Il Barbatrucco

Definire Gianni Barbacetto giornalista è possibile nella misura in cui si può definire tale una discreta parte dei suoi colleghi provvisti di regolare tesserino. Quindi nella congrega può starci pure lui a buon diritto, basta sapere con chi si ha a che fare.

Nel Fatto Quotidiano è un personaggio minore, anche se magari qualcuno la può pensare diversamente, io lo ritengo tale. Si occupa di… un po’ quel che capita, una specie di fattorino della notizia.

Gli dedico un articolo solo perchè continua a dimenticarsi quello che invece ha scritto in un suo memorabile libro, titolo: “Compagni che sbagliano“. Infatti anche ieri è tornato a scrivere dell’ affaire Penati/Serravalle/Gavio, ma incredibilmente si dimentica sempre quel passaggio che scrisse nel libro, quelle righe che dicono: “Advisor di Unipol è Guido Roberto Vitale, lo stesso che mette il timbro di congruità sul prezzo finale delle azioni Serravalle comprate da Penati.”

Ho come il sospetto (ma è noto che io penso male) che scrivendolo nel 2007 quando ancora il Fatto Quotidiano non esisteva nemmeno nella mente di Padellaro/Travaglio, mai avrebbe pensato di trovarsi Guido Roberto Vitale fra i soci fondatori del giornale per cui avrebbe lavorato.

In questo esercizio di dimenticanza s’è cimentato anche il socio Travaglio, visto che anche lui si dimentica del suo “Mani sporche” dove citava Guido Roberto Vitale e l’ Euromobiliare di cui era AD, incappata in tangente da 100 milioni di lire alle Fiamme Gialle, la nota indagine “fiamme sporche“. E’ vero, il libro è scritto a 6 mani con Gomez e Barbacetto (sempre lui), ma lo avrà almeno riletto Travaglio, sempre se quel pezzo non l’ha scritto proprio lui.

Non trovate strano che questi giornalisti con la schiena dritta si dimentichino di quanto hanno scritto? E Barbacetto continua anche oggi a dimenticarselo. Non è strano che un giornalista perda selettivamente la memoria delle inchieste di cui si è occupato scrivendoci ben 2 libri? Certo, li hanno scritti prima di farci società, ma non stiamo a guardare il capello.

Eppure si tratta di soldi pubblici, e mica bruscolini, una vagonata di milioni di euro (238) che hanno regalato una plusvalenza di 176 milioni a Gavio. E Marcellino Gavio si sospetta si sia sdebitato in vari modi, per non dire che fosse una provvista proprio per gli scopi che stanno emergendo: un paio per Di Caterina con la famosa caparra di Bruno Binasco (braccio destro di Gavio), 50 per comprare delle azioni BNL che magari servivano a Consorte/Unipol… ecc… ecc…

D’altronde lo disse già Gabriele Albertini a Il Sole 24 Ore, ma gli sarà sfuggito pure questo: “Inoltre l’advisor della cordata Unipol è Guido Roberto Vitale, lo stesso che redige una perizia nella quale il prezzo di acquisto delle azioni della Serravalle è ritenuto giusto

Invece questi bravi giornalisti ricorrono al più vecchio sistema dei colleghi che tanto denigrano, con la differenza che, almeno loro, non ci sfrantecano i marroni con le ricorrenti lezioncine sul giornalismo che Travaglio è solito dispensare, ma forse sono solo degli sbadatoni, basta crederci.

Io invece penso che… et voilà, eccoci servito un bel barbatruccoe Barbacetto ne è un esperto, non solo per assonanza.

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5 thoughts on “Il Barbatrucco

  1. Comunque l’articolo di Barbacetto è niente a confronto dell’articolo di Chiesa, dove ripudia d’aver mai scritto che Osama bin Laden è innocente (in realtà l’ha scritto in almeno due articoli, ed uno e “La madre di tutte le menzogne”, boiata giornalistica pregna di militanza e poco spirito di indagine)

    Forse ti è sfuggito.

    • Mi è sfuggito senz’ altro, ma stare dietro a Chiesa… beh, ci vuole stomaco.
      Lo prende per i fondelli anche Disegni sul’ inserto satirico del Fatto Quotidiano, guarda qui

  2. Non male il tuo blog. Usi la parola come il chirurgo usa il bisturi per recidere le parti infette che, se non eliminate, porterebbero al decadimento dell’intero corpo!
    Io il blog l’ho attivato da un paio d’anni, e devo dire che a volte sono stato sul punto di mollare tutto, a motivo soprattutto del fatto che sottrarre lettori ai mestieranti dell’informazione è un’opera improba.
    Comunque dai miei post ho ricavato un libro, ora pubblicato su LULU. Dato il prezzo basso con cui è stato messo in vendita, pensavo di poter raggiungere un più vasto bacino di potenziali lettori, ma, ahimè, quale cocente delusione! Se non sei bravo a fare il piazzista dei tuoi libri, rischi che ti rimangano sul groppone.
    Anche i miei commenti sono spesso censurati! Io non riesco a capire tutta questa loro fregola censoria, ammenochè tale scelta non sia frutto di una linea concordata dai giornalisti che più contano: Travaglio, Barbacetto, Gomez eccetera.
    Compimenti per il tuo blog.
    Salouti da Giovanni

    • Ti ringrazio per i complimenti.
      E’ però anche un’ occasione per approfondire ciò che ho scritto in “perchè questo blog”.
      Sottrarre lettori ai mestieranti non è lo scopo, è donchisciottesco provarci.
      Però!
      La rete inizia a cambiare lo scenario, e provo a spiegarti come vedo io la faccenda.
      Prendiamo innanzitutto per buono e democratico il core del www: il motore di ricerca.
      Oggi si chiama Google, ma non è detto lo sarà per sempre.
      Comunque è abbastanza democratico, nella misura in cui le risposte alle chiavi di ricerca mettono sullo stesso piano (pagina) Il Corriere della Sera, Repubblica, FQ ecc.. ecc.. e il mio blog.
      Anzi, se approfondisco meglio ciò che viene cercato, è probabile che il blog vada al primo posto o fra i primi.
      Questo fatto cambia completamente le carte in tavola, perchè mette allo stesso livello risultati di ricerca nati su valori completamente differenti nell’ autorevolezza delle fonti.
      Se poi le prime parole dell’ articolo rispondono meglio alle chiavi di ricerca, o incuriosiscono chi l’ ha cercata, ecco che ci sono elevate possibilità che venga letta.
      E’ chiaro che lo sfondo di una web page di un quotidiano è molto più ricco di questo blog, ma, restando “sul pezzo”, saranno i contenuti e come sono esposti a fare la differenza, e comunque possono offrire un parere diverso dal mainstream. Inoltre, se documentato bene, può anche essere “migliore” di quanto i media classici propinano.
      Tutto ciò dovrebbe far riflettere attentamente i pataccari che si spacciano per giornalisti, che infatti molto spesso tendono a delegittimare la rete: ovvio, visto che altrettanto spesso li sbugiarda o li coglie in castagna.
      Ma siamo solo all’ inizio, anche se Grillo e Casaleggio, i due furbacchioni, lo sanno e hanno messo in piedi un aggregatore (tze tze credo si chiami) fingendo di dare spazio e visibilità alle voci della rete. Solo che “passa” ciò che conviene a loro, mica son scemi 😉

      Io sono uno qualsiasi, non sono né giornalista né scrittore, e si nota, però scrivere cose vere e inoppugnabili è più semplice che fare disinformazione mirata, tipico mestiere del giornalista prezzolato.
      Altra piccola cosa, ma per me importante, non avere alcun banner o altro sul blog: non ci guadagno niente e non ambisco certo ad altro tornaconto personale, ma spero che sia notato da chi viene a leggere qui, proprio perchè non dev’ esserci il minimo dubbio in proposito.
      Godo abbastanza, questo sì, ad infastidire i soloni falsi e meschini del FQ, e scrivere delle loro menzogne, sperando gli dia fastidio quanto ha dato fastidio a me essere censurato e bannato solo per aver osato chiedere spiegazioni o fatto domande scomode.
      Sì, sono solo un rompicoglioni che non guarda in faccia a nessuno.

      Quindi, e IMHO, non demordere col tuo blog.
      Non importa molto se scrivi ogni giorno o passa un mese, sono i contenuti ciò che contano.
      E forse proprio tu, con questo tuo commento, sei una prova che val la pena scrivere e FARSI INDICIZZARE!

      Ciao

  3. La cosa che più lascia di nausea, è l’autogoal ( il male è sempre stupido come il tumore, che prima attacca e poi muore anche lui con tutto il corpo che ha attaccato).
    Se questi barbapapà o barbatrucchi o getti, avessero sporcato d’inchiostro senza darsi arie di chissa quale scheletro e vertebra , non ci sarebbe stato problema per il rovescio delle cose a cui appartengono.
    E’ un po’ come la storia dei sobri,passeroni e professoroni al governo,riuniti con vibrante soddisfazione dal golpista cantore del 150mo.

    l’ipocrisia è la cosa che personalmente me li ha resi senza credibilità…pur di sostenere tesi teorema, si sono imbrodati da soli e di per sé hanno quindi fatto venir meno l’integrita necessaria ad uno dei mestieri piu “nobili” , ma ahce più concreto nello studio della natura umana per cui dovevano sapere che è tutto un gioco di specchi e che non esiste ,soprattutto in questo disgraziato paese, possibilita di isole felici di INDIPENDENZA vera,perche gli zozzi anche quelli minori hanno contaminato tutto. Quelli piu puliti infatti esistono solo come singoli ma non dentro contenitori (da osannare tifare vedi FQ) .

    un caro augurio ancora di Buone Feste 🙂
    ro’

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