Come le frecce dei Carabinieri

Col Fatto Quotidiano basta osservare il celeberrimo proverbio cinese “Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico“. Non sono per me dei nemici, né aspetto il loro cadavere, vedo semmai che basta aspettare e, prima o poi, cascano nell’ opposto di quello che hanno predicato nel passato. Quello che però a lor signori sfugge è che ci possa essere qualcuno che ha ancora un po’ di memoria. Aggiornato dopo la pubblicazione; aggiornamenti al termine del post.

Qualche tempo fa, Schifani a Torino ad un convegno del PD fu duramente contestato da un gruppo di persone che gli urlarono, fra l’ altro, “mafioso mafioso“. A parte che non ha nessuna condanna per mafia, gli arruffapopolo Travaglio, Grillo e Di Pietro furono gli unici a plaudire alla contestazione.

Non c’è niente di male a contestare qualcuno, trovo sia giusto e democratico poterlo fare, meglio magari senza offese o pesanti accuse non provate, magari lasciarlo parlare e poi dopo irriderlo, dileggiarlo… tutto quel che si vuole. Impedire a qualcuno di parlare non è molto democratico, basterebbe capirlo, ma gli arruffapopolo, i veri colpevoli, quelli che poi si guardano bene dal pronunciare le stesse accuse che hanno fomentato e applaudito, sono i classici soggetti dell’ “armiamoci e partite”.

Leggiamo allora qualche passaggio firmato Travaglio sui fatti del tempo: “Sabato, a Dublino, Tony Blair è stato sommerso di uova, scarpe e bottiglie di plastica mentre presentava il suo libro […..] Lui non ha fatto una piega, a parte tentare di scansare gli oggetti che gli piovevano addosso. E nessun’autorità britannica si è sognata di urlare allo “squadrismo” e al “fascismo”. Anche perché contestare i potenti è tipico delle democrazie.” Questo preambolo serviva per fare il parallelo con Torino dove: ”
Nelle stesse ore, a Torino, una cinquantina di ragazzi pericolosamente informati (sventolavano financo Il Fatto e L’espresso) contestavano Renato Schifani alla festa del Pd, al grido “Fuori la mafia dallo Stato”. Apriti cielo.”

Certo, in quei giorni il FQ aveva fatto uno scoop talmente falso su Schifani (solo per parare il culo a Fini/Montecarlo) che nessun altro quotidiano lo aveva nemmeno preso in considerazione, e questo faceva arrossare le terga di Marcolino; una storia che si è poi ripetuta recentemente col Vaticano.

Oggi invece cosa ti va a succedere? Facinorosi osano contestare San Giancarlo Caselli da Torino quando va a presentare il suo nuovo libro… oooohhhhhhh. MA NON SI FA!

Cioè, si può fare, però non a Caselli, cioè, sì è democratico poter menifestare il proprio dissenso, ma contro chi vi diciamo noi, mica con tutti, e Caselli è fra quelli che non si può.

Ecco che Tony Ciuffetto scrive un bell’ articolozzo paraculoide dei suoi dove leggiamo anche: “Ma alcuni leader del pacifico movimento, anziché dissociarsi dai pochi violenti e ringraziare i giudici che li hanno isolati, preferiscono associarsi alla campagna contro Caselli e arrampicarsi in distinguo molto berlusconiani sul Caselli buono (quello che combatte le Br e la mafia) e il Caselli cattivo (quello che “arresta” i violenti No Tav).”

Avete capito, cari leader pacifici, siete già berlusconiani, ad un passo dal prendere mazzolate quotidiane, se continuate a rompere le scatole a Caselli.

Ma non poteva restare solo Marcolino a tuonare contro i facinorosi, no no, serve il rinforzino: ecco che scende in campo anche Gomez con un mirabile “La pericolosa stupidità dei blitz anti-Caselli“, altro articolo molto educativo, dove se non capite che contestare Caselli è sbagliato allora: “Non capirlo non è solo sbagliato. È stupido. E gli stupidi, come i violenti, di strada ne fanno poca“. Per cui siamo tutti avvisati.

Ma non era la libertà della democrazia poter contestare il potente? Doveva essere anzi tipico, o c’è potente amico e potente nemico?

Anche i potenti sono come le frecce della nota barzelletta sui Carabinieri: ora va, ora non va, contesta sì, contesta no… dipende…

Aggiornamento: Peter Gomez mi risponde nel suo blog, facendo un inutile distinguo su ciò che hanno urlato a Caselli; naturalmente gli ho risposto.

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15 thoughts on “Come le frecce dei Carabinieri

  1. a proposito di doppiopesismo del fatto quotidiano per circostanze analoghe, avevo scritto un articolo sul mio blog, che volendo si può leggere a questo link http://calcydros.wordpress.com/2012/02/23/marco-travaglio-ci-e-o-ci-fa/ in cui marco travaglio, in diretta radio rai, sia pure a titolo personale (essendo però l’anima del fatto quotidiano la cosa è inerente all’articolo proposto da renzo) auspica dei paletti per limitare la possibilità di querelare i giornalisti. incredibile vero?

    • Non troppo incredibile, penso abbia parecchia attinenza alle preoccupazioni per il suo portafogli 😀
      Vado a leggerti.

      Ciao

      p.s.
      “Io stesso ho avuto diversi mesi di stipendio pignorati a seguito di cause civili per diffamazione che mi hanno visto soccombente.”

      Se questa frase che hai riportato virgolettata l’ ha detta proprio così… non c’è molto da aggiungere.
      Questo è il finale di una diffamazione, oggetto di querela, cui è seguito processo, nel quale il giudice ha riconosciuto la colpevolezza di Travaglio, che è stato costretto a pagare per aver diffamato: cosa c’è di più lineare? Non si deve sempre lasciare che la giustizia faccia il suo corso? Se il giudice lo ha sanzionato, avrà avuto le ragioni per farlo. Quindi per Taravaglio in quel caso, pur essendoci un giudice che l’ha ritenuto colpevole, non avrebbe dovuto pagare per la diffamazione?
      Beh ok, adesso vado a fare qualche rapina e non è giusto che se mi prendono io vada in galera: per me le rapine sono cose giuste. Non è possibile rapinare con la preoccupazione della galera, si lavora male 😀

  2. Pessimo giornalismo, classico populismo, ed infine quel che dici tu, cercano di far felice una certa area politica giustizialista/populista, uno schifo.

    La cosa ancor più tragica è che il Fatto con tutti i filtri del caso, vedi questo ultimo caso, è uno dei pochi giornali dove ogni tanto puoi trovare qualche articolo interessante.

    Tra i dieci comandamenti di Travaglio, di pochi giorni fa, c’è qualcosa d’interessante che non si può non condividere. Anche se Travaglio rappresenta il tipo di giornalista più negativo e devastante che possa esistere. Arringa le folle con alcuni pezzi assolutamente ben fatti, argomenti semplici da comprendere, poi si spinge su altri argomenti più complicati per la gente comune, con tesi e teorie a prova di querela e diffonde notizie fuori dal mondo che poi diventano opinione dominante.

    Il perchè prenda certe topiche mi è sempre stato sconosciuto, che lo faccia alcune volte sapendo di farlo è quasi certo, probabilmente per continuare ad alimentare il personaggio che gli ha consentito di avere successo con molti libri venduti in quantità industriali e costretto a mantenere un certo stile e certe abitudini.

    Basta pensare che frequentava ed era amico andamdo in vacanza con uomini delle forze dell’ordine che servivano Ingroia, poi rivelatesi colpevoli di collusione con la mafia, ed ha avuto ed ha tutt’ora il coraggio di denigrare chi frequentava mafiosi che al tempo delle frequentazioni ancora mafiosi conclamati non erano, l’identico fatto capitato a lui ed a quelli che lui chiama presunti mafiosi, ergo Travaglio si auto accusa, ma nel suo caso naturalmente non poteva sapere viste le stellette, perchè si sa al sud i servitori dello stato sono tutti ligi al dovere e i cittadini comuni tutti mafiosi.

    Anche qui due pesi e due misure.

    Gianluca

  3. Renzo, mi sento lusingata dalla tua risposta , avevo paura che ti incazzassi un pochino, visto il mio invito ad affondare di più, nella visione su una strategia che c’è, ma è terra minata..per andare avanti con questa metafora : chi ne tocca i fili, li vede oltre il loro caos,matassa , intreccio , di tutti contro tutti, e cosi ne muore, nel senso piu ampio del termine…

    tutto cio che si evidenzia da questa devastazione, tutto cio che è anche nel caso concreto dell’avvenuto da te cosi ben delineato ( è il tuo stile, su cui devi accogliere il mio come altrui riconoscimento, fra umili che si chiedono) , ha una sua spiegazione , ma è molto dolorosa accettarla, investigarla, denunciarla in ogni suo aspetto che investe il reality

    facciamo l’esempio con altri sostenitori del “servitore dello stato” utile ad un certo tipo di stadio, palco , show…estendiamo i ciufffetti ad altri giochi di specchi e riflessi ciuffettanti cinguettanti dello stesso treno:
    http://www.libertaegiustizia.it/2012/02/23/leg-con-caselli-servitore-dello-stato/

    i premi nobel del rigore, dell’equità e della sobrietà sono identici nella loro essenza ai vari silviuncoli precedenti, ma nel CAOS voluto dalla strategia, devono apparire diversi…in realtà il divide et impera con i vari tifosi permane ,lo stadio in cui si svolge la rappresentazione è sempre quello tanto come al di la dei tifosi d volta in volta ne viene meno il bene comune in ballo. La menzogna tanto prima quanto ora , per garantire con certi idoli , feticci , ciuffetti e controciuffe, tutto il contrario rispetto a ciò che quegli stessi idoli hanno “sdoganato” dai palchi o i libri o le tribune d’onore. Tanto come avvenivano e avvengono gli altri sdoganamenti di cui hanno spapellato.

    non credo che tutti i partecipanti, binari, scambi e caselli , siano consapevoli dell’horror politico a cui hanno “partecipato” , ma alcuni sanno esattamente che è la il capotreno e per quale compagnia ferroviaria deve agire, che mai come in questa terza fase(non terza repubblica, ma)semplice terza fase dalle origini della repubblica ad oggi, deve ingannare sulla direzione, come fu con la tattica e stratagemma di tangentopoli…se prima dovevamo essere,pur non indipendenti e autonomi da certe logiche geopolitiche, tutto ora deve invece riportare al binario morto, come quello greco , creato ad arte ,inganno , tav compresa che ispirano questo mio commento per irmanere piu in tema . Ma nessuno deve accorgersene, lo show deve continuare per mai rilevare che il tutto è il falso (adorno docet). Da qui tutt gli atteggiamenti sbandanti, oscillanti, rittrattanti, incoerenti, contraddittori, ambivalenti, che tu denunci e che questo “casello” si inserisce come tassello nell’intera storia di chi fa opinione , non più da questo o quel mezzobusto nazionalpopolare..”il mercato” si è volentieri esteso ai vari idoli della legalità peringreggiare meglio spicchi su spicchi , new age su downshfiting, tutte le varie primavere fuffa come quelle arabe.
    un abbraccio grande

  4. Io mi ricordo le reazioni alle “contestazioni” al segretario della cisl Bonanni, con tanto di lancio di un bengala lanciatogli contro dalla figlia di un magistrato. Allora la frase più normale fu: “nessuno è mai morto per un fumogeno”.

    L’esercizio della memoria è sempre un bello e utile passatempo, ma a troppi è sconosciuto.

    • Vero!
      Successe sempre a Torino allo stesso convegno.
      Prova a tirare un bengala a Caselli: minimo ti prendi un sacco di legnate dalla scorta e poi ti danno il massimo della pena.

      Tirare bengala a chiunque è sbagliato, sempre, ma ad alcuni non è poi così sbagliato, è diritto di critica.
      Se li tiri ad altri invece, tipo Caselli, e provi a giustificarti, allora sei stupido e berlusconiano: non fa una grinza.

  5. Caro Renzo, il proverbio cinese si sta rivelando sempre più esatto. Sul Fatto campeggia un articolo in cui si speiga che ci sono problemi per la partecipazione di Celentano a Servizio Pubblico perchè il proprietario di TeleLombardia temendo cause civili vorrebbe conoscere in anticipo i testi.

    In passato come tutti sappiamo questo avrebbe suscitato lo sdegno dell’intera redazione e dello stesso Santoro che avrebbero gridato alla censura mentre invece ora parlano della cosa come se fosse una semplice divergenza di opinioni.

    Sarà forse perchè il proprietario di Tele Lombardia è Davide Parenzo azionista del Fatto?

    • Ma noo, non può essere per quello, ma figurati, è impensabile, non va nemmeno preso in considerazione…
      E’ solo per quello 😀

      C’è infatti un piccolo dettaglio che scrissi, mi sembra qui nel blog mesi fa: Santoro non ha l’ombrello legale RAI, quindi paga di tasca sua le eventuali querele.
      Sai com’è, cuore tutto a sinistra, ma portafogli assssolutamente a destra, alla Riondino per capirci 😉

      Ciao

  6. Io però distinguerei i casi dove ad essere contestato è un politico da quelli dove il contestato è un magistrato, funzionario dello Stato che applica le leggi. In parole povere, non definirei Caselli un “potente” da poter contestare come invece lo sono sicuramente Blair e Schifani.

    • Se fai dei distinguo, secondo me cadi nel loro stesso errore.
      Certo che c’è il più o meno potente, ma in quanto personaggi pubblici che amministrano la cosa pubblica possono essere contestati comunque, dal primo ministro all’ assessore del comune di roccasecca.
      Questo è il mio personale approccio al tema, ed era pure il loro, fintanto che han contestato l’ amico

  7. Renzo, ti ricordi quando mi prendevi in giro perchè usavo devastante? ..lo devo usare perchè cio che racconti lo è.
    Anche se permettimi una cosa: dovresti affondare di più . Non che tu ci vada tenero, anzi, ma dovresti meglio evidenziare la ragnatela o il disegno o il mosaico. Non è la cena dei cretini , il piano che hanno sempre avuto chiaro, non solo i due ciuffetti di turno, non fa parte solo della cretineria spicciola.
    Chiediti meglio quale è il loro obiettivo ( molteplice) , per chi lavoravano, qualr la strategia via via adattata da camaleonti con le tattiche che mutano a seconda dei cavallucci di battaglia da qusto a quel papello.
    un caro saluto
    r

    ps continua a scrivere, hai uno stile tuo unico.

    • Ma no Ro dai, sono solo delle paraculate da giornalistucoli.
      Le menti degli uligani sono già devastate e non ricordano certo il passato.
      Dove invece loro vogliano andare a parare non lo so, resto sempre convinto che sia un giornale pro Vendola, che, guardacaso, è al 10% circa, quasi come la lega; solo che non è in parlamento, fa il governatore part-time (è sempre dappertutto) e poi: chi caccia i soldi?
      Le cose si chiariranno fra un annetto circa, lì finiranno le trattative sottobanco.
      Per il resto, dovrebbero cambiare testata: “il trombettiere di procura” mi sembra buono.
      Un caro saluto anche a te Ro, non esagerare col “mio stile”, sai benissimo che sono solo un commentatore come tanti 😉

      Ciao

      p.s. ti sei resa conto di come hanno bollato i contestatori? “arrampicarsi in distinguo molto berlusconiani ” e “Non capirlo non è solo sbagliato. È stupido. E gli stupidi, come i violenti, di strada ne fanno poca”
      Queste due frasi sono di una volgarità e meschinità vomitevole!

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