A me mi piace il mare

Lo scatto improvviso, l’ impennata d’ orgoglio e il colpo di reni non sono bastati, rimane solo la questua. E non è detto che non arrivi, a presentarsi col cappello in mano hanno una discreta attitudine ed esperienza.

Saturno è tornato ad essere solo un pianeta, quell’ ingrato di Telese è scappato appena fiutata l’ aria pesante: che le vendite fossero in calo si sapeva, il fatto è che son talmente fatti che il Fatto continua a vendere sempre meno copie.

I numeri degli ultimi tre mesi sono questi qui sotto, e il loro gravissimo difetto è che son numeri, come si fa a scriverci un editoriale contro? Beh però, Travaglio potrebbe riuscirci.

Dati dichiarati dall’editore e pubblicati sotto sua responsabilità

  • Dati Mensili Stimati Aprile 2012 | Quotidiani e Settimanali
Testate N.ri nel periodo Tiratura media Diffusione media Resa Totale vendita Vendita canali prev. disp. di legge Abbon. pagati Totale pagata
FATTO QUOTIDIANO (IL) 25 103.367 57.081 46.207 54.124 54.124 2.541 56.665
  • Dati Mensili Stimati Maggio 2012 | Quotidiani e Settimanali
Testate N.ri nel periodo Tiratura media Diffusione media Resa Totale vendita Vendita canali prev. disp. di legge Abbon. pagati Totale pagata
FATTO QUOTIDIANO (IL) 26 110.667 56.380 54.282 53.388 53.388 2.538 55.926
  • Dati Mensili Stimati Giugno 2012 | Quotidiani e Settimanali
Testate N.ri nel periodo Tiratura media Diffusione media Resa Totale vendita Vendita canali prev. disp. di legge Abbon. pagati Totale pagata
FATTO QUOTIDIANO (IL) 26 109.478 54.681 54.727 51.907 51.907 2.337 54.244

La resa, nonostante il calo della tiratura, è comunque ancora in crescita, ma non ho ancora capito se è un bene o un male, mahh. Ad ogni modo, se Grillo non paga e la trattativa nemmeno, cosa si dovranno inventare per fermare l’ emorragia di copie? Dai, chiudete baracca e burattini, e poi tutti al mare 😀

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194 thoughts on “A me mi piace il mare

  1. Leggo questo blog da un pò e lo trovo grandioso.
    Anche io non ne posso più del “Fatto”: mi ero perfino abbonato, alla fondazione, ma ho assistito solo ad un crollo verticale della qualità, fino ad arrivare alla faziosità ed al livore di questi giorni, che qui testimoniate perfettamente.
    Per dirne una, ho letto l’ultimo editoriale di Travaglio. Vergognoso. Ho risposto così:

    Articolo molto furbo, ma non funziona.

    Travaglio cita l’art. 2 del Dlgs 109/2006 e scrive:

    “Le sole “dichiarazioni pubbliche o interviste” disciplinarmente vietate sono quelle che “riguardino i soggetti coinvolti” in un procedimento, e solo “quando sono dirette a ledere indebitamente diritti altrui” (e Di Matteo, con Repubblica, non solo non ledeva, ma nemmeno citava alcun soggetto coinvolto: spiegava solo la scelta di stralciare le intercettazioni penalmente irrilevanti per l’inchiesta sulla trattativa, in vista della loro distruzione o del loro utilizzo in altri, futuri filoni d’indagine); oppure quando fanno riferimenti personali ai pm impegnati nel procedimento (e Di Matteo non ne faceva)”.

    In realtà l’articolo già citato, ai capi “u” e “v” recita:

    “u) la divulgazione, anche dipendente da negligenza, di atti del
    procedimento coperti dal segreto o di cui sia previsto il divieto di
    pubblicazione, nonche’ la violazione del dovere di riservatezza sugli affari in
    corso di trattazione, o sugli affari definiti, quando e’ idonea a ledere
    indebitamente diritti altrui;

    v) pubbliche dichiarazioni o interviste che, sotto qualsiasi
    profilo, riguardino i soggetti a qualsivoglia titolo coinvolti negli affari in
    corso di trattazione, ovvero trattati e non definiti con provvedimento non
    soggetto a impugnazione ordinaria;”.

    Quindi Travaglio mischia i due divieti, ottenendone un terzo inventato, e conclude che Di Matteo non lo ha violato. Bella forza: non esiste!

    Rileggiamo cosa vieta il capo v: ” Pubbliche dichiarazioni o interviste che, sotto qualsiasi profilo, riguardino i soggetti a qualsivoglia titolo coinvolti negli affari in corso di trattazione”. Esattamente ciò che ha fatto Di Matteo. Chiede infatti Ziniti: “E le conversazioni che riguardano direttamente Napolitano?”. Risponde Di Matteo: “Negli atti depositati non c’ è traccia di conversazioni del capo dello Stato e questo significa che non sono minimamente rilevanti”, rilasciando quindi un’ intervista riguardante un soggetto coinvolto nell’affare in corso di trattazione (Napolitano). Il che è vietato.

    • Ciao, benvenuto e grazie.
      Avevo appena letto il tuo commento nell’ ultimo articolo di Travaglio, non so se resterà a lungo.
      Hai fatto bene a copiarlo pure qui 😉

      • O sei un veggente o sei tu che moderi i commenti: è scomparso come avevi previsto! 🙂
        Tra l’altro il mio profilo adesso mi da 0 commenti e cinque like: praticamente, piaccio sulla fiducia! 🙂

        • 😀
          Sai com’è, da queste parti abbiamo una certa qual praticaccia coi moderatori del Tossico.
          Meno male che l’ hai salvato qui, altrimenti era perso.
          Sto provando a dire a Paolo Laires che Robgore ha salvato il suo commento qui, ma non so se passano il mio (temo di no).

          p.s. censurato l’ avviso a Laires, che strano…

    • Non ho mai visto una tale sequenza di commenti che lamentano la censura, la cancellazione, la scomparsa della libertà di espressione come in questo articolo di Travaglio!

      • Ma che senso ha censurare Paolo Laires e Enrico88 che commentano l’ articolo rilevando gli errori, e lasciare invece cose di questo tipo?

        ” ESTER 32 minuto fa
        Che tristezza però veder sparire certi commenti. Io, che non sono all’altezza di commentare, vorrei però conoscere le diverse letture di altri commentatori per farmi un’idea mia e non unidirezionale. Che tristezza!”

        ” giankf 1 ora fa
        Adios fatto quotidiano, non si rimuovono i commenti scomodi e argomentati. Suonatevela e cantatevela.”

        ” attentolettore 1 ora fa in risposta a giankf
        e poi gridano al bavaglio”

      • Credo che per loro sia questione fondamentale: contro commenti del genere la solita massa si scatenerà in automatico, invece se lasciano dei commenti lunghi, esaurienti, dove in punta di diritto si spiega perchè Travaglio e il Fatto mentono sapendo di mentire, qualcuno potrebbe leggerli e farsi una precisa idea della questione. Se poi questo qualcuno nutriva già dei dubbi…

    • Avevo letto il tuo commmento ma non lo avevo copiato, lo avevo però memorizzato facilmente perché stavo per scrivere un commento simile.
      Quando ho visto che il tuo commento era stato rimosso, ho provato a ridare evidenza alle tue argomentazioni ma il mio commento è stato rimosso stamani. Anche quello di Laires è stato nuovamente rimosso.

      La mia ipotesi è che non sia solo la Moderazione a rimuovere i commenti …
      “sgraditi”, secondo me adesso il sistema di gestione dei commenti funziona come sul blog di Beppe Grillo ovvero i commenti “sgraditi” vengono rimossi automaticamente dopo un tot numero di segnalazioni

      http://losfrattoquotidiano.wordpress.com/

  2. Le sequele di boiate scritte da Travaglio nel suo editoriale castigo senza delitto sono da fenomeno di baraccone e di una persona senza minima base girudica.
    Riporto la risposta di Laires esauriente e precisa.

    Travaglio! basta! fermati! per il tuo bene… ormai stai diventando ridicolo…
    Non sono in ferie… questo mio intervento è già da qualche ora sul vecchio post di Travaglio, visto che hanno deciso di pubblicare questa fantasmagorica e sesquipedale caxxata solo in tarda serata…
    Allora, vediamo questa famosa dimostrazione che doveva lasciarci a bocca aperta.
    Travaglio prima correttamente informa che il pg della Cassazione chiede a Messineo, il procuratore capo di Palermo, se ha autorizzato Di Matteo a rilasciare interviste, sulla base dell’art. 5 comma 3 (veramente Travaglio cita solo “comma 3”, che da solo non vuol dire niente, ma facciamo finta che sia un errore di disattenzione) del DL 106/2006 (“E’ fatto divieto ai magistrati della procura della Repubblica di rilasciare dichiarazioni o fornire notizie agli organi di informazione circa l’attivita’ giudiziaria dell’ufficio”). Tutto molto chiaro: nessun magistrato è autorizzato a parlare delle attività dell’ufficio. E naturalmente la norma è chiara: “è fatto divieto”, quindi non si può fare, quindi quello che non si può fare è una mancanza disciplinare. Notare che si parla di “attività dell’ufficio”, nella sua globalità, non di inchieste gestite in prima persona dal singolo pm.
    Poi il nostro Marco cita l’art. 2 del DL 109/2006. Fare attenzione: quello citato prima, il 106, è del 20 febbraio 2006; questo è del 23 febbraio 2006; quindi i due DL sono correlati fra loro, emessi in maniera unitaria, e infatti sono i decreti delegati emanati a seguito della Legge 150/2005. Non esiste un conflitto fra le disposizioni dei due decreti: tutti e due affrontano aspetti di una mini-riforma degli uffici giudiziari, il 106 riguarda specificatamente gli uffici dei pubblici ministeri, il 109 riguarda la disciplina degli illeciti disciplinari di tutti i magistrati. Quindi è già ovvio che il 109 non abroga, neppure implicitamente, il 106, di solo tre giorni prima: il 106 delinea (anche) le responsabilità specifiche dei pm, mentre il 109 riguarda tutti. Il nostro Marco scrive che il 109 non contempla le interviste dei pm non autorizzate dal capo. Certo che no: è il 106 che definisce il divieto, e fino a che non sia abrogato da qualche altra legge, ovviamente resta in vigore. E’ una regola che si impara al primo mese di giurisprudenza (ma anche prima, per chi studia diritto alle superiori). Strano, il nostro Marco poteva farsi dare qualche ripetizione veloce, stile Bignamino, da un suo amico di qualche tribunale. Peccato, dimostrazione bocciata: il Teorema di Travaglio sulle Esternazioni non sta in piedi.
    Che poi il nostro Marco sia ultimamente superficiale, è evidente per chi legge l’esempio che riporta: scrive “E’ come se un tizio venisse processato perchè ha attraversato la strada fuori dalle strisce pedonali, mentre il Codice penale non punisce l’attraversamento fuori dalle strisce”. Vero, ma il codice penale non punisce neanche la guida in stato di ebbrezza, visto che tale reato è previsto dall’art. 186 del Codice della Strada: e in questo caso, il malcapitato conducente alcolico viene processato. Lo stesso Codice della Strada che all’art. 190, comma 2, prevede che i pedoni debbano attraversare sulle strisce, se sono entro 100 metri dal punto in cui si trovano. C’è solo una sanzione amministrativa per chi viola tale norma, ma comunque attraversare fuori dalle strisce è illecito. Esattamente come il comportamento di Di Matteo e di Messineo, secondo il parere del pg della Cassazione. Io, come sicuramente avrete capito, sono della stessa idea.
    Mi spiace per il nostro Marco. Ha urgente bisogno di una vacanza ristoratrice, che gli rinfreschi le idee: Nerone, l’anticiclone africano, deve avergli bruciato tutti i suoi calepini di diritto.

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