The Damage Done

C’è una relazione diretta fra un certo modo aggressivo di fare giornalismo ed i comportamenti fideistici di alcuni lettori, spesso totalmente acritici, e che talvolta si spingono fino ad assumere anche posizioni illogiche, negando viceversa evidenze fattuali? Credo di sì, e questo assurdo comportamento, inspiegabile per persone raziocinanti, penso si possa definire come il danno connesso, The Damage Done.

Non ho le conoscenze accademiche necessarie perchè questo scritto possa avere un qualsivoglia valore assoluto; leggetelo quindi, se vi va, tenendo presente che si tratta delle semplici osservazioni di un commentatore come tanti, forse con solo un po’ di memoria in più, o meno ipocrisia di altri. Mi interessa comunque mantenere le tracce di questo virulento giornalismo e delle reazioni di chi ne apprezza la violenza, pensando sia un valore aggiunto. Travaglio non ne è il solo interprete, ovviamente, semmai è il miglior interprete, ma siamo sicuri che avere spinto ancora più oltre il dileggio altrui, sia la strada da intraprendere? Dal mero punto di vista del tornaconto personale parrebbe di sì, il problema sarà continuare nel medesimo cliché, nonostante la mancanza di personaggi da operetta. Capiranno i fedelissimi lettori un ammorbidimento dei toni? In altre parole, caleranno le vendite? Questi però sono, per me, quesiti di secondaria importanza, non il focus del discorso che provo ad affrontare.

Sfruttando conoscenza e memoria diretta di circa 3 anni di blog e articoli di Travaglio, il quale mi fornisce gli esempi su cui ragionare, tento di affrontare un tema più ampio dei soliti. Ovvero i danni che possono fare (non voglio darlo per scontato) personaggi come lui, e più in generale i media, su chi li segue pedissequamente senza mai mettere in benchè minimo dubbio ciò che stanno legendo o ascoltando. 

Essendo costoro fonti primarie d’ informazione per le masse, forse più spacciatori di notizie che non cronisti dei quotidiani accadimenti, sono perfettamente a conoscenza di quale e quanto potere siano in possesso, non ho dubbi in merito, ma è l’ uso talvolta spregiudicato, perpetrato infischiandosene delle conseguenze spesso umilianti per chi ha la sventura di trovarsi coinvolto, che mi portano a voler fissare alcuni accadimenti di cui sono stato testimone e che spero chiariscano, almeno in parte, perchè sono convinto sia possibile una chiave di lettura preoccupante del modus operandi e del danno connesso in grado di produrre nei loro fan.

Perchè definirli fan lo si evince chiaramente dal loro modo di porsi: sempre pronti a difendere il loro eroe, a prescindere, sempre pronti a negare anche la più macroscopica cavolata, anche se la toccano con mano. Nel caso, il massimo che ci si può aspettare dai fan, è che minimizzino fino a rendersi ridicoli. Vengono allevati più come ultrà da curva sud che come persone intelligenti con cui confrontarsi. Vien da chiedersi allora: è forse proprio questa la ragione ultima? Se sì, siamo di fronte ad una deliberata volontà di soddisfare il bigottismo del popolo bue? Oppure, ancora una volta, si cerca di attuare il sempreverde divide et impera? Difficile, se non impossibile, avere certezze in merito. Se ne può discutere fin che si vuole, ma trovo sia una tipica questione di lana caprina, mi preoccupano di più altri aspetti, più diretti ed immediati.

E ancora: perchè Travaglio? Perchè è assurto a notorietà mediatica ben oltre i propri meriti, anche se sono comunque indiscutibili ed evidenti. E’ giusto evidenziarli, e voglio farlo proprio in quanto credo di essere fra i meno sospettabili di piaggeria. Ha avuto però anche la fortuna di essere la persona giusta, al momento giusto nel posto giusto, benchè fin da subito abbia raccontato i fatti un po’ a suo piacimento. Ha anche capacità giornalistiche, ma forse conta di più l’ immagine che ha saputo crearsi, oltre ad un’ ottima chiarezza espositiva. Inoltre Travaglio buca lo schermo, ed è un vantaggio che sa sfruttare bene, nonostante la pelata incipiente.

Da allora la sua fama è cresciuta esponenzialmente, ed oggi ha un notevole seguito di fan, ben poco inclini a mettere in discussione il verbo. E’ per queste ragioni, e conoscendone abbastanza bene le fatte e malefatte di questi ultimi anni nel regno del banana, che posso raccontare ciò che ho visto, e soprattutto ciò che non mi è piaciuto per niente.

Adesso Travaglio (e per fortuna, pure noi) è rimasto senza il banana, l’ uomo senza il quale però ora annaspa: è stato il suo opposto perfetto per anni, e la lotta intrapresa ha avuto molto più interesse e tornaconto personale che non volontà giornalistica di raccontare fatti. Perchè anche per lui vale il discorso dell’ opposto che spiegavo nel blog del Dott. Casarrubea: deve avere un avversario forte, e più è forte più è appassionante la narrazione, nella logica dell’ eroe che combatte una battaglia in cui appare sconfitto in partenza, per l’ evidente superiorità delle forze nemiche. Non è un’ esagerazione retorica, è solo lo sfondo, nemmeno tanto sottinteso, su cui avviene lo scontro. E non è neanche mitologia o epica cavalleresca, è solo marketing mediatico.

Qui però cominciano i guai, visto che inizia ad evidenziarsi la logica machiavellica de il fine giustifica i mezzi, perchè se nella foga dello scontro non sei disposto a fare prigionieri, giocoforza prima o poi degli innocenti pagheranno la tua furia distruttiva: ecco un primo danno connesso, ovvero quello procurato a tutti coloro che vengono usati solo per raggiungere lo scopo, senza preoccuparsi di nulla. Un nome che ricordo, per esempio, è quello di Francesca e i massaggi di Bertolaso: Travaglio scrisse un suo classico articolo da pagliaccio, solo che quando in seguito fu chiaro non c’entrasse nulla [è il PM che la esclude dalle indagini], ricordate forse qualche scusa? Io no, e se Francesca fosse mia madre o mia sorella, Travaglio lo prenderei a pedate, assieme a Vittorio Zucconi per le spallucce che fece ad Annozero sull’ argomento. Certo, Travaglio non fu il solo a scriverne il nome, ma fu il solo a farci della facile ironia da buffone senza alcuno straccio di prova: dare della prostituta a cuor leggero ad una donna, su un quotidiano nazionale e ricamarci sopra da guitto, non è segno di intelligenza, è un marchio dal quale si può venire sopraffatti. Chissà cosa direbbero le varie Ravera, Soffici, Vitaliano ecc… se lo sapessero: ma lo sanno, lo sanno di sicuro, è che dipende da altri fattori la volontà di indignazione di queste femministe a marketta.

Nei blog di Travaglio invece ho letto cose di tutti i generi, dalle più divertenti a quelle potenzialmente pericolose, e se le avessi solo lette non sarebbe gravissimo, anche se gravi restano comunque certi incitamenti alla violenza. Un fatto di cronaca però mi colpì negativamente, assieme alle reazioni plaudenti dei fan sul caso: la contestazione a Schifani con urla “mafioso” ad un convegno organizzato dal PD a Torino. Fermo restando il diritto di manifestare il proprio dissenso, ma in modi e forme civili, cosa c’è di democratico nell’ impedire a qualcuno di parlare? E farlo urlando accuse che non hanno ancora avuto alcun riscontro giudiziario, è democratico? Se ogni fazione si comportasse allo stesso modo alle manifestazioni dei propri avversari, cosa succederebbe? Sappiamo tutti benissimo che per ogni partito c’è una magagna, provata o presunta (e magari fosse solo una!). Eppure, oltre a Grillo e Di Pietro, Travaglio diede pieno appoggio a quell’ episodio, che fu un fatto reale, non commenti in un blog. Ma si guardò bene dal fare lo stesso, cioè scrivere “Schifani mafioso” sul FQ, cosa che peraltro gli chiesi di fare per coerenza e solidarietà coi manifestanti. Un conto è scrivere “bravi”, tutt’ altro unirsi al coro “mafioso”, e lui lo sa bene, mica è scemo. Già una volta ho scritto che è bravo a fare il frocio col culo degli altri, questa è la seconda.

Ciò mi porrà fra i fan di Schifani, nella logica degli opposti, la sola che alberga nelle teste dei fan, mentre io, come a chiacchiere anche Travaglio, sostengo ad ogni costo lo stato di diritto, solo che se per me vale per tutti, nessuno escluso, per lui qualche eccezione di comodo la si può fare, anzi, facciamola fare agli altri: il classico armiamoci e partite. E i fan ci ricascano: riecco il danno connesso.

Passando invece a ciò che si legge nei commenti, lì la casistica è fenomenale, il più delle volte divertente nella loro stoltezza. Voglio raccontare un fatto che, nella sua semplicità, è sia buffo che emblematico: in un blog del FQ, chiedevo conto di non ricordo cosa e nemmeno a chi: niente di chè, un commento normale, un po’ critico, un ragionamentino da niente con un senso e una sua logica, il tutto nei miei limiti. Il giorno dopo trovo una replica, una sola. La ricordo testualmente: “Pensa a Berlusconi!!!” Alla quale, dopo un minuto di sbigottimento, ho risposto: “Pensa a Maradona!!!!!!” Non so se capì, temo di no, ma non continuò oltre, avevo vinto io 😀

Ma è sui casi di mafia che Travaglio ha fatto grossi danni, perchè, anche se oggi non ci sono più, nel blog di Ciancimino si leggevano cose allucinanti: commenti di pura adorazione, incitamento al coraggio, lodi sperticate e amorevoli sviolinate. Provate a riflettere un attimo: tutte queste persone conoscevano Ciancimino? Assolutamente no, e allora perchè si prodigavano in questi commenti? Ovvio, perchè Ciancimino era validato da Travaglio e Santoro, il certificato di attendibilità era firmato da loro due, oltre all’ amico Ingroia, cui si deve il timbro “Ciancimino, icona dell’ antimafia“. Quindi i fan credevano in Ciancimino perchè lo dicevano Travaglio e Santoro.  E adesso che è indagato, che ha sotterrato dinamite in giardino, che l’ hanno beccato a Verona senza scorta a casa di un pregiudicato, sospetto affiliato alla ‘ndrangheta, che i papelli sono fasulli… silenzio assoluto, dimenticato, nascosto il blog, guai scriverne nel FQ. Per ben due anni Travaglio ha sfrantecato i maroni con papelli, trattativa e bla bla bla… E’ questo il giornalismo onesto e sincero di Travaglio? Quanti danni collaterali era disposto a fare, pur di abbattere il nemico banana? Tutti inutili, fra l’altro. E ancora una volta, ecco il danno connesso.

Certo, Ciancimino era un boccone troppo ghiotto per Travaglio per lasciarselo sfuggire: era come una fetta di porchetta per Telese, o una zoccoletta per il banana, o una tinta bionda per Santoro, tutte cose che sappiamo irresistibili per loro. Ma tuffarsi a pesce nella vicenda, farci soldi e serate assieme per anni, e poi di punto in bianco fingere di dimenticarsi, sperando che anche tutti gli altri facciano lo stesso, beh no, questo è chieder troppo. Nemmeno i fan più ottenebrati l’ hanno digerita, o meglio, non sanno cosa rispondere, perchè lui non ha fornito loro una exit strategy plausibile: per forza, non è possibile! Sì lo so, c’ha provato col puparo, ma è la classica pezza peggio del buco, infatti  ha dimenticato pure lui. E come lui, anche i fan fingono di aver dimenticato tutto: altro danno connesso.

Non so se può essere assimilata anche questa lettera aperta nel tema che ho voluto affrontare qui, temo purtroppo di sì, e mi sono già espresso in tal modo in altra sede: lascio a voi, se vorrete, scoprire cosa c’è che secondo me proprio non va. Valutate bene il fatto che sia una lettera aperta e scrivente/destinatario, è la chiave di lettura (ovvia) che ho usato nel leggerla e penso sia l’ ennesimo danno connesso.

In conclusione, che risultati porterà questa continua mistificazione di fatti e notizie? Perchè il danno connesso è destinato ad avere strascichi in coloro che credevano nei proclami di giornalismo pulito, danni che saranno ancora più pesanti per i fan ottenebrati: se i primi, fra i quali sono pure io incluso, ora lo ignorano o, come me, decidono di tenere traccia delle vaccate, per i secondi la faccenda è più preoccupante. Forse avremo dei disillusi, degli orfani inconsolabili, degli irriducibili e, peggio ancora, dei facinorosi. E allora, chi se ne farà carico dei danni connessi?

Il paragone lo so è forte, ma secondo me ci sta tutto: buon ascolto

Neil Young – The Needle And The Damage Done 

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40 thoughts on “The Damage Done

  1. io capisco tutto e scusa per commentare cosi a caso ma, il problema e che non si deve essere fan di nessuno, ma la classe politica che avete(abbiamo, sono italo cileno ma molto piu cileno, non per quello non italiano , mi sento anche italiano e con orgoglio) e cosi squallida che un giornale come il fatto si prende la fetta sempre piu grande di indignati potenziali fan (quindi senza ragioni) e ripeto , mai fan di nessuno , posso essere in tutto d’accordo ma mai fan di nessuno, porta a una cecita assurda… bah , non so se ho detto essattamente quello che volevo dire….

    • Ciao, ciò che volevi dire è chiaro per me.
      I lettori del FQ sono forse più dei tifosi che non dei lettori obiettivi, e la cosa poco bella è che al FQ lo sanno benissimo e non fanno molto per essere meno aggressivi.
      In pratica li assecondano per vendere, e non mi sembra corretto.

  2. Mettiamola così caro Renzo: io ho letto il caso Genchi e devo dire che non ne esce bene nessun apparato dello Stato. Ora poichè la parola di Genchi non è stata vergata a caratteri di fuoco sul monte Sinai (e la metafora vale per un credente, ma non per un ateo come me), posso anche concederti che sia lui che De Magistris abbiano potuto eccedere nell’azione investigativa, ma di grazia dimmi tu se in uno Stato in cui il rispetto della legge non fosse un optional, sarebbe mai potuto succedere che dei parlamentari con frequentazioni losche se ne restassero inchiodati ai loro scranni!
    Comunque io Genchi l’ho conosciuto durante una sua conferenza e devo dirti che ha coraggio da vendere, anche se gli ho riscontrato una buona dose di supponenza!
    De Magistris invece mi è stato presentato in una libreria di Napoli e ne ho avuto una bruttissima impressione, nel senso che non ama essere avvicinato dalla gente, fa lo schifiltoso e quindi l’aria da compagnone da lui assunta durante la campagna elettorale per l’elezione a sindaco era pura ipocrisia. Ma tant’è!
    Senti per i link lascia stare, non voglio crearti nessun problema. Conta molto più stiomarsi, non credi?

    Ciao

    • Magari tutto quello che raccontano fosse proprio tutto tutto. E’ che leggendo ciò che ha scritto la Forleo, a cui nessuno dei due risponde, qualche dubbio mi viene.
      Specificamente su Genchi è interessante leggere questo link e gli allegati che trovi in basso
      http://segugio.splinder.com/post/25819386/differenti-versioni
      Della Boccassini ho un’ ottima opinione, la stimo molto, ma è solo un parere personale.

      Così come apprezzo invece i servitori dello Stato di basso profilo, molto più di quelli che vanno a fare presentazioni di libri, congressi di partito e magari pure a Cortina incontra: il nome non serve, vero?

      Qualche esempio?
      Chi è Fausto Simoni? Hai una foto, un’ intervista? Eppure sono straconvinto che i media lo abbiano contattato più volte.
      E Angelo Vassallo? Nessuno sapeva chi fosse, finchè non l’ hanno ammazzato, quasi certamente perchè non si piegava ai voleri della criminalità del cemento.
      Non sono eroi, sono (e Vassallo purtroppo era) persone serie che lavorano bene per il patrimonio pubblico, in silenzio e senza petto in fuori.
      Nella magistratura apprezzo anche Nicola Gratteri, uno che da 22 anni vive sotto scorta, il peggior nemico della ‘ndrangheta: lui va a parlare ogni tanto in tv, ma non è molto amato, così come va per le scuole come faceva Borsellino, perchè è dai giovani che si può e deve iniziare a combattere le mafie.

      Se ne hai voglia, rivedilo da Fazio

      Non l’avevo vista nemmeno io, l’ho trovata mentre cercavo un altro suo intervento, dove esponeva un’ idea semplicissima per snellire la macchina giudiziaria: qualcuno l’ ha forse ripresa e portata avanti?

      Certo che c’è stima anche da parte mia e ti ringrazio.

      Ciao

  3. Ma la Procura di Roma non è il famoso “porto delle nebbie”, dove immancabilmente le inchieste riguardanti politici e uomini di potere “morivano archiviate”? Ad averceli di Genchi nelle questure! Non dimetichiamoci che Genchi al momento in cui è stato allontanato dalla Polizia era vicequestore, e aveva alle spalle un’esperienza da investigatore da far impallidire i migliori investigatori della FBI. E’ stato alle dipendenze di Falcone e Borsellino, che di lui dissero un gran bene. Purtroppo Genchi ha avuto la sfortuna di nascere in Italia, nel Paese degli indiviosi e dei viscidi. Basta leggere un po’ la sua biografia per capire che un uomo così uno Stato serio se lo sarebbe tenuto ben stretto.
    Simpatica quella su Occam: quanti sfregi ha fatto il suo rasoio!

    Ciao

    p.s. Senti Renzo, ti va uno scambio di link sui nostri blog?
    Io metto il tuo, e tu metti il mio!

    • La faccenda è assai più complicata di come la riduce Travaglio.
      Genchi innanzitutto s’è fatto l’ esperienza in polizia poi s’è messo in aspettativa, ha fatto una società e ha continuato a fare il solito lavoro, solo che fatturava: bravo, paghiamo noi la tua esperienza e tu ce la fatturi.
      Primo problema: le password. Come funziona la cosa se non sei interno alle istituzioni? Perchè dare le pwd di banche dati “sensibili”a società esterne sarà regolamentato e tracciato, almeno voglio sperarlo.
      Poi la vicenda si ingarbuglia non poco, visto che c’è parecchia altra gente di mezzo.
      Genchi scrive un libro e, com’è ovvio, manda le bozze a chi cita, tra cui Clementina Forleo.
      Poi però esce il libro e… toh, manca un capitolo!
      Kulpe, se ci legge, queste cose le conosce, infatti la Forleo scrive sui siti sia di Genchi, di De Magistris e Vulpio sollevando la questione. Risposte? Silenzio di tomba.
      Ovvio, non ha scritto in privato, e certe cose Genchi e Giggino non le spiattellano nei blog.
      Eppure la Forleo era servita molto a Giggino: ricordi Annozero?
      Poi la scaricano tutti, il PD in primis (per la faccenda “abbiamo una banca”) e l’ allontanano da Milano, dove al tempo c’era Guido Salvini, il quale nel forum dei magistrati scrive una cosa piuttosto pesante su riunioni stile carbonaro a Milano fra magistrati per far fuori la Forleo: il CSM si occupa del caso? Le accuse di Salvini sono pesanti. Non ne so niente, nemmeno Vulpio, pure lui scaricato da Travaglio e Santoro (primo mio “caso” sollevato su voglioscendere a cui Travaglio rispose sul vago) ha più scritto in merito, dopo aver pubblicato il post di Salvini con il suo consenso.
      Vulpio che, ma tu guarda che combinazione, era il giornalista del Corriere “embedded” di Giggino per Why Not, Poseidone e Toghe Lucane, che poi però l’ ha scaricato, così come ha fatto Tunnino quando era candidato IDV per le europee, assieme a quel gran pezzo di statista della Alfano.
      Strane coincidenze o c’è altro da sapere?

      Tornando a Genchi, curiosamente a luglio, in occasione dell’ anniversario di via D’Amelio, scrissi un commentino nel suo blog sul FQ, del tipo: anche quest’anno tutti al Castello Utveggio? ma cosa mandate a fare la gente fin lassù, visto che non c’entra niente nella vicenda?
      Oooppsss, censurato al volo! 😀
      Perchè, come forse saprai, fu Genchi a dire che i servizi segreti erano nel castello (marcondirondirondello) e da allora tutti gli anni mandano la gente su per una mulattiera, nel luglio di Palermo (un fresco…), fino al castello che non c’entra un cazzo, visto che i PM han trovato una sola telefonata, non un coordinamento per la strage, ed infatti hanno escluso la cosa dal processo. Procura “amica”, si badi bene, non toghe bananate.

      Quindi, riprendendo la faccenda Genchi Giggino, siamo proprio certi che si siano comportati perfettamente nella legalità?
      Quanta roba c’è ancora da scandagliare nei NAS Lacie di Genchi? (TB di files molto piccoli). Ne hanno fatto un backup prima di renderglieli? (s’era innervosito il Gioacchino proprio per i NAS).

      Lasciamoli lavorare i magistrati, se non c’è niente di che cosa si preoccupa Travaglio?
      Del fango? Tanto Giggino non si dimette neanche stavolta, non c’è dubbio.

      Ciao

      p.s. per i link non so cosa dirti, non ne ho mai messi per scelta, la domanda mi fa molto piacere ma un po’ anche mi imbarazza.

      • Chi può dirlo? L’ignoranza di questi figuri è fenomenale.
        Avete notato che grillo si è pronunciato contro lo ius soli per la cittadinanza ai figli degli immigrati? Notizia in prima pagina su repubblica.it, mentre il FQ online tace, disperato?

    • Grazie, mi è venuta così, tra il nervoso e lo sconforto… Più lo sconforto, però. Questi sono identici in tutto e per tutto agli invasati berluscones della prima ora

  4. Eh, i grilloidi sono sempre in gran forma 🙂
    Al terzo “Zupperman è un troll” ho chiuso Explorer…

  5. E’ che porto delle nebbie piace tanto, evoca romanzacci di Simenon, torbidi e misteriosi intrighi…
    Accusarsi l’un l’altro è ottima tattica in certe situazioni processuali, può farla sfangare a entrambi, anche se, in questo caso Marcuzzo Copiaincolla non ha tutti i torti a prendersela con i PM romani.
    Comunque, bisognerebbe rompergli per bene le palline con questa faccenda della prescrizione.

  6. Complimenti Renzo, un post mooolto interessante.
    travaglio al FQ è in ottima compagnia: le manipolazioni dei dati piacciono moltissimo a Chiesa, che non a caso ha una platea adorante di lacchè che inondano di commenti svenevolmente servili tutti i suoi post.
    Segnalo anche l’ultimo post di Telese su Grillo, dove le truppe cammellate del comico ormai bisognoso di ricovero in comunità si sono scatenate nella caccia al dissidente.

    • Grazie, vado a leggere Tony Porchetta, anche se mi stavo divertendo un po’ con le truppe travagliote e l’ultima simpatica novella di Marcolino.
      A nessuno viene in mente che se Giggino dice che faceva tutto Genchi, e Genchi dice che lo istruiva Giggino, forse qualcosa su cui fare chiarezza c’è?
      E travaglio se la prende proprio con Roma! Che ingrato, dopo che gli han mandato in prescrizione un processo.

      • Caro amico (sempre che tu lo consenta),
        per l’enorme stima che ti porto, permettimi di dire che l’aver voluto processare a tutti i costi Genchi e De Magistris è stata un’autentica carognata, non foss’altro perchè si è voluto rimestare in fatti che erano stati acclarati in modo inequivocabile! Far credere agli italiani che essi vivano sotto l’occhio (anzi l’orecchio) vigile di un GRANDE FRATELLO significa evocare i momenti bui del più violento stalinismo. E’ disonesto far passare l’idea (non da parte tua!, ma da parte di giudici politici e giornalisti interessati) che Genchi abbia intercettato direttamente centinaia di migliaia di persone, quando più semplicemente si trattava di utenze telefoniche di cui Genchi era venuto a conoscenza per via del suo lavoro investigativo.
        Complimenti per la tua esposizione, comunque.
        Con stima
        Giovanni

        • Caro Giovanni, ti ringrazio per amicizia e stima che contraccambio.
          Non sono così sicuro che abbiano voluto processare a tutti i costi Genchi e Giggino, anche perchè politicamente in questo momento non ha molto senso, perchè, e qui forse ne discuteremo, spesso magistrati han fatto uso politico della giustizia.
          Il discorso si allargherebbe molto e non è il caso.
          Nemmeno credo che ci siano tanti stupidi da credere che siamo tutti sotto l’ occhio del grande fratello, le intercettazioni sono utilissime e vanno lasciate stare, a parte un’ idea semplice che scrissi anni fa e che piacque. C’era anche a commentare una che scrisse essere in un tribunale in non so quale mansione, almeno, lei scisse ciò, e la competenza lasciava pensare fosse vero.
          Però, nel caso specifico, il rimpallo di responsabilità fra Genchi e Giggino, come ho scritto, un po’ mi fa pensare e credo bisognerebbe avere tutte le carte in mano per avere un’ idea precisa.
          Ad esempio: metti che dai tabulati emerga che dal 10/10/2010 (esempio!) Giggino o Genchi siano a conoscenza che il n° xxxxx è di un parlamentare e ci siano intercettazioni su quel numero il 20/10/2010, che ne penseresti? Si sono sbagliati e han continuato?
          E’ un’ ipotesi, ovvio, ma che si scarichino le colpe l’ un l’ altro un po’ puzzicchia: se è tutto in regola, perchè dire “le faceva lui” e “no era lui che mi diceva di farle”.
          Ma poi, se Travaglio è così sempre ben disposto verso i magistrati, perchè fa come il banana e li attacca quando toccano gli amici suoi?

          Insomma, la giustizia deve fare sempre il suo corso, così dice, tranne quando incassa lui la prescrizione o indagano i suoi amici: ahhh beh, troppo comodo!

          Ciao

  7. sono daccordo con carlino e spesso io ho definito “noi” italiani un branco di pecore che aspettano il PASTORE perche le guidi all’ovile;
    non é che la pecora sia stupida ma ama vivere in gruppo ed é guidata da un pastore con dei cani da guardia per indicargli il cammino.
    perche anche BOILEAU diceva : di tutti gli animali che si elevano nell’aria quelli che camminano sulla terra ,o nuotano nel mare il piu STUPIDO animale per me é l’uomo.
    o peggio ancora JULES RENARD l’uomo é un animale che ha la facolta di pensare spesso alla morte.
    per questo penso che tra il PASTORE e il gregge ci siano ancora pochi animali intelligenti

  8. Il fenomeno Lega è più complesso di quanto sembri. Bisognerebbe che uno bravo ci scrivesse sopra un saggio, per spiegare come i bisogni e le richieste reali di gruppi sociali non riescano a trovare risposte adeguate e vengano invece canalizzate in movimenti politici il tra il folcloristico e l’azienda familiare (e qui ci metto pure il partito di Di Pietro).

    Sono convinto che se oggi sorgesse in italia un personaggio veramente capace e carismatico potrebbe rapidamente sconvolgere l’assetto politico nazionale e farsi incoronare Imperatore dei Romani in pochi anni, vista la pochezza della classe politica e dirigente in genere che ci ritroviamo.

    • Non ne sono certo, ma penso che qualcuno abbia scritto del fenomeno Lega.
      In estrema sintesi penso si possa dire che è nata su populismo, demagogia e razzismo, per poi passare ad un classico trasformismo all’ italiana.
      E’ anche un classico storico il refrain del “salvatore della Patria”, senza dubbio anche il banana ne ha usufruito: “ghe pensi mi”, ricordi?

      • Le vere ragioni per cui il fenomeno lega acquisì tanta popolarità erano legate tutte al disfacimento dello Stato e dalla sua incapacità a fornire risposte ai bisogni reali dei cittadini.
        Non penserete veramente che la gran parte dei milioni di elettori della lega credono alle favole dell’eredità celtica o della secessione. Tanti hanno votato per dare uno scossone all’assetto istituzionale, ma il mandato per farlo è finito nelle mani sbagliate.
        Lo stesso discorso può farsi per Berlusconi: milioni di persone lo hanno votato come male minore, mica perché credevano alle sue balle.

        • Qualcuno che ci crede all’ eredità forse c’è: una foto l’ho messa, mi sembra nel post su Cosentino.
          Scherzi a parte, inizialmente è stato un voto di protesta, poi han fatto vedere di che pasta sono: nepotismo, soldi… solito repertorio.
          Il banana è il più grande piazzista pubblicitario che abbiamo mai avuto, ma si torna al ragionamento di prima: vogliamo uno che pensi per tutti, lui pensava sì… ma solo per sé.
          Crozza gli ha riadattato “My way” in “Cazzi miei”: perfetta.

    • Per capire il fenomeno Lega Nord io consiglierei il libro di Lynda DeMatteo “L’Idiota in politica”, una vera e propria analisi antropologica del “fenomeno Lega Nord”.

      Unica controindicazione: ti fa perdere qualsiasi residua speranza nella gente.

  9. renzo non scrivo piu la sera,forse non sono stato chiaro ,come credo tu sappia abito sulla costa azzurra che da un paio d’anni non é molto azzurra,anzi torbida perche abbiamo avuto due inondazioni e mia figlia per due volte ha perso tutto percio casa mia é peggio di un albergo.
    Ma veniamo a travaglio quando scrivevamo su Voglio Scendere ho avuto un dialogo(scritto) perche lui paragonava la francia a un paese dove la giustizia é bien applicata,io gli dissi di non dire cose da incompetente perche se leggi é una cosa ma se ci vivi puoi constatare la non applicazione di regole, e per esempio in francia se un giudice attacca uno al governo il ministro della giustizia che a differenza dell’italia qui é il capo dei giudici gli toglie il dossier(promuovendo il giudice o trasferirlo in un altro departamento)e tutto avviene senza polemiche (spesso puo arrivare qualche cosa perche il governo lo vuole o gli serve per nascondere altro(vedi caso miliardaria BETANCOURT) ,
    Poi scrissi che tutto il suo odio per berluscoioni (cosi lo chiamavo) e da quando ci fu la rottura con montanelli e berlusconi non lo confermo ,come reporter giudiziario,
    e gli dissi che era il migliore avvocato di berlusconi (con il suo attaccarlo faceva aumentare i consensi) e di cercare una nuova strada che se per caso a berlusconi vista l’eta gli fosse arrivato qualche cosa cosa avrebbe scritto??
    come ti ho detto nel post precedente i miei post non passavano piu, solo l’altro giorno ho provato nel blog ravera (post passato) mentre in quello della cosenza sto ancora aspettando la publicazione (forse sabbie mobili)
    scusa la tiritera ciao

    • Sì Claudio, ricordavo che vivi in Francia da decenni e anche di Costa Azzurra e innondazioni.
      Non mi ricordavo invece della faccenda giustizia in Francia, ma su questo Travaglio fa forse un po’ il furbo, visto che è improbabile che qualcuno scriva che le cose non stanno come dice lui.

      Ciao

  10. scrivo al buio V.S giusto anche dal fatto .
    la lega mi riferisco a BOSSI oggi a milano,non riconosco piu la mia citta di adozione,
    come disse SANTORO berlusconi non é pirla come vorremmo farlo passare .
    ma in bossi vedo tanto un piccolo “mussolini”un po rincoglionito ,ma quei milanesi che ho lasciato piu di 30 anni fa possibile che siano rincoglioniti??

  11. scusate se mi intrometto in qualcosa piu grande di me su TRAVAGLIO sono daccordo (mi ha messo fuori da V.S.) ma della LEGA NORD tutto OK

    • Claudio, talvolta per me sei un po’ criptico: non c’ho capito una mazza 😀

      p.s. forse ho capito V.S.: è voglioscendere, giusto? non sapevo ti avessero bannato, almeno, non me lo ricordo.
      sulla Lega invece non ho capito a cosa ti riferisci

      • Sono stato occupato a scrivere (e ne avrò ancora per un po’) il mio post, ti commento appena posso. Comunque un articolo il tuo rimarchevole, degno di attenzione e che invita alla riflessione,
        Ciao

        • Ti ringrazio.
          Lo scopo è proprio quello di riflettere su questo giornalismo d’aggressione e dileggio.
          Tutto giocato sul filo del rasoio della quasi diffamazione e dell’ offesa.
          La “battuta” ci può stare, ma Travaglio spesso IMHO esagera e quando invece prende delle colossali cantonate, tipo Ciancimino, fa finta di niente: vomitevole.
          Ciao

  12. Molto amaro e, purtroppo, vero. Tra i danni collaterali aggiungerei la permeabilità ai facili slogan dei capipopolo alla Grillo e Di Pietro. Un fenomeno che, paradossalmente, rischia di fare più danni di Berlusconi e del berlusconismo (di cui peraltro è il rovescio). Se il tuo avversario è un losco figuro dalle origini incerte, dalle relazioni torbide, gaffeur e puttaniere, battagliare sul piano degli argomenti è meno complesso quanto meno complesse da sviscerare e più intuitivamente evidenti sono le sue vulnerabilità . Quando il tuo avversario parte da enunciazioni di principio condivisibili che però, una volta condotte sul piano della pratica politica, finiscono per produrre conseguenze aberranti per un misto di superficialità, eccesso di semplificazione, incapacità di mediazione quando non sotterranea malafede, evidenziarne le falle richiede analisi più complesse. Ormai espulse, di fatto, dal dibattito pubblico. Anche questo, a ben vedere, un danno collaterale.

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