Mission impossible?

Sempre fermo nel mio proposito di aiutare il Fatto Quotidiano a rendere il miglior servizio d’ informazione possibile ai suoi lettori, mi sono imbattuto in una notizia che, purtroppo, anche questa volta gli sarà sfuggita.

Tenete ben a mente questa premessa, perchè sto scrivendo di informazione e giornalismo, non sono affatto propenso ad aiutare in alcun modo il Puffone (Silvio Berlusconi). Ma il giornalismo con la schiena dritta, come ama dire il caro Travaglio, falso come un Giuda, non è di casa al Fatto Quotidiano. Ecco infatti l’ enesima prova della faziosità nella scelta di cosa pubblicare e cosa no.

Ricordate Miss. Elizabeth Dibble, la numero due all’ ambasciata americana a Roma? Massì, quella dei cablogrammi riservati che finirono su Wikileaks, quelli che Ines Tabusso definiva Kinsley gaffe: “Negli Stati Uniti, in politica, le chiamano Kinsley gaffe da quando il giornalista Michael Kinsley ha spiegato che “una gaffe è quando un politico dice la verità“, cioè quando si lascia sfuggire ciò che realmente pensa ma non dice normalmente in pubblico perché teme potrebbe non essere conveniente.”

E’ storia di fine novembre 2010, e fece tanto scalpore sapere cosa pensavano i diplomatici USA del governo e del Puffone (S.B.) in particolare. Non solo il governo era oggetto di report da parte dell’ ambasciata, anche l’ opposizione aveva, ovviamente, il suo ruolo nei dispacci rivelati.

Ma chiaramente le notizie che riguardavano il governo e i goffi tentativi di minimizzarle erano il piatto forte: “Wikileaks, Clinton vuole conoscere gli investimenti di Putin e Berlusconi, “macho autoritario” affaticato dalle feste” e ancora “Rossella O’Hara e Via col Mento” di Travaglio, “Wikileaks, nuove rivelazioni: B. tradito anche dagli amici: “Sta male e teme complotti”.” fino al “Wikileaks, gli Usa: “Berlusconi danneggia l’Italia”.” di febbraio 2011.

Doverosa informazione e dileggio prevedibile, daltronde siamo ridicoli in ambito internazionale oltre che interno, e il Puffone ha bruciato gli ultimi stracci di credibilità che avevamo. Basta vedere il ruolo avuto nell’ intervento in Libia per averne prova. E di certo Travaglio non si lascia sfuggire l’ occasione per farci un “pezzo” da cabarettista di provincia, come piace tanto ai suoi fan.

Poi però, recentemente, succede qualcosa e il Fatto Quotidiano non se ne accorge: Miss Dibble aveva scritto anche altre cose, non ancora rivelate da Wikileaks, che assieme ad altre migliaia di informative riservate vanno online oggi e quindi a disposizione di tutti, non solo alla stampa internazionale.

O meglio, al Fatto Quotidiano se ne accorgono e ci scrivono un articolo, ““On line 251.287 cablogrammi segreti” Wikileaks completa l’operazione verità”, ma vuoi per la fretta di andare in stampa, vuoi per altre ragioni misteriose, si dimenticano di guardarci dentro a questi nuovi documenti: strano, mettono pure il link al motore di ricerca.

Sembra infatti ce ne sia uno particolarmente interessante, e mi sembra incredibile che il Fatto Quotidiano non lo abbia notato: “US embassy cable – 09ROME1143” nel quale si leggono cosucce curiose, sempre scritte da Miss. Dibble, quella che era fonte ben informata, finchè sparava nella direzione giusta. Mi pare assai logico quindi che se la fonte è tanto autorevole da riprenderne i cablogrammi e scriverci articoli, lo sarà anche quando essi sono sfavorevoli, non solo quando fan comodo.

Perchè quando si leggono cose tipo: “La «tempistica» delle azioni giudiziarie in Italia «spesso appare politica», …” e anche “La magistratura italiana, si legge nel cablo, «era un tradizionale rifugio per i membri del Partito comunista durante la Guerra Fredda».” [ fonte: il sole24ore] , è chiaro che al Fatto Quotidiano non faccia piacere, ma resta una notizia, e va data! Oppure la dobbiamo annoverare in “Quello che gli altri dicono e noi nascondiamo“. Sì perchè i giornali di regime hanno riportato la cosa, non soltanto il sole24ore.

Temo che il mio proposito di aiutarli stia diventando una Mission impossible.

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