Travaglio lo statistika-zzi

Questa vicenda risale al 2009 ed è sintomatica di come Travaglio considera sia il suo operato giornalistico, sempre perfetto e inappuntabile, sia chiunque osi rilevare gli errori commessi: degli imbecilli.

Naturalmente sono in prima fila, visto che sul suo blog Voglioscendere [ora scomparso, il database è ora in mano a Casaleggio] continuavo a chiedere che correggessero l’ errore, mentre i fan travaglioti mi insultavano o ero bollato come troll, quando andava bene.

Tutto nasce da un articolo di Beatrice Borromeo pubblicato con titolone in prima pagina sul Fatto Quotidiano il 6/11/09, nel quale la ragazza, riportando i dati della statistica europea sul consumo di stupefacenti, ci metteva al primo posto per consumo di cocaina, mentre dalle tabelle, ancora consultabili online, eravamo terzi dopo Inghilterra e Spagna.

Ci furono sull’ Antefatto [scomparso pure questo, stessa storia di Voglioscendere], il blog del Fatto Quotidiano prima che aprissero il sito ufficiale, dei commenti piuttosto livorosi e insinuanti nei confronti della Borromeo e su sue presunte raccomandazioni, cosa che peraltro trovai, allora come oggi, di pessimo gusto oltre che non dimostrabile. Infatti sarei stato più contento (e lo scrissi) che l’ articolo fosse stato a firma di Mario Rossi, in modo da sgombrare il campo da queste inutili insinuazioni. Quindi mi limitai a rilevare l’ errore e chiedere spiegazioni in modi civili, spiegazioni che in seguito arrivarono, ma non certo nei termini e modi che potevo sperare.

Ero praticamente il solo a chiedere spiegazioni ostinatamente su Voglioscendere, ma anche altri si erano accorti dell’ errore: ad esempio Fabio Chiusi (uno e due, molto interessanti, con screen delle tabelle della statistica europa) e Gabriele Zamparini, solo per citarne un paio.

Travaglio, purtroppo per lui, pensò di aver ragione anche allora, e scrisse le motivazioni del perchè le statistiche andavano corrette, peggiorando di molto però la situazione e chiudendo con un “imbecilli” da vero arrogantello qual’ è.

Ecco l’ estratto del suo scritto: “… non c’è nulla da rettificare. Basta leggere attentamente gli articoli.” “… Veniamo ora alla Borromeo. Siccome seguo da vicino, quando posso, la confezione de Il Fatto Quotidiano, so bene come sono andate le cose. Del resto, basta leggere attentamente l’articolo per capirlo. Quando è uscito il rapporto dell’Osservatorio europeo sulle droghe (Oedt) con la classifica dei paesi più infestati dalla cocaina, la Borromeo non s’è limitata a prenderli per buoni e a sbatterli in pagina, come han fatto gli altri giornali. Ma, caparbia com’è, ha interpellato alcuni dei maggiori esperti del settore, fra i quali il sociologo e saggista Guido Blumir, perché la aiutassero a leggerli correttamente. Blumir le ha spiegato che quei dati, almeno per l’Italia, sono sottostimati: perché in Italia, quando vengono interpellati sull’uso di cocaina, solo i giovani rispondono sinceramente, mentre i consumatori più adulti e anziani tendono a negare; in più l’alto tasso di impunità di certi reati fa sì che le forze dell’ordine riescano a sequestrare soltanto il 5% della droga circolante, che a dispetto delle statistiche ufficiali ammonta a ben 100 tonnellate annue. Quindi la classifica europea andava corretta e, leggendo correttamente i dati dell’Oedt, l’Italia non risultava al terzo, ma al primo posto per il consumo di cocaina. Il Fatto Quotidiano non ha la pretesa di avere sempre ragione: commette errori, ma sempre in buona fede, tant’è che abbiamo – unici nel panorama dell’editoria – un’apposita rubrica intitolata “I nostri errori”. Nella quale rettifichiamo e ci scusiamo quando sbagliamo. Ma non quando diciamo la verità. Mi dispiace per gli imbecilli, ma dovranno farsene una ragione.” [fonte: Macchianera]

A parte che la rubrica “i nostri errori” non è affatto una loro esclusiva, basta ricordare ad esempio l’ Internazionale in seconda pagina (prima figuraccia di Travaglio), penso che chiunque capisca un minimo di statistica sia inorridito a leggere ciò, ma vediamo di essere chiari per tutti:

  • non è assolutamente in discussione la competenza di Guido Blumir, ma correggere una statistica sulla base delle opinioni di un singolo è un errore macroscopico, crolla tutta la statistica che viceversa si basa su questionari identici compilati da migliaia di persone, con tanto di domande di controllo, omogeneità nella raccolta dei dati… insomma tutto ciò che è previsto da una corretta indagine statistica. Se esistesse qualcuno che conosce esattamente tutto, le statistiche sarebbero inutili, potremmo chiudere l’ ISTAT e le agenzie di rilevamento sarebbero alla fame.
  • anche accettando questo errore, la Borromeo per mantenere omogenei i dati avrebbe dovuto fare la stessa cosa per tutti gli altri paesi inclusi nella statistica. Lo ha fatto? NO. E se i colleghi di Blumir di tutti altri paesi dicessero che anche da loro gli adulti mentono, oppure sono super-sinceri? A parte l’ invalidità di un lavoro del genere, la statistica come sarebbe da ri-correggere?
  • il tasso di impunità di certi reati” è un indicatore inventato da Travaglio, che scrive fra l’ altro che “è più alto”: rispetto a chi o cosa? E comunque dovrebbe, per correttezza statistica, rendere noti anche i tassi di impunità degli altri paesi, se li conoscesse. Lo fa? NO, perchè non ha idea di cosa sta scrivendo.

Occorre fare quindi molta attenzione con le statistiche, e men che meno le si possono adattare a seconda delle altrui o proprie convinzioni. Il rischio è quello di stravolgerne i dati intervenendo a casaccio e senza alcuna metodica scientifica. Va ricordato in questo contesto che vi sono corsi di laurea in discipline statistiche, ovvero si tratta di una scienza già ben approfondita e codificata.

Niente di male quindi, se Travaglio avesse avuto il coraggio di ammettere l’ erroraccio della Borromeo, non è né il primo né sarà l’ ultimo errore, ma la ragazza, di cui Telese tesse lodi sperticate nel mirabile Borromeide, è da proteggere dai bruti della rete, ed infatti un anno dopo se la porta pure alla Columbia University a parlare del giornalismo in Italia: credo che allo stesso modo potrei tenere io una conferenza al MIT su “Ingegneria delle interfacce uomo/macchina”. Ok, non ne so un cazzo, ma dov’è il problema? 😀

Mi stupisco quindi che nel giugno di quest’ anno la Borromeo si senta in dovere di seguire un master in giornalismo alla stessa Columbia University: ma non era andata a spiegarlo proprio là? Come previsto i commenti ironici si sprecano nel suo blog.

In fin dei conti infatti quella di Travaglio è una difesa d’ ufficio della Borromeo, almeno voglio sperarlo, perchè altrimenti Marcolino sarebbe proprio un ignorantone su questi argomenti, e si badi bene che non ho scritto di cose ultrasofisticate, questi sono ragionamenti basilari di statistica, comprensibili anche da un bambino.

Ma per concludere degnamente e con una bella ciliegina sulla torta, Travaglio ci regala un gratuito imbecilli finale, tanto per far capire che “io son io e voi non siete un cazzo“: lo so, caro Marco, ma sto meglio io 😉

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One thought on “Travaglio lo statistika-zzi

  1. ..Renzo, il problema del solo che dici è vero solo in parte . cerco di rispiegarti la mia posizione, che se ricordi emerse per altre contestazioni . Come questa in oggetto al tuo post è “effetto” – tanto come lo sono le censure/ controllo della mitica ( mi viene da ridere) democrazia dal basso ( ah ah ah ah ) – di qualcosa che risale più a monte e che è una “causa” a più facce che accomuna un certo tipo di “potere” ,necessario e simulando (giornalismo d’assalto, o non maistream, o non addemosticabile , o paladinismo per “pubblco” da indignazione rivolta civile etc etc) –
    Con i tuoi commenti non puoi andare alla causa che determina , nei suoi molteplici desiderata, con i diversi strumenti ( anche dei nuovi media) fino a questo effetto ( ripeto come quello di censura) ergo di manipolare addirittura i numeri .

    Tutto fa brodo per un disegno , nè complottistà nè dietrologico, per rendere la colonia italia, sempre piu colonia, rappresentandola , pur con i problemi gravissimi che nessuno vuole negare, più cloaca di quanto sia perchè al momento delle svendite cicliche, possa essere meglio svenduta.

    Non c’è nulla di misterioso, è tutto chiaro lampante nella tecnica di certi ” paladini ” che tutto sono tranne che questo . In parte peraltro avremmo potuto anche ringraziarli , se il loro male ” deontologico ” fosse servito a svegliare un pochino le coscienze sempre piu sedate del paese. Invece hanno fatto peggio , speculari infatti perfettamente, al berlusconismo con sommo godimento del terzo , che terzo non è mai stato nel nostro paese, di chi ci governa da sempre limitando ogni sovranità.
    Fatto sta che truccando i numeri, non potevano riconoscere per consecutio logica l’errore che tale doveva essere perchè fin dall’inzio quella statistica sapevano perfettamente come manipolarla e hanno trovato infatti l’ultima pirla inserita nell’organigramma giornalistico paladinato, per lasciare che lei esponesse “il teorema” su quella base truccata.

    E tu pretenderesti che coloro che agiscono deliberatamente in un determinato modo, ti dicano o ammettano l’errore che hanno voluto?
    e pretenderesti in questo rapporto di forza( e potere che loro hanno e tu manco per nulla) di modificare il loro comportamento con lo strumento del commento?

    anche se ci riuscissi, o facessero in modo di farti credere che su quel singolo effetto ci sei riuscito, non elimineresti la causa …la causa per la quale agiscono è di proporzioni tali per cui dovresti appartenere a un impero tanto quanto è grande e potente quello per cui ( in buona fede alcuni e in malafede altri) lavorano i paladini.

    un caro saluto
    ro

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