CAPO POLITICO BEPPE) sta cominciando a considerare seriamente un’alleanza con Italia dei Valori: Marco ha scritto che il GRANDE TONINO è bravissimo ed è vittima dei poteri forti, quindi si deduce che abbia fatto bene a usare soldi pubblici per pagare l’affitto della sua sede, è giusto che abbia formato un partito gestito solamente con la moglie e l’amica fino al 2009, ha fatto bene a mettere nelle istituzioni il figlio, il cognato, il medico personale e anche il suo avvocato (il bravissimo Maruccio, altra vittima di un complotto PD=PDL).

    W IL FATTO QUOTIDIANO CHE HA CHIARITO DEFINITIVAMENTE L’INNOCENZA DI TONINO E DEI SUOI FEDELISSIMI!!!

    W MARCO CHE HA SEMPRE PARTECIPATO ALLE FESTE DI PARTITO IDV (PAGATE CON SOLDI PUBBLICI) E QUINDI CONOSCE TUTTO DI IDV E SA CHE TONINO E’ UN UOMO STRAORDINARIO MOLTO MEGLIO DEI PIDDINI LADRI!!!

    W BEPPE CHE SI E’ SEMPRE SCHIERATO CON TONINO!

    ORA AVANTI CON L’ALLEANZA TONINO & BEPPE!!! I DUE GRANDI STATISTI SPONSORIZZATI DAL FATTO QUOTIDIANO!

      • Renzo, dal tuo commento di ieri, stavo facendo un corso per diventare mariachi,
        ad uso serenata a Marco ed alla….. sua bella, e ora lasci sottintendere che ci sia
        un..terzo incomodo – tienimi aggiornato, perchè il corso da stornellatore costa ,e io sono pensionato..mannaggia

        • Ehh sì, pare proprio che questo Capitan Findus stia facendo una corte serrata alla Barbara.
          Marco 5 stelle sarà geloso?

          A parte le gossipate, la Collevecchio avvalora una tesi secondo la quale i consulenti d’ immagine (spin doctor fa più figo) sono dei manipolatori di menti, confezionatori di menzogne… ecc… ecc…
          Secondo questo puerile assunto, allo stesso modo i creativi pubblicitari andrebbero messi al rogo, e meno male che così non avviene.

          • Sai le bloggers sul Pacco (l’altro…) sono un po’ bizzarre (eufemismo)
            non male anche la Cosenza e poi l’ex valletta di M.Bongiorno, Sabina Ciuffini
            simpatizzante (seguo l’editto, non dico grillina) del ragionier Grillo

  6. Ho appena sentitno alla radio due grllini (ops no, come si dice?), tale Vito Crimi e il solito Bono e mi sono rattristata ancora di piu’, veramente questi quaraquaqua hanno percentuali cosi alte?
    Un insieme di banalità e giri di parole….
    Due perle:
    1 Il giornalista si rivolge a Crimi dicendogli che é dato come candidato alla regione Lombardia, e lui si inalbera e risponde che no; che loro decidono di volta in volta, fanno delle PRIMARIE…..le primarie grilline, ne sapete qualcosa???
    2 Bono afferma che in Piemonte sono loro che fanno la vera opposizione a Cota ( questo magari é vero, non so….), e quando il giornalista gli dice che per loro la posizione ideale anche al governo nazionale sarebbe di opposizione il Bono si incazza e gli dice che no loro puntano alla maggioranza assoluta.
    La cosa più triste é che a domande su cosa farebbero di concreto se vincessero in Lombardia é tutto un giro di parole, tutto vago su ambiente e territorio e biciclette.

    Bono dice che per il se fossero al governo pescherebbero fra le migliori menti in Italia………
    Comunque se qualcuno vuole ascoltarli ( immagino abbiate di meglio da fare )é sul sito di radio popolare, deve essere il podcast della trasmissione del mattino. Che tristezza.

    • E’ proprio il caso di dire agli elettori lombardi in caso di vittoria dei grillini: avete voluto la bicicletta ? e adesso…

  7. Da profano mi domando:perché Mori e De Donno si scaldano tanto per l’ annullamento della condanna a carico del noto galantuomo nonché bibliofilo di caratura internazionale, Marcello Dell’ Utri?

  8. Allora, cominciamo col dire che Grillo ha fatto flop, poi ricordiamoci sempre che Borsellino fumava troppo (altro che trattativa stato mafia) e soprattutto sappiate che Ruby non è la nipote di Mubarak ma un’ agente del Mossad sotto copertura!

  9. Ogni tanto vado a vedere se hanno osato eliminare il blog del cianciarone nel Tossico online, e per ora resiste.
    Vuotarono tutti commenti nel repulisti generale, e poi lo oscurarono, ma non osano cancellarlo, forse perchè sanno che c’è chi ne conserva i contenuti.

    Non posso però fare a meno di ridere o incazzarmi quando leggo l’ incipit del suo primo post:
    “Oggi è il 19 luglio del 2010: esattamente 18 anni fa stavo conducendo quella azzardata trattativa.”
    Dico, vi rendete conto? Colui che ha determinato l’ ultimo ventennio italiano è stato il cianciarone, lui conduceva l’ azzardata trattativa, quella che ha poi generato gli equilibri dei due decenni successivi!
    Davvero mi piacerebbe credergli seriamente, e presentargli il conto di tutto, ma mi viene il sospetto che millanti.
    A 29 anni già decideva a nome dell’ Italia intera: andrà messo negli errori di gioventù?

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/19/il-silenzio-rende-innocenti-talvolta-eroi-anche-per-questo-chiedo-scusa/41856/

    p.s. un commento adesso c’è

  10. @il lurker che dà i meno a tutti
    Ti rivolgo la parola per la prima e ultima volta. La prossima volta che mi dai un meno, magari rispondimi e spiegami il perché, qua non siamo mica sul Fatto, Renzo non ti censura. Mi piacerebbe, tanto per fare un esempio, dov’è il problema nell’ilarità che mi suscita un commento in cui si paragona Grillo a Cristo (facendo intendere che è meglio Grillo). Altrimenti, fai la figura del bambino che fa i dispetti e poi scappa. Ma forse è quello che sei, e perdo il mio tempo a parlare con te.

    • Più che la figura, è davvero un bambino 😀
      Passa di qua e visto che non sa scrivere mette “brutto” ai commenti.
      E’ un bimbo, e si comporta per quel che è.

  11. Il dago-caprone e il Tossico online, ormai suonano la stessa musica: dagli al PD e affonda IDV.
    Equazione che si può leggere anche come “leccanatiche al m4s”, si sa, il risultato da ottenere è quello.

    La prima pagina del Tossico di oggi lascia poco spazio all’ immaginazione: una slinguazzata plurima e continuata a Beppe, con randellata a Crocetta nel mezzo, comunista gay e pure amico di Casini, che brutta persona 😦
    Dago-caprone replica da par suo con un paio di strilli in home:
    prima c’era questo
    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-il-risultato-storico-di-culatello-bersani-in-sicilia-aver-dimezzato-i-voti-del-46056.htm
    adesso questo
    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-il-risultato-storico-di-culatello-bersani-in-sicilia-aver-dimezzato-i-voti-del-46056.htm
    Nel sito del caprone non mancano nemmeno il rutto quotidiano del Crapa Pelada e la coppia di scribacchini palermitani, i quali compiono il miracolo della moltiplicazione delle “agende rosse”: per adnkronos erano 20, loro ne contano 100.
    Sempre una miseria, ma almeno tripla cifra, pensate che sfiga fossero stati 99 😀

    Vabbè, citare Flaiano non li aiuta, visto che proprio loro sono i più pronti ad accorrere in aiuto del vincitore.
    Giornalisti straccioni.

    • E poi ditemi che avevo torto. Si capi già dall’intervista di Padellaro (poi in seguito Travaglio confermò) che avrebbero scaricato IDV.

      • Se non sta attento e non si ritira in buon ordine Tonino rischia pure la prima condanna. I poteri forti lavorano per il prossimo governo Monti e l’Idv ormai non serve più a niente. Tonino in questi anni ha lucrato su una finta opposizione alla casta, opponendosi a tutto e proponendo cose che sapeva non sarebbero mai state realizzate, ma incassando tutto quello che c’era da incassare come tutti gli altri.
        Ora la sua presenza è superflua, come quella degli altri partitini e che si parli oggi di cose ormai accadute anni or sono e dalle quali era stato pure scagionato dai giudici, vuol solo dire che qualcuno vuole fargli capire che il suo momento è passato.
        Il governo >monti è inevitabile e tutto sta confermando che sarà , alla fine, l’unica soluzione possibile.

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