C’è Comandante e Comandante

Quando saliamo su un mezzo di trasporto collettivo, quasi sempre mettiamo la nostra incolumità nelle mani di una persona che speriamo o si presume essere in grado di fronteggiare le variabili cui si può andare incontro. Talvolta, come è accaduto all’ isola del Giglio, le variabili le crea proprio il Comandante e poi abbiamo sentito di che pasta era fatto. Ma nella stragrande maggioranza dei casi non va così: eccone alcuni esempi.

I passeggeri degli aeromobili in questo video è probabile che si siano accorti di qualcosa, un po’ di sobbalzi ci sono stati sicuramente, cambiando però il punto di vista le cose assumono tutt’ altra prospettiva, e le capacità di pilotaggio sono evidenti: mettere a terra dei gigioni come questi con un vento al traverso, forse pure a raffiche, non è uno scherzo.  E non è nemmeno ordinaria amministrazione, è il momento dove devi dimostrare che sai pilotare bene, ricordando i fondamentali (infatti si notano benissimo) e che se non te la senti, riattacca e magari metti prua all’ aeroporto alternato. Si apprezzano anche gli ingegneri che hanno dimensionato il timone come si deve.

Poi ci sono gli Eroi, persone che nonostante la situazione sia drammatica, non perdono il sangue freddo e tirano fuori il meglio di sé, come il Capitano Chesley “Sully” Sullenberger e il volo US Airways Cactus 1549, decollato da La Guardia tre anni fa esatti e ammarato perfettamente nell’ Hudson. Passano solo 22 secondi dall’ ingestione nei motori di uno stormo di anatre canadesi al mayday, 22 secondi, non ore! In altri 28 secondi valuta di non riuscire a far prua 220 per rientrare e decide di ammarare. Non solo si sente come fosse padrone della situazione, valutasse perfettamente le (poche) risorse a disposizione, conscio del pericolo e delle scarse possibilità di riuscita, ma fu anche l’ ultimo a scendere e dopo aver ispezionato la cabina, certo che non vi fosse più nessuno. La fortuna, perchè un po’ serve sempre, l’ ha aiutato, perchè angolo e velocità di ammaraggio furono perfetti, non c’erano barche ad ostacolare ecc…, ma il merito di aver salvato tutti i 155 passeggeri più l’ equipaggio da una situazione di probabile catastrofe, oltre a chi si sarebbe visto arrivare sulla testa un Airbus A320 di alcune tonnellate a serbatoi pieni, è tutto suo e del suo secondo, Jeffrey B. Skiles.

Non possiamo certo sceglierci il Comandante quando saliamo a bordo, ma sono convinto che la stragrande maggioranza di loro siano persone capaci, professionisti seri e competenti, in grado di reagire al meglio di fronte alle sempre probabili emergenze. Certo, non sempre è ai comandi un Asso come Sullenberger, ma spero che i pusillanimi come Schettino siano l’ eccezione.

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5 thoughts on “C’è Comandante e Comandante

  1. RIECCOMI RENZO
    forse ieri non ho approfondito un punto che la mia ex professione di tecnico mi fa considerare l’aggravarsi della “pazzia” di uno con la responsabilita della soceta(con lacrime di coccodrillo)
    lo scuarcio nella carena ha fatto entrare acqua SUBITO!!! nella sala macchine con parecchie persone addette al luogo.
    nessun accenno di comunicazione ??? si dice che un ufficiale é sceso dalla plancia di comando alla sala macchine trovandola allagata ,il personale d’overa ???? era preparato???sapeva comunicare??? a parte la colpa del capitano ma una societa come costa crociere daccordo fare i soldi ma la responsabilita sulla formazione dell’equipaggio??? non credo che sia una prerogativa del capitano scegliere “la ciurma” (perche il solone VESPA non parla mai della responsabilita della societa??)

    • Non ho approfondito la vicenda e non credo lo farò a breve, preferisco aspettare le indagini.
      L’ audio delle telefonate però è inequivocabile: si è comportato da pusillanime.

      La Costa è libera di scegliere il personale che vuole, ci mancherebbe, e lo farà coi propri criteri, fra cui senza dubbio i costi.
      Allo stesso modo tutto il personale di bordo, a quanto ne so (poco), deve regolarmente fare dei periodi di addestramento alle emergenze, e quasi certamente la compagnia avrà le carte in regola per tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza.
      Da ciò a che si sia svolto tutto nel modo migliore e nei tempi più brevi ci passa tantissimo.

      Di sicuro però la compagnia sapeva dei passaggi sotto costa, perchè come li possiamo vedere noi, anche loro li vedono e magari le rotte sono monitorate costantemente.
      Così come è altrettanto certo che non vendono crociere ma emozioni, nel senso che, come si vede negli spot, il mare è un fattore secondario, la vita a bordo, le feste, il relax, gli spettacoli, la cucina ecc.. ecc… sono il prodotto da vendere, e visto che il passaggio sottocosta è un’ emozione sia per i passeggeri che per chi è a terra (e magari diventa cliente), non l’ hanno di sicuro proibita.
      Certo, c’è una differenza notevole fra passare a 50 o 500 metri da terra: a 50 è molto più bello e rischioso, a 500 fa schifo.
      Aggiungici un capitano che forse voleva fare il pelo all’ isola e che poi si comporta da vigliacco e la tragedia è servita.

      Ciao Claudio

      p.s. letto adesso in home del FQ “Il comandante: “Inchino? Un’abitudine””

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