Elzebiro

Tornando all’ accezione antica del termine, questo vorrebbe essere un elzeviro, solo che l’ ho scritto con la biro, e visto che a scriverlo sono io, che di erudito non ho neanche un dito, mi diventa un elzebiro. Giochi scemi di parole a parte, un pensiero, una riflessione sulla censura però voglio farli, non in termini assoluti, ma relativamente ai falsi paladini della libertà d’ espressione.

I riferimenti non possono che essere quindi Fatto Quotidiano e Beppe Grillo (assieme al suo guro Casaleggio), sommi pontefici del liberalismo, visto che, a chiacchiere, si sono sempre schierati in tal senso, mentre poi, nei fatti, si comportano all’ opposto. Se ne sono riempiti la bocca di questa loro grande apertura a tutte le voci del web, rappresentazione della società vera, finalmente libera di esprimersi non più soggiogata dal potere. Si mostravano a petto in fuori nel difendere il pluralismo d’ espressione, e tutti a plaudirli inebriati e incantati dalle loro belle parole, urlate da palchi e televisioni. Poi dalle immagini siamo passati ai fatti concreti.

A parte il fatto che il web non può essere preso come riferimento assoluto delle varie realtà sociali di un popolo, ma almeno lasciamo esprimere liberamente coloro i quali vi accedono e raccontano le loro idee, il loro vissuto, le proprie esperienze e anche le critiche che inevitabilmente arrivano. Travaglio addirittura disse che le preferiva alle slappate di natiche dei fan: peccato che stesse mentendo, e sono i fatti a provarlo.

Premetto che potrà sembrare, da parte mia, pormi contro costoro per ragioni d’ opposizione o altro: niente di più sbagliato, perchè condivido parecchie delle istanze portate avanti da Grillo, così come ho apprezzato i roboanti proclami fondativi del Fatto, ma non è possibile avere un pensiero autonomo, o sei pro o sei contro, altre varianti non sono contemplate. In sostanza, lo schematismo duale, le facili etichette per catalogare chiunque, non mi appartengono proprio: critico ciò che non mi piace, sia di destra o di sinistra, se significa ancora qualcosa. Non critico il centro, perchè è crudele prendersela col disabile Casini, dopo che ha perso già due mani, mettendole sul fuoco una per Dell’Utri, una per Cuffaro, e adesso rischia di perdere l’ altra con Letta… ma quante mani ha? 😀 E come farà ad arraffare, adesso?

Tornando alla censura, il problema con costoro, ma non solo ovviamente con loro, è che alle chiacchiere poi non seguono fatti coerenti, anzi, è il solito modo di comportarsi di tutti i classici soloni autoreferenziali e indiscutibili, poichè far notare le loro evidenti distonie o marachelle porta invariabilmente alla censura. Eppure ci avevano raccontato che erano il nuovo che avanza, e bla… bla… bla… in contatto diretto coi cittadini e dupa.. dupa… la vera democrazia dal basso e yadda… yadda…

Sembra quasi come se, all’ aumentare della visibilità o notorietà mediatica, corrisponda un rapporto diretto ad un’ autorevolezza che non è più possibile mettere in dubbio o in discussione, a maggior ragione se le critiche provengono dal nulla, che è ciò che siamo solitamente considerati. Tranne quando servono firme e schede nelle urne: lì allora torniamo ad essere importanti. Curiosa sta cosa… devo approfondirla.

Ma facciamo un ragionamento più generale: innanzi tutto occorre osservare che sto scrivendo della loro presenza online, opportunità relativamente recente dal punto di vista temporale e quindi di uno strumento che non sono ancora in grado di utilizzare al meglio senza incappare in errori grossolani. Perchè non è sufficiente aprirsi alla rete, bisogna anche capirne e gestirne le dinamiche con coerenza ed un progetto chiaro. Si può certamente variare la rotta in navigazione, ma bisogna saper spiegare anche i perchè lo si fa, non farlo e basta. La gente non è scema, e l’ intelligenza collettiva è in grado di scovare le ragioni inconfessabili di un cambio di rotta per ragioni opportunistiche. E quando fa osservazioni, pertinenti o meno, quando esprime dissenso, motivato o no, non la puoi censurare e basta: se gli enunciati sono sballati e stupidi, è la rete stessa che li squalificherà, nel censurarli invece si ottiene normalmente l’ effetto opposto.

Ci sono, in estrema sintesi, solo due modi di essere online: o hai una vetrina dove esponi il tuo pensiero senza repliche, o permetti a chi legge di commentare gli scritti; mezze vie non ce ne sono. Poichè la prima alla lunga non paga, solo la seconda è percorribile, perchè permette di aggregare consenso attorno ad un progetto che può diventare condiviso e collaborativo. E qui nasce però anche il problema della censura, opposta allo sbandierato liberalismo.

I commenti dei lettori possono essere di tanti toni e puoi limitarli con delle policy (si legga la paraculata di Scanzi in merito), ma quando non violano alcunchè è improbo giustificare la censura, senza farci una figura da ciarlatano.

Tralasciamo quindi troll, spam e tutte le porcherie varie, e restiamo invece sui contenuti validi o presunti tali, comunque espressi in toni civili: portare un parere differente, dimostrare con i fatti un comportamento sbagliato, non dovrebbe essere un problema per dei paladini del liberalismo, è semplicemente la normalità delle cose in un regime democratico.

Semmai, se si tratta di opinioni, è sempre possibile contrastarle con ragionamenti altrettanto validi e opposti, è il sale stesso di un sano dibattito ideologico. Allo stesso modo si può far notare come certi fatti siano irrilevanti in un contesto più generale, oppure dimostrare che non sono veri. Ma mai censurare, è un’ implicita ammissione di colpa, come minimo per mancanza di argomenti a confutazione, oltre ad essere una palese negazione dei propri principi, tanto fortemente sbandierati prima.

Perchè non basta scagliarsi contro i vari Fede, Feltri, Belpietro, Vespa, Minzolini, Ferrara o Sallusti per essere credibili, e non ho certo bisogno di Fatto e Grillo per sapere di che razza di camerieri si tratta, ce la faccio da solo e ormai lo sanno anche i sassi. Ma comportarsi più o meno allo stesso modo, li mette al loro pari o quasi, e si finisce ricicciando il solito refrain: sono due facce della stessa medaglia.

Tony Porchetta, aka Luca Telese, un giornalista di peso

Invece si preferisce o la via breve, la censura, magari assieme al ban permanente, oppure, peggio ancora, l’ insulto gratuito, dimostrazione ancora più evidente che li si è colti nel vivo. E questo ve lo scrive un imbecille, decerebrato, bisognoso di cure psichiatriche, gli amorevoli epiteti che Travaglio mi ha dedicato impersonalmente nel passato. Forse dell’ imbecille avete già letto nel post Travaglio lo statistika-zzi, mentre, prima o poi (mi servono molta voglia e tempo) scriverò del decerebrato bisognoso di cure, perchè fu faccenda molto, ma molto importante, e ancora attuale.

Anche Tony Porchetta ha pensato bene di iniziare (e proseguire) con offese al sottoscritto, per poi concludere con le menzogne, come ho dimostrato qui, ma non sono sicuro che lo rifarebbe. Forse adesso dovrebbe aver capito che sono una persona seria, ne ha avuto prova diretta e ho ancora le carte per dimostrarlo, non chiacchiere. Oggi invece, quando ne ho voglia e tempo, passo a prenderlo un po’ per i fondelli sul suo blog, in fondo è come una sorta di gingillone personale.

Anzi, se qualcuno è interessato, sto pensando ad un progetto per il prossimo Natale: un bambolotto di pezza dalle rotonde fattezze di Tony Porchetta, con un piccolo dispositivo all’ interno che, se gli schiacci la panza, fa il rombo di un ruttino o quello di una puzzetta, random, da abbinare magari al biglietto per il prossimo cinepanettone, dove rutti e scoregge abbondano come sempre, grazie al progetto di valorizzazione del cinema italiano dei De Laurentiis: se ci pensate, è neo-neo-realismo di pura decadenza. Secondo me potrebbe essere il bambolotto del Natale 2012, se Telese ci concede i diritti d’ immagine, naturalmente.

p.s. Mentre scrivevo questo post, Mauro Rancati e altri commentatori venivano censurati sul FQ e un articolo addirittura spariva, secondo quanto scrive lui nei commenti a “Delicatesss“, e sono molto propenso a credergli. Se poi avesse salvato qualche immagine o testo, allora avrei pubblicato un altro post sulla vicenda: peccato, sarà per la prossima.

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7 thoughts on “Elzebiro

  1. Trovato grazie… nel frattempo ho recuperato alcuni sapidi commenti al post di cui sopra da Disqus… 😛

  2. Se continuano così ci possiamo scrivere un libro di quelli che piacciono tanto a Travaglio. Chissà se ce lo pubblica Chiarelettere… 😀

  3. Caro Renzo,
    poichè il censore spesso è anche stupido, la coppia di citrulle Piromallo-Borrelli, cui era riferita la mia segnalazione, ha si cancellato – ho fatto cancellare – il post sul sito del fatto; peccato che ne abbiano lasciato traccia sul loro account facebook (di seguito il link Freezepage http://www.freezepage.com/1325962558GZSOKAQPUW); provate a cliccarlo e vedere che succede… 😛

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