Qui lo dico e qui lo cambio

Provavo a fare mente locale sul finale dell’ ultima seduta del processo Mori/Obinu e di quanto si può ascoltare online su RadioRadicale.it, perchè non mi tornavano certe affermazioni di Di Matteo, così come le motivazioni della sua opposizione ad escutere Vizzini e Rossi. Poi un amico mi ha mandato un link ed è stato tutto più chiaro.

Visto che è tutto online, cioè si possono esibire le evidenze di quanto sto per raccontare, mi è sembrato interessante, per l’ appunto, raccontarlo.

L’ audio del processo, come penso tutti sappiate, è sempre disponibile su RadioRadicale.it, e la seduta cui mi riferisco è l’ ultima, cioè questa. Nel penultimo blocco, quello prima della sospensione, e che inizia a 02:33:12 (potete saltare tutta la parte precedente cliccando direttamente sull’ icona “play” di fianco al nome Mario Fontana), si sentono alcune cose interessanti.

Iniziamo dall’ intervento dell’ Avv. Basilio Milio, difensore di Mario Mori, il quale chiede ancora una volta di poter ammettere i testimoni Carlo Vizzini e Luca Rossi, i quali ebbero contatti diretti con Paolo Borsellino nei giorni immediatamente precedenti la strage di via D’ Amelio e che riferirono sul contenuto dei medesimi nei giorni successivi alla strage, cioè subito, non 20 anni dopo.

Parrebbe una richiesta ricevibile, anche alla luce del fatto che in 4 anni di processo siano stati escussi decine di testimoni. Eppure il PM Di Matteo si oppone, e cosa adduce come motivazione all’ opposizione? Il fatto che Vizzini sia stato “..attinti da provvedimenti giudiziari relativamente a vicende legate a reati contro la pubblica amministrazione..”

Non capisco perchè Di Matteo abbia usato il plurale, non mi risulta che Luca Rossi, giornalista e scrittore, abbia avuto indagini o condanne per reati contro la pubblica amministrazione, ma magari mi sbaglio io. Un mio personale sospetto è che Milio, accennando all’ indagine detta “mafia e appalti”, non sia stato molto gradito, ma è una supposizione senza riscontri la mia. Oddio, dei riscontri ce ne sarebbero a iosa, ma ne scriverò una prossima volta.

Come argomento per l’ opposizione mi pare alquanto risibile, visto che sono stati ascoltati galantuomini come Brusca e Mutolo, Martelli è pure lui un pregiudicato, e a quanto pare non sono il solo che lo deve aver pensato. Basta ascoltare l’ ordinanza del tribunale subito dopo la sospensione, la quale ammette i testimoni Vizzini e Rossi, con buona pace di Di Matteo.

Ed è qui, proprio subito dopo l’ opposizione, che Di Matteo chiede che vengano messi agli atti due documenti, molto recenti, ovvero un’ intervista di Claudio Martelli all’ Unità e un libro di Vincenzo Scotti, documenti sui quali ha proceduto ad interrogare e verbalizzare. Il difensore di Mori non si oppone, chiede solo di poterli leggere ed esprimere il suo parere nella prossima udienza, cosa che avverrà domani, 06/07/2012. Nel richiedere ciò, si può sentire anche un breve e divertente scambio di battute fra il Presidente Fontana e l’ Avv. Milio, che vale la pena di ascoltare.

C’è anche, subito dopo, un incomprensibile conciliabolo fra il Presidente Fontana e, presumibilmente, uno dei giudici a latere, una donna, che dice “(incomprensibile) …ma questi dovevano parlare della rilevanza… (incomprensibile)” seguita poi dall’ invito del Presidente a ritirarsi in camera di consiglio. Non si sa a chi fosse riferito per certo il virgolettato che ho trascritto.

Poichè sia Martelli che Scotti sono già stati ascoltati al processo in veste di testimoni, mi sono chiesto cosa potesse esserci di nuovo, e qui è arrivato il link del mio amico. E’ un’ intervista rilasciata da Martelli all’ Unità il 26 maggio scorso, potete leggerla direttamente dalla rassegna stampa della Camera dei Deputati, a questo indirizzo.

Niente di che, parrebbe, se non fosse che al processo ha detto tutt’ altro, e lo sapevo bene, tanto che ricordavo un altro fatto, cioè che lo aveva ribadito di suo pugno e per iscritto. Riporto un passaggio dell’ intervista all’ Unità, così diventa chiaro il titolo di questo post e anche la richiesta di Di Matteo.

Dice Martelli, facendo seguito a “E matura la trattativa” : “Prende corpo l’ idea che trattando con l’ ala moderata, identificata (chissà perchè) in Provenzano, si possa ristabilire la pax mafiosa. E’ la trattativa fra i Ros e Ciancimino. Ma bisogna fare fuori i rompiscatole, Totò Riina da una parte e, dall’ altra, Scotti e Martelli“.

In un colpo solo conferma la trattativa e si autoproclama baluardo contro la mafia assieme a Scotti. Beh non male, se non fosse che prima ha detto e scritto ben altro. Cosa? Ecco qua un bel link, un articolo che ricordavo di aver letto e di cui ringrazio Enrico.

Come spero leggerete, si tratta di una questione di non poco conto, perchè Martelli nel processo (sotto giuramento) afferma: “SE MINIMAMENTE AVESSI SUBDORATO UNA TRATTATIVA TRA RAPPRESENTANTI DELLO STATO CON LA MAFIA AVREI FATTO L’INFERNO, DENUNCIANDO TUTTO PUBBLICAMENTE” e ancoraNon le tenni per me. Ne parlai con il ministro dell’Interno di allora, Scotti, e con i capi di polizia e Dia. Lo ritenni una evidente insubordinazione dei Ros, MA NESSUNO PARLÒ MAI DI TRATTATIVA.”

Poi, via email, conferma la deposizione e smentisce la frase riportata dalla stampa, questa: ““Intuii che Borsellino sapesse della trattativa fra Stato e boss per fare cessare la stagione delle stragi e di recente me lo ha confermato Liliana Ferraro”, e lo fa in questo modo, in una email del luglio 2010, come potete vedere dal blog di Enrico:E’una forzatura o peggio fanno testo le dichiarazioni che ho reso in udienza.”

Spero mi perdonerete se non compro il libro di Scotti per confrontare quanto ha detto al processo con ciò che ha scritto dopo. E’ probabile ci sia un’ analogia con quanto ha detto Martelli all’ Unità, in sintesi, forse ha cambiato versione pure lui.

Adesso però mi è molto più chiaro perchè Di Matteo ci tiene ad acquisire questi atti al processo, forse dalle deposizioni giurate non aveva avuto soddisfazione. Ma non mi stupisco di Di Matteo, alla luce della faccenda Scarantino e quanto disse nella requisitoria, perchè la figuraccia fu di quelle grosse.

Con Martelli invece penso che Di Matteo stia tentando di far passare un vecchio detto: buona la seconda, o era buona la prima? bohh, non mi ricordo 😉

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31 thoughts on “Qui lo dico e qui lo cambio

  1. Ho provato ad inviare il seguente commento al post di Padellaro ed oltre a non pubblicarmelo mi hanno bloccato, di nuovo, l’account.
    “Spero che il moderatore mi perdoni il gioco di parole e pubblichi comunque il commento
    “Padellaro, ovvero l’arte di rivoltar la frittata”
    Ora lasciando da parte le interviste alle “voci libere” le cui opinioni sono sempre rispettabili ma legittimamente non condivisbili se al Prof. Cordero, ad esempio, vengono rivolte domande che pressupongono come certezze cose non vere (come il presunto intervento di Napolitano per una rapida approvazione del bavaglio) o se Sartori, intervistato da Travaglio, basa il suo ragionamento non sui fatti ma su dati opinabili come la sua opinione sull’onestà di Conso, il direttore ci linka un articolo in cui le telefonate fra Mancino e Napolitano (che magari ci sanno anche state) vengono definite tutt’altro che dimostrate.

    Troppo facile fare giornalismo passando dal condizionale all’indicativo o rifuggiarsi dietro comode espressioni del tipo “al Fatto risulta che” per poi stracciarsi le vesti contro le “illazioni avvelenate”

    Peraltro appare preoccupante per la sicurezza dell’inchiesta non tanto che Mancino abbia accesso agli atti di indagine (accesso “ottenuto” molto dopo i colloqui con il Colle, visto che Mancino è stato indagato ai primi di Giugno) ma che dalla Procura escano notizie (in direzione della redazione di un giornale o di un ex ministro dell’Economia) che non dovrebbero uscire.”

    La copsa “buffa” è leggere i commenti che vengono fatti passare senza problemi, come quelli presenti in questo link:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/06/parma-nominato-lultimo-assessore-al-welfare-ex-dipendente-che-fece-causa-al-comune/285802/#disqus_thread

  2. 07/07/2012 
    La Guardia di finanza ha individuato in Svizzera 12 milioni di euro che sarebbero nelle disponibilità di Massimo Ciancimino, figlio di don Vito, ex sindaco mafioso di Palermo, morto dieci anni fa. La Procura ha già presentato rogatoria con lo scopo di sequestrare e poi confiscare il denaro che potrebbe far parte del tesoro di don Vito, su cui le Fiamme gialle indagano da mesi. I finanzieri, come riporta il Giornale di Sicilia, stanno appurando se Massimo Ciancimino abbia riattivato i vecchi conti o se abbia scelto altri canali per utilizzare il denaro. Già condannato a 2 anni, 10 mesi e 20 giorni per riciclaggio dei beni del padre, Ciancimino junior è anche accusato di calunnia e detenzione di esplosivi.

    • E’ anche indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e minaccia a corpo dello Stato, oltre ad essere pregiudicato perchè è stato condannato in Cassazione a due anni e otto mesi per riciclaggio: ma che begli amici ha Marco Travaglio.

  3. Piccolo OT: lo sapevate che in molti comuni italiani si stanno raccogliendo le firme per il referendum sull’abrograzione parziale della legge 31 ottobre 1965, n.1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento?
    Io do per scontato che la Corte Costituzionale non lo ammetterà, perchè signficherebbe invadere l’autonomia del Parlamento (la Consulta non può neppure sindacare i regolamenti parlamentari).

    http://www.informarexresistere.fr/2012/07/07/quei-referendum-contro-la-casta-non-pubblicizzati/#axzz1zsc8ytnq

  4. http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/travaglio-e-bastato-che-finissero-indagati-due-uomini-di-centrosinistra-mancino-e-conso-e-41213.htm
    “…Provenzano, divenuto intoccabile proprio grazie alla trattativa: girava liberamente l’Italia, andava a Roma a visitare il corleonese Vito Ciancimino ai domiciliari…”
    E chi lo dice? Massimo Ciancimino, il cianciarone! Ahh beh.. allora…

    “Purtroppo per Manconi (e Fiandaca), si dà il caso che Ciancimino jr. sia indagato per concorso esterno e minaccia a corpo dello Stato proprio per ciò che ha raccontato sul suo ruolo di tramite fra il Ros e il padre.”
    Mica male: va in ferie con una talpa della mafia, si porta in giro un indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e minaccia a corpo dello Stato… ma che amici ha Marcolino? 😀

  5. Sempre sulla trattativa stato-mafia,segnalo l’intervista di Travaglio al noto “uligano” Giovanni Sartori che arriva dopo le prese di posizione di altri due sempliciotti quali sono Franco Cordero e Barbara Spinelli.
    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/pronto-giorgio-dopo-aver-fatto-girare-le-scatole-a-ezio-mauro-intervistando-contro-il-41191.htm
    E pensare che c’è qualcuno desideroso di prolungare per altri sette anni l’agonia del povero Giorgio.

    • “Lei ha insegnato per una vita negli Stati Uniti: se l’immagina che sarebbe accaduto se un Presidente avesse interferito in un’indagine a gentile richiesta di un politico?
      No che non me lo immagino. Perché gli Stati Uniti non sono l’Italia. Un presidente americano si guarda bene dal fare certe cose.”
      Sì sì, come no 😀

      p.s. non solo le fanno negli USA, tipo il Watergate, ma ne fanno di belle soprattutto all’ estero

      • Un presidente americano si guarda bene dal fare certe cose perché sa bene che non farebbe una bella fine.Da quelle parti basta mentire sotto giuramento riguardo un succhione extra-coniugale per far partire una richiesta di impeachment quì da noi invece, se rendi dichiarazioni false in tribunale, magari riguardo un finanziamento versato nelle casse di una loggia massonica segreta, diventi primo ministro.Come minimo.

        • Questo invece come commento mi sembra un tantino generico, un po’ travagliesco: altrove fan sempre meglio.
          Magari anche i giornalisti sono meglio dei nostrani, che ne dici?

    • Antologico Sartori che esprime un giudizio in base all’assunto che “conosco Conso e so che è una persona integerrima”

      Davvero, ma stiamo giocando?

      • Parrebbe, ma il tempo è galantuomo Andrea, almeno, col cianciarone lo è stato.
        E Travaglio, Santoro quella “beeeep” della Sonia Alfano Presidente della Commissione Antimafia Europea (lo scrive dappertutto, si pavoneggia di essere stata messa in una commissione inutile) e compagnia cantante fan finta di niente.
        La Alfano l’ hanno cacciata dall’ IDV, e invece Scilipoti e Razzi se ne sono andati loro: qualcosa vorrà dire, o no? 😀

      • Dovresti sapere che il linguaggio mafioso è piuttosto variegato e mai banale.
        Il fatto che sapesse di essere intercettato può essere soggetto a molteplici chiavi di lettura.Lo stesso dicasi per l’ atteggiamento bonario che assume di fronte alle rivelazioni del “pentito” Spatuzza.

  6. Per non parlare solo di mafia e affini mi piace ritornare a scrivere de…il processo a Ottaviano Del Turco 😀
    Vale la pena di segnalare prima quel’è stato l’ultimo intervento di marco travaglio sul tema:http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/26/ladri-galantuomini/242820/
    intervento fatto non per dare notizie, che Travaglio non da notizie da anni, ma anche questa volta per polemizzare con un collega, il comunista Sansonetti, qui simpaticamente appellato Samsonite, chissà perché poi, che aveva osato criticare i Pm abruzzesi che hanno inquisito e incarcerato l’ex presidente della regione Abruzzo in base ad accuse rivelatesi col tempo inconsistenti e indizi pure manipolati.
    Sansonetti un po’ si lava la coscienza, dopo che insieme agli altri giornalisti, specialmente di sinistra (l’Unità fece veramente una figura barbina) abbandonò il compagno Del Turco alla furia giustizialista dei travagliati, lavandosi le mani dell’ex socialista, che in quanto tale non poteva che essere ladro.
    Fu un atto di viltà, di fronte allo strapotere mediatico dell’apparato messo in campo da magistrati e travagliati che oggi Sansonetti ammette con onestà, ma facendo arrabbiare il Saint Just alla bagna cauda, che gli risponde col suo solito stile sarcastico, dandoci modo di riflettere ancora di più sul suo concetto di giustizia.
    Travaglio non accetta che si prevedano gli esiti giudiziari: il processo a Del Turco è ancora in corso e non si può prevedere che finisca con un’assoluzione. Però lascia trasparire la convinzione che, nonostante i fatti che vengono mano a mano alla luce, si può ancora sperare in una condanna. perché l’assoluzione no, ma la condanna può essere prevista!
    Lo irrita anche l’accenno alla lunghezza della vicenda giudiziaria, che secondo il vendicatore brizzolato deve prendere il tempo che ci vuole, perché secondo lui è doveroso che un cittadino debba rimanere anni, decenni, in ostaggio dei magistrati, in attesa di essere magari restituito alla vita civile assolto di ogni peccato, anche se nessun risarcimento morale e materiale gli possa essere riconosciuto: è un pedaggio da pagare alla suprema causa della giustizia travagliata.
    Non gli importa molto, al guru del FQ, nemmeno dello stravolgimento della vita democratica del Paese. Il pensiero che la fantasiosa inchiesta abbia azzerato una giunta regionale regolarmente eletta dai cittadini abruzzesi, sostituendola con un’altra di segno politico opposto proprio a causa del clamore provocato dalle accuse contro Del Turco e dal suo arresto, nemmeno lo sfiora. Sono gli incerti del mestiere del politico.
    Che poi Del Turco è un politico comunque colpevole, anche dovesse uscire assolto dal processo, che dopo tre anni e mezzo dall’inizio della vicenda avrà totalizzato due o tre udienze, perché è un ex socialista, amico di Craxi, ex sindacalista con le mani in pasta e qualcosa avrà fatto.

  7. Renzo, ti stai travaglizzando! Se continui a parlare di giudici e mafia alla Travaglio, rischi di diventare la sua “negativa”. Ti stimo, e se posso permettermi un suggerimento, ti consiglierei di toccare altri argomenti: sono sicuro che sapresti farlo benissimo.
    Ciao

    • Ti ringrazio e forse hai ragione.
      Voglio però informarti che, purtroppo, caddi illo tempore nelle fanfaronate di Travaglio su questi argomenti che, come hai notato, mi appassionano.
      Non c’è altra spiegazione per uno che si sorbisce ore di ascolto delle udienze e legge verbali di interrogatorio.
      La ragione per cui lo faccio, oltre ad essermi appassionato, è che questo che dovrebbe essere il lavoro del giornalista, cioè condensare, riassumere ciò che emerge, non lo fa nessuno.
      O meglio, lo fanno falsamente, nascondono le notizie e i passaggi cruciali, le ordinanze che non piacciono, insomma falsano ciò che invece dovrebbero scrivere.
      Hanno fiducia che ci possonoessere solo due esiti: o vincono, e quindi è festa, o perdono, e allora “i giudici sbagliano”, come avrai letto da Travaglio su l’ Espresso.
      Posso essere d’accordo che siano questi argomenti poco attraenti e digeribili, ma sono la verità, non le panzane riportate da pennivendoli manettari, amici dei PM.
      Non è nemmeno da scambiare col classico “vogliono isolare i magistrati come Falcone e Borsellino”, perchè loro certe puttanate non le hanno mai fatte e nemmeno dette.
      Se poi provi a portare queste evidenze nei blog del Tossico, sai già come finisce, vero? 😉
      Ciao

      p.s. prova a leggere sul blog della Alfano come riporta la faccenda di Vizzini e Rossi, chiesti a deporre dalla difesa a cui si è opposto Di Matteo, vedrai che trovi “mafia e appalti” e della faccenda di Martelli.
      http://www.soniaalfano.it/2012/06/22/processo-mori-e-il-giorno-della-tensione-per-il-generale-imputato/

      • Io, fossi in te, per prendere definitivamente congedo da questi argomenti, ci scriverei su un bel libro; e per sentirmene appagato lo stamperei su carta. Certo potresti diffonderlo anche online. Senz’altro scriveresti meglio di Gomez, che ha gravi difficoltà con la lingua italiana. Cacchio, io non riesco a capirlo quando parla!
        Ciao

        • Al contrario, spero che prima o poi si abbia un giudizio per questo processo/farsa, dove si è sentito di tutto di più a livello mediatico, dimenticando totalmente da cosa è partito.
          Sì, ogni tanto ricordano perchè è nato, citando le origini, poi passano a tutt’ altro, perchè della presunta mancata cattura di Provenzano nel 95 non gliene frega niente a nessuno.

          Me la cavo a malapena con un blog, figurati se posso scrivere un libro, e su cosa poi? Su quanto sono stronzi, faziosi e lo siano perchè ci marciano sopra?
          Preferisco sbugiardarli, sia per la censura (scrivere di questi argomenti sai bene che non passa nei loro blog) che per le balle raccontate, sulle quali ci fanno un indegno mercimonio.

    • Ehm che si diceva sul “fare il frocio col culo degli altri”

      Giovanni Stella(Ad La7): “Con Santoro siamo arrivati all’accordo dopo la sua esperienza di ‘Servizio pubblico’. Noi gli garantiamo piena libertà autoriale, e lui si assume tutte le responsabilità”. Se arrivasse una querela? “PAGA LUI”.

      • Giusto, hai ragione, ho anche però letto che sempre Stella è stato un po’ ambiguo in questo aspetto.
        Ha detto che Santoro ha riunciato a “qualcosa”: cos’è questo qualcosa nella copertura legale? Perchè Stella parlava di quella.
        Perchè il nocciolo della faccenda è sempre e solo quello.
        Come mai non accettò l’ anno scorso? Per quello, lo dice esplicitamente Stella.
        Come mai dopo un anno nel quale non ha “graffiato” come suo solito (ovviamente) ed era anche su più canali del DT, fra cui Cielo, va a La7?
        Personalmente, ma potrei sbagliare, bisognerebbe dare una lettura al contratto, dove, magari, c’è una clausola di partecipazione ai risarcimenti, oppure un massimale entro il quale ne risponde lui.

        Il solo vantaggio materiale è che rientra nei pulsanti da 1 a 9 del telecomando. Non è cosa da poco, ma mi sembra niente rispetto alla libertà totale cui aspirava, e che nei dati di ascolto è miseramente fallita.
        La faccenda non mi è chiara del tutto, penso servirebbe almeno leggere il contratto, ma lo vedremo mai?

      • Aspetterei di conoscere tutti gli aspetti del contratto prima di affrontare la questione.
        Devo dire che sono rimasto sorpreso della cosa, perché devo dedurre che la stagione passata non è stata così soddisfacente, se Santoro è ritornato sulle sue richieste, che solo un anno prima erano non trattabili.
        Non si sa nemmeno quanto La 7 lo pagherà, cosa di non secondaria importanza, e per la verità nemmeno quale sarà il destino della rete, che dovrebbe essere venduta in un lasso di tempo neanche lungo.
        Le cose potrebbero cambiare presto.

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