Vola vola vola, pavoncella

Veniamo allora al seguito su Layla Pavone, come preannunciavo nel finale del precedente articolo, non foss’ altro perchè, come al solito, sono stato più volte censurato nel suo blog, alla faccia dello sbandierato garantismo del Fatto Quotidiano.

Le ragioni possono essere varie, e così le sintetizzavo in un commento in risposta ad un utente, tale deuterio, che mi chiedeva come mai mi avessero censurato, oltre ad essere stato censurato anche lui:

“Anche a te deuterio hanno piallato vari commenti inoffensivi che non violavano le policy in alcun modo, ma terribilmente ironici e quindi “fastidiosi”: ti fa piacere?

Cosa desse fastidio nei miei non lo so per certo, provo alcune ipotesi:
– la foto del 2008 dove si vede com’è oggi la pavoncella?
– il premio al casaleggio?
– lo sbeffeggio dei suoi inutili premi (mai sentiti nominare)?
– la pioniera di internet che si lamenta dei troll?”

Poichè gli argomenti erano questi, vediamoli allora uno alla volta, visto che non c’era altro.

Le foto sono queste: la prima è dal suo blog nel Fatto Quotidiano, la seconda l’ ho trovata in rete ed è del 2008. Non avrà apprezzato l’ ironia sul chirurgo plastico capace di un miracolo simile? Se apre oggi un blog sul Fatto Quotidiano, perchè mettere una foto che, come minimo, avrà 10 anni se non di più? Può essere questa la ragione della censura, le donne sono sensibili su questi temi. Nella seconda foto c’è la consegna di un premio a Mario Bucchich, che lo ritira per Beppe Grillo. Cioè, Grillo non c’è andato, Casaleggio nemmeno, hanno mandato Mario Bucchich, socio della Casaleggio Associati e da questa e altre foto della premiazione si nota sia lo splendido scenario nel quale è avvenuta che la malcelata soddisfazione di Bucchich: dev’ essere un premio ambitissimo! 

Oppure ai censori non è piaciuto il link alla manifestazione: non è bello vedere la Layla premiare la Casaleggio Associati, visto che il blog di Grillo lo controllano loro. Mahh, vai a saperlo se è per questo.

I suoi premi, ai quali mi riferivo nel commento, sono quelli che ha messo nella BIO nel Fatto Quotidiano, che, come ho scritto nel precedente articolo, non ho mai sentito nominare, ma è senz’ altro mia ignoranza.

L’ ultimo argomento è quello dei troll: è mai possibile che una che si definisce “Sono una pioniera di Internet” e anche “..sono innamorata della Rete e cerco di raccontarla tutti i giorni.” possa lamentarsi dei troll? E’ come se uno prende casa in una palude e poi si lamenta delle zanzare. Fosse davvero una pioniera come scrive, dovrebbe sapere che i troll ci sono su Usenet ben prima che sul web, ed esistono da anni, ma forse è una pioniera a chiacchiere.

Di sicuro però almeno un paio di figurette in rete le ha fatte, ammesse entrambe da lei stessa, quindi non si tratta di accuse a vanvera.

La prima risale a qualche tempo fa: ha utilizzato un lavoro di un certo Vincos rilasciato in Creative Commons,  fregandosene bellamente. Questo è l’ articolo in cui interviene personalmente in replica: Se Layla Pavone si fosse scusata avrebbe fatto una figura migliore. Questo invece il thread su Friendfeed dove è venuta fuori la questione, e dove è anche lì intervenuta per passare la colpa ai suoi “collaboratori del reparto research“. Minkia! C’ha pure il reparto research! Questa invece è la slide creata con sfondo altrui.

La seconda invece è di ieri, nel suo blog sul Fatto Quotidiano:

Lieutenant scrive: 4 agosto 2011 alle 13:27 | Complimenti per il copia-incolla preso da zeitgeisnote (utente Meth91, articolo del 17 maggio).
Va bene che Internet è una fonte e deve restare libera, ma qui, cara mia, hai esagerato.
Cordialità.
Replica  Layla Pavone scrive: 4 agosto 2011 alle 13:33 | ma infatti non c’e’ niente da inventare…ho ripreso cio’ che ho trovato su alcuni blog in rete. Ripeto io non faccio la giornalista di professione e ho messo in evidenza che alcuni blog in rete riportavano la notizia compreso evidentemente quello da lei citato

Non fa la giornalista, quindi può prendere, anzi riprendere, quello che le pare in giro e metterlo nel pezzo che scrive senza citarne le fonti, facendo credere che sia farina del suo sacco, che invece mi sembra vuoto. Basta prendere alcune parti del testo, e inserirle in Google per risalire alle fonti originali, alcune vecchie di mesi. Costei non ha nessuno scrupolo nel farlo senza citare in alcun modo le fonti, o mettere in virgolettato le parti copiate/incollate in giro per blog altrui. E questa sarebbe una che si spaccia per l’espertona di internet: ma chi vuole infinocchiare? Che impari a scrivere, oppure si limiti a mettere dei link a contenuti che non le appartengono!

Aggiungo anche che è una venditrice di pubblicità, infatti scrive un pezzo dedicato a se stessa e al suo mestiere, nel quale ci delizia con perle tipo “Sicuramente l’utilizzo delle tecnologie e dei dati utili all’analisi ed alla “profilazione” degli utenti e dei loro comportamenti online rappresenta un elemento importante per poter offrire pubblicità sempre più a misura delle loro esigenze.” un vero e proprio inno al profiling a scopi pubblicitari, dove le esigenze sono solo quelle di chi vende. Infine ci regala un magnifico oltre che ridicolo: “probabilmente in un futuro prossimo l’efficacia oltre che l’efficienza di un investimento pubblicitario si misureranno anche attraverso un indice di “credibilità e di sostenibilita’” .

Ma cosa ci sta a fare Layla fra i blog del Fatto Quotidiano? O invece lo si può immaginare benissimo? Decidete voi.

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6 thoughts on “Vola vola vola, pavoncella

  1. Io invece ho deciso di denunciarti per diffamazione. E’ ora che tu ti prenda le tue responsabilita’ e ne paghi le conseguenze. Ti celi dietro un titolo che lascia immaginare la tua simpatia per la testata in oggetto senza avere il coraggio di metterci la faccia e grazie a cio’ offendendo e diffamando.
    Stai pronto per ricevere presto una notifica dalla magistratura.
    http://www.treccani.it/magazine/diritto/approfondimenti/diritto_penale_e_procedura_penale/1_Pavone_diffamazione_internet.html

    • Ammesso e non concesso sia realmente lei a scrivere, ho riletto adesso i due post e non ho trovato nulla di offensivo e/o diffamatorio nei suoi confronti.

    • Signora, ho intenzione di copia-incollare questo post anche nel mio umilissimo blog completamente anonimo. Mi faccia inviare una notifica della magristratura anche a me. Grazie.

      • Si da il caso che noi si conosca l’identità celata di questa mezzacalzetta che, poiché gli e’ stata negata l’opportunità di collaborare con Il Fatto Quotidiano, ha deciso di fare questo patetico blog per “vendicarsi”, offendendo, ingiuriando e diffamando. Ora ci penserà’ il tribunale di giustizia a farlo collaborare 🙂

        • “Si da il caso che noi…”
          Noi chi? O è plurale maiestatis?
          “…si conosca l’identità celata…”
          Non avendola mai celata, mi sembra non sia poi un gran segreto.
          “…mezzacalzetta…”
          Insulto gratuito?
          Eppure per gli insulti ricevuti da Travaglio, Telese e Messora non mi è mai passato per la testa di querelarli.
          Anzi, a Telese dopo segnalai un potenziale problema personale (dovrei avere ancora l’ email di Luca)
          “…gli e’ stata negata l’opportunità di collaborare con Il Fatto Quotidiano…”
          Temo abbia notizie errate sulla faccenda, perchè semmai è vero il contrario, visto che chiesero loro un contatto, e pensi che qui nel blog ci sono persone che se lo ricordano ancora. Se poi sapesse che gli spiegavo come funziona un programma GNU/GPL (gratis, free, tipo Linux, ha presente?), magari capisce che non c’è proprio nessuna vendetta. Tutto documentato, ovviamente.
          Di sicuro invece (come si può leggere anche in altri millemila commenti di altri utenti) questo blog è nato per tenere conto delle censure immotivate subite sul FQ.

          Chiudo i commenti a questo post, conservando però IP e tutto il resto.

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