Cominciamo dalla fine

Il recente caso Penati fornisce a Travaglio lo spunto per porre delle domande a Bersani e al PD in generale, per questo scrive un paio di articoli (1) (2) che riguardano anche la “sporca faccenda” della Serravalle (l’ autostrada Milano/Genova), con l’ acquisto delle azioni da parte della Provincia di Milano, a guida Penati, da Marcellino Gavio. E poichè già nel primo scrive di “Parliamo di “culpa in eligendo””, mi è sembrato il caso di chiedere se anche per lui vale lo stesso, o eligendo lui mai culpa, solo gli altri.

La vicenda non è recentissima, risale a parecchi anni fa, però Travaglio va a riesumarla oggi, proprio per caricare di sospetti, giustificatissimi sia chiaro, e mazzolare a dovere il PD come spesso fa. Travaglio dovrebbe quindi conoscere bene e da tempo la faccenda, se non altro perchè cita le parti del libro di Barbacetto che ne tratta. Nel secondo articolo, infatti, porta l’ attenzione tutta solo sulla vecchia vicenda della Serravalle/Gavio/Penati riportando stralci del libro, dimenticandosi ancora, ma tu guarda che strano, un nome forse scomodo (per lui).

Ovvero, omette di copiare/incollare una parte del testo, che potete invece leggere integrale nel link qui sotto, e le ragioni per l’ omissione ci sono tutte, e sono quelle che faccio notare in un paio di miei commenti che vengono come al solito censurati.

Cosa tenta di nascondere Travaglio, o la redazione dedicata?

Semplice, il suo socio Guido Roberto Vitale, quello che fissa il prezzo delle azioni Serravalle a 8.83, tutti soldi che vanno nelle tasche di Gavio e che, come scrive Travaglio, si sdebiterà comprando azioni BNL per Consorte (Unipol).

E chi è il consulente di Consorte durante la scalata alle azioni BNL? Ma sempre Guido Roberto Vitale, il socio di Travaglio ne Il Fatto Quotidiano. Però Travaglio si dimentica anche di questo fatto, infatti scrive solo di Consorte. Gli pongo quindi anche questa domanda e… censurato di nuovo. Poichè ci sono anche le intercettazioni fra Consorte e Vitale durante la scalata BNL, non dovrebbe essere un segreto per nessuno, tranne forse che per i lettori del Pacco Quotidiano, loro è meglio se non sanno con chi ha fondato il giornale Travaglio. Non è il suo giornale famoso perchè “le notizie le daremo, tutte“? Salvo quelle scomode, e se qualcuno le va a scrivere nei commenti, scatta la censura e/o il ban.

Allora vale la pena di scrivere qui come stanno le cose.

Barbacetto scrive nel suo “Compagni che sbagliano” (Il Saggiatore, 2007) : “Si spezza di colpo il fronte Albertini-Penati. Il sindaco di Milano è durissimo: afferma che il diessino presidente della Provincia ha fatto un regalo cash a Gavio. In cambio, ecco che questi sostiene Giovanni Consorte, presidente Unipol, nella scalata alla Bnl: compra lo 0,5 per cento della banca, investendo 50 milioni di euro. Advisor di Unipol è Guido Roberto Vitale, lo stesso che mette il timbro di congruità sul prezzo finale delle azioni Serravalle comprate da Penati.

Suggerisco però di leggere almeno tutto il paragrafo “Il caffè di Filippo Penati“, per comprendere meglio la vicenda, visto che Travaglio ne omette delle parti considerevoli.

Guido Roberto Vitale è probabilmente una bravissima persona, non lo conosco personalmente né per interposta persona, trovo però curioso che il solo scriverne il nome sui blog de Il Fatto Quotidiano porti alla censura se non al ban diretto. 

La ragioni forse sono dovute al suo passato, visto che è un mazzettaro reo confesso, come si può leggere sul Corriere della Sera. Solo che è anche socio fondatore de Il Fatto Quotidiano, e questo probabilmente crea un imbarazzo non da poco nel paladino della legalità Marco Travaglio: aver fondato il giornale con un socio mazzettaro deve sembrare troppo anche per lui, meglio che non si sappia in giro. Come si può leggere sul Corriere della Sera, ha ammesso le sue colpe (una mazzetta da 100 milioni di lire alla Guardia di Finanza) e ha saldato il debito con la giustizia, chiudendo poi la vicenda con il pagamento di 1 miliardo. Se quindi la vicenda giudiziaria può dirsi chiusa, non altrettanto lo è dal punto di vista della culpa in eligendo (ricordate?), poichè Travaglio è bravissimo ad ammonire gli altri sulle scelte inopportune, però nasconde le sue. E’ capzioso nascondersi dietro al solito refrain del pubblico/privato, sia perchè Travaglio lo fa solo quando gli conviene, sia perchè in questo specifico caso la mazzetta per evitare il controllo fiscale si traduce in un danno erariale della collettività, quindi avrebbe anche implicazioni pubbliche, tanto amate dai fan travaglioti quando raschiano il fondo del barile pur di difendere il loro eroe di cartapesta.

Sul socio di Travaglio, Guido Roberto Vitale, ci sono anche altre faccende da raccontare, lo farò prossimamente, stay tuned.

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2 thoughts on “Cominciamo dalla fine

  1. Buondì,
    volevo chiederti quanto è affidabile il sito http://www.vita.it/news/view/95651 che riporta: “Lorenzo Fazio (..) padrone di Chiarelettere (..). Fazio ha messo il 30%. Il 49% è del gruppo Mauri Spagnol (Garzanti, Longanesi, Guanda ecc.), Guido Roberto Vitale (15%), Sergio Parenzio di Telelombardia (6%). Travaglio partecipa con una quota di 100mila euro.”
    Incuriosito da questo paragrafo mi sono messo a fare ricerche in rete e non ho trovato riscontri da nessuna parte, anzi. Secondo Wikipedia per esempio (http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Fatto_Quotidiano#Editore) risulta che il gruppo editoriale è in mano a Francesco Aliberti, Chiarelettere (Lorenzo Fazio, come detto anche sopra), Luca D’Aprile, Cinzia Monteverdi e in parte minore dai giornalisti.
    Sul sito del Fatto (http://www.ilfattoquotidiano.it/contatti/) sono indicati:
    Presidente e amministratore delegato:Giorgio Poidomani
    Consiglieri: Luca D’Aprile, Lorenzo Fazio, Cinzia Monteverdi e Antonio Padellaro
    Direttore generale: Daniele Panetta
    Sul sito de Il Foglio (http://www.ilfoglio.it/soloqui/3373) diretto da Ferrara e in mano alla famiglia Berlusconi (38% di proprietà di Paolo B. e quindi sicuramente non dalla parte del Fatto Quotidiano) sono riportati gli stessi nomi.
    Infine sul sito di Report (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-90788c10-47a8-4e3f-9e28-09bf6d6f6eea.html) ho trovato quella che penso sia la trascrizione di un servizio (versione pdf scaricabile: http://www.report.rai.it/dl/docs/1302458616081chidiceno_pdf.pdf) in cui si parla proprio del Fatto Quotidiano, dove Travaglio dice in merito alla fondazione del giornale: “Abbiamo chiesto anche aiuto a due amici editori che non hanno conflitti d’interesse perché sono rari esemplari di editori che fanno solo gli editori: Chiare Lettere e Aliberti.” (pag 2 del pdf) e di seguito vengono date le cifre spese da ciascun partecipante:
    100.000 euro: Cinzia Monteverdi, Antonio Padellaro
    15.000 euro: Marco Lillo
    30.000 euro: Marco Travaglio (e non 100.000 come detto dal sito da te citato).

    Penso che bisognerebbe indagare più a fondo, visto che di tale Guido Roberto Vitale non c’è traccia.. Hai altre fonti?

    Grazie, Luca

    • Ciao.
      Fa piacere interloquire con uno che ha avuto la pazienza di cercare come hai fatto tu.
      Il link vita.it è comodo perchè l’ articolo è sintetico, comunque puoi trovare una conferma anche qui:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Chiarelettere
      Non che Wikipedia sia la Bibbia, ma Vitale è socio di Chiarelettere come è scritto chiaramente.

      Anche sui valori delle singole partecipazioni non sono chiari, ma resta il fatto che il socio Vitale c’è.
      Così come la sua ammissione di colpa nell’ indagine “fiamme sporche” con arresti domiciliari (nonostante il parere contrario di Di Pietro) e seguente oblazione di 1 miliardo per saldare il debito con la giustizia.
      La frase di Travaglio che hai riportato la conoscevo bene, infatti mi ripromettevo di scriverci un commento, visto che Vitale è ben altro che un editore puro, ma sono dettagli.

      Ribadisco ancora che Guido Roberto Vitale è probabilmente la più brava persona del mondo, oltre ad avere pagato il debito con la giustizia e quindi essersi riabilitato alla società civile, ma noto anche che il Fatto Quotidiano è in evidente imbarazzo se ne citi il nome assieme ai fatti che lo videro protagonista e la sua presenza nell’ azionariato fondativo.

      Altrimenti hai tu qualche spiegazione alla costante e continua censura? Io no.
      Ho anche commesso l’ errore di scrivere un commento, citando lui e una famosa cena, su linkiesta.it: non sapevo ancora che è socio pure lì, infatti pur lasciando il commento lo fecero diventare di “anonimo” e misero le affermazioni in dubitativo, mentre di dubbi non ce ne sono proprio, altrimenti dovrebbero querelare sia il Corriere della Sera che Travaglio Gomez e Barbacetto per il libro “Mani Pulite”, ne scrivono pure loro di Vitale e Euromobiliare.

      Ma se ora spero di aver fugato ogni tuo dubbio sull’ azionariato, prova anche a commentare il fatto che, e qui veramente si entra nel mistero, pure Belpietro (un… lasciamo perdere che mi va il sangue alla testa) in un suo recentissimo editoriale su Libero si chiede perchè Penati pagò tanto care le azioni Serravalle e non scrive che il prezzo a 8.9 lo fece Vitale.

      La sola spiegazione che trovo è che i soldi non hanno partito, destra o sinistra, sopra o sotto: i soldi son soldi e basta, e Vitale è probabilmente “nel giro grosso”, quello dove è meglio andarci coi piedi di piombo.

      Ciao

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