Caro Emanuele t’ ho fregato!

Antonio Ingroia, replicando ad un articolo di Emanuele Macaluso, entrambi dalle colonne de l’ Unità, non solo tenta di mettere una pezza all’ indagine sulla trattativa, ma chiarisce sia le finalità storiche, più che penali, dell’ operazione sia che della debolezza di tutto l’ impianto accusatorio non se ne preoccupa, anzi, ha già pronta la scusa di una – mai citata da alcuno se non da lui stesso – “ragion di Stato“.

Ed infatti prova a mettere in bocca, a non si sa chi, una domanda che appunto nessuno ha mai fatto. Però, anche se nessuno l’ ha fatta, lui ha già la risposta: “A questi rispondo che, se ragion di Stato vi fu, lo si dichiari.
Ma chi deve dichiarare cosa? A quali questi risponde?
E che nessuno abbia chiesto niente e la ragion di Stato sia un suo parto, forse Travagliato, lo chiarisce subito dopo:
Seconda cosa ovvia: se invece questa presunta ragion di Stato non viene riconosciuta da alcuna autorità politico-istituzionale, si lasci lavorare la magistratura,…”

Ma benedetto figliolo, il problema è che questa ragion di Stato è solo nella tua testa, non c’è proprio nessuno che la deve riconoscere, sei tu suo padre, riconoscila tu.
Perchè anzi, benedetto figliolo, io ho letto Napolitano dire chiaramente che si faccia tutto il possibile per arrivare alla verità, e non mi risulta ti abbiano licenziato, in Guatemala sei tu che hai accettato la proposta… insomma, ma chi è che ti impedisce di lavorare?
Sono forse tutti i convegni e i festival e le ospitate e le interviste e gli skype sui blog e le presentazioni di libri e le feste di pensionati e tutte le altre menate, saranno mica loro che ti impediscono di lavorare? Sai dire di no o ti pare brutto?

Sulla storia delle mancate firme sul procedimento però non ce la racconta giusta, il caro Antonio, perchè stranamente si dimentica di Paolo Guido, e, stando a ciò che scrive Macaluso, anche di altri due PM: come mai? Guido le carte le conosceva bene, a differenza forse di Messineo, come ci tiene a far credere.

Poi però commette due grossolani errori, non che siano i suoi primi, ma questi proprio non me li aspettavo. Primo errore: le motivazioni della sentenza di Firenze le conosciamo, ma non è bene che le citi, perchè esse dicono che indubbiamente la trattativa stato-mafia ci fu, ma si dimenticano di fare nomi e, sempre se non riesce a mettere stato e mafia al banco degli imputati, ha solo quei 12 nomi che ha rinviato a giudizio, e se finisce come per un altro suo memorabile processo, quello su Mauro De Mauro, si troverà ancora con in mano un pugno di mosche e una reputazione peggiore di quella che già è adesso (scarsina).

Il secondo errore è pure peggiore del primo, perchè dimostra che o di Storia ne sa poca o per Barack Obama adesso so’ cazzi: lo indagherà per la trattativa USA-mafia? Sì perchè vedi, caro Antonio, la trattativa fra gli USA e Lucky Luciano è provata, e si conosce persino chi trattò per conto degli USA, andando nel carcere di Dannemora ad incontrarlo per ottenere la protezione della mafia per il porto di New York, ma per lo sbarco in Sicilia degli USA non c’entra una ceppa. D’ accordo, è troppo impegnato per sapere certe cose, ma se anche rimane sulla sua «madre di tutte le trattative», ci spiega cosa c’ entrerebbe l’ Italia? O forse voleva fregare Macaluso, partendo dal 1943, cioè da prima della ricostruzione storica che gli ha snocciolato?

Visto che furono gli anglo-americani ad intavolare quella trattativa, consegnando la Sicilia alla mafia da allora in poi, visto che pure con Salvatore Giuliano erano soliti interloquire, dobbiamo quindi presumere che indagherà anche Cameron?

Giuliano ritratto da Pisciotta, giugno 1950 (Settimana Incom, luglio ’50)

In pratica il barbetta, come soavemente lo chiama Ciancimino jr., scrive una buona serie di cavolate storiche, mentre Macaluso, ben più documentato di lui, fa un’ analisi molto più circostanziata e valida, sia sotto il profilo cronologico che quello politico.

Sono anni che nel mio piccolo scrivo nei blog che frequento delle nostre origini politiche del dopoguerra, di quella che Churchill affermò essere una democrazia politica limitata: “Una totale libertà politica è l’unica cosa che mancherà all’Italia.” Ma quella, come scrive giustamente Ingroia, è una storia finita, chiusa dalla caduta del simbolo della guerra fredda, il muro di Berlino. Senza quel cruciale passaggio storico, non solo è illogico tentare di capire il resto, ma ha poco senso ridurre il tutto ad una trattativa: è tutto il quadro completo che cambia. Tutti a quel punto ritengono di avere le mani libere, perchè vengono a mancare le superiori ragioni di contrapposizione globale che hanno per decenni condizionato la vita politica e sociale italiana, oltre ovviamente a quella mondiale. I fatti di quel triennio sono da leggere tenendo ben presente che è mutato lo sfondo di questo quadro, ma i poteri collaterali consolidati negli anni di guerra fredda non hanno nessuna voglia di mollare la presa, sono troppi i vantaggi di cui han potuto godere nel tempo.

Questo tema, molto ampio, non ha però alcun senso che venga affrontato da una procura, ed è lui stesso ad affermarlo: “…si dovrebbe collaborare, ciascuno per la propria parte di responsabilità, informazione, politica, cultura e società civile, per ricostruire cosa accadde davvero in quegli anni? La magistratura deve solo perseguire responsabilità penali personali e cercare le prove, e celebrare processi se le prove ci sono. Ma ognuno faccia la sua parte.” Ed è proprio questo il suo errore di base: i processi si fanno quando si hanno le prove, non prima e sulla base di speculazioni storiche, sia pure legittime e fondate.

Nel suo post scriptum eccede anche in una caduta di stile veramente di bassa insinuazione, perchè Macaluso semmai ha scritto che è la mafia ad essere silenziosa, non che siano i magistrati a dover tacere. E’ un’ insinuazione pesante, visto che cita pure Paolo Borsellino. Anche voler avere l’ ultima parola denota una certa arroganza: non si inizia un dibattito se poi alle repliche si risponde scrivendo “questa è l’ ultima”. Provasse piuttosto a rispondere a quando, sempre Macaluso – e incidentalmente pure io il giorno stesso – gli chiese come mai Travaglio sapeva che le telefonate Mancino/Napolitano erano due. Lo sa, il caro barbetta, che è un reato? E che ci sarebbe l’ obbligo di perseguirlo d’ ufficio?

Se mai andrà in Guatemala, sarà più una fuga che non il confino, di stato ovviamente. Come la ragione.

p.s. Chi, sulle pagine del Tossico, proprio ieri poteva fare la stessa figura di Ingroia? Ma Giuseppe Lo Bianco, uno dei professionisti dell’ antimafia a chiacchiere, che infatti cade nel medesimo errore storico, per di più citando Giuseppe Casarrubea, che forse conosce ma di sicuro non legge. D’ altronde da Lo Bianco non ci si può aspettare altro.

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17 thoughts on “Caro Emanuele t’ ho fregato!

  1. Nell’occasione mi piace ricordare,
    che fu proprio il vispo Macaluso ad impartire la prima sonora lezione di civiltà,
    ai morti di sonno del padellaro con la faccia un po’ così quell’espressione un po’ così

    http://www.leragioni.it/2010/01/22/risposta-di-macaluso-al-fatto-quotidiano/

    La disonestà giornalistica ormai non ha più limiti. Il “Fatto quotidiano” ha pubblicato una pagina con titoli subdoli e foto truccate per dire che i comunisti miglioristi erano dentro il sistema corruttivo di Craxi il quale sarebbe diventato il loro eroe. Non c’è un solo fatto, uno, che abbia coinvolto con sentenza Napolitano, Cervetti, Ranieri e Macaluso messi al centro della pagina. Il mio nome è fatto senza riferimento a una sentenza o a una archiviazione, ma nemmeno a un’indagine. Nulla. Tuttavia, va sottolineato il metodo ignobile del giustizialismo giornalistico di chiamare in causa persone, chiunque esse siano, la cui vicenda giudiziaria si è conclusa con una archiviazione o una assoluzione che, semmai, documentano errori degli inquirenti e un danno alle persone coinvolte.
    Ma gli eroi di cartone del “Fatto” senza fatti, si sono identificati con eroi veri che sono Pertini, Berlinguer, Borsellino, Falcone e Ambrosoli.
    Pertini è stato un grande del socialismo italiano e un eccellente Presidente della Repubblica, e fu lui a dare per tre volte l’incarico di Presidente del Consiglio a Craxi. E quando finì il settennato come senatore a vita non si iscrisse, come altri, al gruppo misto ma al gruppo socialista (craxiano).
    Enrico Berlinguer, nel momento in cui Craxi era all’apice della sua vicenda politica, chiese a me (non a Padellaro) di fare il direttore dell’Unità soprattutto negli anni in cui il leader socialista fu Presidente del Consiglio. Enrico sapeva bene quali erano le mie posizioni politiche, ma sapeva anche su quale fronte io e gli altri “miglioristi” combattevamo.
    Giorgio Ambrosoli è certo un eroe. E la relazione di minoranza della Commissione, che indagò sul caso Sindona e diede forza al suo operato, porta la mia firma e di altri miglioristi e fui io a inchiodare non solo il bancarottiere ma tutti i complici politici, Andreotti in primis, illustrando quella relazione in un discorso pronunciato al Senato nella seduta del 29 ottobre 1984. Non so cosa fece Padellaro nei giornali in cui lavorava.
    Infine, Giovanni Falcone quando andò a lavorare al ministero di Giustizia con il ministro Martelli fu lapidato dagli eroi dell’antimafia delle chiacchiere. L’accusa? “Collaborazionismo col nemico craxiano”. E il dipietrista Leoluca Orlando (altro eroe), e i suoi soci che la pensano come lui, accusò Falcone di tenere nel cassetto pratiche scottanti che riguardavano Andreotti e Lima. Ricordiamo tutti il “veto” sulla sua nomina, a Procuratore nazionale antimafia e la drammatica seduta del CSM in cui Falcone fu costretto a difendersi da accuse infamanti. Continuare ad elencare serve a qualcosa?
    23 gennaio 2010

  2. Caro Renzo, volevo ringraziarti per aver aperto questo blog e dato voce a quelle persone che il fatto zittiva.
    All’inizio avevo salutato positivamente la presenza di un nuovo quotidiano che all’apparenza sembrava “più libero” delle altre testate ma poco dopo mi sono accorto di come, forse, era peggio di quelli precedenti.
    Non ho mai scritto commenti nei vari blog del fatto, ma leggendo quelli delle altre persone mi accorgevo che erano troppo monodirezionali e la scoperta di questo blog ha confermato i miei sospetti.
    Ti scrivo questo commento non tanto per “adularti” ma perchè volevo chiederti un consiglio, mi daresti qualche titolo di libro che secondo la tua esperienza parla “scientificamente” del periodo storico trattato in questo post?
    Cordiali Saluti

    • Ciao,
      ti ringrazio per i complimenti, e li condivido coi tanti che scrivono qui nel blog e che si riconoscono nella tua stessa esperienza: siamo in parecchi davvero.

      Non mi hai fatto una domanda semplice, c’è parecchio da leggere anche se eviterei ricostruzioni storiche non basate su documenti desecretati.
      E’ una condizione minima che ritengo importante, però nemmeno esaustiva: ad esempio, il rapporto di un corrispondente, militare o meno, al suo diretto superiore e da lui al ministero degli esteri, è un documento che probabilmente ha una validità storica elevata; viceversa il verbale di interrogatorio di un nemico catturato o un presunto collaboratore, è meno probante.
      Allo stesso modo, restringere molto l’ arco temporale storico sul quale documentarsi può far perdere di vista lo scenario in cui i fatti si svolgono: contesto e specificità devono essere secondo me tenuti entrambi in adeguata considerazione.
      Non sono uno storico, sono solo un appassionato e mi manca il tempo per approfondire come vorrei.

      Cordiali saluti anche a te

      • Apprezzo la tua risposta franca e già mentre scrivevo il primo commento immaginavo una risposta di questo tenore, ma speravo di scucirti lo stesso un titolo o due, visto che, da quanto leggo, apprezzi come me l’informazione “asettica”.
        Grazie lo stesso.
        Cordiali saluti.

  3. Ti segnalo sempre su linkiesta il blob di Peppino Caldarola che se la prende con quelli che chiama i moralisti anonimi. L’ultimo era sul flop di un’inchiesta di De Magistris poi a volte cita Il Tossico e Travaglio soprattutto x D’Ambrosio .. leggilo é interessante. Purtroppo commenti insultanti

    • Nell’larticolo dell’iinceneritore a Parma, hanno tolto la premoderazione. O perlomeno io ho postato una decina di commenti in diretta.
      Possibile sia un bug? Mi fa strano. Dite abbiano tolto finalmente sta pre-moderazione? Mah.. forse i “moderatori” sono andati a pennichellare eallora hanno lasciato le porte aperte 😀

      • Bohh, di sicuro mi hanno censurato da Toscani, hanno approvato commenti più recenti del mio 😦
        Se li tocchi sui soldi si offendono di brutto.

        p.s. mi sa che li picchio a brevissimo e proprio sul portafogli 😀

        p.p.s uhi uhi uhi, mi sa che son dolori di giugno 😀

      • Hanno riportato Disqus a come era prima, ora i commenti non sono piu’ divisi in pagine. pero’ l’avviso della premoderazione c’e’ ancora, e vedo commenti cassati dalla moderazione. Boh?

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