La legge è legge!

Sempre se qualcuno la legge. Non sto a scrivere perchè e percome arrivai a scoprire questa curiosa faccenda, posso dire che stavo cercando relativamente alla cosiddetta dottrina Truman e documenti allegati, argomenti che uso spesso in discoteca per agganciare le ragazze. No, non funziona mai, però chissà, prima o poi…

Questa faccenda a suo tempo mi lasciò fra il perplesso e l’ incredulo, oggi la considero alla stregua delle tante amenità italiane, anche se mi piacerebbe sapere cosa ne pensa un costituzionalista.

La Costituzione Italiana la conosciamo bene a memoria tutti, oddio, magari qualche virgola sfugge, ma abbiamo il Fatto Quotidiano a cui essa si ispira, o è il contrario? Vabbè, ad ogni modo l’ articolo 54 dice: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.”

Non è certo una novità per nessuno, a parte qualche migliaio di malavitosi, camorristi, mafiosi e fuorilegge in generale. Ma mica è colpa loro, non le conoscono o non sanno leggere, possiamo forse biasimarli per questo? Attenzione a dare risposte affrettate, tra poco arriva la sorpresa.

Credo che ogni legge, promulgata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, inizi allo stesso modo, con queste frasi di rito, che però non sono solo rito, bensì sostanza, soprattutto in questa parte che ci riguarda tutti: “La  presente  legge  entra  in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.  La  presente  legge,  munita del sigillo dello Stato, sarà inserta nella  Raccolta  ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.”

Aho, ci tocca osservarla, allora leggiamola LA LEGGE

Sempre restando nell’ ambito della Costituzione, e poichè secondo me Travaglio è un Grande Artista, mi preme rammentare la norma scritta proprio nei principi fondamentali, l’ articolo 9 : “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

Chiedo pertanto al Signor Ministro per i Beni Culturali, che gli sia passato gratuitamente il Parrucchino di Stato.

E’ la Costituzione che lo stabilisce, e va rispettata!

Advertisements

126 thoughts on “La legge è legge!

  1. La presunzione, come mostrano le sue risposte, non è tipica solo di Travaglio. Ed è di moda, anche al di là di Grillo, non essere né di destra nè di sinistra. Non starò quindi a tediare – dopo questo mio ultimo intervento – lei o i blogger amici, così restii a descriversi.
    Quanto agli attentati alla democrazia sono in atto, per chi voglia vederli, da quando è stato instaurato con lo spauracchio dello spread un governo tecnocratico che taglia i diritti dei lavoratori e la cui agenda si vuol imporre (patrocinando il connubio Pd-Udc) anche dopo le elezioni. La coltre di conformismo con cui stiamo subendo quel che neppure Berlusconi era riuscito a imporci fa il resto. Complici ben altre corazzate mediatiche – dal Corriere a Repubblica – che la barchetta del Fatto contro cui dirigete (talvolta, ripeto, con ragione) le vostre critiche. Non direi che state scegliendo il bersaglio principale. Comunque, buona navigazione.
    Cordialmente

  2. Sono d’accordo con certe critiche al Fatto e tanto più a Grillo, pur ritenendo indecenti molti comportamenti di Napolitano e tanto più il Pdl, Pd, UdC, libero, Il giornale. Su questo blog mi disturba tuttavia non sapere con chi sto parlando. Ho vanamente cercato di capire chi è l’autore del blog (un profilo molto modesto e semplice, fatto di dati oggettivi che aiutino a capire l’area di riferimento senza dover leggere decine di post e commenti). Non è possibile averlo? Grazie

    • Per quanto riguarda questo blog l’ autore (troppa grazia) sono io, ma se leggi sotto ad ogni post c’è scritto Renzo C, che sono poi sempre io.
      Area di riferimento?
      Se intendi politica, nessuna, se geografica, vivo in Italia da sempre.

  3. Riporto Facci che ha segnalato un post di Enrico 😉

    Segue segnalazione di Enrico Tagliaferro, preparatissimo blogger anti-antimafia. In sintesi: a Palermo e su Facebook (condiviso da 10mila pecore) è circolato un poster con una foto di Borsellino e questa frase: «Mi uccideranno ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri». In altre parole, una schifosa manipolazione. Qualcuno ha preso una testimonianza di Agnese Borsellino (18 agosto 2009, Caltanissetta) e prima ha aggiunto una frase ridicola e mai pronunciata («la mafia non si vendica»: figurarsi) e poi ha contraffatto la frase originale del verbale, che era questa: «Paolo mi disse che non sarebbe stata la mafia ad ucciderlo, ma sarebbero stati i suoi colleghi e altri a permettere che ciò potesse accadere». Non solo. La frase manipolata, in fondo al poster, risulta estratta «dall’agenda rossa di Paolo Borsellino». Una cazzata totale, visto che l’agenda non fu mai ritrovata. Ora: chi ha fatto questa porcata? Mistero. Si dirà: un dilettante, un invasato della trattativa. Interessante che la frase manipolata – identica – compare nella prefazione del libro «L’agenda rossa di Paolo Borsellino» scritto dagli spiritati Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza. Chi ha scritto la prefazione? Un presunto collega. Inizia per «Marco» e finisce per «aglio», quello dei vampiri.

    di Filippo Facci

    • Ottimo Enrico!
      Se non ricordo male, i fantastici PM Ingroia e Di Matteo si opposero ad assumere, su richiesta della difesa, il libro di Enrico nel processo Mori/Obinu: perchè?
      Ascoltando (con fatica) il Ciancia a la Zanzara, lui afferma che il processo è imperniato sulle sue…………. non mi viene il termine.
      Forse era difficile per PM da telecamere accettare il lavoro di un blogger che smontava il loro teste chiave, solo osservando con attenzione la carta straccia che portava?

  4. Di pietro è proprio ignorante.

    Se fossi ancora Pm indagherei su Napolitano .

    Solo che : Un PM non può indagare il Presidente delle Repubblica per reati penali, solo il Parlamento lo può mettere in stato d’accusa per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.

    Poi l’intervista è una serie di balle allucinanti.

    Cacciatelo a pedateeeeeeeeeeee!

  5. Vi riporto Massimo Ciancimino su radio24 testuali parole:

    Home / Italia / Napolitano-pm, Ciancimino: voglio ascoltare intercettazioni (ASCOLTA AUDIO)
    20-07-2012 | 18:45:23
    Attacco a Ingroia, ‘mi definisce mediatico: e lui?’
    Napolitano-pm, Ciancimino: voglio ascoltare intercettazioni (ASCOLTA AUDIO)
    ‘Per difendere i miei diritti aspettero’ la decisione della Corte Costituzionale, ma cosa teme il Presidente della Repubblica per non volere la pubblicazione?’

    Condividi | Share on facebook Share on myspace Share on google Share on twitter Share on delicious Share on live Share on email Share on http://www.italiachiamaitalia.it
    Annunci Google

    ‘E’ un mio diritto conoscere i contenuti delle telefonate di Napolitano, perche’ rappresento una delle parti che hanno diritto a consultare gli atti. Le intercettazioni devono essere visionate dal gip prima di essere distrutte, non puo’ essere prerogativa dei pm decidere se sono utili o meno, e non puo’ di certo decidere il Presidente. Il contenuto puo’ essere inutile per l’accusa ma non per la difesa’. Lo dice alla Zanzara su Radio 24 Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito, accusato di calunnia dalla Procura di Palermo, di cui e’ stato anche collaboratore di giustizia. ‘Per difendere i miei diritti aspettero’ la decisione della Corte Costituzionale, ma cosa teme il Presidente della Repubblica per non volere la pubblicazione?’, dice ancora Ciancimino. ‘Ha sollevato il conflitto con la procura di Palermo – aggiunge – a poche ore dal ventennale della morte di Borsellino. Opportunita’ e tempismo mi fanno pensare male, come diceva Andreotti. Vuol dire che ha qualcosa da nascondere. Se fosse necessario alla mia difesa – dice – lo chiamerei a testimoniare. Per me prima e’ un cittadino e poi e’ il mio Presidente della Repubblica’. Poi Ciancimino critica il procuratore aggiunto a Palermo Antonio Ingroia: ‘”A un certo punto non mi sono sentito abbastanza tutelato da Ingroia e dalla procura, venivo visto con diffidenza. Nel suo libro mi ha definito come eccessivamente mediatico, uno che frequenta congressi di partito, che presenta libri. Forse aveva uno specchio davanti, mentre parlava. Come si dice, chi pratica lo zoppo impara a zoppicare” ho virgolettato la perla hahahha

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s