La guardiana del faro

Questo fu un caso anomalo, talmente anomalo, che forse sarebbe meglio dire clamoroso. Non fu proprio possibile per i censori arrestare la marea sdegnata dei commenti sul blog, fra i quali pure il sottoscritto.

Andiamo con ordine. La vicenda Strauss-Kahn non ha bisogno certo di un mio riassunto, il clamore mediatico a livello mondiale fu, ed in parte è ancora, colossale. D’altronde ci sono tutti i presupposti, soprattutto e ovviamente il ruolo politico e pubblico di DSK.

Come sempre accade, l’ opinione pubblica alimentata dai media si divide fra innocentisti e colpevolisti, ed è un fiorire di pareri, dibattiti, liti e tutto il resto che, troppo spesso, serve solo a far parlare di niente, mentre ci sono ancora le indagini in corso. Oppure, proprio per questo, facendo emergere un nuovo dettaglio al giorno, si ha una infinita serie di discussioni, per lo più inutili se non a vendere copie.

Di solito preferisco attendere ci sia qualcosa di concreto prima di esprimere una mia personale opinione, ma è solo una mia abitudine, perchè non amo i processi in piazza né questi giudici di cartapesta che sentenziano senza avere nemmeno in mano le carte, o averle almeno lette.

Caterina Soffici, da anni giornalista come si può leggere nella sua BIO, è quindi una professionista o almeno dovrebbe esserlo, si è schierata fin da subito con i colpevolisti scrivendo un articolo sul Fatto Quotidiano. Nulla di male, sono le sue opinioni, e poichè ciascuno è libero di esprimersi come vuole, come tali le si prendono. Ma ci sono anche dei limiti che non si possono oltrepassare, e sono delimitati dalle leggi e soprattutto dalla Carta Costituzionale.

Ora, poichè il Fatto Quotidiano ha nei suoi roboanti proclami fondativi anche quello che dice “la Costituzione, il nostro unico faro”, vien da chiedersi se la Soffici la conosca, l’ abbia mai letta o che almeno sia in grado di capire che è stata partorita con un altissimo senso garantista dei diritti del cittadino, presumendolo innocente fino al terzo grado di giudizio.

Leggiamo quindi un estratto di cosa ha scritto costei sul Fatto Quotidiano cartaceo (e di questo ne riparlerò poi) e che poi è stato riportato sul suo blog: “Io credo che nel nostro mondo imperfetto, se una percentuale di errore è ineliminabile dal sistema, è preferibile che un presunto stupratore con precedenti di molestie e notorio puttaniere finisca dietro le sbarre per un errore giudiziario piuttosto che un presunto reato di stupro rimanga per errore impunito.”

In sintesi: meglio un innocente in galera che un presunto colpevole libero.

Non so davvero come commentare una tale bestialità giuridica, questa è pura cialtroneria. Mi soffermo solo sul “notorio puttaniere”, affermazione che evoca i processi in piazza stile rivoluzione francese, o la caccia alle streghe o il peggior fascismo. Avere rapporti sessuali con prostitute non è nemmeno un reato, ma se la Soffici fosse fatta oggetto di epiteti come “notoria troia”, sarebbe contenta? Nemmeno concedersi a più uomini per il puro piacere è un reato, rientrerebbe solo nella sfera delle scelte personali e come tale da rispettare. Scriverlo su un giornale è però la stessa cosa? Non si va ben oltre, non è forse diffamazione?

La Soffici si è presa, giustamente, più di 200 commenti fra insulti e domande se fosse impazzita, eppure non ha nemmeno sentito il bisogno di scusarsi o di abbozzare una ritrattazione, peraltro assai improba. Anche le critiche al Fatto Quotidiano non sono mancate, perchè molti non si capacitavano come un articolo del genere potesse essere stato pubblicato.

Ciò che infatti trovo inammissibile, d’accordo con i tanti che si sono espressi allo stesso modo, è che i responsabili dell’ impaginazione del cartaceo abbiano pubblicato una tale porcheria: nessuno l’ha letto prima? Padellaro, Travaglio, i capo-redattori lo hanno passato così, non hanno ritenuto che fosse ben oltre ciò che la Costituzione Italiana recita all’articolo 27, comma 2 che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”? Norma che fa del garantismo l’ indirizzo della carta, ovvero l’ esatto opposto di quanto scrive questa cialtrona?

Eppure costei è stata per 10 anni reponsabile delle pagine culturali de Il Giornale, prima di approdare al Fatto Quotidiano: guai farsi scappare una penna del genere, una mente così sopraffina.

Se la Costituzione Italiana è ancora il faro del Fatto Quotidiano, allora avvisateli:

E’ SPENTO!

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