Docente renitente

Pochi giorni fa una new entry fra i blog del FQ: la docente universitaria di semiotica Giovanna Cosenza. Come primo assaggio delle sue conoscenze in materia, ella ci offre un articolo molto condivisibile, almeno per quanto mi riguarda, sul razzismo.

La semiotica, senza entrare troppo nel merito, non ne sarei in grado, ha notevole importanza nei meccanismi di comunicazione, e, vivendo in un mondo dove siamo quotidianamente oggetto di messaggi da ogni parte, è interessante tentare almeno di capire i metodi comunicativi che usano coloro che hanno accesso al mainstream. Lo scrive anche la professoressa nel suo blog: “Un blog per studiare fare disfare comunicazione

La professoressa Cosenza, nel suo articolo, focalizza l’ attenzione sul razzismo, palese e/o latente nel modo di esprimersi, giungendo anche a scrivere ciò:

L’attenzione al linguaggio è importante: le parole possono tradire impliciti, scale di valori, emozioni, di cui chi parla a volte non si rende conto. Perciò un uso controllato delle parole è fondamentale, specie da parte di chi ci lavora, come i giornalisti.”

Direi perfetto, sia come esposizione che come sintesi, daltronde è una professoressa, e quindi quale migliore occasione, mi son detto, porre a lei una semplice domanda alla luce di quanto ha appena scritto?

Sbagliato! Eppure la domanda era semplice, bastava rispondere onestamente, sinceramente. In fondo cosa le avevo chiesto? Niente di chè, solo se, secondo lei, le affermazioni del passaparola di Travaglio in questo mio post erano o no razziste. 

Ma forse, proprio in quanto professoressa di semiotica, evita accuratamente di rispondere nel merito, partendo per una classica supercazzola, finalizzata a spostare l’ argomento verso lidi più tranquilli. Eppure gliel’ ho chiesto anche nel suo blog, dove ha letto sicuramente il commento (è attiva la moderazione), lì invece ha evitato proprio del tutto di rispondere.

Il tema torna però d’attualità, perchè Travaglio, come mi ha gentilmente fatto notare Lenzini81, scrive ancora una frase razzista nel suo ultimo articolo: “Negli Usa tanto cari ai Battista, migliaia di evasori e bancarottieri affollano i penitenziari con le catene ai piedi e i portoricani nella branda a fianco.”

Ma si può sapere cosa gli han fatto i portoricani? Qualcuno conosce la comunità portoricana di Torino (se esiste) ? L’ han forse sodomizzato una notte al Valentino? Mahh…

E in conclusione: questa volta la professoressa risponderà? Chissà…. ma non ci conto troppo.

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12 thoughts on “Docente renitente

  1. ec
    perfettamente

    la stessa di cui per anni (zeri)…

    ps dopodiche ogni parola è assolutamente falsata , comprese quelle direttamente o indirettamente del tutto simili a “gentilini style” o borghezio e simili

  2. Travaglio come Belpietro , in piena falsa alternanza che sul piano giornalistico si trasla perfetamente su quello politico, deve spacciare , in perfetto monopolio culturale globale usa, una supremazia del sistema del diritto americano , stile swatt perugia che si è scatenato nella sua iperbole al processo per la morte di Meredith Kercher.

    Un colletto bianco ogni cento anni,lo danno in pasto alle prigioni americane, tanto per recitarsi che sono democratici. E tanto Belpietro quanto il suo opposto ,in questo caos Travaglio, devono rappresentare ,come da mandato piu generale impero/colonia, quanto sono stato di diritto gli usa o la gb.

    Quando capisci quale è stato il meccanismo complessivo per la supremazia culturale , in questo caso anche giuridica, e senza fondamento( non solo pensando al nostro beccaria ,alla nostra “democrazia ” di due secoli fa ormai ,avanti miliardi di anni luce rispetto alla loro) , ogni parola dei vari travagli belpietri et simili opposti concordi, ti appare come una grande farsa ,la stessa di per anni (zeri) avevi avuto sentore e tiri le somme per sempre.

    • Così però eludi il contraddittorio dialettico.
      Travaglio non mi sta sulle palle per niente, almeno non nella misura cui tu credi mi stia.
      E forse tu come altri lo sopravvalutate, senza ragioni concrete, solo per un irrazionale fideismo.

  3. Il fatto che Travaglio ti stia sullo stomaco (per non dire di peggio) è più che legittimo,però scusa se te lo dico mi pare che tu stia leggermente esagerando.E’noto a tutti che la comunità portoricana è tra le più assidue frequentatrici delle carceri statunitensi e Travaglio ne scrive nel suo editoriale a commento delle parole del Cerchiobattista a difesa del soldato Lele,per dimostrare che in America non si fanno tanti problemi a schiaffare in galera i colletti bianchi. Senza trattamenti di favore di alcun genere.

    • Travaglio mi sta sullo stomaco da quando a domanda rispose con offesa, a torto e mai rettificata.
      Certo che in USA sono più severi con chi evade le tasse, è noto, ma in galera ci trovi delinquenti comuni che convivono assieme ai colletti bianchi, e sono di tutte le razze ed etnie.
      Alcune sono prevalenti? Vero, ma perchè rimarcarlo? Come se avere nel letto di fianco uno spacciatore portoricano fosse peggio di un serial killer bianco: quale preferisci?
      E’ che scrivendo e parlando come fa Travaglio si fa del razzismo evocando il negrone bingo bongo che di notte te lo pongo, roba da scuole elementari, e forse sono proprio quelli i suoi lettori medi.

  4. Gentile Pacco Quotidiano,

    non c’era davvero bisogno di dedicare un post alla mia «renitenza» per ottenere una mia risposta: bastava sollecitarlo sul mio blog. Non ho problemi a rispondere, di solito lo faccio il più spesso possibile. Certo non sempre ne ho il tempo, ovviamente, specie se i commenti sono circa 150 (come è accaduto a quel mio articolo sul Fatto= e specie da quando gestisco anche il blog sul Fatto, non solo il mio.

    È vero quel che lei dice: non sempre Travaglio è attento nell’usare le parole e spesso alcuni suoi impliciti possono essere interpretati secondo una visione pregiudizialmente negativa di alcune etnie. Ma lui potrebbe replicare che il razzismo è nello sguardo di chi legge, non certo nelle sue parole, perché lui semplicemente si limita a descrivere – nel caso da lei citato in questo post – la maggiore probabilità che nelle carceri ci siano persone extracomunitarie. Dunque, perché non rivolge a lui le sue domande invece che a me?

    La ringrazio per l’attenzione e le segnalo un refuso, che nel suo articolo ricorre due volte: “professoressa” si scrive con una effe sola, non con due.

    • Gentile professoressa con una effe sola Cosenza,
      le giuro che Renzo è proprio il mio nome.
      Veramente di commenti, tra FQ e il suo blog, ne ho scritti 3 o 4.
      Ok, sul FQ sono Antonio Lo Turzo, ma se bannano gli account per domande scomode che ci posso fare?
      Il tempo è spesso tiranno, speravo che in una settimana di mezza vacanza (c’è stato il Natale) potesse trovare il tempo per rispondere, ma con un sollecito la trovo a scrivere qui nel mio umile blog e ne sono contento.
      Un po’ meno contento invece delle risposte.
      Secondo lei, e vorrei capirlo pure io, scrivere “i portoricani nella branda a fianco” è un implicito?
      Quale parte di “portoricani” non le è chiara o implicita?
      Se lei fosse portoricana, sarebbe contenta?
      Sul resto, cioè la maggiore probabilità che nelle carceri USA ci siano in prevalenza detenuti di alcune etnie, è senza dubbio vero, così com’è vero che nel sud d’Italia ci sono un sacco di terroni, e non sono solo al sud, spesso vengono al nord a laurearsi e non tornano più a casa.
      Mi sembra ineccepibile, cosa ne pensa? A parte che pare scritto da un leghista razzista.
      Purtroppo non è possibile rivolgere a Travaglio domanda diretta, o meglio, non mi risponde da anni, dopo che sul suo ex-blog voglioscendere l’ ho messo di fronte alle baggianate dette e scritte, e non trovò di meglio che darmi(ci) dell’ imbecille, ovviamente avendo lui torto marcio.
      Se interessa trova tutto raccontato dettagliatamente qui nel mio blog.
      Le domande le rivolgo quindi a lei perchè la ritengo persona qualificatissima a rispondere sul tema, oltre che, come ha appena dimostrato, gentile e cordiale.

      Ringrazio io lei, le auguro un Buon Anno, e provvederò a correggere i refusi che non son refusi, ma veri errori: se sbaglio so ammetterlo, non mi vergogno.

      Renzo

      • Sono portoricana. Sono capitata su questo blog mentre facevo delle ricerche su Google circa il mio paese (ho studiato lingue storia lunga) ed ho voluto prendermi qualche minuto per precisare un paio di cose.

        Noi portoricani siamo abituati a questi tipi di commenti proprio come voi italiani siete abituati a sentirvi dare dei “mafiosi” dalla comunità internazionale. Siete tutti mafiosi? Ovviamente no. La frase “i portoricani nella branda a fianco” la trovo infelice solo perché nessuno parla mai di “quel bianco della branda a fianco” Eppure nei carceri ci stanno anche tanti bianchi. Ma proprio tanti. Razzismo? Forse. Ignoranza pura? Decisamente. Anche perchè si sa la realtà è sempre più complessa di quanto sembrerebbe e non è solo fatta di questi stereotipi e luoghi comuni così cari ai mass media.

        Un’altra cosa. Noi portoricani non siamo extracomunitari negli Stati Uniti, siamo cittadini americani a tutti gli effetti dal 1917 (http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Jones-Shafroth) e il Portorico è un territorio degli USA sin dal 1898. Da allora migliaia di uomini e donne portoricani fanno parte delle forze armate degli Stati Uniti. Quindi molti hanno anche avuto “un portoricano nella brandina a fianco” nei diversi campi di battaglia.

        Saluti dal Portorico!

        • Ciao!
          E’ un piacere leggerti e avere un’ opinione diretta da una persona intelligente e preparata.
          Non te la prendere troppo con questi “giornalisti” e professoresse, incapaci di ammettere i propri errori dovuti a stereotipi razzisti, ma pronti ad offendersi appena dall’ estero qualcuno dice “italiani: pizza, mafia e mandolino”.
          A chiacchiere sono anti-razzisti e magari ne sono convinti davvero, poi però non si accorgono che quando parlano a ruota libera dimostrano il contrario: ma guai a farglielo notare!
          E, nel caso della professoressa, incapace di prendere una posizione chiara di fronte al capetto di turno.

          Torna quando vuoi a scrivere qui, mi ha fatto davvero molto piacere.
          Saluti dall’ Italia 🙂

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